{"id":59245,"date":"2026-05-03T23:22:13","date_gmt":"2026-05-03T22:22:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59245"},"modified":"2026-05-04T11:46:59","modified_gmt":"2026-05-04T10:46:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-fabbricatore-di-specchi-di-paola-c","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59245","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il fabbricatore di specchi&#8221; di Paola Canella"},"content":{"rendered":"\n<p>Un velo di magia avvolge il maestoso castello al centro del lago. L\u2019acqua lo circonda con una quiete antica, e le piccole barche che ogni giorno partono dal molo si muovono da sole, lente e silenziose, dirette verso il castello. Nessuno sa davvero cosa trasportino, ma nessuno osa fermarle.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno arriva Aden, un giovane dagli occhi scuri e i capelli raccolti. Il suo aspetto non \u00e8 trasandato, ma la borsa a tracolla e il mantello di lino fanno intuire che abbia attraversato luoghi affollati e sentieri consumati dal tempo. \u00c8 spinto dal desiderio di scoprire la vera storia che ha sentito su questo luogo: qualcosa, in quelle voci, ha risuonato dentro di lui pi\u00f9 di quanto voglia ammettere. Sente che qui potrebbe trovare finalmente delle risposte, come se quel posto sfiorasse una parte di s\u00e9 che aveva sempre evitato di ascoltare. Non sa perch\u00e9, ma ha la sensazione di conoscerlo senza esserci mai stato prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Stanco dal viaggio, Aden trova rifugio in una piccola locanda ai margini del villaggio. L\u2019aria profuma di legno caldo e di erbe essiccate, e il silenzio che avvolge il luogo gli d\u00e0 la sensazione di essere finalmente arrivato da qualche parte. Il gestore, un vecchio dal volto segnato e dallo sguardo sorprendentemente gentile, emerge da dietro il bancone asciugandosi le mani su un panno. Il suo borbottio non ha nulla di scortese: sembra piuttosto il modo in cui parla chi ha visto passare molte vite davanti a s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abStanza o curiosit\u00e0?\u00bb domanda, con una voce bassa che si mescola al crepitio del camino.<\/p>\n\n\n\n<p>Aden esita un istante, poi sorride appena. \u00abForse entrambe,\u00bb risponde. \u00abHo sentito parlare del fabbricatore di specchi. Lo conosci?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio solleva un sopracciglio, poi lascia uscire una risata breve, quasi affettuosa, come se quella domanda gli fosse familiare. \u00abAh, quello,\u00bb mormora. \u00abSiediti un momento. Qualcosa te la posso raccontare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl lago ha avuto delle trasformazioni,\u00bb comincia. \u00abUn tempo era immenso, e la gente si avvicinava come fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo. Le barche partivano ogni giorno dal castello e portavano specchi coperti fino al villaggio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Prende un sorso di vino, come per scegliere con cura le parole. Si ferma un istante, lasciando che il silenzio faccia il resto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPoi, all\u2019improvviso, l\u2019acqua si ritir\u00f2. Non del tutto, ma abbastanza da lasciare il castello circondato da terra secca. Le barche rimasero ferme, e il vento non portava pi\u00f9 voci. Nessuno seppe spiegarselo.\u00bb Inspira lentamente. \u00abNon molto tempo fa, il lago \u00e8 tornato. L\u2019acqua ha riempito di nuovo la conca, silenziosa e profonda, come se stesse aspettando qualcosa\u2026 o qualcuno. E da quel giorno le barche hanno ripreso a muoversi, portando ancora specchi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Aden lo ascolta, incuriosito, e incrocia lo sguardo del vecchio, come se cercasse la fine di quella storia sospesa. Poi sente il corpo cedere leggermente contro il bancone: la stanchezza del viaggio gli pesa addosso e capisce che \u00e8 il momento di ritirarsi nella sua stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina seguente, Aden cammina per il paese con quella sensazione ancora addosso, come un sapere che non ha ancora trovato parole. Non cerca nulla in particolare, eppure ogni volto che incrocia gli d\u00e0 la stessa impressione: una calma quieta, una luce interna che non sa spiegare. Solo dopo un po\u2019 nota un dettaglio curioso: in molte case, vicino alle porte o alle finestre, c\u2019\u00e8 uno specchio. Non grandi specchi, non oggetti preziosi \u2014 semplici superfici di vetro, pulite con cura, come se avessero un ruolo quotidiano e silenzioso. Non \u00e8 lo specchio in s\u00e9 a colpirlo, ma il modo in cui sembra intrecciarsi alla vita di tutti, senza ostentazione. Come un gesto naturale. Si accorge che quella serenit\u00e0 lo tocca pi\u00f9 degli specchi. \u00c8 una pace che non fa rumore, una pace che lui non ha mai sentito davvero. \u00abDevo scoprire il segreto di questo luogo,\u00bb pensa, e sente che quel segreto potrebbe toccare anche lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello stesso pomeriggio caldo e afoso, Aden si dirige verso il lago e, osservando le barche che si muovono da sole, gli nasce un\u2019idea semplice e luminosa: raggiungere il castello. Con passo veloce torna alla locanda e racconta al vecchio ci\u00f2 che ha in mente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe barche non si possono prendere, appartengono al Fabbricatore di Specchi,\u00bb dice il locandiere. \u00abSi muovono da sole e non obbediscono a nessuno. Ma un tempo, quando questa storia era ancora sconosciuta, usavano barche normali per muoversi sull\u2019acqua senza avvicinarsi al castello. Ne ho ancora una: vecchia, ma solida. Non l\u2019ho mai usata, l\u2019ho ereditata insieme alla locanda.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Aden lo guarda sorpreso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe vuoi, te la presto,\u00bb aggiunge il vecchio. \u00abNon sapr\u00e0 trovare la strada da sola\u2026 ma tu s\u00ec.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Aden annuisce, grato.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina, quando il villaggio dorme ancora, Aden sente l\u2019agitazione vibrare in tutto il corpo. Con gesti attenti spinge la vecchia barca nell\u2019acqua e parte. Il lago lo accoglie con una quiete che sembra respirare, e l\u2019acqua, appena increspata, si apre al suo passaggio come se riconoscesse il suo arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Rema con movimenti lenti, lasciando che il silenzio del mattino gli scivoli addosso come una carezza. Il cielo \u00e8 chiaro, attraversato da una luce morbida che si riflette sull\u2019acqua come un velo d\u2019argento, e il lago sembra guidarlo senza fretta, come se volesse concedergli il tempo di ascoltare ci\u00f2 che dentro di lui si muove da giorni. A ogni colpo di remo sente sciogliersi un\u2019agitazione, un pensiero, un dubbio: ci\u00f2 che trover\u00e0, ci\u00f2 che ha lasciato alle spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che si avvicina, il castello emerge dalla foschia sottile. La sua sagoma, imponente e silenziosa, gli d\u00e0 la sensazione di entrare in un luogo sospeso, dove il tempo non scorre allo stesso modo. Quando finalmente raggiunge il molo, una pace profonda lo avvolge: una quiete cos\u00ec intensa da sembrare viva, come se quel luogo lo stesse aspettando da molto pi\u00f9 tempo di quanto lui possa immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lega la barca a un piolo e osserva le altre imbarcazioni che arrivano da sole, silenziose, senza che nessuno le guidi. A vederle cos\u00ec non fanno una bella impressione, ma quelle cariche, quando ripartono, emanano una luce cos\u00ec intensa e calda da sembrare quasi magiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraversa l\u2019ingresso e si ritrova in una grande sala colma di scatole impilate: alcune segnate dal tempo, altre sorprendentemente intatte. La luce che scende dall\u2019alto \u00e8 morbida e silenziosa, e si posa sulle superfici come una polvere dorata.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti a lui si allineano tre porte di ferro, imponenti e chiuse, ognuna con una presenza diversa. La prima \u00e8 scura, assorbe la luce come una notte profonda. La seconda riflette un bagliore sottile, quasi timido. La terza \u00e8 gelida al solo sguardo, eppure \u00e8 quella che lo attira.<\/p>\n\n\n\n<p>Aden appoggia la mano sul metallo freddo. Un brivido gli attraversa il braccio: \u00e8 paura, ma anche un impulso silenzioso, qualcosa che lo porta a varcare la soglia. Spinge la porta e una luce intensa lo avvolge, cancellando per un istante ogni forma e ogni pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi una voce riempie lo spazio, calma e profonda, come se emergesse dal cuore stesso della stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer quale motivo sei qui?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Aden sta per rispondere, ma la voce lo interrompe con una fermezza gentile:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNessuno ha mai osato superare questo limite.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il giovane inspira, cercando dentro di s\u00e9 un appiglio, un po\u2019 di coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ho trovato una risposta\u2026 ma ho sentito un richiamo. Come se questo luogo sapesse qualcosa di me. E io\u2026 io voglio capirlo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La luce sembra ascoltarlo, inclinata verso di lui in un\u2019attenzione silenziosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi la voce riprende:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon sei ancora pronto. Torna quando saprai davvero perch\u00e9 sei qui.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Un vento leggero, quasi una carezza, lo accompagna verso l\u2019uscita. La porta si richiude con un suono profondo, simile a un respiro trattenuto: un segreto che non pu\u00f2 ancora essere svelato.<\/p>\n\n\n\n<p>Aden torna alla locanda con il cuore confuso e pesante. Quando entra, trova il vecchio seduto accanto al camino, la testa leggermente inclinata, come se avesse gi\u00e0 intuito qualcosa. Aden si siede di fronte a lui e racconta ogni cosa: la luce, la voce, il limite che non sapeva di aver superato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il locandiere lo ascolta senza interromperlo, con la pazienza di chi ha visto molte storie nascere e molte altre finire, e riconosce quando una sta per cambiare direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Aden termina, nella stanza rimane solo il crepitio del fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa risposta \u00e8 gi\u00e0 dentro di te,\u00bb dice il locandiere, con una calma che non giudica. \u00abDevi solo trovare il coraggio di ascoltarla.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole non cadono come un consiglio, ma come un invito. Aden abbassa lo sguardo, e per un istante sente che quella risposta \u2014 qualunque sia \u2014 non \u00e8 lontana: \u00e8 l\u00ec, appena sotto la superficie, in attesa di essere riconosciuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni seguenti sente qualcosa risvegliarsi lentamente, come una luce che prende forma, come un pensiero che finalmente trova il suo posto. Ripensa ai suoi viaggi, alle strade percorse, alle persone incontrate: capisce che ha sempre cercato fuori ci\u00f2 che non osava guardare dentro, e un giorno, mentre osserva l\u2019orizzonte del lago, si rende conto che non pu\u00f2 pi\u00f9 fuggire.<\/p>\n\n\n\n<p>Torna al castello. Rema con calma, lasciando che il lago lo accompagni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora \u00e8 di nuovo davanti alle tre porte. Le sfiora con lo sguardo, riconoscendo le stesse sensazioni, gli stessi timori, ma senza esserne travolto. C\u2019\u00e8 una calma nuova nel suo respiro e lentamente varca la soglia della stanza di luce.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce \u00e8 l\u00ec, come se non avesse mai smesso di attenderlo, e lo accoglie senza esitazione, riproponendogli la stessa domanda:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer quale motivo hai varcato questa soglia?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Aden non trema pi\u00f9. La domanda lo raggiunge, ma dentro di lui c\u2019\u00e8 finalmente spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono qui per cambiare. E per ritrovare me stesso. Ho capito che tutto ci\u00f2 che ho cercato fuori era solo un modo per non ascoltare ci\u00f2 che dentro mi faceva stare male. Ho passato anni a giudicare le persone che ho incontrato e a giudicare me stesso per le scelte che ho fatto. Ho indossato maschere per difendermi, per non mostrare agli altri chi ero davvero. Avevo paura della mia sensibilit\u00e0, della mia fragilit\u00e0, di quella parte di me che ho sempre nascosto perch\u00e9 temevo non fosse abbastanza forte per il mondo. Ora so che \u00e8 proprio l\u00ec che devo tornare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La luce si fa pi\u00f9 calda, avvolgente, come un abbraccio che non giudica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai trovato il coraggio di guardarti dentro,\u00bb dice la voce, pi\u00f9 vicina, quasi un soffio. \u00abLa vita non ti giudica. Ti accompagna. Ogni persona che incontri \u00e8 uno specchio che ti restituisce una parte di te. E quando qualcosa cambia dentro, anche il mondo intorno inizia a muoversi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Aden sente quelle parole vibrare nel suo cuore, un luogo che non aveva mai osato esplorare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi sei?\u00bb mormora, quasi temendo la risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio si fa sottile, poi una voce gli arriva addosso come un sussurro antico, familiare:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono la tua coscienza, Aden. La parte pi\u00f9 vera di te. Ti ho parlato nei momenti in cui ti sentivi perso. E non ti ho mai lasciato.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa dentro di lui si allinea. Il castello, il lago, gli specchi\u2026 non erano un mistero da decifrare, ma il luogo in cui finalmente poteva incontrare s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>La luce si ritira lentamente, come se gli stesse facendo spazio. Davanti a lui appare un banco da lavoro: strumenti lucenti, materiali preziosi, superfici che riflettono frammenti di possibilit\u00e0. Al centro, uno specchio incompleto.<\/p>\n\n\n\n<p>Aden si avvicina. Lo sfiora. Sente che lo sta aspettando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto \u00e8 il mio compito\u2026\u00bb mormora.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce risponde, ormai intrecciata al suo respiro:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, Aden. Tu sei il nuovo fabbricatore di specchi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Aden si avvicina al banco. Un\u2019energia lo attraversa, improvvisa e leggera, come se qualcosa dentro di lui si fosse finalmente chiaro. Le sue mani si muovono senza esitazione: prende gli strumenti e, quasi senza rendersene conto, trasforma un semplice pezzo di vetro in uno specchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lo solleva, capisce subito che non \u00e8 uno specchio qualunque. Non riflette solo un volto: porta alla luce la parte pi\u00f9 autentica di chi guarda, quella che resta in silenzio mentre la vita scorre, quella che spesso si teme perch\u00e9 chiede sincerit\u00e0 e cambiamento. Non mostra ci\u00f2 che \u00e8 stato n\u00e9 ci\u00f2 che sar\u00e0: rivela ci\u00f2 che sta accadendo dentro in quell\u2019esatto momento, il punto in cui un\u2019emozione nasce, un pensiero prende coraggio, una verit\u00e0 chiede di essere riconosciuta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 uno specchio che non giudica e non inganna: mostra ci\u00f2 che una persona \u00e8, prima ancora di ci\u00f2 che crede di essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Aden lo osserva e, per la prima volta, vede l\u2019uomo che non era mai riuscito a vedere. Qualcosa gli si scioglie nel petto: un calore semplice, pieno, quasi un amore nuovo verso s\u00e9 stesso e verso ci\u00f2 che pu\u00f2 costruire per gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il castello, il lago, le barche\u2026 tutto sembra respirare con lui, come se il mondo avesse trovato un nuovo ritmo.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, davanti al suo primo specchio, Aden capisce una cosa che aveva sempre evitato: per anni aveva cercato risposte ovunque, tranne che dentro di s\u00e9. Aveva camminato, viaggiato, incontrato persone, sperando che qualcuno gli dicesse chi era. Ma \u00e8 stato solo quando si \u00e8 guardato davvero che ha iniziato a riconoscersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo specchio che ha creato non mostra solo un volto. Mostra ci\u00f2 che spesso ignoriamo: la parte che abbiamo nascosto, quella che chiede attenzione, quella che vuole essere ascoltata senza paura.<\/p>\n\n\n\n<p>E chiunque si avvicini a quello specchio scopre qualcosa di semplice e potente: che non serve essere perfetti per guardarsi. Serve essere sinceri.<\/p>\n\n\n\n<p>Aden lo capisce mentre osserva il vetro brillare tra le sue mani. Capisce che il suo compito non \u00e8 cambiare le persone, ma aiutarle a vedersi. Perch\u00e9 quando ci guardiamo oltre gli occhi, oltre il corpo, oltre le maschere\u2026 troviamo la parte di noi che abbiamo lasciato indietro. E da l\u00ec pu\u00f2 cominciare tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il castello rimane in silenzio, il lago respira piano. E Aden sa che ogni persona che entrer\u00e0 porter\u00e0 con s\u00e9 una storia diversa, ma tutte inizieranno nello stesso modo: con un gesto semplice. Con il coraggio di guardarsi allo specchio.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59245\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59245\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spinto da un\u2019inquietudine che non sa spiegare, Aden intraprende un cammino che lo porta a confrontarsi con la parte pi\u00f9 vera di s\u00e9. Quella scoperta cambia il suo modo di stare nel mondo, aprendo una possibilit\u00e0 nuova, per s\u00e9 e per gli altri.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_59245\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59245\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":39384,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-59245","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59245"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/39384"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59245"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59245\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59291,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59245\/revisions\/59291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}