{"id":59052,"date":"2026-04-22T11:04:01","date_gmt":"2026-04-22T10:04:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59052"},"modified":"2026-04-22T11:04:02","modified_gmt":"2026-04-22T10:04:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-occhi-di-cristina-bruscaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59052","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Occhi&#8221; di Cristina Bruscaglia"},"content":{"rendered":"\n<p>Tutto \u00e8 cambiato in pochi attimi e quegli attimi divideranno la sua esistenza in un \u201cprima\u201d e un \u201cdopo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ricorda di aver mai corso cos\u00ec tanto, \u00e8 allo stremo delle forze. Ha fatto delle brevi pause riparandosi in vari nascondigli durante la lunga fuga, ma poi la paura l\u2019ha sempre spinto a proseguire. Il cuore batte impazzito nel petto, il fiato corto, comincia a capire che presto dovr\u00e0 inevitabilmente arrendersi all\u2019ignoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cprima\u201d era sempre stato piacevole, quasi felice, semplice e sicuro. La mamma, le sorelle, il padre non l\u2019aveva conosciuto ma, grazie a una madre tanto amorevole, non ne aveva mai sentito la mancanza. Un piccolo mondo perfetto, abitudini confortanti atte a soddisfare tutti i suoi bisogni affettivi e materiali. Poi, da qualche ora, era accaduto lo sconquasso, l\u2019invasione, la fine di ci\u00f2 che conosceva e amava, ed era cominciato il \u201cdopo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli si erano presentati aggressivi, urlanti, enormi. Da quale luogo provenivano? Come erano potuti piombare nel suo ambiente devastandolo? Presenze terrificanti ma, a causa della velocit\u00e0 dell\u2019azione, non aveva avuto modo di osservarli con attenzione. Alcuni avevano afferrato le sorelline, mentre altri si erano messi a rincorrere la mamma che invano aveva tentato di difenderle. Poco prima lui si era allontanato per andare a giocare nel prato e ci\u00f2 gli aveva dato il vantaggio di vedere la scena a distanza e la possibilit\u00e0 di fuggire.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena uscito dalla zona conosciuta, per\u00f2, si era reso conto che quegli esseri erano dappertutto; una vera invasione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora \u00e8 arrivato in un posto diverso che non somiglia affatto a quello dove \u00e8 nato e cresciuto. Ogni cosa gli appare spaventosa, e in particolare \u00e8 terrorizzato dal fragore di grandi oggetti luccicanti che si muovono emanando un\u2019esalazione soffocante. Probabilmente gli invasori sono riusciti ad alterare anche il paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente i loro suoni si fanno pi\u00f9 vicini; forse sono dei versi, il modo con il quale comunicano quelle creature. Si volta e li vede, non ha scampo, se a breve non trover\u00e0 un rifugio lo prenderanno. \u00c8 abbastanza piccolo da riuscire ad acquattarsi sotto al fitto intrigo di rami di una siepe. Per fortuna non l\u2019hanno notato. Li guarda passare; sono giganteschi, camminano con delle zampe spropositate e, pi\u00f9 in alto, ne hanno altre due lunghe con artigli. Il muso \u00e8 bianchiccio, molle e schiacciato, la bocca \u00e8 un buco con delle brevi zanne che mostrano spesso. Solo gli occhi riconosce simili ai suoi, ma lo sguardo \u00e8 cattivo. Sono quasi interamente avvolti da uno strato apparentemente leggero e mobile di cui ignora il senso. L\u2019aria \u00e8 impregnata del loro odore sconosciuto e ripugnante.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane l\u00ec fermo per un po&#8217;, poi si affaccia circospetto tra le foglie. Controlla a destra e a sinistra: non c\u2019\u00e8 nessuno, pu\u00f2 uscire. Riprende a correre ma appena gira l\u2019angolo ne scorge vari gruppi, sono tantissimi. \u00c8 perduto. Sente un mormorio dietro di s\u00e9, sta per chiudere gli occhi rannicchiandosi arreso quando nota un\u2019apertura poco pi\u00f9 avanti, la imbocca disperato e si ritrova nel verde di un giardino che gli ricorda casa. Avanza guardingo e, prima di riuscire a capire cosa fare, avverte il loro odore\u2026 un fruscio sulla destra\u2026 si gira e gli appare l\u2019essere. In una frazione di secondo si rende conto che \u00e8 anomalo, pi\u00f9 basso, gli artigli sono gli stessi, sono le zampe inferiori a farlo apparire di minore statura, sembrano tondeggianti, non ne ha mai viste di simili. La creatura lo vede e avanza lentamente, non cammina come fanno gli altri, ma si avvicina strusciando, con difficolt\u00e0, aiutandosi con gli artigli. Lui adocchia uno stretto nascondiglio e ci si fionda. Da l\u00ec sotto lo sente emettere suoni, ma, al contrario dei precedenti, questi hanno un tono pacato, forse gentile.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre cerca una posizione pi\u00f9 comoda nell\u2019angusto spazio lo vede allontanarsi, poi ode un tonfo sinistro, sbircia fuori e si accorge che quello ha chiuso l\u2019unica via di fuga. \u00c8 in trappola!<\/p>\n\n\n\n<p>Il terrore aumenta, i battiti del cuoricino sono fuori controllo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non passa neanche un minuto che lo sente tornare. Con sorpresa vede che sta appoggiando davanti all\u2019uscita del nascondiglio un oggetto rotondo con qualcosa sopra. L\u2019osserva stupito, non sa cosa sia ma gli arriva inaspettatamente un profumo delizioso. Gli esplode una fame incontenibile che la paura gli aveva fatto dimenticare. L\u2019acqua era riuscito a berla da una fonte durante la fuga, ma non ricorda da quanto tempo non mangia, sicuramente troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse se agisce velocemente pu\u00f2 riuscirci; si fa avanti ma si accorge che quello sta protendendo le grinfie per acchiapparlo, alza lo sguardo e vede i suoi occhi\u2026 non sono come gli altri, c\u2019\u00e8 del calore; \u00e8 confuso, per un attimo gli ricordano quelli della mamma. Si ritrae con un balzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad un tratto partono dei trilli assordanti che lo agitano ulteriormente. Sta con il fiato sospeso temendo il peggio ma non succede nulla e l\u2019essere ricomincia con la sua flemmatica intonazione. Prosegue per un po&#8217;, e ad un certo punto smette. Subito dopo avverte un movimento e vede che non \u00e8 pi\u00f9 l\u00ec di fronte, si dev\u2019essere spostato, ma non se ne \u00e8 andato, ne sente il respiro e l\u2019inconfondibile afrore.<\/p>\n\n\n\n<p>In un solo istante, sorprendendo anche se stesso, decide: la fame gli sta mordendo lo stomaco, comunque non ha scampo, meglio morire con la pancia piena, e poi quell\u2019essere gli sembra meno pericoloso degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece, come temeva, non fa in tempo a raggiungere il cibo che viene preso e sollevato. L\u2019artiglio non \u00e8 doloroso e ora \u00e8 appoggiato su qualcosa di soffice e caldo. Con l\u2019altra grinfia quello raccoglie la cosa stuzzicante che aveva messo per terra e gliela porge, ma lui ha troppa paura e nasconde la testa sotto la zampa che lo sta trattenendo.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoni che produce sono ancora tranquillizzanti e anche il suo odore non gli sembra pi\u00f9 cos\u00ec sgradevole ma quasi familiare. Adesso sta muovendo su di lui un artiglio, ma con delicatezza, non per fargli male.<\/p>\n\n\n\n<p>Lentamente tira fuori la testa e lo guarda: s\u00ec, sono gli occhi di poco fa, non gli fanno paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il profumo del cibo \u00e8 fortissimo, troppo invitante. Ne assapora un piccolo pezzo; un alimento ignoto ma non ha mai sentito nulla di cos\u00ec gustoso. Comincia ad ingozzarsi famelico e si rende conto che, come per incanto, quell\u2019essere non gli appare pi\u00f9 estraneo, c\u2019\u00e8 una sintonia. Continua ad osservarlo\u2026 non capisce, ha l\u2019impressione di conoscerlo da sempre. Un legame indissolubile mai provato prima e pi\u00f9 forte della sua stessa volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Inghiottendo l\u2019ultimo boccone si chiede: \u201cAvranno anche dei poteri magici queste creature?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>I giovani mi considerano vecchio, quelli di mezza et\u00e0 quasi vecchio e i vecchi ancora giovane, ma quest\u2019ultimo giudizio non mi \u00e8 di grande consolazione, purtroppo. Le donne \u201cancora giovani\u201d non mi rivolgono pi\u00f9 neanche un\u2019occhiata, se non di sfuggita, per sbaglio; sguardi nei quali leggo solo compassione, ma ci\u00f2 non dipende dai miei anni, ovviamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi muovo agevolmente in casa e anche fuori. I soliti percorsi in un piccolo paese dove ci si conosce tutti e si sta come in famiglia. Abito in un piano terra, tengo la porta d\u2019ingresso sempre aperta, chiunque pu\u00f2 entrare quando vuole, i ladri non vengono anche perch\u00e9 non troverebbero nulla da rubare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quattro anni ormai ho imparato a fare tutto da solo, anche la doccia. \u00c8 questione di pratica, agilit\u00e0 e forza nelle braccia. Prima dell\u2019incidente ero uno sportivo e questo mi ha aiutato.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera simile a tante altre, una cena da amici che stanno appena fuori citt\u00e0, torni a casa, anzi, non torni a casa, e ti cambia la vita. Lei dice: \u201cTu hai bevuto, guido io\u201d. Un rettilineo, una strada sicura, ma probabilmente \u00e8 bastata una breve distrazione o un tacco che si incastra a farle perdere il controllo dell\u2019auto. \u201cNon \u00e8 che stai correndo troppo?\u201d le chiedo, e poi il buio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia moglie non ce l\u2019ha fatta, ventinove anni di matrimonio interrotti in un secondo. Lorenzo, il nostro unico figlio ormai trentunenne, \u00e8 rimasto a vivere e lavorare a Roma dove mi ero trasferito dai tempi dell\u2019universit\u00e0. Per non gravare su di lui con la mia invalidit\u00e0, n\u00e9 farmi isolare e distruggere dalla metropoli, ho preferito tornare nel paesello natio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sento solo? Non ci si pu\u00f2 sentire soli in un posto come questo, non te ne danno il tempo\u2026 per\u00f2 s\u00ec, ci sono dei momenti nei quali vengo avviluppato dalla paura, la paura di girarmi e non vedere pi\u00f9 l\u2019amore negli occhi di qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Esco in giardino. Odio quando la ruota della sedia si incastra tra le zolle erbose, mentre la sblocco intravedo qualcosa dietro al tavolo: \u00e8 un pelosissimo cucciolo color miele che mi guarda terrorizzato. Provo ad avvicinarmi ma lui schizza via e si nasconde in un buco sotto la legnaia.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Vieni!&gt;&gt;, faccio schioccare le labbra, &lt;&lt;Esci da l\u00ec! su\u2026 dai! vieni piccolino!&gt;&gt; Niente, non si muove. Si \u00e8 rintanato in profondit\u00e0, io non riuscirei mai ad arrivarci da qui sopra, potrei chiamare qualcuno ma non vorrei usare la forza, preferisco che la bestiola capisca che non ci sono rischi. Ho avuto diversi cani e li conosco bene, so che si possono prendere facilmente per la gola. Mi viene in mente il pasticcio di patate avanzato, l\u2019avrei mangiato volentieri stasera, questa volta mi \u00e8 riuscito particolarmente appetitoso. Decido di darlo a lui, ma prima di dirigermi in cucina chiudo il cancello, non vorrei che se la svignasse per finire chiss\u00e0 dove.<\/p>\n\n\n\n<p>Torno e l\u2019appoggio proprio davanti, in modo che ne senta il profumo. Fortunatamente con le mie lunghe braccia arrivo senza difficolt\u00e0 a toccare terra, devo solo stare attento a non sbilanciarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sbuca per un attimo, ma appena provo a chinarmi rischizza dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Squilla il cellulare, \u00e8 Franco, lo sto aspettando per la nostra consueta partitina pomeridiana a tressette.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Ciao Fra\u2019&gt;&gt;, mi dice che nel sollevare una cassetta \u00e8 rimasto bloccato dal mal di schiena e non riesce a muoversi. &lt;&lt;No non venire per carit\u00e0! senn\u00f2 sai che bella coppia! Comunque oggi non ti avrei dato retta, sono impegnatissimo\u2026 sto tentando di acchiappare un cuccioletto che \u00e8 entrato in giardino&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>(Lui con me parla dialetto stretto ma, per i pi\u00f9, traduco):<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Dev\u2019essere della cucciolata che Ezio ha scovato stamattina. Era andato con il solito gruppo di amici a caccia, e su, vicino alla Crocetta, hanno trovato una cagna, la stessa che Arturo stava cercando da mesi perch\u00e9 l\u2019aveva vista rubargli parecchie galline. Stava in una tana insieme a quattro cucciole e a un altro che \u00e8 fuggito verso il paese\u2026 sar\u00e0 quello. Dovrebbero far parte di un branco di cani inselvatichiti che si \u00e8 stabilito l\u00ec, so che stanno cercando gli altri. Credo che le abbiano fatte fuori anche perch\u00e9 mi ha detto che non sarebbero servite, non erano una razza buona per la caccia o da pastore&gt;&gt;, uomini di montagna vecchio stampo, se un animale non serve lo fanno fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Ok, rimettiti in fretta&gt;&gt;, taglio corto.<\/p>\n\n\n\n<p>Hai ragione ad aver paura, povero piccolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sposto di lato, uscendo dalla sua visuale penser\u00e0 che sono andato via e prover\u00e0 ad uscire per mangiare, sono disposto ad aspettare tutto il tempo che ci vorr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece dopo pochissimo si sporge e riesco a prenderlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un maschietto di taglia piuttosto piccola, avr\u00e0 quattro o cinque mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appoggio sulle mie gambe morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario di ci\u00f2 che mi aspettavo non si divincola, capisce che sono pi\u00f9 forte di lui. Dev\u2019essere un cagnolino particolarmente intelligente.<\/p>\n\n\n\n<p>Trema come una foglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Raccolgo il piatto e glielo metto vicino, ma lui mi infila il musetto sotto un braccio; sta cercando di non guardare quanto \u00e8 brutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Dai piccolino! mangia che \u00e8 buonissimo&gt;&gt;, gli accarezzo il pelo setoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Si fa coraggio e tira fuori la testolina, barcolla, \u00e8 stordito.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fissa dritto negli occhi, comportamento singolare per un cucciolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Assaggia timidamente ma poi prosegue con voracit\u00e0, senza mai scollare gli occhi dai miei.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrido e penso che d\u2019ora in avanti, quando mi girer\u00f2, questo \u00e8 lo sguardo che vorr\u00f2 incontrare.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59052\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59052\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto \u00e8 cambiato in pochi attimi e quegli attimi divideranno la sua esistenza in un \u201cprima\u201d e un \u201cdopo\u201d. 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