{"id":59060,"date":"2026-04-23T10:04:26","date_gmt":"2026-04-23T09:04:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59060"},"modified":"2026-04-23T10:06:16","modified_gmt":"2026-04-23T09:06:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-mondo-di-avli-di-giovanna-congiu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59060","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il mondo di Avli&#8221; di Giovanna Congiu"},"content":{"rendered":"\n<p>Beatrice<\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio di quel luogo fu interrotto da uno strano ticchettio ad intermittenza. Spinti dalla curiosit\u00e0 gli ospiti della casa di riposo si portarono verso le finestre. Dal vialetto antistante si pot\u00e9 osservare la figura alta e longilinea di un bel signore: Astolfo. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo il suo nome. Egli camminava guidato da un accompagnatore e mentre avanzava cautamente il suo volto era solcato da una nube di seria preoccupazione; intimamente sentiva una grande agitazione.Uno stato di smarrimento che cercava inutilmente di celare. Ora il suo passo lento proseguiva con rassegnazione verso la sua nuova dimora. Intanto sulla grande vetrata di quell&#8217;edificio due grossi nasi premevano su di essa, mentre quattro occhi sgranati catturavano la scena. La stavano le onnipresenti figure di Sofia e Ginevra che, incuriosite si erano catapultate velocemente. le due acide zitelle amavano essere le prime a commentare sull&#8217;aspetto del nuovo ospite e ad esse non sfuggiva niente. Astolfo si guardava attorno, il grande parco che circondava lo stabile si trovava nella rigogliosa pianura Padana. Alti arbusti di magnolie circondavano la casa di riposo e nell&#8217;aria aleggiava l&#8217;intenso profumo delle bianche magnolie; ad esso si univa il delicato profumo delle rose, bianche, gialle e rosse: esse spuntavano tra gli esili fili d&#8217;erba baciati dalla rugiada .<\/p>\n\n\n\n<p>Astolfo avanzava, il suo sguardo ruotava in modo spasmodico affinch\u00e9 potesse catturare e memorizzare tutto ci\u00f2 che si presentava in quel momento; egli si focalizz\u00f2 a met\u00e0 del vialetto dove stavano tre donne, due erano suore con lunghi abiti scuri; ma quella che colp\u00ec Astolfo fu la bella signora che conversava con loro. Beatrice, egli non pot\u00e9 ignorare l&#8217;elegante donna, i tratti del suo volto erano delicati, segnati da piccole rughe, due grandi occhi azzurri accendevano il suo volto ammaliante. In essi Astolfo si specchio&#8217; provando una grande emozione. <\/p>\n\n\n\n<p>Ella incontrando il suo sguardo accenn\u00f2 un timido sorriso reclinando con grazia il suo capo. Il volto di Astolfo si illumin\u00f2 e compiaciuto si rilass\u00f2; la presenza di quella donna gli aveva trasmesso serenit\u00e0. Ben presto tutti gli ospiti della casa di riposo furono informati della presenza del nuovo inquilino, fecero cerchio attorno a lui congratulandosi per aver scelto quella casa di riposo.Il giorno volse al tramonto, silenziosamente gli ospiti si ritirarono nelle loro stanze per la notte. Anche Astolfo chiuse dietro di s\u00e9 la porta e pesantemente si getto&#8217; esausto sul letto. Lo sguardo era rivolto al soffitto, il sonno tardava ad arrivare con confuse immagini che si sovrastavano, ma nitido apparve il sorriso di Beatrice, intenso e rassicurante. Con questa immagine si rilasso&#8217; e il sonno arriv\u00f2.Anche Beatrice turbata dalla presenza di Astolfo ebbe difficolt\u00e0 ad addormentarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi quando le ombre notturne si dileguarono Beatrice si dest\u00f2, i raggi luminosi solleticavano tra le sue ciglia, essi irruppero nella sua stanza attraverso le imposte socchiuse, che amava tenerle cos\u00ec perch\u00e9 detestava il buio totale. Pigramente si rigir\u00f2 nel suo letto, si beava di quel tepore e non voleva alzarsi. Udendo nitidamente le voci che provenivano dalla sala da pranzo pens\u00f2 al fumante caff\u00e9 che l&#8217;aspettava;i n un lampo salt\u00f2 giu dal letto, era stata una brava amazzone,i suoi anni ancora non li sentiva era energica, euforica al pensiero d&#8217;incontrare il nuovo ospite. Fu cos\u00ec che cap\u00ec di esserne attratta.Appena fece ingresso nella sala da pranzo intravide la sua cara amica Caterina che stava rannicchiata in una comoda poltrona in un angolo in fondo alla sala. Il suo sguardo era sereno, ma lontano e proiettato in un posto indefinito, cos\u00ec era apparso ai suoi occhi.Beatrice si ferm\u00f2 ,un attimo, volle rispettare quel sacro momento di quiete.il volto di lei era diafano, profonde rughe lo attraversavano e Beatrice ebbe un tuffo al cuore poich\u00e9 aveva un profondo affetto per la sua cara amica.<\/p>\n\n\n\n<p>Avvicinandosi con cautela la tocc\u00f2 leggermente, non voleva spaventarla, ella trasal\u00ec destandosi da quello stato di estasi riconobbe l&#8217;amica e un largo sorriso apparve nel suo viso. Dopo un attimo Caterina in modo concitato disse: &#8220;Sai, ieri \u00e8 venuta a trovarmi Nicoletta, non l&#8217;hai incontrata? E&#8217; andata via proprio adesso!&#8221; Beatrice ebbe un sussulto e cap\u00ec che la povera Caterina era ormai rimasta sola, Nicoletta era morta ormai da tempo e facendo questa considerazione senti&#8217; una profonda tristezza realizzando che in fondo una piccola bugia non avrebbe recato alcun danno e assecondandola disse: &#8220;Veramente mi \u00e8 parso di incontrare qualcuno.&#8221; A questa affermazione Caterina si illumin\u00f2 in un largo sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Beatrice chin\u00f2 il capo, si vergognava della sua bugia; non era da lei dirle, fu solo un attimo ,ma poi si assolse pensando all&#8217;espressione felice e radiosa di Caterina. A quella rivelazione dettata semplicemente dall&#8217;affetto che ella provava per lei, Caterina animata da nuova energia raccont\u00f2 di sua figlia: &#8220;Vedi Bea, ieri Nicoletta mi ha portato questa coperta. L&#8217;ha fatta lei con questi grandi quadrati multicolore. E&#8217; morbida, fatta con vari gomitoli colorati. Cara la mia Nicoletta. Insegna e quando pu\u00f2 viene a trovarmi, la sua vita \u00e8 piena d&#8217;interessi; le piace in particolare l&#8217;astronomia, \u00e8 stata sempre innamorata delle stelle. Pensa che quando era piccola al tramonto andava nel giardino che circondava la nostra casa. La si sdragliava sul prato e con occhi rapiti ammirava le stelle cercando con lo sguardo la costellazione del carro e diceva: Vedi mamma \u00e8 come un&#8217;aquilone sfuggito dalle piccole mani di un bambino e si \u00e8 fermato lassu&#8217;; e con questa visione si addormentava. Io e suo padre stavamo l\u00e0 chini a contemplare quel dolce viso sereno, ella nel sonno sorrideva mostrando cos\u00ec una piccola fossetta sul lato destro del volto, rendendolo ancora pi\u00f9 bello.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi con delicatezza suo padre la prendeva in braccio, piano per non svegliarla, l&#8217;adagiava sul letto e silenziosamente ci allontanavano cautamente,mentre la piccola lampada sfavillava, poich\u00e9 non amava dormire al buio.&#8221; Avvolta da quel racconto cos\u00ec intriso di tanta tenerezza Beatrice ascoltava in silenzio, il suo sguardo era commosso. Caterina mentre raccontava volle catturare le emozioni che attraversavano il viso della sua amica, poich\u00e9 conosceva la sua grande sensibilit\u00e0. Ella era estasiata da quella narrazione e quando Caterina fin\u00ec di raccontare Beatrice chiese accoratamente: &#8220;Cara perch\u00e9 non esci un po&#8217;? Sei sempre qu\u00e0 chiusa dietro questa finestra.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Caterina con tono rassegnato ma sereno sorrise e disse:&#8221;Vedi Bea, le mie gambe sono troppo deboli, preferisco stare qua&#8217;. Sto bene.&#8221; e aggiunse: &#8220;Sappi che il mio spirito \u00e8 libero di vibrarsi oltre queste mura e con l&#8217;immaginazione posso andare lontano, sono come gli uccelli che volano e vibrano nel cielo. Per\u00f2 se qualcuno tagliasse loro le ali essi non volerebbero pi\u00f9 a differenza degli Uomini che con il dono dell&#8217;immaginazione, anche se privi della capacit\u00e0 di muoversi possono andare lontano.&#8221; Mentre le due donne conversavano furono interrotte dall&#8217;improvvisa irruzione di Astolfo, egli era apparso nella sala e con un sorriso accattivante porse a Beatrice un bocciolo di rosa rossa, poi con riverenza e scusandosi si allontan\u00f2 con passo felpato. Le due donne sogghignavano benevolmente, allorche&#8217; Caterina fece questa considerazione: &#8220;Quest&#8217;uomo \u00e8 fatto su misura per te.&#8221; Beatrice arross\u00ec chinando lievemente il capo. Caterina spinta dal desiderio di conversare chiese a Beatrice di parlarle della madre. A quella richiesta ella s&#8217;incup\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi con tono sommesso disse: &#8220;Mara. Questo il suo nome.&#8221; Caterina aspetto&#8217;in silenzio perch\u00e8 aveva percepito che il ricordo non era piacevole , che portava qualcosa come un&#8217;ombra che in quel momento oscurava l&#8217;espressione serena del volto di Beatrice. In quel momento le apparve la figura di sua madre, esile, slanciata dentro quei bianchi abiti di lino consapevole della sua bellezza e che avanzava ondeggiando con fare civettuolo. Questa era stata sua madre. Concentrata su se stessa e con poco da offrire a sua figlia pur amandola. Si compiaceva e amava attirare gli sguardi di ammirazione, specie quelli del genere maschile. Mentre riemergeva quel lontano ricordo Beatrice sottolineo che il disinteresse di sua madre nei suoi confronti le aveva recato un dolore cos\u00ec profondo che ancora non riusciva a dimenticare. Mentre Caterina ascoltava il suo volto fu attraversato da una nube di tristezza con silenziose lacrime che scesero sull&#8217;anemico volto. Alla vista di tale reazione Beatrice espose in incontrollato pianto liberatorio. Poi ricomponendosi continuo&#8217; il suo racconto e si rivide l\u00e0, bambina innamorata della figura materna, nascosta dietro la porta della camera di sua madre spiando ogni sua movenza. L&#8217; esile corpo di sua madre stava su una poltroncina di raso azzurro, mentre rifletteva il suo volto su un grande specchio. Le sottili dita guidavano un piccolo rossetto sulle guance, diagonalmente sfumava quel colore sugli zigomi affinch\u00e9 il suo volto assumesse un colorito radioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Beatrice ricord\u00f2 anche la sua voce, mentre cantava, quelle note riecheggiavano nella sua memoria, dolci e sommessi quasi come una preghiera. Passarono diversi anni e quando Beatrice compi&#8217; 30 anni sua madre si ammal\u00f2 gravemente. Spaventata volle e reclam\u00f2 con forza la presenza di sua figlia. Ora nella sua malattia era diventata pi\u00f9 esile, quasi un fuscello. Beatrice premurosa accorse al suo capezzale spinta da una grande tenerezza facendosi piccola e sdraiandosi al suo fianco voleva coccolarla, accarezzo &#8216; i suoi boccoli imbiancati precocemente. Ecco ora che lei era la madre di sua madre e con un tenero slancio la attir\u00f2 forte a se. Mara con voce flebile implor\u00f2 per s\u00e9 il perdono di Beatrice, consapevole di aver mancato verso di lei. Beatrice con voce sicura disse: &#8220;Non ho niente da perdonarti.&#8221; e la confort\u00f2 Ecco, era stata assolta dalle sue colpe, sussultando il suo petto in un pianto liberatorio. Beatrice emise un profondo respiro, quello sfogo le aveva fatto bene. <\/p>\n\n\n\n<p>Abbracci\u00f2 Caterina con affetto e aggiunse: &#8220;Mia nonna Sara giustificava il comportamento di mia madre asserendo che non tutti gli uomini hanno la capacit\u00e0 di amare, \u00e8 nella loro indole. Ci sono uomini che con gesti e parole esprimono amore, ed altri invece che inabissano il prossimo in oscure profondit\u00e0. Siamo solo uomini, spesso fragili e imperfetti.&#8221; Salut\u00f2 Caterina e camminando si avvi\u00f2 fuori verso la piccola chiesetta del pensionato, immersa nel verde e nel silenzio.Varc\u00f2 la porta, i suoi occhi si focalizzarono al centro.L\u00e0 sul banco stava solitario Astolfo. Cautamente Beatrice lo raggiunse e si sedette al suo fianco. La quiete e il silenzio avvolgevano quel luogo odoroso di cera d&#8217;incenso.<\/p>\n\n\n\n<p>I piccoli lumini votivi rischiararono il volto della Vergine Maria e le esili fiammelle oscillavano lucenti ondeggiando debolmente. Dopo una breve e silenziosa orazione Beatrice e Astolfo si alzarono all&#8217;unisono, un piccolo cenno riverente verso il busto piegato sulla croce e poi fuori, in quel tiepido giorno appena sorto.Camminarono per un tratto in silenzio avvolti ancora dalla pace di quel luogo. Fuori il profumo dolce ed inebriante di fiori li avvolse, respirarono profondamente travolti da una grande beatitudine. Beatrice fu per prima a spezzare quel silenzio, chiese ad Astolfo se tutto andava bene. &#8220;Si.&#8221; rispose lui e mentre affermava questo il suo viso fu attraversato da un largo sorriso. Beatrice pens\u00f2 tra se quanto fosse bello e brillante e cap\u00ec di esserne attratta piacevolmente.Passarono parecchi mesi, ormai facevano coppia fissa sotto la super visione critica delle due acide zitelle Sofia e Ginevra.Era un tiepido pomeriggio d&#8217;autunno e un leggero venticello soffiava tra gli esili fili d&#8217;erba. Beatrice ed Astolfo camminavano tra i vialetti del parco che costeggiavano quella casa di riposo; ad un certo punto Astolfo si blocc\u00f2, il suo sguardo si insidi\u00f2 tra quei fili d&#8217;erba pensieroso. Era lontano in quel momento, Beatrice ebbe modo di catturare nel suo volto una nota di malinconia, poi Astolfo posando il suo sguardo su di lei disse: &#8220;Vedi cara, il movimento che il vento produce tra quei fili d&#8217;erba mi fa pensare al moto delle onde del mare; ancora adesso sento lo sciabordio che producevano sulla fiancata della mia nave, per me era come una melodia, essa mi accompagn\u00f2 durante il mio lungo servizio sulle navi militari della nostra Marina. Fui un ufficiale su di esse.&#8221; Mentre raccontava si asciug\u00f2 in modo furtivo una piccola lacrima, con un gesto rapido perch\u00e8 non amava dimostrare la sua debolezza. Ma nel tentativo di nascondere il fazzoletto qualcosa cadde dalla sua tasca, era una foto che non sfugg\u00ec a Beatrice. Ella ne fu turbata, lui raccolse la foto e disse mentre sorrideva:&#8221;Ecco la bella signora!&#8221; Beatrice fu colta da una strana inquietudine, ma tacque facendo finta di niente. <\/p>\n\n\n\n<p>Si sentiva gelosa pensando tra se: &#8220;Chi era quella signora?&#8221; Astolfo impassibile continu\u00f2 nel racconto; &#8220;Vedi Beatrice, talvolta ritorno indietro nei miei ricordi e rivedo i volti dei miei subalterni e a volte erano silenziosi e pensierosi. Mai mi sono posto la domanda se erano felici o avessero dei problemi, erano padri di famiglia oppure giovani reclute lontano dai loro affetti. Sono stato spesso insensibile, egoista e non mi sono mai soffermato a studiare i loro volti e cos\u00ec catturare i loro umori. Sorvolavo su questo. Il mio pensiero era rivolto alle donne, alla mia posizione, l&#8217;aitante giovane ufficiale dentro la sua impeccabile uniforme. Ora mi rammarico di ci\u00f2. Devo ringraziare te Beatrice che col tuo atteggiamento cos\u00ec generoso verso tutti hai fatto in modo che mi guardassi dentro.&#8221; Allora lei lo interruppe imponendogli il silenzio e disse: &#8220;Non fartene una colpa, io spesso mi domando quanto male abbiamo recato al nostro io; purtroppo la societ\u00e0 ci impone una parte che non sempre ci raffigura e noi costretti dalle convenzioni pur di corrispondere alle aspettative degli altri ci sforziamo di stare dentro questa veste cos\u00ec stretta che ci vincola. Ora alla nostra et\u00e0 consapevoli del senso pi\u00f9 pieno della vita sciogliamo questi lacci affinch\u00e9 possa esplodere in noi la nostra vera essenza. Io ho spezzato quei lacci ed ora sono libera.&#8221; Astolfo ascolt\u00f2, cap\u00ec lo sfogo di lei e ne dedusse che tutti siamo come attori sulla scena della vita. Tante maschere che nascondono spesso la nostra vera identit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quella breve parentesi Astolfo tuffandosi nei ricordi del suo passato continu\u00f2 a raccontarsi. Pens\u00f2 agli uomini del suo equipaggio, ora non li chiamo&#8217; subalterni ma bens\u00ec uomini che avevano voce e sentimenti; rise mentre raccontava del suo nostromo Ciro che era di Napoli, allegro, pronto alle battute. Cantava spesso e portava allegria. Ogni volta che ritornava a casa per licenza la bella e giovane moglie Evelina rimaneva incinta; avevano gi\u00e0 avuto tre maschi ma lei rincorreva il sogno di riuscire ad avere una piccola principessa. Beatrice rise di cuore. Ormai immerso in quei nostalgici ricordi Astolfo continu\u00f2 a tornare indietro nel passato, pareva quasi volesse rivivere spasmodicamente quelle vecchie emozioni e continu\u00f2 a raccontare: &#8220;Quando la nostra flotta approdava a La Maddalena ormeggiavamo in rada e sostavamo per giorni nell&#8217;isola chiamata anche la piccola Parigi denominata cos\u00ec per via dei suoi palazzi e le sue viuzze, ora ricordo bella e luminosa. I miei marinai in libera uscita scendevano nell&#8217;isola e con le ragazze del borgo nascevano piccole grandi storie d&#8217;amore. <\/p>\n\n\n\n<p>Quei giovani marinai si sparpagliavano nelle vie del centro alla ricerca di un telefono a gettoni per poter telefonare e cos\u00ec comunicare con le famiglie, andavano in qualche piccolo bar e nell&#8217;attesa consumavano un caff\u00e8 o un cappuccino. Intanto il jukebox suonava le canzoni di Mina, Celentano, Gianni Morandi ecc&#8230; ecc&#8230; Poi prima di rientrare dalla libera uscita affamati si catapultavano nel locale di Maria che si trovava nella zona di due strade denominata Shanghai, chiamata cos\u00ec per via dell&#8217;affluenza di uomini di varie nazionalit\u00e0. Beatrice trascinata dall&#8217; avvincente racconto ascoltava rapita. Astolfo continu\u00f2 con enfasi a ricordare con gioia quel passato, e aggiunse: &#8220;Vedi Bea, l&#8217;anziana Maria che vendeva in quella paninoteca era affettuosa e gentile con quelle giovani reclute che considerava come figli, preparava i suoi panini farcendoli con generosit\u00e0 e quei ragazzi li divoravano con avidit\u00e0 poich\u00e9 molto buoni. Astolfo immerso nel suo racconto era avvolto da una radiosa luce. Ritornare al suo passato aveva prodotto in lui una grande gioia, e condividerla con Beatrice era la cosa pi\u00f9 bella; poi con lentezza estrasse dalla sua tasca una foto. Non la mostr\u00f2 a Beatrice, la port\u00f2 agli occhi e disse: &#8220;Ecco la bella signora.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>A quella affermazione lei si rabbui\u00f2, era gelosa. Dentro di lei un miscuglio di emozioni poich\u00e9 era chiaramente innamorata di lui e poi con un gesto disperato si avvicin\u00f2 ad Astolfo e con destrezza sottrasse quella foto. La guard\u00f2. Il suo gesto fu lento e con timore la port\u00f2 agli occhi, stupita e sorpresa rimase immobile mentre sul volto di lui apparve un sorrisetto ironico, divertito. Un&#8217;espressione stupita apparve sul viso di Beatrice; ma che scherzo era quello? Lui non si scompose e rise a crepapelle. Su quella foto c&#8217;era una bellissima nave. La Amerigo Vespucci il gioiello della Marina Militare. Poi lui disse che il suo sogno sarebbe stato quello di poter comandare almeno per un giorno quella meravigliosa nave che egli definiva La bella Signora. Beatrice riprendendosi mosse la sua mano per colpirlo, ma poi gli fece una piccola carezza mentre posava il capo sul suo petto. Sollevata sospir\u00f2 e rimasero in silenzio cos\u00ec vicini e felici assaporando quell&#8217; attimo cos\u00ec intimo.All&#8217; orizzonte si stagliava lo spettacolo del tramonto.Astolfo guardandola intensamente improvvis\u00f2 dei versi:<\/p>\n\n\n\n<p> E&#8217; Sera<\/p>\n\n\n\n<p>Guizzi di luce viva incendiano il cielo                    <\/p>\n\n\n\n<p> Sotto di lui sterili arbusti, come braccia protese                      <\/p>\n\n\n\n<p>Verso il luminoso universo.                     <\/p>\n\n\n\n<p>Tu Beatrice, sei il mio luminoso universo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59060\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59060\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Beatrice Il silenzio di quel luogo fu interrotto da uno strano ticchettio ad intermittenza. Spinti dalla curiosit\u00e0 gli ospiti della casa di riposo si portarono verso le finestre. Dal vialetto antistante si pot\u00e9 osservare la figura alta e longilinea di un bel signore: Astolfo. Questo il suo nome. Egli camminava guidato da un accompagnatore e [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_59060\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59060\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":28151,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-59060","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59060"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28151"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59060"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59060\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59069,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59060\/revisions\/59069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}