{"id":59070,"date":"2026-04-27T11:37:32","date_gmt":"2026-04-27T10:37:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59070"},"modified":"2026-04-27T11:37:33","modified_gmt":"2026-04-27T10:37:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-la-donna-di-silvano-di-angelo-besenzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59070","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;La donna di Silvano&#8221; di Angelo Besenzoni"},"content":{"rendered":"\n<p>Silvano \u00e8 il nostro ragioniere. Di bassa statura, corporatura esile, pallido, il volto scavato, gli occhi sporgenti ed una ciuffo di capelli sempre ordinato. Cammina con la schiena rigida, dritto ed impettito, a passetti brevi, ma svelti. Circospetto e sospettoso passa veloce e quando indugia nel proseguire si muove a scatti, come un passerotto che saltella qua e l\u00e0, pronto a fuggire via. Ha un ufficio personale, da dirigente, e raramente si unisce a noi nelle pause caff\u00e8. Tuttavia, quando succede, l\u2019atmosfera si fa tesa, ognuno di noi cerca di assumere un atteggiamento rilassato ma rispettoso, mentre lui si sforza di apparire cordiale ed amichevole, ma alle sue battute si ride per dovere ed il caff\u00e8 si blocca in gola. Ha una passione smodata per i numeri. Non una passione matematica, ma piuttosto aritmetica. Li allinea, in perfetta fila indiana e rimane ad ammirarli. Utilizza il computer e la calcolatrice. Ma non si fida delle macchine, i conti preferisce rifarseli, almeno quelli pi\u00f9 sostanziosi, le cifre importanti delle spese e dei guadagni. Quando si dedica al ricalcolo, alla fine della giornata, dopo che tutti se ne sono andati, allora si rilassa sulla sedia. Abbandona la rigidit\u00e0 che l\u2019ha accompagnato per tutto il giorno, incurva un poco la schiena, allunga le gambe e distende le braccia sulla scrivania. Con aria beata apre il quaderno personale, annusandone i fogli. Sfila dal portapenne la stilografica e ne toglie il cappuccio, lasciando che il profumo di inchiostro si spanda nelle narici, aspirandone l\u2019aroma con un profondo respiro. Stira ben bene la pagina bianca e con un sospiro rassegnato, ma soddisfatto, inizia a riportare i numeri. Uno dopo l\u2019altro, ben incolonnati: unit\u00e0, decine, centinaia, migliaia. Tra una colonna e l\u2019altra, nella riga del totale, lascia uno spazio per il riporto. Quando tutti i numeri sono stati scritti, posa la stilografica ed inizia i calcoli, aiutandosi con le dita che fa scorrere sulle labbra. Dopo aver sommato la colonna, riporta nel totale l\u2019unit\u00e0 trovata e segna le decine nell\u2019apposito spazio vuoto dei riporti. E cos\u00ec via fino ad ottenere il risultato finale, che confronta con quello della stampa che la segretaria gli ha portato per la firma. Sempre i risultati coincidono e questo viene sottolineato da un sorriso benevolo, come a dire che anche stavolta la macchina si \u00e8 comportata bene. Solo una volta i conteggi suoi e quelli della macchina non coincisero; scoppi\u00f2 una tempesta che dur\u00f2 giorni, saettavano ordini da destra a manca, le stampe furono rifatte pi\u00f9 volte, dando sempre lo stesso risultato. Lui si rifiut\u00f2 di rifare i propri conteggi, opponendo la sua ostinazione all\u2019ostinazione della macchina. La faccenda arriv\u00f2 al direttore generale che non potendo sbarazzarsi del suo ragioniere storico, un vero archivio vivente, decise che senz\u2019altro i risultati del ragioniere erano esatti, ma che si sarebbero dovuti usare quelli della macchina. Tanto bast\u00f2 per quietare le acque agitate.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arrivai in azienda, Silvano era gi\u00e0 sposato. Nessuno di noi l\u2019aveva conosciuto da scapolo, come nessuno di noi l\u2019aveva conosciuto da giovane, ma non si pu\u00f2 dire sia vecchio. Non conosciamo la sua et\u00e0 esatta, ma sar\u00e0 sui cinquanta, anno pi\u00f9, anno meno. Ha invece un\u2019anzianit\u00e0 aziendale che incute timore. Si \u00e8 sempre un po\u2019 troppo formali con lui, non si becca mai, in sua presenza, l\u2019occasione per scherzare. E\u2019 una persona scontrosa ed austera, ma dimostra una straordinaria generosit\u00e0. Non prova invidia per i successi dei colleghi, come invece spesso succede in azienda, e si rammarica se qualcuno ha problemi nello svolgere il proprio compito, offrendo immediatamente tutto l\u2019aiuto possibile. Ma non deve essere distratto dalle sue abitudini, questo lo manda letteralmente in bestia. Con i brividi lungo la schiena ricordo ancora quella sera in cui ero rimasto pi\u00f9 a lungo del necessario dovendo finire dell\u2019urgente lavoro arretrato. Silvano stava nel suo ufficio a rifare i conti come al solito. Questo ben lo sapeva anche la moglie, che forse quella volta non se lo ricord\u00f2 o volle sfidarlo, chiamandolo al telefono. Tanta era la sua concentrazione che lo squillo lo fece sobbalzare. Ebbe un tale sussulto che la stilografica gli cadde di mano e macchi\u00f2 d\u2019inchiostro il foglio immacolato del quaderno. Divenne una furia, afferr\u00f2 il telefono e lo gett\u00f2 contro la parete. Urlando ed imprecando, prese il quaderno, lo stracci\u00f2, lo scagli\u00f2 a terra calpestandolo per diversi minuti finch\u00e9 non cadde esausto sulla sedia. Quando si riprese, si accorse che lo stavo osservando. Mantenni la calma ed abbozzai un lieve sorriso, gonfiando un poco le guance ed agitando piano la testa, in segno di solidariet\u00e0. Lui allarg\u00f2 le braccia, con le palme delle mani rivolte verso l\u2019alto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Mi scusi per la deplorevole scenata, ma \u00e8 stata una giornata difficile. Ero un po\u2019 teso. Se poi ci si mette anche la moglie, allora&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Non si preoccupi, uno sfogo ogni tanto non pu\u00f2 che far bene.&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Speriamo&#8230; la prego di non far parola dell\u2019accaduto&#8230; non vorrei che&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non lo lasciai finire. Non ero amante dei pettegolezzi, il suo timore risultava infondato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Non si preoccupi, davvero. Richiami sua moglie invece, se posso darle un consiglio.&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi guard\u00f2 con aria interrogativa, mi ero spinto troppo avanti. Ringraziandomi, si scus\u00f2 per il lavoro da finire e chiuse la porta dell\u2019ufficio, scomparendo dalla mia vista.<\/p>\n\n\n\n<p>Conoscemmo sua moglie Laura alla festa aziendale, per il centenario di fondazione. In quel periodo la propriet\u00e0 aveva programmato un ricevimento presso un prestigioso ristorante, invitando tutti gli impiegati ed i loro familiari. Un vero avvenimento perch\u00e9 mai era stato organizzato un pranzo sociale, nemmeno a Natale. La propriet\u00e0 era ancora in mano alla famiglia storica che nel secolo scorso, per opera del fu commendator Vincenzo, da un garage in campagna, aveva saputo realizzare l\u2019impresa che ora dava lavoro a tutto il paese. Sfortunatamente il commendatore manc\u00f2 prima di aver potuto dare un erede alla famiglia e l\u2019azienda pass\u00f2 al promettente nipote, a quel tempo fresco di laurea in ingegneria. L\u2019ingegner Roberto amministrava l\u2019azienda militarmente e manteneva un atteggiamento padronale ed ottocentesco verso i propri dipendenti dai quali pretendeva rigore assoluto e moralit\u00e0 nei comportamenti, specialmente dal figlio maggiore, il giovane Alberto, promettente avvocato, che aveva provato ad introdurre in azienda. Ma fu un esperimento che non ebbe successo perch\u00e9 all\u2019improvviso Alberto, appena nominato direttore del marketing, fu poi licenziato quasi subito dal padre stesso. Quella mattina l\u2019ingegner Roberto si rec\u00f2 di buon ora nell\u2019ufficio del figlio, entrando senza bussare. Era in corso una riunione e si stavano proiettando istogrammi, torte e flow-chart dai colori vivaci. Si avvicin\u00f2 ad Alberto, gli porse la mano in modo formale e con una vigorosa stretta lo licenzi\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;<em>Avvocato, da oggi la sua collaborazione \u00e8 conclusa. La ringrazio per il lavoro svolto. L\u2019ufficio deve essere liberato entro mezzogiorno. Grazie. Buongiorno<\/em>&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Il figlio rimase senza parole, arross\u00ec non poco di fronte ai suoi collaboratori, ma non disse una parola. Sembra che ora sia a Parigi e si occupi di moda, dove ha lanciato una nuova linea di abiti casual ma eleganti, insieme a Laura, la ormai ex-moglie di Silvano<\/p>\n\n\n\n<p>Fu proprio alla festa del centenario, quando Laura gli fece una corte spietata, che per Alberto inizi\u00f2 la fine della sua carriera in azienda. Senza pudore, Laura non perdeva occasione per appartarsi con lui, lasciando che Silvano si aggirasse smarrito per il salone in cerca di lei. Nulla che potesse dar scandalo, ma poi, quando in pausa caff\u00e8 ne discutevamo fra di noi, allora gli avvenimenti assumevano contorni diversi. Anche perch\u00e9 nel frattempo, dopo solo poche settimane, subito dopo il licenziamento di Alberto, Silvano divorzi\u00f2 da Laura. Era una donna di estrema eleganza e dal portamento algido ed austero, in questo assomigliava molto a Silvano, con cui aveva condiviso tanti anni. Ma evidentemente qualcosa fra loro non girava per il verso giusto oppure Laura aveva deciso che per lei era tempo di cambiare vita. Fra colleghi ne avevamo parlato parecchio, ma ogni deduzione scadeva nel pettegolezzo se non addirittura nella maldicenza vera e propria. Per quel poco che potemmo parlare con lei, durante la festa, Laura ci confid\u00f2 alcuni particolari della vita privata di Silvano che gi\u00e0 prefiguravano la crisi imminente.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Non so come si comporta con voi, ma con me \u00e8 un tale maniaco dell\u2019ordine, da risultare insopportabile. E peggiora con il passare del tempo. Ogni cosa al suo posto, ogni cosa a suo tempo, tutto \u00e8 scandito e tutto \u00e8 previsto. Dopo tanti anni, ormai \u00e8 talmente metodico che potrei descrivervi quello che far\u00e0 da qui ad una settimana senza sbagliare una sola ora del giorno&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A quelle parole, ognuno di noi aveva il suo ricordo particolare, tutti ci eravamo scontrati con il suo puntiglio e le sue manie.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019angolo del muro, fra la finestra e la macchinetta del caff\u00e8 a cui appoggiarsi durante le poche pause che si concedeva con noi; a volte, per non trovarcelo tra i piedi, bastava occupare il suo posto ed allora mai si sarebbe avventurato a prendere un caff\u00e8 non sapendo dove appoggiarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>La disposizione dei fogli per la firma, rigorosamente scalati l\u2019uno dopo l\u2019altro, in modo che dal pacchetto si potessero leggere tutte le intestazioni contemporaneamente. Se qualche foglio veniva trovato coperto dopo che il pacchetto era gi\u00e0 stato lasciato sulla scrivania, Silvano invitava la segretaria a riprendersi il tutto ed a ritornare con le pratiche ordinate \u201c<em>come si deve\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure l\u2019orario prestabilito per recarsi in bagno. Ormai chiunque sapeva che almeno un bagno doveva essere lasciato libero in quei prefissati orari della giornata, per non vedere Silvano aggirarsi paonazzo di stanza in stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il divorzi\u00f2 fu una mazzata che lo lasci\u00f2 completamente stremato. Divenne ancora pi\u00f9 solitario ed incupito. In quel periodo arrivava in azienda prestissimo, si ritirava nel suo ufficio e non ne usciva mai, nemmeno nell\u2019intervallo di mezzogiorno. Solo la sua segretaria personale era autorizzata ad entrare da lui, ma solo se chiamata. Ci riferiva che sempre lo trovava seduto dietro al scrivania, con la schiena rigida e gli occhi bassi, intento a leggere e mai sollevava lo sguardo, nemmeno nel parlarle. Le dava ordini secchi, con poche ed essenziali parole e la invitava ad uscire con sollecitudine.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Ha capito signorina?&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;S\u00ec, dottore, \u00e8 tutto chiaro&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;E allora vada, su, svelta&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A me dispiaceva vederlo in quello stato. Non so perch\u00e9, ma da quella sera in cui avevo assistito alla sua sfuriata, mi ero quasi affezionato a Silvano. Naturalmente non ne avevo mai parlato con nessuno, ma mi veniva spontaneo di difenderlo ogni volta che qualcuno lo derideva o lo biasimava per quel suo comportamento un po\u2019 troppo ombroso.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che mi convinsi di tentare l\u2019impossibile. Mi decisi di parlargli, avevo in mente un consiglio da dargli riguardo ad una possibile soluzione al suo profondo disagio attraverso un rimedio che con me aveva funzionato egregiamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera aspettai che tutti se ne fossero andati e bussai alla porta del suo ufficio, ma non ricevetti risposta. Provai ad aprire piano la porta e lo vidi, sprofondato nella sedia, con i gomiti sulle ginocchia a sostenerne la testa, scosso da un profondo pianto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Tutto bene, Silvano?&gt;&gt;<\/em> sussurrai timidamente, pentendomene subito dopo per aver osato tanto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Ma che&#8230; chi \u00e8&#8230; accidenti&#8230;.&gt;&gt;<\/em> stava gi\u00e0 alzandosi furioso con il dito indice ad indicarmi l\u2019uscita, quando si accorse che ero io. Abbozzai un sorriso di cortesia, allargai le braccia mimando un gesto di abbraccio, cercai di mostrarmi il pi\u00f9 disponibile possibile.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Ahh, \u00e8 lei Angelo. Venga, venga&#8230; mi perdoni&#8230; stavo pensando&#8230; \u00e8 veramente dura, non credevo&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Lo \u00e8 stato anche per me, sa? Mia moglie se ne and\u00f2, all\u2019improvviso. Quella mattina la salutai come al solito, lei rimaneva a letto ancora qualche minuto, io dovevo correre al treno. Non rispose al mio saluto, pensai che aveva ancora sonno, invece probabilmente con la mente era gi\u00e0 partita. Mi chiamarono in ufficio, allora lavoravo fuori citt\u00e0. Fu mio suocero, sua figlia era ritornata dai genitori, non l\u2019avrei pi\u00f9 rivista&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Si perdono i propri punti di riferimento&#8230; ci si sente come svuotati&#8230; senza appiglio&#8230; sperduti&#8230; soli&#8230; &gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Sono stato male diversi mesi. Poi un giorno, mentre stavo camminando per il parco incontrai una coppia di giovani, abbracciati, felici, soprattutto innamorati. Ahh si capiva che erano innamorati&#8230; ridevano, si stuzzicavano. Ma ci\u00f2 che mi colp\u00ec \u00e8 che il prato su cui sedevano, il pioppo che li riparava dal sole, gli uccelli che saltellavano intorno per le briciole dei loro panini, il cielo, il vento, tutto era per loro, affinch\u00e9 si sentissero felici. E allora mi dissi che accidenti, era ora di darmi una mossa; per la miseria potevo innamorami ancora, che cosa aspettavo a cercarmi un\u2019altra donna?&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Angelo, lei non immagina quante volte ci ho pensato. Sa, io ho bisogno di una compagna che mi aspetti&#8230; non posso sopportare di tornare dal lavoro e trovare la casa vuota&#8230;ma allo stesso tempo&#8230; se penso a quello che mi ha fatto Laura&#8230; meglio la solitudine..&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;E allora mi sono dato da fare. Internet, Silvano. Le sembrer\u00e0 assurdo e poco ortodosso, ma mi ha aiutato Internet. Ho trovato l\u00ec la mia nuova compagna. Un ragazza speciale, ci siamo piaciuti subito, al primo incontro. E\u2019 stato subito amore. Sono gi\u00e0 diversi anni ormai, mai uno screzio, mai un problema. Un miracolo. Io e Francesca siamo la coppia pi\u00f9 bella del mondo. Ci pu\u00f2 scommettere.&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Internet? Ma sta scherzando?&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Ci vuole molta attenzione. E\u2019 necessario essere molto prudenti. Ma le assicuro che c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di entrare in contatto con agenzie serie e rinomate. A me \u00e8 andata bene.&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Silvano mi guardava perplesso, ma sembrava seriamente incuriosito. Gli diedi tutte le informazioni possibili, gli spiegai come contattare le varie agenzie, mi offrii completamente a sua diposizione. Alla fine sembr\u00f2 gradire. Ora era molto pi\u00f9 sollevato. Ero soddisfatto di quanto ero riuscito ad ottenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 diverso tempo, forse qualche mese, non ricordo con precisione, l\u2019atteggiamento chiuso di Silvano sembrava stabile, non dava segni di apertura, ma almeno non peggiorava. Finch\u00e9 una mattina arriv\u00f2 inaspettatamente pi\u00f9 tardi di noi, come suo solito si diresse in ufficio a passi svelti e con la testa china, ma non chiuse la porta. Addirittura, durante la giornata c\u2019era chi giurava di averlo sentito persino canticchiare. La sua segretaria ci rifer\u00ec poi, alla pausa delle cinque, che Silvano sembrava meno nervoso, pi\u00f9 rilassato, a modo suo anche un poco cordiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo addirittura Silvano salut\u00f2 con uno schietto e squillante<em> \u201cbuongiorno a tutti\u201d<\/em> e prima di entrare in ufficio pass\u00f2 da me e mi diede una pacca sulla spalla.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Giornata splendida. Ha visto che sole magnifico stamattina? Ci voleva dopo tanta pioggia, non le pare?&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ammutolito per lo stupore cercai di rispondere qualcosa, ma mi si strozz\u00f2 la gola. Dovetti tossire un paio di volte, ma alla fine riuscii a biascicare due parole<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;S\u00ec, splendido giorno&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando se ne and\u00f2 i colleghi mi stavano guardavano con tale curiosit\u00e0 che sentivo i loro sguardi pizzicarmi ovunque, tanto che mi venne voglia di sfregarmi, con le mani, le braccia e il petto, per il fastidio. Non sapendo cosa dire, ruotai leggermente la mano destra vicino alla fronte, come a dire che a Silvano era andata fuori posto qualche rotella.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non avevamo visto ancora nulla. Da quel giorno Silvano prese l\u2019abitudine di fare la pausa caff\u00e8 con noi, ignorando il suo posto vicino alla finestra, ridendo di gusto alle nostre battute, a volte mescolando il caff\u00e8 da destra a sinistra, altre volte da sinistra a destra, cos\u00ec come capitava od addirittura dimenticandosi di mettere lo zucchero. La nostra curiosit\u00e0 cresceva giorno dopo giorno. Alla sera, Silvano correva via allo scoccare delle sei, come un impiegato qualunque. Quando una volta la segretaria lo rincorse con la consueta stampa di totali da controllare, Silvano le rispose che aveva cose ben pi\u00f9 importanti da fare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Signorina, se abbiamo un computer, usiamolo. Non \u00e8 possibile che con tutto quello che abbiamo speso per la tecnologia, ancora si debbano controllare a mano dei totali&#8230;. sia ragionevole, perdio.&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Ma dottore&#8230; lei voleva&#8230; diceva che&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Su, su.. vada a casa pure lei, la giornata \u00e8 conclusa&#8230; a domani&gt;&gt;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fu il venerd\u00ec successivo, quando Silvano si present\u00f2 in ufficio in camicia e jeans, senza giacca e senza cravatta, che non ressi oltre. La curiosit\u00e0 ci stava divorando.<\/p>\n\n\n\n<p>Bussai alla porta aperta e mi affacciai, sempre timoroso e rispettoso, ma fui subito travolto dal suo entusiasmo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Venga Angelo, si accomodi pure. Non l\u2019ho pi\u00f9 ringraziata, sa? Ho seguito alla lettera il suo consiglio e cos\u00ec ho trovato Gianna&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;In Internet, come le avevo detto?&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Esattamente&#8230; ho fatico un po\u2019, ho incontrate parecchie ragazze&#8230; con alcune mi sono incontrato, ma non sentivo nessuna emozione, non mi dicevano niente&#8230; finch\u00e9 non trovai Gianna.. Ci siamo piaciuti subito, al primo incontro gi\u00e0 avevamo deciso che lei si sarebbe trasferita da me&#8230; sa che le dico?&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Che mi dice?&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Caro Angelo, sono innamorato. Stavolta sono davvero innamorato&#8230; ne sono sicuro&#8230; se penso che confondevo l\u2019ammirazione per Laura con amore&#8230; che rabbia!!!&#8230; ora so cosa significa amare ed essere amato&#8230; per come sono e per come \u00e8 lei, senza ombre, senza sotterfugi, senza menzogne&#8230; siamo uno lo specchio dell\u2019altra&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non mi riusc\u00ec di dire nulla tanta era la gioia e la soddisfazione di essere stato in qualche modo l\u2019artefice di tutto questo. Gli sorrisi con gratitudine. Allora Silvano si alz\u00f2 dalla scrivania e visibilmente commosso, con gli occhi lucidi, mi prese la mano e me la strinse con vigore fra le sue.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Grazie Angelo, le sar\u00f2 riconoscente per sempre&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non dimenticher\u00f2 mai il suo sincero riconoscimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben presto la notizia si sparse per tutta l\u2019azienda e, visti gli effetti assolutamente positivi sul carattere di Silvano, tutti ne furono contenti, soprattutto il direttore generale che non ne poteva pi\u00f9 delle sue intemperanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu poi un giorno, alla pausa caff\u00e8, quando Silvano ci disse, con tono cattedratico, che con Gianna avevano iniziato lo studio del Kamasutra, \u201c<em>come filosofia per apprendere il corretto piacere dei sensi, secondo il giusto principio etico su cui si basa la vita di coppia\u201d<\/em>, che, dopo essere scoppiati tutti a ridere di gusto (ora con Silvano era possibile pure questo), ci sgorg\u00f2 da dentro un irresistibile desiderio di conoscere questa donna dagli straordinari poteri.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, chi era questa Gianna, da dove sbucava? Ma soprattutto come aveva potuto affascinare ed ammagliare a tal punto Silvano da renderlo quello che era ora? Non si poteva aspettare oltre, bisognava incontrarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra colleghi non eravamo abituati a frequentarci dopo il lavoro e non sapevamo quindi come proporre a Silvano una serata insieme, con le nostre famiglie. Non avrebbe mai accettato. A me venne per\u00f2 un idea. Potevamo recarci a casa di Silvano durante la pausa di mezzogiorno, suonare alla porta, vedere questa straordinaria Gianna, inventare una scusa qualsiasi, magari presentarci come testimoni di Geova e poi ritornare velocemente al lavoro. Nessuno obiett\u00f2 nulla, era un\u2019eccellente idea. Formammo una squadra di tre persone, io partecipai di diritto, gli altri due posti furono contesi con determinazione e dopo una dura battaglia. Arrivato il giorno stabilito il basista designato si sistem\u00f2 a portata di vista di Silvano, pronto a comunicarci una sua eventuale ed inaspettata uscita dal lavoro e noi partimmo per la nostra delicata missione. Arrivati alla casa, ci portammo davanti al cancelletto che dava direttamente sul loro giardino. L\u2019erba era ben tagliata, lungo i bordi correva una siepe di bosso che fungeva da muretto naturale lungo il sentiero verso l\u2019entrata. Un maestoso roseto copriva un angolo della casa e correva lungo la parete fino alla grande finestra che probabilmente dava sulla sala dell\u2019appartamento. Da dietro le tende candide e drappeggiate si scorgeva la sagoma di una persona, seduta di spalle, dai lunghi capelli mori che le scendevano lungo la schiena.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Deve essere Gianna&gt;&gt;<\/em> pensammo <em>&lt;&lt; benissimo, \u00e8 in casa.&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Suonammo il campanello, sentimmo lo squillo uscire dall\u2019appartamento fino a noi, ma non ricevemmo risposta e nemmeno la persona dietro le tende accenn\u00f2 il minimo movimento. Suonammo una seconda volta, ma nulla nemmeno allora.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Evidentemente sta sentendo musica con le cuffie, oppure dorme&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Oppure semplicemente non ha voglia di rispondere&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Aaahh behh.. se \u00e8 come me&#8230; io non apro mai a nessuno&#8230; nove volte su dieci vogliono venderti qualcosa&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Delusi, imbarazzati per la stupidaggine che avevamo architettato, ritornammo in ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera stessa, come per effetto di una sorta di telepatia, Silvano mi convoc\u00f2 nel suo ufficio, mi fece sedere con una certa solennit\u00e0 e mi preg\u00f2 di ascoltarlo con attenzione. Al momento pensai che avesse scoperto la bravata che avevamo appena compiuto, ma come parl\u00f2 mi tranquillizzai subito.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Angelo, come pu\u00f2 ben comprendere, ho parlato molto di lei a Gianna. Abbiamo deciso di invitarla a cena stasera, se ci facesse l\u2019onore di accettare&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Ne sono lusingato. Il tempo di arrivare a casa e sistemarmi e sar\u00f2 da lei per le nove.&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Va benissimo, a pi\u00f9 tardi allora&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi presentai allo scoccare delle nove, dal cancelletto vedevo la finestra della sala illuminata ed ancora la figura di una donna seduta. Mi apr\u00ec Silvano, con un sorriso smagliante. Indossava jeans e camicia, come ormai era solito fare anche al lavoro. Mi invit\u00f2 ad entrare. L\u2019ingresso era elegante, da un lato un\u2019antica cassapanca probabilmente di fattura locale ed un raffinato appendiabiti intarsiato con motivi floreali. Dal lato opposto all\u2019entrata, una porta a scomparsa conduceva ad un corridoio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Gianna, \u00e8 arrivato, sei in sala?&gt;&gt;<\/em> disse Silvano a voce alta, rivolto verso il corridoio. Non si ud\u00ec risposta, tuttavia Silvano aggiunse un \u201c<em>allora sbrigati<\/em>\u201d, per rimarcare la lentezza delle donne nel prepararsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto che mi appendeva l\u2019impermeabile, all\u2019improvviso, come rispondendo ad un invito che non avevo assolutamente sentito rivolgergli, url\u00f2 di nuovo <em>&lt;&lt;Gianna, dai. Che figura mi fai fare. So bene come comportarmi con un ospite. Gli sto appunto sistemando l\u2019impermeabile. Stiamo arrivando&gt;&gt;<\/em>. Mi guard\u00f2 sorridendo e sottovoce aggiunse che Gianna era molto emozionata e non voleva assolutamente sfigurare con i colleghi del marito.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente ci avviammo, lungo il corridoio potevo vedere il salone che si apriva davanti a noi e lo spigolo del divano che correva lungo tutta una parete. Superato l\u2019angolo, all\u2019altra estremit\u00e0 del divano, la vidi. Gianna non sembrava alta, sebbene fosse seduta, pensai che pi\u00f9 o meno doveva essere come Silvano. Di corporatura gracile, aveva capelli neri e lisci lungo le spalle, come avevo gi\u00e0 immaginato, gli occhi erano sorprendentemente grandi, spalancati, intenti ad osservarmi, ma fissi ed immobili, e come paralizzata in una smorfia di stupore, la bocca era aperta e le grandi labbra strette quasi a forma di cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu una sorpresa talmente forte che per un attimo provai un senso di vertigine, dovetti appoggiarmi alla sedia di fianco. Silvano mi osservava stupito per la mia reazione, ma non disse nulla al riguardo e fece le presentazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Gianna, lui \u00e8 Angelo&#8230; Angelo, lei \u00e8 Gianna&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Avrei voluto dire almeno \u201c<em>Piacere\u201d<\/em>, ma dalla gola mi usc\u00ec solo uno sgradevole raglio. Allungai la mano e al contatto con la mano di lei provai dei brividi che mi scossero tutto il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianna era una bambola. Come se ne vedono in certi negozi. Non aveva quell\u2019espressione volgare, Silvano aveva saputo trasformarla, ma restava una di quelle bambole, di gomma.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accomodai di fronte a lei e mi lascia sprofondare nei cuscini della poltrona. Mi sentivo sfinito e senza forze, come in un incubo non trovavo una ragione per quello che stava succedendo, non vedevo una via d\u2019uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>Silvano inizi\u00f2 a parlare, interloquiva con Gianna normalmente e, come se lei davvero rispondesse, continuava con il suo ragionamento. Ogni tanto mi chiedeva qualcosa, cercavo di rispondere anch\u2019io, ma non mi rendevo bene conto di costa stavo dicendo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Sei perfetta Gianna, ma un difetto te l\u2019ho trovato&#8230;. non sai cucinare&#8230; Angelo, lei e la cucina non andranno mai d\u2019accordo&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Aaahhh beh, sapeste la mia Francesca&#8230; Non sa bollire nemmeno l\u2019acqua per la pasta&#8230;&gt;&gt; <\/em>pian piano stavo riprendendomi<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Eddai, Gianna&#8230; non fare l\u2019offesa adesso, \u00e8 la verit\u00e0. Tu in cucina fai solo danni&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Poi Silvano inizi\u00f2 a preparare la cena ed io rimasi solo con lei. Ogni tanto lui mi dava la voce, mi diceva di non essere troppo timido e rimproverava Gianna di non saper mettere a suo agio un ospite. Mi ritrovai a parlare con Gianna del tempo e del lavoro. Dicevo frasi che cadevano nel vuoto, ma sempre Silvano arrivava in aiuto riprendendo le presunte affermazioni di Gianna, che sentiva solo lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mangiai molto quella sera, anche se il risotto ai frutti di mare e la spigola al cartoccio erano davvero squisiti. Avevo un peso sullo stomaco ed ogni piatto mi dava nausea.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finalmente la serata termin\u00f2, mi buttai in macchina sfinito e mi avviai deciso verso casa. Non vedevo l\u2019ora di gettarmi nelle braccia di Francesca. Il contatto col suo corpo caldo aveva il potere di calmarmi da ogni ansia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, al lavoro, fui assediato dai colleghi. Volevano sapere di Gianna. La descrissi per come l\u2019avevo vista, naturalmente evitando di menzionare il fatto che era una bambola di gomma. Anzi, cercai anche di giustificare un certo qual mistero che si era creato intorno alla sua persona. Dissi che, pure essendo bellissima, soffriva di un difetto fisico e faticava a camminare. Inoltre era sordomuta, per questo non sentiva quasi nulla e si esprimeva a gesti con suoni inarticolati. Ma era comunque una splendida ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono i mesi, ormai la mia amicizia con Silvano si era ulteriormente irrobustita. Spesso mi chiedeva consigli sulla vita di coppia, come superare certi screzi, come affrontare certi problemi. Rispondevo per quel che potevo, cercando di essere il pi\u00f9 verosimile possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte, il suo entusiasmo nel parlarmi di Gianna era tale che mi ricordava quei due ragazzini innamorati al parco che avevano dato una scossa alla mia grigia vita di allora. Silvano era innamorato e lo si capiva dalla gioia e della spensieratezza con cui affrontava ogni giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ci fu la festa del centenario, quella dell\u2019unica occasione di incontro fra noi colleghi e le nostre famiglie, Francesca non stava bene. Era il periodo della sua terapia che doveva essere scrupolosamente ripetuta ogni sei mesi esatti. Era quindi mancata all\u2019incontro aziendale ed ora Silvano avrebbe voluto conoscerla e presentarla a Gianna. Ricordo che ne parlai a Francesca la sera a letto, le spiegai per bene tutta la situazione, cercai di essere il pi\u00f9 convincente possibile. Lei non disse niente, si gir\u00f2 e si addorment\u00f2. Per\u00f2 la sera dell\u2019appuntamento, al mio ritorno dal lavoro era gi\u00e0 pronta per andare da Silvano. Francesca era cos\u00ec. Di poche parole, ma decisa nelle sue azioni. Non fu una serata difficile. Francesca si adatt\u00f2 subito alla situazione. Si pu\u00f2 dire che entr\u00f2 subito in empatia con Gianna. Per Silvano era la prova provata di quanta complicit\u00e0 c\u2019\u00e8 sempre tra due donne.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Noi maschi dovremmo imparare da loro ad essere maggiormente solidali fra noi&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi venne da ridere, ma dissimulai il mio sarcasmo e feci finta di nulla. La sera, a casa, Francesca mi confid\u00f2 di essere entusiasta di Silvano. Come successe a me, anche lei fu colpita dal suo immenso amore per Gianna che, ovviamente, non la lasci\u00f3 indifferente. Ma prefer\u00ec non approfondire il discorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi successe quello che prima o poi sarebbe dovuto succedere. Ne avevamo parlato parecchie volte ed io avevo consigliato a Silvano la cura giusta. Anche la mia Francesca ne soffriva, ma insieme avevamo deciso che se la medicina ci aveva fornito certi strumenti, era giusto utilizzarli. Silvano mi obiettava che cos\u00ec il suo rapporto con Gianna ne avrebbe sofferto, che quel trattamento artificiale avrebbe macchiato la purezza del loro amore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Ne ho parlato seriamente con Gianna. L\u2019ultima parola deve essere la sua, ovviamente. Ebbene anche lei, come me, ha deciso che quando succeder\u00e0, se succeder\u00e0&#8230;. allora noi saremo pronti&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Saranno state le quattro di notte quando mi arriv\u00f2 la sua telefonata. Silvano era talmente agitato che non riuscivo ad afferrare il senso delle sue parole.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Presto&#8230; venga&#8230; Gianna&#8230; sta male&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Balzai gi\u00f9 dal letto, infilai camicia e pantaloni, mi gettai in macchina e, dopo aver superato diversi semafori con il rosso, in meno di mezz\u2019ora ero gi\u00e0 da lui. Mi accolse piangendo come un bambino, non riusciva a parlare per i singhiozzi, mi indicava la sala. Gianna era l\u00e0, distesa sul divano, completamente sgonfia, afflosciata dentro i vestiti che ormai quasi la coprivano interamente. Sembrava il corpo di una vecchietta, morto d\u2019inedia e di stenti, senza pi\u00f9 carne, senza ossa, solo la pelle liscia e pallida. Mi prese una tale angoscia che abbracciai Silvano e piansi con lui.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Perch\u00e9 Silvano&#8230; perch\u00e9 non ha voluto ascoltarmi&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Grazie Angelo&#8230; ma non potevo contro la sua volont\u00e0&#8230; non sarebbe stato giusto&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi disse che, sebbene pensasse di essersi preparato per questa eventualit\u00e0, ora che era davvero successo non aveva la forza per affrontare la situazione. Ma per Gianna avrebbe voluto delle esequie religiose, solenni e decorose come lei si meritava.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Quando parlavamo dell\u2019eventualit\u00e0 che lei se ne potesse andare prima di me&#8230; ebbene, mi disse che le sarebbe piaciuto che le sue ceneri fossero sparse nel vento&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna avevo un lontano parente che si occupava di imprese funebri. Si chiamava Carlo, era il nipote di una zia di mia madre. Un tipo concreto, poco incline ai sentimentalismi, ma pronto alla commozione di maniera nei momenti opportuni. La persona ideale per il mestiere che si era scelto. Quando gli spiegai la faccenda, lui mi guard\u00f2 quasi con rabbia e con l\u2019indice della mando destra inizi\u00f2 a picchiettarsi una tempia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Il tuo amico Silvano \u00e8 matto, ma tu lo sei ancora di pi\u00f9 se stai a ricorrerlo in queste sue paranoie&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Carlo, ti prego, cerca almeno di capire&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Capisco che adesso \u00e8 meglio che andiamo al manicomio e lo facciamo ricoverare&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi mont\u00f2 dentro una tale rabbia che lo afferrai per il colletto della camicia e gli dissi a muso duro: <em>&lt;&lt;Tu adesso mi ascolti bene&#8230; vai da Silvano, gli vendi una bara, ci metti la sua bambola, chiudi per bene e fai come se fosse morta la sua donna&#8230; hai capito bene?&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sentivo che mi colava la bava dalla bocca, le vene del collo mi dolevano tanto erano gonfie, la mia mascella era serrata nello sforzo di apparire cattivo e violento. Avevo davvero intenzione di colpirlo e di fargli male e credo che Carlo lo cap\u00ec benissimo perch\u00e9 non fiat\u00f2 neppure.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Scusa.. scusa&#8230; va bene&#8230; chiudiamo tutto nella bara&#8230; e poi&#8230;&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Poi la morta vuole essere cremata&#8230; organizza anche questo&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli feci avere una foto che avevo ritoccato al computer, per fare sembrare pi\u00f9 reale possibile il ritratto di Gianna. Fu un lavoro che lasci\u00f2 senza parole anche Silvano.<\/p>\n\n\n\n<p>La cerimonia funebre fu toccante e partecipata. Nessun collega manc\u00f2. Qualcuno dice di aver visto anche Laura, nel fondo della chiesa, nascosta tra il battistero ed il confessionale. Il prete, pur non conoscendo affatto Gianna, ma su indicazioni di Silvano, profer\u00ec una commovente omelia, rimarcando specialmente l\u2019amore che aveva unito quella coppia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Un amore cos\u00ec sincero che il cuore di Silvano, d\u2019ora in poi, non sar\u00e0 pi\u00f9 vuoto ed arido, nonostante la mancanza della sua amata. Sempre lei rimarr\u00e0 presente in lui&gt;&gt;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine il tempo \u00e8 la migliore medicina e aiuta a superare qualsiasi dolore. Ed ora eccolo l\u00e0, Silvano, coi suoi amati numeri, a contare con le dita che scorrono sulle labbra. Sono passati ormai diversi mesi, ma quel prete aveva ragione. Certamente Silvano \u00e8 triste, ma non disperato. Una sera mi confid\u00f2 che Gianna le manca, ma la casa stranamente non la sente vuota. Gli pare a volte che lei sia ancora sul divano, ad aspettarlo mentre lui finisce di preparare la cena. Oppure gli pare di sentire la sua voce che lo chiama, perch\u00e9 ha sonno e vorrebbe andare a letto. Ormai \u00e8 ritornato il Silvano di una volta, qualche sua mania \u00e8 rispuntata, ma da lui traspare una forza ed una solidit\u00e0 inspiegabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ammiro Silvano. Ho una smisurata stima di lui e lo invidio. A me il suo coraggio \u00e8 mancato. O meglio, a noi il loro coraggio \u00e8 mancato. Sapeva che prima o poi Gianna si sarebbe arresa alla vita, perdendo le forze poco per volta, ma pur di mantenere intatto e naturale il loro amore, Gianna ha saputo rinunciare alla vita e Silvano alla sua presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un coraggio ed una abnegazione che vorremmo possedere anche noi, ma che non abbiamo. Anche Francesca come Gianna si sarebbe spenta poco alla volta, ma noi abbiamo deciso di intervenire, di affidarci alla medicina ed alla scienza. Quasi subito dopo il nostro incontro, Francesca decise che si sarebbe fatta operare ed io fui d\u2019accordo. Le praticarono un\u2019incisione nella nuca, poco sopra il collo, per installarle una valvola ben nascosta dai capelli. Furono giorni difficili, la convalescenza fu lunga, sempre a rischio che la ferita si aprisse. Ma alla fine, la valvola resse bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sei mesi inizia la terapia, che dura una notte intera. Alla sera, lei si distende sul letto, ci baciamo con passione, per darci coraggio reciproco. Poi applico la spina del compressore alla valvola ed attivo la macchina. Per una notte intera, una lunga notte, il compressore lavora lento e pompa piano l\u2019aria necessaria. Lei soffre terribilmente, sento il suo respiro farsi sempre pi\u00f9 affannato, il cuore battere forte. Vedo il suo petto sollevarsi, le sue membra contorcersi sotto la spinta dell\u2019aria. Per fortuna, quando il dolore diventa insopportabile, Francesca sviene. Rimango sveglio, in attesa spasmodica della mattina, quando la terapia \u00e8 finita e lei ritorna miracolosamente la splendida Francesca di sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Silvano e Gianna videro tutto il macchinario, le sonde, il compressore, le bombole, i tubi, si allontanarono inorriditi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&lt;&lt;Meglio mantenere la nostra umanit\u00e0 e accettare con forza la nostra condizione, che rischiare di vivere vite artificiali&gt;&gt;<\/em> sosteneva con vigore Silvano.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono come lui, non posso vivere di soli ricordi. E Francesca, seppure che per due notti all\u2019anno prova degli insopportabili dolori, non pu\u00f2 tollerare di lasciarmi solo e di darmi una tale sofferenza. Per noi l\u2019amore \u00e8 un sentimento concreto, fatto di abbracci, di sensazioni reali, di corpi che si uniscono e si completano. Per noi l\u2019amore \u00e8 qualcosa di vivo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59070\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59070\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Silvano \u00e8 il nostro ragioniere. Di bassa statura, corporatura esile, pallido, il volto scavato, gli occhi sporgenti ed una ciuffo di capelli sempre ordinato. Cammina con la schiena rigida, dritto ed impettito, a passetti brevi, ma svelti. Circospetto e sospettoso passa veloce e quando indugia nel proseguire si muove a scatti, come un passerotto che [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_59070\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59070\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":39334,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-59070","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59070"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/39334"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59070"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59070\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59136,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59070\/revisions\/59136"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}