{"id":58910,"date":"2026-04-15T21:50:49","date_gmt":"2026-04-15T20:50:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58910"},"modified":"2026-04-15T21:50:49","modified_gmt":"2026-04-15T20:50:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-storta-va-deritta-vene-di-massimiliano-romitelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58910","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Storta va, deritta vene&#8221; di Massimiliano Romitelli"},"content":{"rendered":"\n<p id=\"block-d1fd6a1b-a3de-4a2d-9cb0-4f5a925b930a\"><br>\u00c8 mattina presto, il cellulare illumina l\u2019abitacolo della minicar. Guardo un film su Netflix,<br>non voglio parlare con quella stronza di mia sorella.<br>\u00abBeh, che c\u2019\u00e8?\u00bb mi chiede lei a un certo punto, decidendo di rompere la sacca amniotica<br>del mio rodimento.<br>\u00abLo sai\u00bb le rispondo.<br>\u00abNon \u00e8 colpa mia se pap\u00e0 \u00e8 finito all\u2019ospedale.\u00bb<br>\u00abE per questo dovrei andare al funerale di un\u2019estranea?\u00bb<br>\u00ab\u00c8 pur sempre tua nonna\u00bb<br>\u00abNostra nonna. Potevi andarci tu, visto che almeno da piccola l\u2019hai conosciuta.\u00bb<br>\u00abAscolta, ho sgobbato come una schiava per mettere la mia firma sulla ricerca di<br>Marinelli. Col cavolo che oggi mi perdo la convention.\u00bb<br>\u00abMa fammi il piacere! Lo sanno tutti che hai fatto carriera in Farmacologia perch\u00e9 te la<br>fai col professore!\u00bb<br>Mia sorella inchioda l\u2019auto. \u00abScendi!\u00bb mi ordina, spingendomi praticamente fuori.<br>\u00abVigliacca! Vuoi mollarmi qui?\u00bb<br>\u00abSiamo arrivati, cretino\u00bb ribatte lei. \u00abLaggi\u00f9 c\u2019\u00e8 la stazione Termini. Corri, il treno parte<br>tra dieci minuti.\u00bb<br>Agguanto lo zaino dal sedile posteriore, ma prima di sfilarmi dall\u2019abitacolo, Elvira mi<br>blocca per un braccio.<br>\u00abE fammi il favore, lascia questo a zia Addolorata. Non sai quanto l\u2019ha cercato, mi ha<br>chiamata apposta ieri al telefono. Per fortuna ne avevo una copia.\u00bb<br>Mi porge un libro, rivestito di carta multicolore per non rovinare la copertina. Sar\u00e0 una<br>delle pubblicazioni a cui ha collaborato. Non fa che vantarsene e propinarle a tutti, amici<br>e parenti.<br>\u00abCome no\u00bb le rispondo mentre infilo tra le pagine i biglietti del viaggio e scatto verso la<br>stazione. \u00abZia Addolorata non vedeva l\u2019ora di leggere la tua ricerca!\u00bb<br>Mia sorella mi urla dietro qualcosa, che a causa del traffico di Piazza dei Cinquecento,<br>non capisco. Ma posso immaginare.<br>Prendo il treno per un pelo, appena salgo le porte si chiudono dietro le mie terga. Mi<br>fermo un momento a riprendere fiato, ho corso come un dannato. Quando torno in me,<br>attraverso il convoglio alla ricerca del 23B, il posto riportato sul biglietto d\u2019andata. Lo<br>trovo all\u2019ultima carrozza, che \u00e8 completamente deserta, a parte un unico passeggero.<br>Seduto proprio al 23B. Potrei mettermi da qualsiasi altra parte, ma \u00e8 una questione di<br>principio. Mi avvicino alle sue spalle e dico, \u00abScusi, qui ci sarei io.\u00bb<br>Il passeggero si volta verso di me. Anzi, la passeggera. Un\u2019apparizione divina.<br>\u00abMi spiace, ora mi sposto\u00bb dice, spostandosi sul sedile accanto.<br>Accento partenopeo, mia coetanea, sulla ventina. Capelli scuri e mossi, raccolti dietro la<br>testa, il viso incorniciato da due riccioli che le scendono lungo le guance come rotelle di<br>liquirizia. Gli occhi, gocce di mare.<br>Nemmeno il tempo di accomodarmi che arriva il controllore: \u201cTitolo di viaggio, prego.\u00bb<br>La ragazza fruga nella borsetta, io recupero la pubblicazione di mia sorella. Mentre porgo<br>il biglietto all\u2019uomo in divisa, il libro mi cade dalle ginocchia e carambola a terra. Quando<br>faccio per raccoglierlo, mi accorgo che ci ha gi\u00e0 pensato l\u2019apparizione divina. Infatti,<br>adesso, lo sta sfogliando incuriosita.<br>\u00abPosso dargli un\u2019occhiata?\u00bb mi domanda.<br>Prego. Se anche mi chiedesse una verticale con spaccata, l\u2019accontenterei seduta stante. In<br>effetti sembra molto assorta nella lettura. Una volta tanto gli studi di mia sorella possono<br>tornarmi utili. Indicandole il volume, le chiedo, \u00abTi interessa l\u2019ambito farmaceutico?\u00bb<br>Lei alza gli occhi divertita e fa \u00abNon tanto, ma questo \u00e8 interessante.\u00bb<br>\u00abIn effetti ho fatto ricerche sul campo per anni per arrivare al\u2026 risultato che vedi!\u00bb Spero<br>che le basti, perch\u00e9 non ho davvero idea di cosa tratti la pubblicazione e, se anche l\u2019avessi,<br>di sicuro non saprei parlarne. Per fortuna, l\u2019apparizione non mi chiede altro.<br>\u00abComplimenti. Onestamente \u00e8 uno dei migliori testi in circolazione sull\u2019argomento.\u00bb<br>\u00abBeh, sai\u2026 Ne sto scrivendo un altro. Se sei cos\u00ec appassionata, potrei fartelo leggere in<br>anteprima, una volta finito.\u00bb<br>\u00abCerto, ne sarei onorata\u00bb mi risponde, stavolta proprio ridendo.<br>Mi rendo conto solo adesso che ancora non ci siamo presentati, cos\u00ec tendo la mano. \u201cIo<br>sono Alessio.\u00bb<br>\u00abPiacere, Carmela\u00bb<br>Entriamo subito in sintonia e cominciamo a chiacchierare.<br>\u00abVieni a visitare Napoli?\u00bb mi chiede.<br>\u00abNo, in realt\u00e0 sto andando al funerale di mia nonna.\u00bb<br>\u00abGes\u00f9, mi dispiace. E di cosa \u00e8 morta, se posso chiederti?\u00bb<br>\u00abBoh! Di vecchiaia, credo. Non l\u2019ho mai conosciuta. Mio padre ha interrotto i contatti<br>con lei che non ero ancora nato.\u00bb<br>\u00abE non ti vedi nemmeno con gli altri parenti napoletani?\u00bb<br>\u00abPurtroppo no. Ci sentiamo ogni tanto al telefono, ma per il resto pap\u00e0 ha tagliato i ponti<br>con tutti. Quando ha saputo di nonna, per\u00f2, non ha mangiato per due giorni. Era pronto a<br>partire \u2018per dare l\u2019ultimo saluto a mamm\u00e0\u2019, ma giusto ieri sera gli \u00e8 tornata la fame e si \u00e8<br>sbafato un chilo buono di impepata di cozze. Due ore dopo era ricoverato all\u2019ospedale per<br>una colica renale. E quindi eccomi qui.\u00bb<br>Proseguiamo a chiacchierare e senza rendermene conto ecco che arriviamo a Napoli<br>Centrale. Il treno si fermer\u00e0 soltanto per pochi minuti, deve ripartire per Salerno. Io e<br>Carmela ci affrettiamo ad ammucchiare le nostre cose scendiamo al volo.<br>Sulla banchina, mentre ciascuno recupera i propri bagagli, mi chiede, \u00abHai qualcuno che<br>ti viene a prendere?\u00bb<br>\u00abNo, vado a cercarmi un taxi.\u00bb<br>\u00abMa stai scherzando? Vieni cu nuje!\u00bb Mi prende per mano e mi strascina verso l\u2019uscita.<br>All\u2019ingresso l\u2019aspettano i genitori, baci e abbracci a non finire. Poi Carmela mi presenta.<br>\u00abQuesto \u00e8 Alessio. Deve andare o\u2019 funerale r\u00e0 a nonna!\u00bb<br>\u00abGes\u00f9, mi dispiace. E di cosa \u00e8 morta, se posso chiedervi?\u00bb fa lui, ripetendo la stessa<br>identica domanda della figlia. Inizio a raccontare di nuovo tutta la solfa.<br>\u00abE come si chiamava vostra nonna?\u00bb domanda ancora quando ho finito.<br>\u00abMaria\u00bb rispondo. Almeno questo lo so. E so anche l\u2019indirizzo, lo ripeto a memoria senza<br>dover cercare il bigliettino che mi ha scritto mio padre. \u00abAbita in via Toledo, Quartieri<br>Spagnoli.\u00bb<br>\u00abMaria dei Quartieri Spagnoli? A\u2019 moneca?\u00bb trasecola la madre, che ancora non aveva<br>aperto bocca. \u00abUh, povera donna. S\u00ec, s\u00ec, la conosciamo. Abitiamo ai Quartieri pure noi.<br>V\u2019accompagniamo nuje, venite.\u00bb<br>Il viaggio \u00e8 breve, ma include tutto il repertorio del traffico napoletano: niente cinture di<br>sicurezza, autoradio a palla, bruciamo un paio di semafori rossi e quando arriviamo,<br>parcheggiamo in terza fila. I posti in seconda erano gi\u00e0 tutti occupati.<br>\u00abGuagli\u00f2 simm\u2019 arrivati.\u00bb<br>Vedo Carmela che si morde le labbra ed esito a scendere dalla macchina. Vorrei chiederle<br>il numero di telefono, ma il padre strilla, \u00abO\u00e8, facimm\u2019 ampress, song arriv\u00e0t e\u2019 vigili.\u00bb<br>Perdo l\u2019attimo e cos\u00ec io e Carmela ci scambiamo un saluto frettoloso. Mi sento morire<br>dentro, perch\u00e9 so che non ci rivedremo mai pi\u00f9. Volto le spalle a quella che poteva essere<br>la donna della mia vita e mi avvio a passi incerti per la strada. Dopo qualche metro noto<br>sulla sinistra un portone addobbato con veli neri. Non ci vuole la laurea di mia sorella per<br>capire che la casa \u00e8 questa. Entro nell\u2019androne e comincio a salire le scale, sature di un<br>afrore d\u2019incenso misto a friarielli. E pi\u00f9 salgo e pi\u00f9 si intensifica. Quando arrivo al<br>secondo piano non si respira quasi pi\u00f9 dall\u2019odore di fritto. Noto una porta aperta da cui<br>giungono bisbigli e pianti sommessi e so che sono arrivato. Attraverso la soglia e mi<br>ritrovo in una casa immersa nel buio.<br>\u00abPermesso?\u00bb Mi viene incontro una donna di una certa et\u00e0.<br>\u00abVenite, venite. Io sono Assuntina la vicina di Maria.\u00bb<br>\u00abAlessio.\u00bb Vorrei aggiungere che sono il nipote della defunta, ma la donna non me ne d\u00e0<br>il tempo. Si volta e mi fa cenno di seguirla.<br>Percorriamo un lungo corridoio fino a un doppio salone illuminato da moccoli e candele,<br>stipato di persone. Sparsi qua e l\u00e0, capannelli di individui che parlottano tra loro con aria<br>grave. Parenti o conoscenti della morta. Qualcuno accenna un saluto, ma per lo pi\u00f9 restano<br>indifferenti alla mia presenza, continuando a fumare e a sorseggiare caff\u00e8.<br>Accediamo alla camera ardente, una stanza ancora pi\u00f9 buia del resto della casa, a parte<br>quattro grossi ceri attorno a una cassa da morto, appoggiata alle estremit\u00e0 su due sedie<br>imbottite che la sospendono da terra. Non c\u2019\u00e8 nessuno a fare compagnia alla morta, tranne<br>un bambino sugli undici anni accucciato nello spazio libero sotto la bara, che si sta<br>sbafando una sfogliatella riccia. Quando vede che lo sto guardando, mi fa un gesto con le<br>mani come a dire: \u201cChe vu\u00f2?\u201d.<br>\u00abAvvicinatevi,\u00bb dice Assuntina, \u00abch\u00e9 Maria ha piacere a vedervi.\u00bb Ne dubito, visto che<br>in tutti questi anni non ha mai voluto vedere neanche il figlio, ma sono gi\u00e0 stato trascinato<br>accanto alla bara. \u00abMar\u00ec, avete visto chi \u00e8 venuto?\u00bb fa a mia nonna. \u00abQuesto bello<br>guaglione. Siete contenta?\u00bb E poi, rivolta a me, \u00abDatelle nu vas.\u00bb<br>Rimango impietrito, non ho mai avuto il desiderio di baciarla da viva, figuriamoci da<br>morta. Da vicino poi, noto che ha un porro enorme sotto la narice destra, sembra un<br>cicciolo di maiale. Mi inchino mimando il gesto con le labbra, ma senza toccarla.<br>Assuntina apprezza comunque. \u00abVenite a prendervi qualcosa\u00bb mi dice.<br>Quando torniamo in salone capisco perch\u00e9 la stanza sia strapiena di gente e la camera<br>ardente vuota. Sulla parete in fondo \u00e8 stato allestito un tavolo che straborda di frittatine<br>di pasta, cuoppi fritti, bab\u00e0, pastiere, parmigiana di melanzane, pizza farcita in ogni modo<br>possibile e una pentola colma di pasta e patate, mantenuta calda da una piastra elettrica.<br>E ovviamente un\u2019imponente piramide di sfogliatelle ricce.<br>Mi siedo accanto al banchetto insieme ad altri sconosciuti.<br>\u00abT\u00e9nete, mangiate nu poco pe\u2019 fa fesso \u2018o stommaco!\u00bb mi dice Assuntina prima di sedersi<br>accanto a me, appoggiandomi sulle ginocchia un vassoio cos\u00ec carico di cibo che potrebbe<br>sfamarmi per una settimana. Solo che io non ho fame, sono frastornato e un po\u2019 gi\u00f9 di<br>morale. Osservo le persone intorno a me che si scambiano ricordi e aneddoti sulla defunta,<br>e mi rendo conto che a casa di mia nonna l\u2019unico estraneo sono io. Non so nemmeno che<br>faccia abbiano i miei parenti\u2026 Zia Addolorata! Stavo dimenticando di lasciarle il libro!<br>Chiedo ad Assuntina se pu\u00f2 indicarmi la sorella della defunta mentre ravano nello zaino<br>per cercare la pubblicazione di Elvira<br>\u00abNon la saccio, mi dispiace, vado a chiedere.\u00bb<br>Torna dopo cinque minuti per dirmi che nessuno l\u2019ha mai vista n\u00e9 sentita. \u00abStrano che la<br>sorella di Maria a\u2019 moneca non la conosce nessuno!\u00bb commenta mortificata.<br>Certo, strano \u00e8 strano, ma \u00e8 meglio cos\u00ec, perch\u00e9 mi rendo conto che il libro nello zaino<br>non c\u2019\u00e8, devo averlo dimenticato sul treno.<br>Assuntina tira fuori da una tasca un ricordino funebre. \u00abTen\u00e9te, \u00e8 la figurina di Maria,\u00bb<br>mi fa porgendomi la foto mentre si asciuga una lacrima con l\u2019angolo del fazzoletto. Nella<br>foto nonna \u00e8 venuta proprio bene. \u00c8 seduta su una poltrona con il rosario stretto tra le<br>mani giunte. Il grosso porro sotto la narice spicca al centro dell\u2019inquadratura.<br>\u00abToglietemi una curiosit\u00e0,\u00bb le domando \u00abma perch\u00e9 la chiamavano a\u2019 moneca? Era cos\u00ec<br>devota alla chiesa?\u00bb<br>Assuntina ora ride. \u00abAlla chiesa, s\u00ec. Ma era assai pi\u00f9 devota al parroco.\u00bb<br>Cado dal pero. \u00abScusi, in che senso?\u00bb<br>\u00abEh, in che senso\u2026 Non sta bene dirlo,\u00bb inizia a sussurrare lei, \u00abma Maria se ne stava<br>pi\u00f9 in parrocchia che alla casa. Il marito era sempre per mare. Cos\u00ec essa, per abbuscare<br>qualche soldo, andava a governare da Don Pasquale. Lava oggi, spolvera domani e\u2026\u00bb<br>Mi guarda con un sorriso malizioso.<br>\u00abE?\u00bb la incalzo.<br>\u00abE Maria s\u2019\u00e8 ritrovata co\u2019 \u2019na panza tanta!\u00bb<br>\u00abNo!\u00bb<br>\u00abS\u00ec!\u00bb<br>\u00abNo!\u00bb<br>\u00abS\u00ec! Lo giuro sulla tomba di mio marito, buonanima. Maria ha avuto \u2018na criatura che era<br>tale e quale a o parroco! Ai Quartieri lo sapevano tutti, ci fu uno scandalo grosso. Lo<br>sapeva puro o \u2019uaglione. Quando s\u2019\u00e8 fatto gruosso, se n\u2019\u00e8 juto da Napoli per la vergogna<br>e non ha voluto pi\u00f9 sapere niente della madre.\u00bb<br>Sono sconvolto.<br>Innocentina sospira. \u00abSperavo che almeno da morta o \u2018uaglione la volesse rivedere\u2026\u00bb<br>\u00c8 cos\u00ec, lo so per certo, ma a lei non dir\u00f2 pi\u00f9 un bel niente. Col cavolo che le spiattello che<br>sono il nipote di Don Pasquale. Comunque il discorso cade, perch\u00e9 nella stanza entrano<br>quattro uomini vestiti di nero e Assuntina si alza per andargli incontro. Sono quelli<br>dell\u2019agenzia funebre. Entrano spediti nella camera ardente ed escono dopo un minuto<br>trasportando la bara. Al suo passaggio i presenti si scansano facendosi il segno della<br>croce. Molti la toccano per un ultimo saluto. Piano piano cominciano tutti ad accodarsi al<br>feretro e anch\u2019io faccio lo stesso. Ancora scioccato, seguo il corteo per le scale del palazzo<br>e fino in strada, dove finalmente usciamo alla luce del sole.<br>Non riesco a credere a quello che ho appena scoperto. Sono il nipote di un prete fedifrago.<br>Capisco perch\u00e9 mio padre non mi abbia mai voluto avvicinare ai parenti di Napoli. Devo<br>avere un\u2019aria davvero abbattuta, perch\u00e9 un vecchietto, mentre mi supera, mi stringe una<br>spalla e dice, \u00abFatte curaggio. Mo\u2019 essa sta \u2018int\u2019 o cielo\u2026\u00bb Non ne sarei cos\u00ec sicuro, ma<br>tengo la riflessione per me.<br>Il cellulare mi vibra nella tasca. Proprio l\u2019ultima persona che volevo sentire.<br>\u00abAlessio, a pap\u00e0, come va?\u00bb<br>\u00abEh, come deve andare? Sono al corteo funebre\u2026\u00bb<br>\u00abAh, e gente ce n\u2019\u00e8?\u00bb<br>Mi guardo intorno. La strada \u00e8 piena zeppa di persone che seguono il feretro con aria<br>contrita. Almeno un paio li ho visti accodarsi e poi chiedere a chi gli stava accanto, Chi \u00e8<br>ca stann\u2019 purtando?<br>\u00abS\u00ec, pa\u2019. \u00c8 pieno.\u00bb<br>\u00abAscolta, qui Elvira chiede se zia Addolorata l\u2019hai vista.\u00bb<br>No, pap\u00e0. Non la conosce nessuno, ma conoscono tutti Don Pasquale, vorrei dirgli. Visto<br>che rimango in silenzio, mi chiede, \u00abAlessi\u00f9 il ricordino di nonna te l\u2019hanno dato?\u00bb<br>\u00abS\u00ec, ce l\u2019ho qui.\u00bb<br>\u00abMe la mandi la foto, cos\u00ec le dico due preghiere prima che la tumulate?\u00bb<br>Faccio uno scatto dell\u2019immagine con il cellulare e gliela invio. Dopo pochissimo, pap\u00e0<br>dice, \u00abAl\u00e9, ma mi vuoi prendere in giro il giorno che seppelliscono a tua nonna? Chesta,<br>cu stu cicciolo e puorco \u2019n faccia, secondo te, \u00e8 mia madre?\u00bb<br>\u00abE io che ne so, non l\u2019avevo mai vista! Ma qui dicono tutti che \u00e8 Maria a\u2019 moneca.\u00bb<br>\u00abA\u2019 moneca? Ma quale cazz\u2019 e moneca! Quella non \u00e8 tua nonna. A quale funerale ti si<br>\u2018ngupato?\u00bb<br>\u00abA via Toledo c\u2019era solo questo.\u00bb<br>\u00abVia Toledo? Mannaggia a muorte, mamma mia non era a Via Toledo. Stava a Toledo a<br>bass, Vico Santa Maria delle Grazie. Ma lo hai letto il biglietto che ti ho scritto o no?\u00bb<br>Chiaramente no, ma non c\u2019\u00e8 bisogno che glielo confermi. Nel panico, chiudo la telefonata.<br>Confesso che sono sollevato di non avere alcuna parentela con Don Pasquale, ma ora<br>devo filarmela da questo funerale e andare possibilmente a quello della nonna vera.<br>Faccio del mio meglio per non dare nell\u2019occhio e rallento il passo. Non appena arrivo in<br>coda al corteo, imbocco il primo vicolo e me la do a gambe. Quando reputo di essermi<br>allontanato abbastanza, riprendo il telefono. Mio padre non mi ha pi\u00f9 scritto, immagino<br>il cazziatone che mi aspetter\u00e0 una volta tornato a Roma. Purtroppo l\u2019orario sul display<br>dice anche che comunque \u00e8 tardi per cercare il funerale giusto, tra quaranta minuti parte<br>il treno per tornare a casa. Controllo su Maps, posso raggiungere la stazione in mezz\u2019ora,<br>se mi avvio subito. E cos\u00ec faccio, non vedo l\u2019ora di lasciarmi alle spalle questa citt\u00e0.<br>Quando arrivo scopro che bisogna esibire il biglietto ai tornelli. Neanche mi sfilo lo zaino<br>per cercarlo. Il biglietto era nel libro di mia sorella, e il libro l\u2019ho perso. Vorrei mettermi<br>a urlare. Affranto, mi guardo intorno alla ricerca di una biglietteria e vedo qualcuno che<br>gesticola e mi corre incontro. Ho un tuffo al cuore. Carmela!<br>\u00abMenomale che ti ho trovato\u00bb mi dice affannata quando mi raggiunge. \u00abPer sbaglio ho<br>messo il tuo libro nella borsa. Quando ho visto il biglietto, sono corsa qui a restituirtelo.\u00bb<br>Di slancio l\u2019abbraccio e dico tutto d\u2019un fiato, \u00abNon sai cos\u2019ho passato. La casa era piena<br>di sconosciuti, volevano farmi baciare la morta e ingozzarmi di cibo, poi scopro che sono<br>il nipote del parroco, solo che non era vero perch\u00e9 la nonna era sbagliata e pure la foto e<br>quindi sono scappato via!\u00bb<br>Lei scrolla le spalle, non ha capito un\u2019acca. Mi guarda con tenerezza e poi mi porge il<br>libro. \u00abScusami. Mi ha preso cos\u00ec tanto la lettura che alla fine me lo sono tenuto.\u00bb<br>\u00abSul serio ti appassiona cos\u00ec tanto la ricerca farmaceutica?\u00bb le domando incredulo.<br>\u00abMa quando mai. Ma il merletto a fuselli s\u00ec!\u00bb<br>Non riesco a seguirla. \u00abIl che\u2026?\u00bb<br>\u00abGuagli\u00f2,\u00bb mi fa lei ridendo. \u00abAlmeno li leggi i libri che scrivi?\u00bb<br>Sfoglio per la prima volta il volume che mi sono portato da Roma. Il titolo recita: Arte e<br>Tecnica del Tombolo Napoletano. Sotto, la dedica a penna di mia sorella: A zia<br>Addolorata, con tanto affetto. Elvira. In fondo alla pagina, scritto a matita, il nome di<br>Carmela seguito da un numero di cellulare. Il capotreno mi salva dall\u2019imbarazzo<br>fischiando la partenza del treno.<br>\u00abCi vediamo a Roma,\u00bb mi dice salutandomi con un bacio sulla guancia.<br>\u00abChe giornata!\u00bb la guardo raggiante. \u00abCominciata male, proseguita malissimo e finita nel<br>migliore dei modi.\u00bb<br>\u00abEh, qualche volta la vita \u00e8 cos\u00ec\u00bb ride Carmela. \u00abStorta va, deritta vene!\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58910\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58910\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 mattina presto, il cellulare illumina l\u2019abitacolo della minicar. Guardo un film su Netflix,non voglio parlare con quella stronza di mia sorella.\u00abBeh, che c\u2019\u00e8?\u00bb mi chiede lei a un certo punto, decidendo di rompere la sacca amnioticadel mio rodimento.\u00abLo sai\u00bb le rispondo.\u00abNon \u00e8 colpa mia se pap\u00e0 \u00e8 finito all\u2019ospedale.\u00bb\u00abE per questo dovrei andare al [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_58910\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58910\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":39121,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[1006,1009,1010,1008,1007,45],"class_list":["post-58910","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026","tag-breve","tag-equivoco","tag-funerale","tag-grottesco","tag-ironico","tag-racconto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58910"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/39121"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58910"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58910\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58952,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58910\/revisions\/58952"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}