{"id":58882,"date":"2026-04-12T16:00:10","date_gmt":"2026-04-12T15:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58882"},"modified":"2026-04-12T16:00:11","modified_gmt":"2026-04-12T15:00:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-santa-croce-di-maddalena-conti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58882","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il Santa Croce&#8221; di Maddalena Conti"},"content":{"rendered":"\n<p>Ce li avevo sempre dietro la schiena. Gli occhi scuri del Santa Croce. Li avevo visti da bambina, due macchie scure su un costone di roccia sporgente, e da allora l\u2019avevo sempre immaginata cos\u00ec la montagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Da bambina volevo andarci a vivere l\u00ec, fra i prati verde smeraldo e le case tutte in legno e dai balconi fioriti d\u2019estate. D\u2019inverno la neve, che scintillava anche quando scendeva il buio<\/p>\n\n\n\n<p>Quando tornavo a casa dalle vacanze con la mia famiglia, mi sembrava tutto cos\u00ec brutto. I palazzi, le case di cemento, le strade. Il cielo biancastro. Provavo una invidia pura per gli abitanti della valle che ce l\u2019avevano sempre negli occhi tutta questa bellezza. Pensavo che la mia vita sarebbe stata pi\u00f9 lieve in un posto cos\u00ec. Poi me ne sono dimenticata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ogni anno, d\u2019estate e d\u2019inverno, ci tornavo con la mia famiglia e le mie cugine. Sempre nello stesso appartamento, nel paese ai piedi del Santa Croce. Dalla finestra della mia stanza si vedeva proprio bene la montagna, e quegli occhi scuri che mi osservavano silenziosi. Mi hanno vista crescere.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre era innamorato di quei luoghi. Gli brillavano gli occhi quando la roccia la sera si tingeva di rosa sul cielo indaco. \u201cChe magnificenza\u201d diceva. E uscivamo tutti in terrazza a guardare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno facemmo una lunga passeggiata che ci port\u00f2 proprio alle pendici del Santa Croce. Vista da l\u00ec sotto la montagna metteva quasi paura. Erano gi\u00e0 le due del pomeriggio, stavamo stesi sui plaid sull\u2019erba umida a riposarci dopo aver mangiato i panini. La montagna a quell\u2019ora era giallastra. Il sole era coperto da nuvole dense. C\u2019era silenzio. Me ne stavo sdraiata a guardare il cielo che si fondeva nella roccia e mi prendeva una strana malinconia, forse per la stanchezza delle gambe dopo la passeggiata.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera quando tornavamo all\u2019appartamento di nuovo il Santa Croce, la roccia bianca che luccicava nel buio. A volte chiudevo le tende e mi sdraiavo sul letto, sotto al piumone che c\u2019era anche d\u2019estate. Ce l\u2019avevo sempre negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Me la ritrovavo anche quando andavamo a cena. Spuntava fuori da qualche parte, dietro un ballatoio, un tetto, un vaso di fiori. Se ne stava acquattata e mi sorprendeva alle spalle. Anche quando spariva dietro le nuvole brumose, potevo sentirla addosso. Mi chiedevo come facessero gli abitanti della valle a vivere cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta qualcuno del posto mi disse che era facile morire in montagna, perch\u00e9 era pieno di vette e rocce da cui buttarsi. Magari dopo una passeggiata, senza neanche pensarci. Magari proprio nel meriggio, con la roccia giallastra e scura. Ti buttavi e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Santa Croce c\u2019era anche quando in macchina supplicavo mio padre di riportarmi alla casetta di montagna invece che al campo scout di Natale. Con la coda dell\u2019occhio vedevo ancora le sue ultime pendici. Mio padre non parlava. Il viso scuro, le mani salde sul volante. Io quasi piangevo. Percorrevamo una serie di tornanti e a un certo punto mio padre mi guard\u00f2, gli occhi fondi e scuri. Poi acceler\u00f2 e sorpass\u00f2 la macchina davanti a noi, in piena curva. Trattenni il respiro. Solo quando uscimmo dal tornante mi resi conto che eravamo ancora vivi. Per tutto il resto del lungo viaggio ci fu solo silenzio. Il Santa Croce non si vedeva pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornai qualche anno dopo la morte di mio padre. Se n\u2019era andato con una corda al collo. Senza pi\u00f9 guardare.<\/p>\n\n\n\n<p>Vidi comparire il Santa Croce a un certo punto fuori dal finestrino. Lo stavo aspettando. Di nuovo i suoi occhi neri che mi scrutavano. Erano rimasti identici, come se non avessero mai smesso di guardare. Avevano gi\u00e0 capito che ero cambiata. Mi ero invecchiata, avevo preso qualche chilo di troppo e una gentilezza che non mi apparteneva.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la valle era cambiata, non era pi\u00f9 un luogo semisconosciuto ma una meta turistica ricercata. Avevano costruito nuovi alberghi e appartamenti. Una malattia faceva cadere uno dopo l\u2019altro i grandi abeti, che giacevano al suolo come stuzzicadenti. Gli abitanti a volte sembravano quasi infastiditi dalla presenza dei turisti. Non erano pi\u00f9 curiosi di facce e di gente come un tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo affittato lo stesso appartamento di sempre, e quando uscii in terrazza la roccia del Santa Croce si stava tingendo di rosa. \u201cChe magnificenza\u201d pensai. <\/p>\n\n\n\n<p>Provai rabbia. E una tristezza antica. Tutta quella magnificenza non era bastata a salvare mio padre. Tutta quella bellezza non era bastata a salvarmi da lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Santa Croce continuava a guardare e io non potevo smettere di guardare lui.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58882\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58882\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ce li avevo sempre dietro la schiena. 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