{"id":59038,"date":"2026-04-21T17:07:31","date_gmt":"2026-04-21T16:07:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59038"},"modified":"2026-04-21T17:07:32","modified_gmt":"2026-04-21T16:07:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-wednesday-girl-di-daniela-nicolaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59038","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Wednesday Girl&#8221; di Daniela Nicolaci"},"content":{"rendered":"\n<p>La prima volta che ho posato gli occhi su di lei \u00e8 stato un mercoled\u00ec qualunque.<br>Il giorno che divide la settimana a met\u00e0.<br>Quando \u00e8 successo, ero alla fermata dell&#8217;autobus.<br>Anche lei. Dall&#8217;altra parte della strada. Entrambi in attesa. Io andavo a sud della citt\u00e0, lei a nord.<br>Eravamo gi\u00e0 distanti, ancora prima di conoscerci.<br><br>Anche oggi la osservo, nella speranza che lei intercetti il mio sguardo.<br>Lei, per\u00f2, quei suoi occhi color cioccolato non li alza mai. \u00c8 rapita dal libro che ha tra le mani. Tutti attorno a lei osservano lo schermo del proprio cellulare, le mani anchilosate dal freddo dei mesi invernali.<br>Lei sfoglia le pagine con delicatezza, come se fossero fragili. Non riesco mai a capire cosa legge: romanzi d\u2019amore, thriller, classici\u2026 o appunti per l\u2019universit\u00e0?<br>Il vento le sposta una ciocca di capelli sul viso. Lei, con la stessa delicatezza, se la riporta dietro le orecchie. Indossa stivali marroni, una gonna nocciola. Si stringe nella sua giacca in tartan. Sono rapito da qualsiasi impercettibile espressione del suo viso, da ogni movimento morbido del suo corpo.<br>Vederla \u00e8 diventato il mio rituale mattutino. Ma solo di mercoled\u00ec.<br>Tant&#8217;\u00e8 che \u00e8 diventato il mio giorno preferito della settimana.<br>Di lei non so niente. Solo che prende l&#8217;autobus che porta a nord della citt\u00e0.<br>Spero che non si senta troppo osservata, che i miei occhi non la facciano sentire in imbarazzo. Vorrei che il mio sguardo si posasse su di lei come una farfalla. Leggero, senza disturbarla. Solo il tempo necessario a capire se quello \u00e8 il posto giusto in cui fermarsi. Se cos\u00ec fosse, potrei inspirare il suo profumo. Immagino sia un misto tra l&#8217;odore di bucato appena fatto e un&#8217;essenza floreale.<br>L&#8217;autobus si sta avvicinando. Quando si ferma, lei \u00e8 una delle prime a salire.<br>Seguo il suo breve tragitto verso il posto vicino al finestrino.<br>E in quell&#8217;attimo i nostri sguardi si incrociano.<br>Lei mi osserva per pochi secondi, prima che il bus riparta e io perda di nuovo le sue tracce. Ci ha impiegato dieci mercoled\u00ec. Ma almeno, ora sa che esisto.<br><br>All&#8217;undicesimo, appena arrivo alla fermata, lei \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec.<br>Gongolo all&#8217;idea che d&#8217;ora in poi possa aspettare di vedermi tanto quanto io con lei. Questa volta sorregge la sua borsa sulla spalla destra, controllando l&#8217;orologio. \u00c8 cos\u00ec impaziente di andarsene? Quel pensiero mi rende inquieto. Fossi un supereroe, vorrei avere il potere di fermare il tempo, cos\u00ec da poterla guardare, gioendo di quei lunghi attimi in cui l&#8217;autobus \u00e8 ancora lontano, chiss\u00e0 per quanto ancora.<br>Da qualche tempo inizio a desiderare di udire la sua risata. Chiss\u00e0 se \u00e8 delicata come penso che sia.<br>D\u00f2 un calcio ad un sassolino, un intrattenimento frivolo durante l&#8217;attesa.<br>Quando arriva il mio bus, prendo posto al finestrino, in modo da poterla vedere ancora qualche secondo. Lei, per\u00f2, in modo del tutto inaspettato, non \u00e8 pi\u00f9 dove l&#8217;ho lasciata poco prima.<br>Devo essermi perso il momento in cui se n\u2019\u00e8 andata. La frustrazione prende il sopravvento. <br>E non posso fare altro che sospirare.<br><br>Le settimane successive si rivelano un buco nell&#8217;acqua. La ragazza del mercoled\u00ec non si presenta alla fermata. La sua assenza mi pesa cos\u00ec tanto da farmi dubitare persino della sua esistenza.<br>Chiss\u00e0 se le confessassi tutto quel che mi passa per la testa.<br>Mi troverebbe sdolcinato, oppure ridicolo?<br>Il suo look \u00e8 pi\u00f9 casual del solito. Indossa dei pantaloni della tuta grigi e una felpa oversize di color bordeaux che riporta la dicitura di un\u2019universit\u00e0. Grazie a quel dettaglio, un altro pezzo del puzzle va a comporre il quadro finale. Ho ancora molta strada prima di completare l&#8217;opera. Questo non mi avvilisce, anzi. Sono affamato di informazioni su di lei.<br>Fino ad oggi mi \u00e8 bastato osservarla da lontano. Ma non mi basta pi\u00f9.<br>Basterebbe superare la strada. Sedermi accanto a lei, chiederle che cosa legge. Invece rimango sul marciapiede, bloccato, accanto alla pensilina.<br>Mi stringo nel giubbotto, dopo che una folata di vento freddo mi fa rabbrividire. Cerco di farmi distrarre da ci\u00f2 che accade attorno a me: una signora che fa la sua passeggiata mattutina con il cane, un commerciante che alza la saracinesca del suo negozio. Ma passa solo qualche secondo prima che i miei occhi tornino involontari sulla sua figura. Il modo in cui si sistema la frangetta che le cade sulla fronte, le mani dalle unghie curate. Non c&#8217;\u00e8 una singola cosa che non mi rapisca. I miei occhi sono avidi. Non ne hanno mai abbastanza. Cercano di imprimere al meglio nella mia mente il suo aspetto. <br>Fino al prossimo mercoled\u00ec.<br>Osservo i nostri rispettivi autobus avvicinarsi. Prima uno, poi l\u2019altro. <br>Lascio che siano gli altri passeggeri a sedersi per primi. Anche lei sale sul suo, ma non trova posto. Sembra che ci sia molta pi\u00f9 gente in giro, forse a causa del tempo nuvoloso che non permette una passeggiata senza doversi preoccupare di portare con s\u00e9 l&#8217;ombrello. Rimane in piedi, appoggiata ad un palo. Non ha modo di continuare la lettura del suo libro, perci\u00f2 indossa le cuffie e si guarda attorno. \u00c8 allora che il suo sguardo si ferma su di me. Inizialmente temo che sia solo la mia immaginazione a giocare brutti scherzi.<br>Invece no. La ragazza del mercoled\u00ec, per la seconda volta, mi guarda.<br>I nostri occhi si incastrano in un vortice di curiosit\u00e0. Questa volta resta a guardare senza distogliere lo sguardo. \u00c8 una gara a chi lo sostiene per pi\u00f9 tempo. Mentre entrambi i mezzi ripartono in senso opposto, un angolo della sua bocca si alza in un sorriso appena accennato.<br>Da allora, un solo giorno non mi sembra pi\u00f9 abbastanza.<br><br>La volta successiva, gli occhi vagano con fatica alla ricerca di qualcosa su cui posarsi che non sia lei. \u00c8 difficile, ma devo perlomeno provarci. Lei non mi aiuta nell&#8217;impresa. Di solito \u00e8 china sul suo libro, in fermo immagine. In modo che io possa imprimere meglio nella mente ogni piccolo dettaglio.<br>Oggi, invece, non sta ferma un secondo. Apre il libro, lo richiude. Sposta i capelli dal viso, a causa delle folate di vento. Posa la borsa sulle gambe e ne cerca qualcosa all\u2019interno. Ne estrae un quaderno, prende un pennarello, scrive qualcosa in modo forsennato su una pagina. Annuisce pi\u00f9 volte, tra s\u00e9 e s\u00e9. <br>Come se fosse giunto il momento di fare qualcosa, e si fosse appena decisa a farlo, orgogliosa della propria scelta.<br>Allora, alza lo sguardo. E, guarda caso, mi trova a fissarla. Nell&#8217;imbarazzo, mi gratto la testa e mordo l&#8217;interno del labbro. Vorrei scusarmi per essere stato sempre cos\u00ec indelicato, per averle provocato un senso di disagio.<br>Invece, lei alza il foglio. Proprio verso di me.<br><strong>&#8220;Cosa stai aspettando?&#8221;<br><\/strong>Il cuore salta un battito. Devo aver letto male.<br>Rileggo una, due, pi\u00f9 volte. Come se, all\u2019improvviso, non sapessi pi\u00f9 leggere. Non ho il tempo per decidere se cogliere l&#8217;attimo.<br>L&#8217;arrivo dell&#8217;autobus non me ne d\u00e0 modo.<br>Una volta salito, le faccio segno di aspettare mercoled\u00ec prossimo.<br><br>Non appena arriva il giorno che sto tanto aspettando, mi fiondo al di l\u00e0 della strada. Senza pensarci troppo. Devo giocarmi il tutto per tutto. Ora o mai pi\u00f9. Mi avvicino. Mi fermo davanti a lei, evitando il suo sguardo. Sono speranzoso, al contempo imbarazzato. Esito un istante. Mi siedo accanto a lei, in silenzio. Abbasso lo sguardo sul libro che stringe tra le mani. Lo tiene stretto, come se volesse aggrapparsi a qualcosa di reale.<br>\u00abCosa stai leggendo oggi?\u00bb<br>Quando alza gli occhi, mi perdo in quei cerchi di ossidiana. Ogni intenzione di rimanere impassibile si frantuma sotto i miei piedi. Il sorriso che mi rivolge \u00e8 genuino, a tratti imbarazzato. Sta cercando quanto me di mostrarsi tranquilla, ma scorgo in lei la mia stessa agitazione. Lo noto dal modo in cui si tortura le dita delle mani, per calmarsi. A guardarla cos\u00ec da vicino, lo trovo di una bellezza inusuale, che desta in me ancora pi\u00f9 curiosit\u00e0.<br>Ha il viso piccolo, disegnato da un bravo pittore.<br>\u00abUn saggio di psicologia.\u00bb<br>Tutti i pezzi del puzzle stanno mano a mano andando al loro posto. \u00abUniversit\u00e0, eh?\u00bb<br>\u00abSei un ottimo osservatore.\u00bb<br>\u00abNon hai idea di quanto&#8230; o forse s\u00ec.\u00bb<br>Sbotta in una risatina, e a me sembra di aver appena udito un usignolo cantare. Lancio un\u2019occhiata fugace verso l\u2019altro lato della strada. L\u2019autobus \u00e8 in arrivo. Proprio oggi \u00e8 pi\u00f9 puntuale del solito. Prima che possa tornare al mio posto, ci diamo appuntamento al rientro dalle nostre vite ordinarie. Qualsiasi luogo andr\u00e0 bene, basta che abbia la possibilit\u00e0 di conoscerla. Di mettere una spunta vicino a tutte le cose che ho immaginato di lei.<br>Torno al marciapiede dirimpetto proprio mentre l\u2019autobus \u00e8 in arrivo. Una volta salito, le faccio un cenno di saluto, accompagnato da un sorriso.<br>Me ne accorgo solo allora. Che stupido. Di tutte le cose che avrei voluto chiederle, ho dimenticato la principale. Non che abbia avuto modo di fare chiss\u00e0 quale conversazione. Pochi minuti, conditi da una sana agitazione.<br>Mi sono chiesto milioni di volte come potrebbe chiamarsi. Le combinazioni sono cos\u00ec tante che ho gettato la spugna. Alla fine \u00e8 solo un nome, ma la renderebbe tangibile. Sono stanco di chiamarla &#8220;ragazza del mercoled\u00ec&#8221;. Appena la rivedr\u00f2 sar\u00e0 la prima cosa che vorr\u00f2 sapere.<br><br>Per tutto il giorno la mia testa vaga distratta tra le nuvole. Persino un cieco lo noterebbe. <br>Non appena \u00e8 ora di staccare, fuggo prima che al capo salti in mente di fermarmi per una ramanzina. La meriterei, ma non oggi. Oggi ho cose pi\u00f9 importanti a cui pensare.<br>La ragazza che ha monopolizzato i miei pensieri negli ultimi mesi mi sta aspettando. E io non intendo sprecare altro tempo prezioso.<br>Risalgo sull&#8217;autobus, nella direzione opposta. Durante il percorso controllo pi\u00f9 volte l&#8217;orario sul display del telefono. I quaranta minuti di viaggio sembrano durare il triplo. Quando arrivo a destinazione, scendo di fretta e mi guardo attorno. Della ragazza del mercoled\u00ec nemmeno l&#8217;ombra. Forse sono in ritardo, e per l\u2019ennesima volta me la sono fatta scappare.<br>Lo sconforto si impossessa di me, ma solo per poco. Perch\u00e9 \u00e8 in arrivo un bus dall&#8217;altro lato della strada. Riconosco tra di essi una chioma nera e lucente.<br>Il respiro allora si scioglie in un sospiro di sollievo.<br>Mi faccio spazio tra le persone e raggiungo le strisce pedonali poco lontane, in modo che io possa attraversare. Quando sono di fronte a lei, una miriade di farfalle esplode nel mio stomaco. La sua bellezza mi colpisce come il destro di un boxeur professionista. Vorrei invitarla a bere un caff\u00e8. O forse \u00e8 pi\u00f9 per le cene eleganti, le serate nei club? La gola mi si secca appena apro bocca per salutarla.<br>\u00abSei stato di parola.\u00bb<br>Per fortuna lo fa lei, altrimenti saremmo rimasti zitti a lungo.<br>Ci facciamo strada tra chi corre per prendere il prossimo bus e chi \u00e8 appena uscito di casa e chiss\u00e0 dove \u00e8 diretto. Ogni volta che qualcuno ci passa accanto siamo a un soffio dall\u2019urtarci. Tengo lo sguardo basso mentre vaghiamo senza una meta. Appena mi azzardo ad alzarlo, tutto intorno a me vortica e non riesco a dare un senso alle parole che vorrei dirle. Il sudore mi incolla la maglietta alla pelle. Annuisco appena, anche se non sono sicuro che lo veda. Arrivato all\u2019angolo della strada, mi fermo sotto un lampione. La sera \u00e8 calata e con essa il buio. La luce artificiale le illumina il viso.<br>Per un attimo ho paura di aver fatto il passo pi\u00f9 lungo della gamba. Che mi stia rendendo ridicolo davanti all&#8217;unica persona che vorrei impressionare. Le sue labbra si piegano in un sorriso appena accennato, che mi d\u00e0 un pizzico di sicurezza in pi\u00f9. Fino a poco fa eravamo solo due sconosciuti separati da una strada, adesso ci divide solo un nome.<br>Apro la bocca. La voce si spezza appena.<br>Lei aspetta, comprende il mio stato d\u2019animo. In un attimo di intesa, capisce cosa sto per fare, e mi anticipa. Le nostre voci si fondono in un&#8217;unica domanda.<br>\u00abCome ti chiami?\u00bb<br>Per la prima volta da quando l&#8217;ho vista, ho la sensazione che le cose cambieranno. Che &#8211; da quel momento in poi &#8211; lei non sar\u00e0 pi\u00f9 solo la ragazza del mercoled\u00ec. <br>Chiss\u00e0 che non lo diventi anche per il resto della settimana.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59038\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59038\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima volta che ho posato gli occhi su di lei \u00e8 stato un mercoled\u00ec qualunque.Il giorno che divide la settimana a met\u00e0.Quando \u00e8 successo, ero alla fermata dell&#8217;autobus.Anche lei. Dall&#8217;altra parte della strada. Entrambi in attesa. Io andavo a sud della citt\u00e0, lei a nord.Eravamo gi\u00e0 distanti, ancora prima di conoscerci. Anche oggi la [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_59038\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59038\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":39327,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-59038","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59038"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/39327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59038"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59038\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59040,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59038\/revisions\/59040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}