{"id":59231,"date":"2026-05-03T22:54:04","date_gmt":"2026-05-03T21:54:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59231"},"modified":"2026-05-03T22:54:05","modified_gmt":"2026-05-03T21:54:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-rospo-e-la-principessa-bischera-di-serena-lauretti-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59231","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il rospo e la principessa bischera&#8221; di Serena Lauretti (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p>In un tempo remoto, tra le colline toscane si ergeva in tutto il suo splendore il castello del Re Ferdinando il Magnifico. Si trattava di un castello costruito appositamente per il re in un punto insolito. Sorgeva proprio nel bel mezzo del pi\u00f9 grande bosco maremmano.<\/p>\n\n\n\n<p>Le intenzioni del re erano chiare: proteggere le sue tre figlie tenendole il pi\u00f9 lontano possibile dalla popolazione. Difatti egli era spesso sulla bocca di tutti i sudditi del reame, non tanto per la sua fama di grande condottiero, ma piuttosto per l\u2019insolita bellezza delle sue figlie.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, la pi\u00f9 piccola, ancora bambina, esibiva inconsapevolmente un\u2019incantevole belt\u00e0 che sconcertava persino le piante e gli animali del creato.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei, la principessa Isotta, era tanto bella quanto monella. Scorrazzava per tutto il castello e per il bosco senza dar retta ad alcuno. Non amava le regole reali, detestava essere trattata da piccola e soprattutto odiava dedicarsi ai lavori femminili che la madre le propinava in tutti i modi.<\/p>\n\n\n\n<p>Isotta adorava, invece, fare lunghe passeggiate e andarsene a tutta fune per i sentieri del bosco, soprattutto dopo i rimproveri dei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo posto preferito nella grande macchia verde che circondava il castello era lo stagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, dopo aver fatto tanto arrabbiare Re Ferdinando, le fu proibito di recarsi nel bosco per i due giorni seguenti. Isotta sconfortata, non si dava pace per quel castigo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta condotta dalla servit\u00f9 nella propria camera escogit\u00f2 un piano per darsela a gambe all\u2019imbrunire, quando tutta la famiglia si sarebbe ritirata nelle proprie stanze.<\/p>\n\n\n\n<p>In punta di piedi scese al piano di sotto e con estrema cautela apr\u00ec la porticina laterale usata solo dalla servit\u00f9 che in quel momento era tutta impegnata a sistemare la cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena fu fuori dalle mura del castello corse veloce come il vento e raggiunse lo stagno dove sempre andava a giocare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore le batteva all\u2019impazzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella fuga alla chetichella l\u2019aveva un po&#8217; agitata. Per giunta, era la prima volta che faceva visita allo stagno nelle ore che precedevano la sera. Con il fiatone ancora in gola si poggi\u00f2 al tronco del grande faggio, si frug\u00f2 nella tasca e tir\u00f2 fuori una palla d\u2019oro con cui era solita giocare.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 a lanciarla in aria e a riprenderla nelle mani. All\u2019improvviso la pallina fin\u00ec nello stagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito Isotta si avvicin\u00f2 all\u2019acqua sperando di vederla ancora. Quella purtroppo era gi\u00e0 scomparsa. Cominci\u00f2 allora a piagnucolare. Pens\u00f2 che con quella poca luce della sera, non aveva certo il coraggio di immergersi nello stagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Si accucci\u00f2 alla riva continuando a piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019un tratto, una voce gutturale arriv\u00f2 alle sue orecchie.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Perch\u00e9 piangi, cittina?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Chi l\u2019\u00e8 l\u00e0 fori?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Cittina, guarda \u2018n gi\u00f9!<\/p>\n\n\n\n<p>La piccola principessa Isotta guard\u00f2 sull\u2019erba umida e quasi si impression\u00f2 nel vedere due rospi rugosi che la fissavano: uno gigante stava ben saldo a terra e uno pi\u00f9 piccolo se ne stava aggrappato a cavalcioni su quello grande.<\/p>\n\n\n\n<p>Cap\u00ec immediatamente che la voce proveniva da uno dei due rospi. Ma quale?!<\/p>\n\n\n\n<p>Spieg\u00f2 ai rospi della pallina d\u2019oro finita nello stagno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Cittina, se vuoi la prendiamo noi la pallina d\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Magari! Ve ne sarei grata&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; In cambio per\u00f2 la fareste una cosa per me?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Cosa?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mi bacereste?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non vi posso baciare, l\u2019\u00e8 una cosa un po&#8217; schifosa!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ascoltate! Pensateci bene, \u00e8 gi\u00e0 sera. Immagino che voi abbiate paura a tornare a casa con questo buio.<\/p>\n\n\n\n<p>Se mi date un baciino non solo vi porter\u00f2 la pallina che avete perso, ma vi riaccompagner\u00f2 pure a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi svelo un segreto: non appena mi bacerete, mi trasformer\u00f2 in un principe!<\/p>\n\n\n\n<p>Isotta ci pens\u00f2 un po&#8217; e poi decise che quello le pareva effettivamente un buon affare.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde nei due giorni seguenti non sarebbe potuta tornare nel bosco, perci\u00f2 pens\u00f2 che almeno sarebbe potuta stare in compagnia di questo principe, invece di annoiarsi da sola come era solita fare.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Va bene, vi fo un baciino!<\/p>\n\n\n\n<p>La principessina vide avviarsi i due rospi verso lo stagno per recuperare la pallina e ne fu subito felice.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, il principe rospo pens\u00f2 finalmente di essersi guadagnato la libert\u00e0 proprio al momento giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stato trasformato in rospo dalla strega Piperina da poco tempo ed ora si trovava per la prima volta a saggiare la stagione degli amori dei rospi. Da l\u00ec a poco gli sarebbe toccato fecondare le uova della grande \u201crospa\u201d a cui stava abbarbicato. Nonostante fosse stato tra i principi pi\u00f9 eleganti ed astuti del suo reame, ora che si trovava tramutato in quella condizione anfibia era costretto a ubbidire a tutti gli istinti dettati dalla natura di quella specie.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco prima dell\u2019incontro con la cittina aveva dovuto sfidare altri due rospi per potersi guadagnare la sicurezza della procreazione con il rospo femmina che ora cavalcava!<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa lo aveva disturbato non poco, ma l\u2019istinto anfibio aveva prevalso su ogni altro suo sentimento regale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora che doveva recuperare la pallina d\u2019oro avrebbe voluto staccarsi dal dorso del rospo femmina, invece gli erano cresciuti due bei calli nuziali che lo facevano stare ben ancorato alla pelle rugosa del suo simile. Insomma, una gran faticaccia fu quella di guidare la sua consorte verso la pallina e verso la riva poi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente l\u2019ardua impresa gli riusc\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivato vicino alla principessa riprese fiato e dopo il grande sforzo disse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eccovi la palla d\u2019oro, cittina cara. Ora baciatemi a lesta vi prego!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oh grazie, principe rospo!<\/p>\n\n\n\n<p>La principessa Isotta prese con le sue mani minute i due rospi.<\/p>\n\n\n\n<p>Avvicin\u00f2 con espressione di grande disgusto il rospo grande al suo volto e, con gli occhi chiusi, schiocc\u00f2 un bacio su quella pelle raggrinzita piena di verruche.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito sent\u00ec le labbra pizzicarle e un sapore amaro le fece venire il voltastomaco.<\/p>\n\n\n\n<p>Apr\u00ec gli occhi e si strofin\u00f2 la bocca schifata. Si guard\u00f2 intorno per controllare dove fosse il principe, ma neppure l\u2019ombra ne vide.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lo sapevo m\u2019avete fatto una liffia! Ve la far\u00f2 pagare, brutto rospo. Avete anche un gusto terribile!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Maremma \u2018mpestata! Cosa avete fatto, cittina! Dovevate baciare me e non il rospo femmina sotto di me!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma i maschi sono sempre quelli pi\u00f9 grandi! Che ne potevo sapere io che eravate quello pi\u00f9 piccino!<\/p>\n\n\n\n<p>Isotta allora si precipit\u00f2 a baciare il rospo piccolo, nonostante il ribrezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello subito si trasform\u00f2 in un bellissimo principe.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo la magia si sent\u00ec un\u2019esplosione inquietante. Il principe, coi suoi piedi, aveva schiacciato il povero rospo femmina sotto il suo peso.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, Isotta tossiva e dava di stomaco. Il principe le and\u00f2 incontro preoccupato e si adoper\u00f2 a tenerle la testa. Se quella moriva, chiss\u00e0 se l\u2019incantesimo appena sciolto lo avrebbe di nuovo stregato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena la piccola principessa si sent\u00ec meglio, tornarono al castello.<\/p>\n\n\n\n<p>Isotta chiese al principe di dormire accanto a lei perch\u00e9 si era presa un bello spavento con quel mal di pancia terribile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il principe glielo accord\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte pass\u00f2 serena e lieve sotto una luna che illuminava il magnifico castello nel bosco.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle prime luci dell\u2019alba Isotta si svegli\u00f2 tutta contenta per avere quel nuovo amico tutto per s\u00e9. Finalmente sarebbe stata sempre in compagnia e non avrebbe pi\u00f9 sofferto la solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 subito a svegliarlo a suon di schiaffetti sulla faccia. Quello apr\u00ec gli occhi innervosito dalla forte luce del sole.<\/p>\n\n\n\n<p>La vista da rospo che lo faceva vivere prevalentemente di notte nella precedente vita anfibia non lo aveva ancora lasciato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Cos\u2019\u00e8 che fate, cittina? Cos\u00ec mi rimbambite!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mi garbava di svegliarvi cos\u00ec, per giocare!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Me mi sa che siete un po&#8217; bischera principessina.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec, il mio babbo me lo dice sempre!<\/p>\n\n\n\n<p>Isotta chiese al principe di scendere gi\u00f9 in giardino. Quello, tenendosi a tutte le pareti per lo stordimento della luce, le and\u00f2 appresso. Intanto Isotta, parlando in continuazione, gli elencava tutti i giochi che avrebbero fatto quel d\u00ec e quello seguente.<\/p>\n\n\n\n<p>Al principe inizi\u00f2 a far male la testa per la luce e per quella voce insistente di bambina che gli impartiva gi\u00e0 mille ordini. Questa salvezza guadagnata con tanta fatica, gli iniziava a sembrare una prigione molto pi\u00f9 sfiancante di quella vissuta nella vita da rospo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando furono in giardino al principe passarono tutti i giramenti di testa e il cuore gli inizi\u00f2 a battere all\u2019impazzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel prato, tra le margherite in fiore, aveva visto una fanciulla mora, la cui bellezza gli fece risvegliare tutti i sentimenti umani che nella vita anfibia lo avevano abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p>La salvezza, gli sembrava ora degna di quel nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto la principessina lo chiamava per iniziare uno dei primi giochi della giornata, ma quello non rispondeva, tanto s\u2019era imbambolato a guardare quella fanciulla cos\u00ec bella.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oh principe! Che fate?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Cittina, quella fanciulla laggi\u00f9 la conoscete? Mi fo andare i\u2019 cervello a i\u2019brenno!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Certo \u00e8 la mi sorella quella.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso giochiamo, per\u00f2!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No, cittina cara. Devo assolutamente sposare la tu\u2019 sorella, non c\u2019\u00e8 tempo per giocare!<\/p>\n\n\n\n<p>Isotta sbuff\u00f2 e con il piede destro inizi\u00f2 a pigiare la terra del prato facendovi una buca per il nervoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quelle parole del principe cap\u00ec che quello non aveva nessuna intenzione di giocare con lei. Aveva iniziato anche lui a trattarla da piccina come tutti gli altri&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo lo aveva salvato e s\u2019era presa un bel malanno, ora si ritrovava con uno in pi\u00f9 in famiglia che la ignorava.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci pens\u00f2 due volte! Prese la rincorsa, con un salto si abbarbic\u00f2 ai vestiti del principe, e gli schiocc\u00f2 un bacio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello subito si ritrasform\u00f2 in rospo.<\/p>\n\n\n\n<p>Caddero entrambi sul prato con un tonfo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oh principe, l\u2019\u00e8 vero che son bischera, ma c\u2019ho i\u2019 cervello fino io!<\/p>\n\n\n\n<p>Nulla valsero al rospo le suppliche per essere baciato e salvato nuovamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, Isotta era sicura che andando allo stagno avrebbe trovato, ogni giorno, almeno un fedele rospo a farle compagnia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59231\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59231\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un tempo remoto, tra le colline toscane si ergeva in tutto il suo splendore il castello del Re Ferdinando il Magnifico. 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