{"id":58920,"date":"2026-04-15T21:52:09","date_gmt":"2026-04-15T20:52:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58920"},"modified":"2026-04-15T21:52:10","modified_gmt":"2026-04-15T20:52:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-caffe-del-mattino-di-salvatore-bossio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58920","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il caff\u00e8 del mattino&#8221; di Salvatore Bossio"},"content":{"rendered":"\n<p>La casa di campagna era piccola e fredda anche a giugno. Il pavimento del bagno conservava il gelo della notte e la luce entrava obliqua, tagliando lo specchio in due. Eleonora si alzava sempre prima della sveglia, per avere un minuto solo per s\u00e9. Si leg\u00f2 i capelli, si lav\u00f2 il viso, poi senza pensarci si palp\u00f2 il seno come le aveva insegnato una ginecologa distratta anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Sent\u00ec una cosa dura. Piccola, ma dura.<br>Rest\u00f2 immobile.<br>Non era dolore, non era nemmeno paura. Era come se qualcuno avesse bussato da dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva trent\u2019anni. In quel bagno cominci\u00f2 una storia\u2026una storia di coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non grid\u00f2. Non pianse. Si sedette sul bordo della vasca e respir\u00f2 piano. Dentro di lei si apr\u00ec uno spazio. Cap\u00ec che la sua vita stava cambiando e che avrebbe dovuto imparare a camminare in modo diverso.<br>Poi si alz\u00f2, and\u00f2 in cucina e mise la moka sul fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il caff\u00e8 usc\u00ec, si sedette al tavolo. Davanti alla finestra i campi erano ancora umidi, i vetri appannati. Rimase in silenzio, con la tazza tra le mani e le nuvolette di fumo caldo.<br>\u00abAllora,\u00bb disse piano, \u00abda oggi ci sei anche tu.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non parlava con me.<br>Parlava con ci\u00f2 che aveva trovato dentro di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quella mattina, ogni giorno inizi\u00f2 cos\u00ec, un caff\u00e8 con lei e la sua malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivarono le visite, le attese, le parole difficili. Arrivarono i corridoi bianchi e le sedie di plastica. Ma qualcosa dentro Eleonora non si spense. Anzi. Si accese. Cap\u00ec che il tempo non era infinito e che proprio per questo doveva essere pieno, vissuto, amato.<br><br>Passarono i mesi, poi gli anni.<br>Eleonora impar\u00f2 a convivere. Si alzava, metteva la moka sul fuoco e diceva a voce alta: \u201cAllora, oggi come stiamo?\u201d<br>Non era follia. Era un modo per non sentirsi invasa. Se la malattia aveva deciso di restare, lei avrebbe deciso come.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni buoni, usciva con i cani a camminare nei campi, lungo il fiume. Sentiva il sole sulle spalle e la malattia sembrava lontana, come se fosse rimasta a casa. Nei giorni cattivi, invece, sedeva pesante sul petto, sulle ossa, sulle ore. Ma Eleonora continuava a parlarle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon vincerai tu,\u00bb diceva a volte.<br>Poi, altre volte: \u00abMa non vincer\u00f2 neanche io. Quindi vediamo di capirci, potremmo allearci!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Impar\u00f2 a guardarsi allo specchio senza paura anche quando il corpo cambiava. Impar\u00f2 a chiedere aiuto senza vergogna e a dire \u201coggi no\u201d quando serviva. Non rimand\u00f2 pi\u00f9 nulla. Ogni giornata doveva essere completa: lavoro, amici, silenzi, fatica, bellezza. Tutto aveva un posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il coraggio non fu nelle grandi battaglie. Fu nelle mattine. Nelle tazze lavate. Nei capelli che ricrescevano e poi cadevano di nuovo. Nei compleanni festeggiati con una torta piccola e una stanchezza enorme. Fu nell\u2019imparare a chiedere aiuto senza vergogna e a rifiutarlo senza senso di colpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli amici cambiavano, crescevano. Alcuni sparivano, incapaci di stare. Altri restavano in silenzio. Eleonora non odi\u00f2 mai nessuno per questo. Aveva capito che ognuno ha la sua paura e non tutti sanno guardarla in faccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindici anni passarono cos\u00ec, a piccoli sorsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si priv\u00f2 di nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Se c\u2019era il sole, usciva.<br>Se c\u2019era da viaggiare, partiva anche solo per vedere il mare d\u2019inverno.<br>Se c\u2019era da ridere, rideva senza risparmio.<br>Se c\u2019era da amare, amava con tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo divent\u00f2 pi\u00f9 forte.<br>Non invincibile.<br>Pi\u00f9 vera.<\/p>\n\n\n\n<p>Io la guardavo e imparavo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per molto tempo la guardai soltanto.<br>Lei si sedeva al tavolo con la sua tazza e con quella presenza invisibile accanto. Io restavo in piedi, come se quel posto non fosse per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi un giorno capii che non volevo lasciarla sedere l\u00ec da sola.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi insegn\u00f2 che il coraggio non \u00e8 fare cose straordinarie. \u00c8 stare dentro la propria vita senza tirarsi indietro. \u00c8 sedersi al tavolo anche quando si \u00e8 stanchi e dire: \u00abVediamo cosa c\u2019\u00e8 oggi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono gli anni.<br>Le stagioni cambiarono.<br>Il giardino fioriva e poi tornava spoglio.<br>Ma il caff\u00e8 del mattino restava.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019erano giorni in cui sembrava che la vita avesse pi\u00f9 spazio. Altri in cui lo spazio si restringeva. Ma Eleonora continuava a riempire le ore con una presenza limpida. Non negava la fatica, ma non le lasciava il comando.<br>\u00abFinch\u00e9 c\u2019\u00e8 il caff\u00e8,\u00bb diceva sorridendo, \u00abc\u2019\u00e8 il giorno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Quindici anni passarono cos\u00ec.<br>Quindici anni pieni.<\/p>\n\n\n\n<p>Viaggi brevi e viaggi sognati. Tavole apparecchiate con gli amici. Risate improvvise. Silenzi lunghi. Anche la paura, a volte, ma attraversata. La sua vita non fu pi\u00f9 corta: fu pi\u00f9 intensa. Pi\u00f9 larga. Pi\u00f9 viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, una mattina di primavera, la casa di campagna era pi\u00f9 silenziosa del solito. Le foglie cadevano lente. Eleonora si alz\u00f2 con fatica, si trascin\u00f2 fino alla cucina. Mise la moka sul fuoco, come sempre. Il profumo riemp\u00ec la casa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSiamo arrivate,\u00bb disse con un filo di voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedette al tavolo. Davanti a lei, la sedia era occupata. Non con ostilit\u00e0, non con trionfo. Solo con presenza.<br>Bevve un sorso.<br>Poi un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019era pi\u00f9 rabbia. Non c\u2019era neanche pace. C\u2019era una specie di amicizia strana, inevitabile. Avevano camminato insieme per quindici anni. Avevano condiviso ogni mattino. Avevano litigato, taciuto, resistito.<\/p>\n\n\n\n<p>Eleonora appoggi\u00f2 la tazza.<br>\u00abGrazie,\u00bb disse, senza sapere bene a chi. Non serviva.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora il caff\u00e8 del mattino lo preparo io.<br>La luce entra sempre allo stesso modo.<br>La casa \u00e8 la stessa.<br>C\u2019\u00e8 forte il suo profumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi siedo al tavolo.<br>Appoggio le mani sul legno.<br>E prima di bere dico piano:<br>\u00abCome allora, anche oggi, grazie amore\u00bb Poi bevo il nostro caff\u00e8.<br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58920\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58920\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La casa di campagna era piccola e fredda anche a giugno. 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