{"id":59106,"date":"2026-04-30T10:50:16","date_gmt":"2026-04-30T09:50:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59106"},"modified":"2026-04-30T10:50:17","modified_gmt":"2026-04-30T09:50:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-storie-di-covid-e-caffe-di-serena-davelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59106","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Storie di Covid e caff\u00e8&#8221; di Serena d&#8217;Avelli"},"content":{"rendered":"\n<p>Lei proprio non avrebbe saputo spiegare cosa fossero l\u2019uno per l\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano mesi che si frequentavano ma non avrebbe saputo quantificare il tempo trascorso insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Era tutto cos\u00ec strano in quel periodo della storia dell\u2019umanit\u00e0. La pandemia aveva dilatato i giorni, le settimane e i mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>I minuti trascorsi con la mascherina in fila per effettuare la misurazione della temperatura corporea, oppure in attesa del proprio turno per avvicinarsi a chiedere informazioni, parevano ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ore trascorse in attesa del risultato di un tampone nasofaringeo o di una visita urgente al PS sembravano giorni; ed i giorni in isolamento o a letto malati, completamente in solitudine, separati dal resto dell\u2019umanit\u00e0, si dilatavano in eternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stato in questo contesto di follia planetaria che un giorno di un vicino prossimo passato lo aveva incontrato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trovava in fila in un bar, in attesa del proprio turno per acquistare un caffellatte e un cornetto da asporto, come si usava in quel periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva la mascherina chirurgica che le copriva quasi completamente il viso, gli occhiali da sole graduati per la sua miopia e un basco di lana a fiori rosso calato sulla testa poich\u00e9 soffriva di emicrania da freddo che le scoppiava improvvisamente rovinandole le giornate invernali. Per vezzo aveva indossato una mascherina rosa, quella che vendono per le bambine, e un foulard di seta rossa annodato al collo che faceva pendant con il cappello.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui la urt\u00f2 con il vassoio appena prelevato al banco e il caff\u00e8 macchiato col\u00f2 rovinosamente sugli stivali da cavallerizza marroni abbinati alla gonna da collegiale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi scusi tanto Signorina! Sono un imbranato. Posso pagarle la tintoria?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa no, si figuri! Si smacchieranno facilmente: \u00e8 pelle. Piuttosto mi spiace per il suo caff\u00e8\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, dovrei smettere. Dalle cinque di questa mattina \u00e8 il terzo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quella conversazione continu\u00f2 nella fila comune che lui si apprest\u00f2 a fare per la seconda volta con lei. Ne seguirono molte altre per molte altre mattine, fin quando non si decisero a incontrarsi a casa di uno dei due.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei prefer\u00ec incontrarsi da lui. Le sembr\u00f2 naturale. Non aveva intenzione di farlo entrare a gamba tesa nella sua vita privata, di fargli vedere le sue cose, usare i suoi asciugamani in bagno dopo la doccia, stendersi sulle sue lenzuola nel letto, e cos\u00ec via\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non lo disse. Disse invece:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa me c\u2019\u00e8 poca luce. Vediamoci da te se non \u00e8 un problema\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, pazzo gi\u00e0 di lei, accett\u00f2 senza esitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Abitava in una palazzina d\u2019epoca a due piani.<\/p>\n\n\n\n<p>Collocata alla fine di una stradina stretta e senza luce.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiudeva culminando su una collinetta affacciata su un monte verdeggiante e disabitato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella parete anteriore della palazzina era stato lasciato un muro senza stanze, con una finestra di stucco e pietre senza infissi dalla quale si osservava tutto il verde panorama posteriore.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei pens\u00f2 fosse bellissimo abitare l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>E pens\u00f2 che, nonostante il suo lavoro, lui avesse un animo da poeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Si incontravano tutti i luned\u00ec poich\u00e9 il luned\u00ec \u00e8 il giorno di chiusura dei parrucchieri, e lui, per essere sempre presente, chiedeva ogni settimana un cambio turno ad un collega diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che si rec\u00f2 all\u2019appuntamento, per ricordare il loro primo incontro si vest\u00ec in modo simile.<\/p>\n\n\n\n<p>Tenendo conto della stagione cambiata, mise la gonna a pieghe, sostitu\u00ec gli stivali con delle ballerine con tacco medio, un biker di pelle al posto del cappotto e, lasciato nell\u2019armadio il basco, annod\u00f2 intorno al collo il fazzoletto di seta rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 non era propriamente rosso: si sa che la visione dei colori e delle sfumature non \u00e8 condivisa nello stesso modo da tutti gli esseri umani. Le centinaia di sfumature di rossetto che le donne indossano nella loro vita, appaiono agli uomini semplicemente rosa, rosso, bordeaux e carne. Di conseguenza quello che per lui era un foulard rosso, per lei era un corallo tendente alla cipria pertanto una sfumatura meno, come dire, sensuale, e pi\u00f9 romantica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma alla fine lei, entrata nell\u2019appartamento, lo folgor\u00f2, e lui la osserv\u00f2 spogliarsi lentamente pregandola di non togliere l\u2019accessorio erotico o romantico, dal suo candido collo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parve una perversione tutto sommato carina e accettabile. Dopo tutto era stata lei a volersi vestire cos\u00ec e probabilmente in lui risvegliava in maniera vivida il ricordo di quel goffo primo incontro.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ore trascorrevano ogni settimana pi\u00f9 velocemente, parlando, ridendo, mangiando e facendo l\u2019amore perch\u00e9 le donne quando sono felici e appagate hanno sempre fame, \u00e8 risaputo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si rese conto di amarla e di voler legare la sua esistenza a quella di lei ed inizi\u00f2 a farle proposte di vita condivisa. Ogni tanto tra un amplesso e l\u2019altro le proponeva di buttare gi\u00f9 un muro per avere una zona pranzo pi\u00f9 spaziosa per le cene con gli amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure, quando lei restava incantata e nuda sulle lenzuola umide di sudore, ad osservare la luce entrare dalle finestrelle tra le vecchie travi, le diceva che un\u2019altra finestra era possibile proprio l\u00ec da dove la luce si faceva strada da dietro la collina verde di boschi e fiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei sorrideva e, per un microcosmo di esistenza, prendeva seriamente in considerazione la cosa immaginando una culla rosa, una tavola apparecchiata per gli amici di sempre e delle tendine fatte a tombolo dalla zia Elide da appendere alla nuova finestra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma poi rientrava nel suo corpo e pensava a sua madre che alzava la serranda del coiffeur alle cinque del mattino e che lavorava ogni fine settimana per acconciare e truccare spose sempre pi\u00f9 attempate e per questo pi\u00f9 esigenti. Pensava a mamma che aveva bisogno di aiuto per assistere quel suo fratello nato sfortunato a causa della genetica, e reso ancora pi\u00f9 sfortunato, dalle terapie e dai farmaci assunti per ingannare la morte ma che alla lunga, lo avevano reso ulteriormente lontano dalla vita normale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come poteva vivere altrove? Come poteva lasciarla sola di notte? Non aiutarla ad imboccarlo, cambiarlo, sollevarlo, accarezzarlo, sgridarlo, lavarlo accudendolo come un beb\u00e8 ma di cento chili?<\/p>\n\n\n\n<p>Non era possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019era Mario; o meglio, c\u2019era stato Mario, nella sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, pur essendone uscito formalmente, l\u2019aveva resa talmente un inferno da lasciare il suo ricordo come Attila.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stata usata, truffata e sminuita. E ancora si sentiva una stupida a dover pagare i conti di truffe non sue, avvocati che si rifacevano su di lei e finanziarie che non aveva mai stipulato.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quel male, pensava, doveva essere compensato dal bene prima o poi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se ora faceva la parrucchiera aveva pur sempre frequentato il liceo scientifico e studiato matematica statistica e quella storia del mezzo pollo non l\u2019aveva mai digerita!<\/p>\n\n\n\n<p>Lei di fronte a questi discorsi si scherniva, scuoteva la testa, sorrideva, affermava di pensarci su, che s\u00ec, sarebbe stato bene un lucernario qui o l\u00ec e poi si alzava e si rivestiva velocemente andandosene fino al prossimo luned\u00ec e centellinando le telefonate.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui restava solo sulle lenzuola stropicciate, nudo ed indifeso, con il cuore in gola di dolore e di rabbia, non riuscendo a comprendere come mai lei non lo riamasse. Come poteva non capire che era tutto per lui? Che non viveva senza di lei? Che le notti di turno erano popolate dalla sua presenza e dai suoi capelli? Che il suo candido collo era diventato un\u2019ossessione? Pensava a lei continuamente e malediva la colazione in quel bar,<\/p>\n\n\n\n<p>malediva la fila, il caff\u00e8, il Covid che lo aveva reso cos\u00ec fragile ed emotivo. Prima era stato sempre lui ad evitare storie serie ma ora ne aveva bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono diversi mesi, ma il tempo \u00e8 sempre opinabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ritardo d\u2019dapprima la sciocc\u00f2, poi, preso il coraggio a quattro mani entr\u00f2 in una farmacia ed acquist\u00f2 un test con scritto in rosa \u201cPregnant\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il test era positivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pens\u00f2 che forse il destino la stesse aiutando a decidere, che forse era la sua occasione di felicit\u00e0 meritata, che lui \u201cdoveva\u201d essere quello giusto o per lo meno non era quello sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p>Attese il luned\u00ec per recarsi al solito appuntamento, il luned\u00ec seguente l\u2019avrebbe trascorso dal ginecologo per effettuare la visita del primo trimestre.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercava un modo carino per comunicargli la notizia senza essere inopportuna o provocare una reazione esagerata in un senso o nell\u2019altro. Ma comunque era stato lui ad insistere affinch\u00e9 la loro relazione svoltasse in qualcosa di pi\u00f9 serio? Oppure si era ingannata?<\/p>\n\n\n\n<p>Cacci\u00f2 dalla mente i brutti pensieri di rifiuto, tare genetiche, litigi e quant\u2019altro e affront\u00f2 gli sbilenchi gradini di pietra. Entr\u00f2, ed iniziarono a baciarsi come di consueto ed a sfilarsi gli abiti di dosso, vestiti che in quel periodo dell\u2019anno erano diventati opportunamente pochi per gli amanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta era pi\u00f9 profondo, pi\u00f9 bello e ora che sapeva quello che sapeva, era veramente speciale.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei era stesa supina e lui le sedeva sul bacino guardandola estasiato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai\u201d disse lei, tentando di approcciare il discorso che avrebbe cambiato le loro vite\u201d luned\u00ec prossimo non verr\u00f2, c\u2019\u00e8 un grosso cambiamento nella nostra vita\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui sfoder\u00f2 uno dei suoi sorrisi migliori e chin\u00f2 la testa da un lato avvicinandosi al suo collo e inizi\u00f2 a baciarlo slacciando il foularino di seta. A lei piaceva essere baciata sul collo ed inizi\u00f2 ad eccitarsi nuovamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto sommato il discorso della vita poteva attendere ancora qualche minuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prese le mani e le annod\u00f2, era terribilmente eccitante. La baci\u00f2 lungamente mentre lei per non trascurare nessuna sensazione teneva gli occhi chiusi ed il respiro diventava sempre pi\u00f9 profondo.<br>Le mise le mani aperte sul volto e l\u2019accarezzava a palmi aperti mentre le baciava prima la fronte, poi gli occhi ed infine la bocca. Le mani scesero lungo le spalle e poi sul petto fino a chiudersi sullo sterno con i pollici che si sfioravano; salirono lungo il collo ed iniziarono a chiudersi e poi a stringere.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei all\u2019inizio pens\u00f2 ad un gioco erotico ma poi aperti gli occhi supplicandolo con lo sguardo di smettere, lo vide sorridere di quel suo sorriso disarmante e piangere di lacrime silenziose che gli solcavano le guance appena barbute.<\/p>\n\n\n\n<p>Possibile che stesse succedendo tutto questo.<\/p>\n\n\n\n<p>E in attimo vide le tendine alla finestra, la tavola imbandita e la culla col fiocco rosa proprio l\u00ec affianco al letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Fece per allungare la mano per toccare la loro bambina ma non pot\u00e9 farlo perch\u00e9 il foulard rosso glielo impediva.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59106\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59106\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lei proprio non avrebbe saputo spiegare cosa fossero l\u2019uno per l\u2019altra. 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