{"id":59017,"date":"2026-04-20T20:58:12","date_gmt":"2026-04-20T19:58:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59017"},"modified":"2026-04-20T20:58:13","modified_gmt":"2026-04-20T19:58:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-burn-out-di-elena-bevilacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59017","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Burn out&#8221; di Elena Bevilacqua"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-white-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-c42a126ea6123115cec4284c52c0a587\">Katia sale le scale con il suo solito impeto. Zaino sulle spalle, stretta nel suo trench di pelle, cerca di\u00a0 percorrere i gradini tutti d&#8217;un fiato. E&#8217; gi\u00e0 in ritardo di mezz&#8217;ora. Le toccher\u00e0 recuperare in uscita. Un&#8217;altra volta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gli ultimi gradini, poi tutta questa gente si dissiper\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Katia porta una mano sugli occhi, a schermare la luce del sole.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Non respiro cos\u00ec. Ma cos&#8217;\u00e8? Questa volta no. Non esiste. I piedi, s\u00ec\u2026\u2026 mi devo concentrare sulla pianta dei piedi. Cos\u00ec mi hanno detto: inspiro profondamente, poi espiro. Devo respirate profondamente. Inspiro 2-3- e 4. Trattengo &nbsp;2-3-4. Espiro 2-3-4-5-6. Ecco cos\u00ec va meglio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Katia riprende a camminare. Per un attimo il colletto della camicia si scosta, mostrando il cordino che porta in collo. Lo sistema subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trova su via Gaeta, un&#8217;ampia strada del centro, dai palazzi di inizio &#8216;900, eleganti, dal marmo bianco e l&#8217;architettura fascista. Molti sono circondati da cancellate. I rami degli alberi all&#8217;interno dei giardini si allungano oltre le recinzioni, quasi a toccare i passanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cordino stringe sempre pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Di nuovo: 2- 3 -4. Trattengo 2-3-4. Meglio! Il palazzo del giornale, mi piace questo pezzo di strada: qui &nbsp;\u00e8 pi\u00f9 stretto, e dai muri dei giardini spuntano i rami dei platani &nbsp;e filtrano la luce. E&#8217; troppo forte la luce stamattina. Qui, sotto gli alberi, mi sento al sicuro. Ah ecco, tra poco piazza Indipendenza. La piazza mi terrorizza, \u00e8 grandissima\u2026. E i muri sono distanti. Tutti bianchi. Mi abbagliano! No, non ci devo pensare. Pensa alle sensazioni. S\u00ec. Ecco \u2026ecco la&nbsp; sensazione del vento sulla faccia. Ecco va&nbsp; meglio. Inspiro profondamente e con regolarit\u00e0. Tra poco passo davanti il supermercato e ci posso guardare dentro. Si vedono le arance negli espositori. Posso passare anche sotto il porticato, cos\u00ec mi sento meglio. Chiss\u00e0 se anche oggi mi chiameranno da scuola. Speriamo di no! No dai va meglio in questi ultimi giorni, \u00e8 un buon periodo. Piano piano gli passa. Passer\u00e0 tutto. Come dice mia sorella: \u00e8 solo un periodo. Devo dar retta a lei. \u00c8 pi\u00f9 reattivo, interagisce, sorride di pi\u00f9. Poi hai visto come cammina meglio! Guarda di pi\u00f9 negli occhi. Non le dir\u00e0 pi\u00f9 quelle brutte cose a scuola. No, no\u2026ai compagni\u2026. devo stare tranquilla e concentrarmi sul lavoro. La maestra si sbaglia\u2026.si sbaglia!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Davanti la porta a vetri dell&#8217;ufficio staziona Tiziana, con la sua molte imponente trattenuta a stento nella divisa blu. Katia la saluta amichevolmente, sta per scambiare qualche piacevole battuta, ma scorge da lontano la figura del Direttore Generale. Decide di tirare dritto su per le scale, per evitare di dovergli rivolgergli la parola.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;Ha esagerato col botox all&#8217;ultima seduta. Nessuno glielo dice. Un&#8217; amico vero non l&#8217;ha quest&#8217;uomo. Bene, anche la corda si \u00e8 allentata. Certo \u00e8 sempre stretta, ma non mi strangoler\u00e0, non oggi. Ora salgo al &nbsp;terzo piano, nel nuovo ufficio. Non \u00e8 male, non \u00e8 male\u2026.poi siamo anche in tanti, \u00e8 meglio per me. Non fa niente!&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si ripeteva queste frasi per convincersi. In realt\u00e0 a Katia piaceva lavorare per&nbsp; il vecchio ufficio, l&#8217;Area Comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Se mi devo assentare perch\u00e9 Luca va in escandescenze non \u00e8 pi\u00f9 un problema. Prima invece, nel vecchio ufficio, chi avrebbe scritto la rassegna stampa! Se mi avessero chiamato da scuola, non potevo ogni volta lasciare le riunioni cos\u00ec! Hanno ragione a spostarmi. Prendere i permessi dava fastidio\u2026troppi problemi, hanno ragione, davvero! C\u2019\u00e8 qualcun altro che pu\u00f2 fare il mio lavoro qui. &nbsp;In caso mi assenti, meglio cos\u00ec. Meglio com\u2019\u00e8 andata! Ha ragione Alberto, non \u00e8 niente!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono io che mi fisso e mi innervosisco, perch\u00e9 non mi piace il nuovo lavoro e mio figlio sta peggio. Perch\u00e9 io e mio figlio siamo in simbiosi: &nbsp;se io sto male, lui sta male. \u00c8 colpa mia! La faccio troppo lunga, ha ragione mio marito. S\u00ec troppo lunga perch\u00e9\u2026.alla fine legge bene, alla fine con gli altri ci gioca. S\u00ec a modo suo, ma ci gioca. Lo spettro autistico l\u2019hanno escluso. L\u2019hanno escluso meno male. \u00c8 tutta una mia fissazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io e mia sorella ci sbagliamo . Per\u00f2, per\u00f2 non mi torna: l\u2019altro giorno non \u00e8 riuscito a fare l\u2019aeroplanino. A sette anni. Eravamo andati a prendere un gelato. Io mi sono messa a correre sotto il porticato perch\u00e9 lo vedevo troppo assente. Per stimolarlo, no?! Gli ho detto: &nbsp;dai Luca facciamo l\u2019aeroplanino! Apri le braccia \u2026.Cos! E lui le teneva piegate\u2026.in questo modo. Cio\u00e8 proprio non riusciva&nbsp; tenere le braccia su, e poi quando correva si \u00e8 piegato in avanti. E&#8217; strano!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lui che ha camminato ad un anno, che a due anni giocava sempre a calcio\u2026.era bravissimo!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ore e ore a giocare a pallone , dopo aver ripreso il bambino all\u2019asilo, dopo averlo lasciato l\u00ec tutto il giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 Alberto non c\u2019era mai, sempre in trasferta. Sempre soli.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Alberto non c\u2019\u00e8, &nbsp;e noi siamo soli a Roma, di nuovo. In questa citt\u00e0 di merda. Ma chi me l\u2019ha fatto fare di venire qua. Avessi studiato ingegneria al paese, &nbsp;come mia sorella. Ora sarei in fiat come lei, che con una laurea si \u00e8 accontentata. Fa l\u2019 operaia a San Nicola di Melfi: 1.230 euro al mese, con una laurea in ingegneria. Le hanno detto che col tempo pu\u00f2 anche fare carriera. E poi\u2026. vuoi mettere la comodit\u00e0 della famiglia intorno?! E poi\u2026 vuoi mettere la qualit\u00e0 della vita!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A quest\u2019ora non starei cos\u00ec! Ho voluto troppo! &nbsp;Io mi sentivo diversa, &nbsp;e per allontanarmi da quell&#8217;equilibrio pesante, asfissiante, mi sono iscritta a Roma . Ad una facolt\u00e0 che non c\u2019era&nbsp; gi\u00f9, lontana. \u00c8 colpa di questa citt\u00e0 se va tutto male, si \u00e8 vero \u00e8 colpa di questa citt\u00e0. Questa citt\u00e0 \u00e8 troppo grande, \u00e8 troppo bella. Ti chiede troppe ore della vita tua che non hai, questa citt\u00e0\u2026..Magari se ce ne andassimo via di qui, magari in un paese piccolo, in una casa pi\u00f9 grande col giardino. Vuoi mettere il giardino! Oppure vicino al mare. Luca starebbe meglio al mare, avrebbe pi\u00f9 spazio. Potrebbe muoversi di pi\u00f9 e rinforzare la muscolatura. Vivere di pi\u00f9 all\u2019aria aperta, il mare porta&nbsp; via pensieri. Il mare pu\u00f2 portare via tutto, anche me e Luca. S\u00ec il mare potrebbe essere la soluzione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si forse dovrei trasferirmi vicino &nbsp;il mio amico Liberio, a Ostia. Si forse devo mollare tutto e lasciare Alberto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Katia entra nella stanza, c&#8217;\u00e8 Silvana, il suo capo, &nbsp;seduta alla sua scrivania. &nbsp;Silvana, matita nei capelli,&nbsp; \u00e8 intenta a guardare due schermi, uno pi\u00f9 piccolo, e l&#8217;altro pi\u00f9 grande. Parla al telefono, toglie il vivavoce.<\/p>\n\n\n\n<p>Katia le fa cenno con la mano, Silvana tira su il mento per un attimo, senza distogliere lo sguardo dal pc<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mentre cerca di&nbsp; dipanare i cavi del portatile, Katia trasalisce &#8211; Cazzo l&#8217;ASL\u2026.devo chiamare l&#8217;ASL! &nbsp;&#8211;&nbsp; Le sfugge ad alta voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capo le rivolge un gesto di fastidio con la mano, ricordandole che \u00e8 in riunione.<\/p>\n\n\n\n<p>Katia si morde un labbro, &nbsp;prende posto silenziosamente alla scrivania, accende il pc.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Non posso chiamare, c &#8216;\u00e8 Silvana!. Ora inizio a lavorare. Faccio ste cazzo di tabelle con excel , poi vediamo\u2026. No, la corda mi d\u00e0 fastidio, e non mi ricordo pi\u00f9 come si fa il CERCA VERTICALE. E&#8217; la centesima volta che uso questa funzione, non mi entra in testa. Che palle il CERCA VERTICALE\u2026asp\u00e8, si ecco. Devo mettere i valori nella penultima colonna, non nell&#8217;ultima, ecco perch\u00e9 non funzionava!&nbsp; Che regola di merda. Chiss\u00e0 perch\u00e9 l&#8217;hanno inventata. &nbsp;Funziona\u2026.Ah! Ah! Sai che ti dico? Che i numeri, che pensavo non mi piacessero, &nbsp;in realt\u00e0 mi rilassano! No, non mi hanno mobbizzata, \u00e8 normale che non possa prendere i permessi per assistenza disabili in quell\u2019ufficio. E\u2019 giusto. Che pretendo! E s\u00ec perch\u00e9 qualcosa non va, altrimenti non l\u2019avrebbero certificato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Perch\u00e9 a scuola fanno tutte quelle storie per Luca?&nbsp; \u201cE\u2019 un bambino stancante..Troppo stancante\u201d E\u2019 stancante mi ripetono. Ma che vogliono! \u00c8 certificato, no? Perch\u00e9 vogliono sapere se io e Alberto andiamo d\u2019accordo\u2026.perch\u00e8 mi guardano sempre come se volessero indagare sulla vita mia. Io non ho fatto niente. Ho sempre e solo fatto del mio meglio io.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche oggi, far\u00f2 del mio meglio\u2026finir\u00f2 queste cazzo di pivot &nbsp;e poi chiamer\u00f2 l&#8217; ASL.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mentre invia il file,&nbsp; squilla il cellulare.&nbsp; Katia risponde uscendo dalla stanza, diretta in bagno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Pronto? Oh <em>&nbsp;<\/em>Liberio, &nbsp;sei tu!<\/p>\n\n\n\n<p>Ora la corda si \u00e8 un po\u2019 allentata intorno al collo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec s\u00ec, ho visto un cellulare, pensavo fosse la dottoressa dell\u2019ASL\u2026 ah un nuovo numero, ok.&nbsp; Si sono arrivata un p\u00f2 tard\u00ec in ufficio. Devo uscire lo stesso presto. No, il caff\u00e8 ora non riesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Katia scoppia in una risata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No Liberio, non puoi aver detto cos\u00ec davanti a tutti! Cio\u00e8\u2026\u2026non puoi dire davanti a tutti che hai messo il vestito perch\u00e9 devi andare a leccare il culo all\u2019amministratore delegato &#8211; tra l&#8217;altro oggi ha il ciuffo ancora pi\u00f9 selvaggio- Che ti pagano per trascorrere quattro ore alla fiera delle cazzate<\/p>\n\n\n\n<p>Katia pronuncia la parola &#8220;fiera&#8221; imitando il difetto di pronuncia della r di <em>&nbsp;Liberio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No dai mi trovo bene qui. Silvana non mi dice niente, storce un po&#8217; le labbra, ma alla fine non dice niente se vado via in orario. Le ho spiegato la situazione. Si gliel\u2019ho detto che sono sola a casa in questo periodo, non ti preoccupare Lib\u00e8. Non c\u2019\u00e8 bisogno che le parli\u2026..Si si Luca \u00e8 pi\u00f9 tranquillo, da quando abbiamo cambiato terapista \u2013 ovviamente privata, l&#8217;ASL non ce la passa &#8211; va molto meglio, ma si \u00e8 fatto di nuovo male\u2026 una caduta stupida, dentro casa l\u2019altra sera. Ero in cucina a sistemare e lui saltava come sempre di l\u00e0\u2026sette punti sotto il mento\u2026non lo so! Abbiamo il laminato in casa\u2026non so come abbia fatto a lacerarsi cos\u00ec!&#8230;Vabb\u00e8! Ci vediamo per il caff\u00e8 pi\u00f9 tardi. Il re \u00e8 nudo Liberio, lo dici davanti a tutti nessuno ti crede!<\/p>\n\n\n\n<p>Katia rientra in ufficio, Silvana &nbsp;sembra essere uscita: manca il suo portatile. Evidentemente \u00e8 in riunione da qualche altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;-OK, ora lavoro&nbsp; e penso solo a quello<\/em> &#8211; Katia si ripete questo mantra cercando di non pensare alla corda che sente al collo.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;improvviso si alza, \u00e8&nbsp; nervosa, e inizia a passeggiare su e gi\u00f9. Ha una&nbsp; stereotip\u00eca: la mano sinistra torce continuamente le dita, con la destra arriccia furiosamente una ciocca di capelli.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Poi quando torno non sar\u00f2 stanca stavolta\u2026se inizia con le sue stereotipie non mi devo mettere a urlare, anche se sono stanca. Ci hanno detto di non rimproverarlo quando inizia a traguardare, su e gi\u00f9: tv- porta porta- tiv\u00f9! Cento, mille volte. Ripete sempre le stesse frasi di Pinocchio. E delle altre storie che gli racconto. Quanto gli piacciono le storie! \u00c8 merito mio!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La donna, senza accorgersi, smette di torcersi i capelli, si batte una mano sul petto, e si ferma.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Almeno questo l\u2019ho saputo fare! Gli ho sempre letto un sacco di libri! Come faceva mio padre con me, che di sera mi leggeva le fiabe. Per questo legge bene, s\u00ec! Devo trovare nuove risorse stasera, lui \u00e8 pi\u00f9 importante. Me lo devo ricordare. Tutti i dottori mi hanno detto che gli passeranno questi tic. Poi lo devo far giocare con la pallina da tennis, gliela devo lanciare in posizioni diverse: alto a destra, poi basso a sinistra, molto angolato, &nbsp;cos\u00ec allena di pi\u00f9 la coordinazione. E\u2019 diventato scoordinato. Chiss\u00e0 cos\u2019ha.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ha ragione Alberto, lo devo rimproverare di pi\u00f9. \u00c8 colpa mia che lo vizio. Non sta attento, sta nel mondo suo. \u2026.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Rientra Silvana, poggia il portatile alla sua scrivania.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>&nbsp;<\/em>Buongiorno Katia<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oh, ciao Silvana. Tutto bene?<\/p>\n\n\n\n<p>Katia si rimette a sedere alla sua postazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp; S\u00ec\u2026.no. Mi ha chiamato il capo progetto di l\u00e0. Perch\u00e9&nbsp; il file sui finanziamenti aveva un errore ieri: la colonna del budget 2022. Il saldo \u00e8 sbagliato!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ah si \u2026.quella che ho fatto ieri sera \u2026me l\u2019ha chiesta un\u2019ora prima! L\u2019avevo detto io che La dovevo ricontrollare, ma mi ha messo fretta. L\u2019avevo detto io!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Prossima volta ricontrollala lo stesso, anche se ti dicono che \u00e8 tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si infatti, hai ragione. Scusami\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eh<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non ricapiter\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>Silvana all&#8217;improvviso cambia tono, \u00e8 pi\u00f9 dolce. &#8211; Eh speriamo\u2026ma che hai?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sono nervosa. Lo sai, \u00e8 per Luca<\/p>\n\n\n\n<p>Silvana si gira finalmente verso Katia.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ho capito che \u00e8 per Luca, ma che ha questo bambino alla fine?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E che non lo so che cavolo ha\u2026 Ha quelle cicatrici qui e qui, &nbsp;sulle ginocchia. Da quando aveva due anni, Sono strane!.<\/p>\n\n\n\n<p>Silvana strabuzza gli occhi &#8211; Ma in che senso? Sono &nbsp;solo cicatrici!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non guariscono, capito? Sono enormi e sempre pi\u00f9 scure. \u201cA carta di sigaretta\u201d Cos\u00ec ho letto su internet, una sindrome strana\u2026impronunciabile. E poi l\u2019altro giorno, gli si vedevano tutte le vene intorno alla bocca, mi sono spaventata! Ma il pediatra dice che \u00e8 tutto a posto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E allora?!<\/p>\n\n\n\n<p>Silvana la guada con disgusto, Katia se ne accorge, non sa cosa rispondere.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente entra Sirio, un collega che Silvana adora. Silvana \u00e8 cos\u00ec: si scioglie solo con gli uomini. Poi Sirio &#8220;\u00e8 quadro&#8221;, come Silvana. Katia \u00e8 una semplice impiegata.&nbsp; Tra &#8220;quadri&#8221; ci si intende, e si prende il caff\u00e8 assieme. Fanno tutti cos\u00ec in quell&#8217;azienda, il caff\u00e8 solo tra pari livelli.&nbsp; Tranne Liberio. Liberio prende il caff\u00e8 con chi gli sta simpatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Katia si rimette al lavoro,&nbsp; ma la corda stringe e la mente riprende a correre.<\/p>\n\n\n\n<p><em>E&#8217; che mi devo prendere il mio tempo\u2026. E\u2019 che stanno &nbsp;tutti l\u00ec a chiedermi sempre cose\u2026.sempre di fretta. Come se non lo sapessero. Come se non lo vedessero\u2026..come sto! Sempre a chiedere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Perch\u00e9 sei cos\u00ec distratta? Ma cos&#8217;hai? Cos&#8217;ha tuo figlio alla fine?!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E\u2019 che io non lo so cos\u2019ha! Si fa sempre male, \u00e8 la seconda volta in due anni che si rompe i polsi.&nbsp; E poi \u00e8 nervoso. Urla a scuola! Lui fa su e gi\u00f9, \u00e8 sempre nervoso,&nbsp; si agita e&nbsp; urla\u2026.e voi non mi date tregua.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u2019\u00e8 qualcosa che non va. E voi &nbsp;altri \u2026.voi altri\u2026.non mi fate respirare. Io non respiro, mi dovete lasciar respirare. \u00c8 venuto un disturbo dell\u2019attenzione anche a me, e non l\u2019avete capito!!!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Katia &nbsp;si alza di scatto.&nbsp; Corre in bagno, si lava la faccia. Tenta per l&#8217;ennesima volta di sciogliere la corda in gola, senza successo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ha ragione Alberto che c\u2019\u00e8 l\u2019ha con me\u2026.Sono io che non so educare Luca.&nbsp; Sono una stupida che non capisce niente. Che non sa educare il figlio. Sono una stupida che si illudeva di essere uscita fuori bene con un padre cos\u00ec. S\u00ec \u2026.Sono una stupida che pensava che una volta laureata e con un buon lavoro, sarebbe andato tutto bene finalmente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo anni passati a studiare, a razzolare bene, in disparte e in silenzio, sempre col profilo basso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A Roma mi sono mantenuta con la borsa di studio. S\u00ec perch\u00e9 io mi sono costruita &nbsp;da sola io\u2026. con la pasta d\u2019 argilla.&nbsp; Pezzo a pezzo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gambe<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>braccia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>busto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e testa\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa testa che se ne va in giro di notte. Appesa ai pensieri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nessuno mi ha costruita. E ora tutto mi manda in pezzi. Con un padre cos\u00ec \u00e8 normale\u2026che mi credevo di diventare. Una come me. Una nonostante me. Che si \u00e8 laureata col massimo dei voti, certo\u2026.in una facolt\u00e0 che la maggior parte della gente neanche capisce. SOCIOLOGIA. Che cos\u2019\u00e8 la Sociologia? Psicologia? Filosofia? Nessuno la capisce la Sociologia\u2026Nessuno lo capisce mio padre\u2026\u2026..<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma che ne sa la gente di mio padre\u2026Mio padre era un gufo, e chi ha visto gli occhi di un gufo lo sa che dentro c\u2019\u00e8 l\u2019universo intero. Mio padre era cos\u00ec: con &nbsp;l\u2019anima intessuta di fili d&#8217;argento, con il cielo e le costellazioni, con i buchi neri e l\u2019acqua di sorgente. Aveva la corazza &nbsp;scintillante dei i guerrieri e l\u2019istinto degli anatroccoli. Poi chiss\u00e0 che gli \u00e8 successo, anche a lui&#8230;Ha perso una stella, anzi, gliel\u2019hanno strappata via, poi una nebulosa. Non sono rimasti che i buchi neri a fargli compagnia. Capita a tanti, ma &nbsp;non a tutti. Non a noi due: a &nbsp;me e a mia sorella. Ci siamo messe a cercare fili nuovi per ricucire tutto, tessendo nuove orbite. E ed \u00e8 difficile! Ma a volte si riesce: s\u00ec si riesce\u2026<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 aveva &nbsp;avuto un conto, un conto salato per Katia e sua sorella.. C\u2019era stato un vero e proprio tentativo, per molti anni riuscito, di occupazione abusiva di vita. Katia era stanca, troppo stanca. Era stato logorante: urla quotidiane e loro, lei e Sonia, a risolvere la vita dei genitori. Sempre a mettere una pezza, a consolare, a convincere, a rimproverare. Loro, le figlie ! Come quella volta in cui Sonia era andata a Firenze, dal suo fidanzato. Erano anni che non lasciava il paese. Era la sua vacanza quella. Dopo due giorni, \u00e8 dovuta tornare a Eboli. Il padre aveva fatto un incidente sulla statale, BUUM. Dritto contro un palo, subito dopo l\u2019area di servizio. L\u2019auto nuova completamente distrutta. Era ubriaco, come al solito. Hanno continuato a pagare le rate per anni. Rimanendo senza auto, per giunta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella volta non ci era voluta andare in ospedale a trovarlo. Quella volta no.<\/p>\n\n\n\n<p>Per sua sorella e per Arturo, il cane. S\u00ec, il cane. Ci stava rimettendo le penne anche il cane che era in macchina con il padre. Da allora non si \u00e8 pi\u00f9 fidato, non erano mai pi\u00f9 riuscite a farlo salire su un auto, niente!<\/p>\n\n\n\n<p>Katia fa un respiro profondo, cerca di muovere il collo, nonostante il nodo. Nota dei segni guardandosi allo specchio: la corda le sta lasciando dei segni rossi. Chiss\u00e0 che penseranno i colleghi! Tira su il colletto, poi asciuga le mani. Torna in stanza sorprendentemente rilassata, l&#8217;acqua fredda le ha fatto bene. Si risiede al pc. La corda ora sembra un po\u2019 pi\u00f9 lenta ora, e meno ruvida.<\/p>\n\n\n\n<p>Compone il numero al cellulare, con l&#8217;altra mano attorciglia una ciocca.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Buongiorno,&nbsp;mi chiamo Katia Cimoli. Mio figlio Luca Padoani, minore con L104 art.3. comma 3, \u00e8 in carico presso il vostro distretto. Ho inviato tre mail alla neuropsichiatra assegnata a mio figlio perch\u00e9 di nuovo quest\u2019anno ci serve il certificato per l\u2019assistente comunale a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno scorso l\u2019abbiamo richiesto ma scrivevamo a vuoto, perch\u00e9 la dottoressa era andata via e nessuno ci aveva avvisati.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ne sa niente, ecco. S\u00ec, &nbsp;mi passi allora un dirigente\u2026. grazie, buongiorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche secondo di attesa risponde un dirigente.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; \u2026. Come dicevo al suo collega, nuovamente quest&#8217;anno, come l&#8217;anno scorso, non riceviamo alcuna risposta alle nostre mail, sia ordinarie, sia via pec. Ci serve il nuovo certificato per l&#8217;assistente all&#8217;autonomia. Non so a chi chiederlo, la dottoressa non risponde alle mail. Credo, esclusivamente per sentito dire, che di nuovo abbiano cambiato la neuropsichiatra che seguiva il bambino senza informarci, quindi di nuovo noi scriviamo a vuoto!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma Lei ha mandato un e-mail alla dottoressa?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec ma non mi risponde, l&#8217;ho gi\u00e0 detto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E alla segreteria del distretto?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec ma io scrivo, ma all&#8217;indirizzo della segreteria non rispondono. Al numero di telefono diretto non rispondono. Sono andata di persona per parlare con un responsabile, ma dicono sia in pensione. Sul sito internet invece risulta!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp; Eh non lo aggiornano.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Evidentemente non lo aggiornano, ma non \u00e8 questo il punto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eh s\u00ec, signora, sa com&#8217;\u00e8: &nbsp;i fondi per la sanit\u00e0 sono pochi. Lei ha ragione, ma le dottoresse, appena trovano un posto di lavoro in cui le pagano meglio, vanno via. Qui hanno 400 bambini a testa da seguire.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp; Ho ragione! Che me ne faccio della ragione?&nbsp; A me il problema rimane\u2026..Cosa vogliamo fare per risolvere la situazione?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eh ma non se la prenda con me.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lei \u00e8 il dirigente, no?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eh si, ma non dipende da me! Non lo so come pu\u00f2 risolvere.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ah non lo sa, eh? &nbsp;Io invece un&#8217; idea l\u2019avrei: uscita da lavoro, invece di andare a badare a mio figlio mi recher\u00f2 presso la Procura della Repubblica per denunciare lei e il IV distretto. Ricordo che \u00e8 il secondo anno di seguito che succede.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Va bene ha ragione. Chiamo io il distretto<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ecco<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Va bene, la richiamo io, le faccio fare il certificato da un&#8217;altra dottoressa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mi deve richiamare entro oggi pomeriggio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La richiamo, signora Cimoli. Stia tranquilla.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si va&nbsp; bene, in giornata\u2026. \u00e8 meglio. &nbsp;Buongiorno!<\/p>\n\n\n\n<p>Katia mette gi\u00f9 il telefono. E\u2019 cos\u00ec che avrebbe fatto Liberio, s\u00ec Liberio, il suo amico.&nbsp; Loro sono uguali.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Liberio la pensa come me, non pensa che sia colpa mia. Perch\u00e9 Liberio ha sempre affrontato i problemi guardandoli in faccia, chiamandoli col loro nome. Lui crede in me. Lui mi crede, non come Alberto. Liberio \u00e8 diventato dirigente a trentaquattro anni. Suo padre faceva il manovale a Napoli. Liberio ha due figli maschi, sono grandi. Li sa crescere i bambini lui. Mi fido di Liberio. Ne ha viste tante e se l\u2019\u00e8 sempre cavata e poi mi fa e ridere. Lui \u00e8 un guerriero, non fa il forte con i deboli. Con i deboli non ci trova gusto, sarebbe troppo facile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Squilla di nuovo il cellulare. Katia risponde.<\/p>\n\n\n\n<p>-S\u00ec. Si sono io. S\u00ec, lo sento\u2026S\u00ec ma senta non pu\u00f2 sempre essere questa la soluzione. Che devo venirlo a prendere. Lo capisco, io la capisco ma\u2026Va bene, va bene, vengo. Si datemi il tempo di arrivare. Vengo.<\/p>\n\n\n\n<p>Katia infila le dita sotto la corda, poi chiude la telefonata. Digita un numero sul telefono fisso dell&#8217;ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi prova a richiamare al cellulare Liberio. Squilla a vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mette gi\u00f9 il cellulare, fa dei respiri profondi massaggiandosi le tempie.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno la sta chiamando al cellulare.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Katia! Allora caff\u00e8?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si \u2026..no. Per il caff\u00e8 non riesco. Mi hanno chiamato da scuola, devo andare di nuovo a prenderlo. Avvisi tu il personale per favore? Nessuno mi risponde al numero.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si \u00e8 fatto male di nuovo?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No, no\u2026. \u00c8 che ora non posso parlare, devo andare. Dai\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Allora che \u00e8 successo, ha la febbre?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No! \u00c8 che\u2026.non sta zitto..piange sempre\u2026ma dice che non vuole andare a casa\u2026Si sta agitando troppo. Sentivo le urla!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ok, vai , avviso io il Personale che sei dovuta andar via.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8211; Va bene\u2026..vado allora!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Senti no\u2026ma stasera che fai?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E che faccio! Ora lo prendo, poi non&nbsp; lo so\u2026lo porto al parco, cos\u00ec si calma. Stasera siamo soli. Lo sai, Alberto \u00e8 fuori tutta la settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Senti\u2026appena finisco la riunione del pomeriggio passo da te.<\/p>\n\n\n\n<p>Katia \u00e8 sorpresa &#8211; Ah, ok.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Prendo Linda al lavoro e passiamo da te<em>..<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Va bene, va bene, vi aspettiamo. Rimanete a cena?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No, venite tu e Luca da noi. Prepara anche un cambio, rimanete a dormire a Ostia.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma no,,,<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Domani \u00e8 sabato, andiamo al mare. Dormite a casa nostra. Tanto abbiamo una stanza libera. Ale non c&#8217;\u00e8, \u00e8 via per qualche giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ah ok allora.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Bene!<\/p>\n\n\n\n<p>Katia \u00e8 felice &#8211; Va bene, e domani che \u00e8 sabato portiamo &nbsp;Luca al mare. Mi piace, ok. Mi piace il mare di Ostia\u2026.s\u00ec, &nbsp;in inverno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Katia chiude la telefonata, ripone la sua roba nello zaino in tutta fretta. Si ferma un attimo, controlla la corda. Ecco, si \u00e8 spostata. E&#8217; annodata intorno al polso sinistro ora. E&#8217; solo un filo, un filo sottile.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59017\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59017\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Katia sale le scale con il suo solito impeto. 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