{"id":588,"date":"2009-02-06T12:44:37","date_gmt":"2009-02-06T11:44:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=588"},"modified":"2009-02-06T12:44:37","modified_gmt":"2009-02-06T11:44:37","slug":"non-basta-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=588","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Non basta niente&#8221; di Silvia Ardini"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">Bianca pass\u00f2 la notte al computer con l\u2019indice sollevato sul mouse, indecisa se premere invio oppure spegnere tutto. Poche ore prima stava sul balcone con la solita tazza di tisana al biancospino. Viveva in una torre di dieci piani nella periferia milanese. Nessun principe era ancora arrivato a liberarla e il suo dirimpettaio, dal cui appartamento la divideva solo una piccola strada pedonale, aveva smesso di fumare e non usciva pi\u00f9 sul terrazzino ogni ora. Un altro appuntamento mancato. In un passato abbastanza recente e circoscritto a qualche anno soltanto, Bianca aveva saputo divertirsi. In quella parentesi della sua vita, che era stata subito prima da brava ragazza un po\u2019 secchiona e subito dopo da giovane donna infelice, la psicologia aveva perso gradualmente il fascino che l\u2019aveva fatta iscrivere all\u2019universit\u00e0 ed era cresciuto quello esercitato dal denaro. Aveva risposto a un annuncio di lavoro dicendosi che cos\u00ec si pagava la retta. Poi erano arrivate spese sempre pi\u00f9 urgenti: l\u2019auto per diventare indipendente, l\u2019affitto per essere libera, i viaggi, le sigarette, le cene, le feste. E quel lavoro provvisorio le era rimasto appiccicato. Quella sera sul balcone pensava ad Antonio, che aveva frequentato per un po\u2019 durante la fase brava ragazza e prima della parentesi. Aveva chiuso lei la storia con il \u201cragioniereimpiegatonell\u2019aziendadelpadre\u201d che era diventato Antonio dopo il diploma e una breve esperienza a medicina. Proprio quando Bianca si era iscritta a psicologia con la prospettiva di salvare la mente dell\u2019umanit\u00e0, lui aveva abdicato alla missione di guarirne il corpo, assecondando il suo spirito pratico e andando ad amministrare denari, esperto di numeri e poco altro. Qualche mese ancora e anche Bianca dimentic\u00f2 i suoi buoni propositi e si fece coinvolgere nel marasma di notti da consumare veloci con la compagnia giusta, che non prevedeva il banale Antonio. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">2.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">Antonio stava da un\u2019altra parte di mondo, sdraiato su una brandina, in mutande e senza canottiera con il petto bianco e glabro e la pancia piccola ma molliccia, un budino al latte che sembrava incollato per sbaglio a un resto del corpo di ossa e pelle sottile. Avrebbe dovuto dormire perch\u00e9 presto incominciava una nuova giornata di lavoro e sarebbe crollato ancora dopo cena con la testa sul tavolo apparecchiato. Da quando era partito per l\u2019ultima missione succedeva cos\u00ec: si addormentava in quella posizione e, quando si svegliava, si trascinava sulla branda e continuava un sonno pesante e senza sogni ancora per qualche ora, per poi riaprire gli occhi definitivamente verso le quattro del mattino. Rimaneva con lo sguardo fisso sulla crepa nel soffitto a forma di stella cometa fallita, senza nessuna lieta novella da annunciare. Da molti anni aveva la sensazione che due occhi vigili lo seguissero ovunque: stavano l\u00ec, corrucciati, pronti a giudicare il suo operato. Si sentiva sicuro solo delle mancanze, delle scelte nate dalle rinunce, del senso di non appartenenza a nessuna casa. Quando, a tratti, si affacciava un\u2019esaltata e insana fiducia in se stesso, come quando aveva deciso di licenziarsi dall\u2019azienda del padre, prendere il diploma da infermiere e partire con un\u2019associazione umanitaria, era perch\u00e9 quegli occhi si erano per un attimo assopiti, per acquisire nuove forze. Alle sei si alzava e andava a lavorare, ogni giorno convinto di non farcela, che si sarebbe addormentato su una barella, se solo ce ne fosse stata una libera. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">3.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">&#8211;<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Pensi ancora a quel cazzone?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">Gloria era diretta. Bianca si pent\u00ec subito, la mattina dopo, di essersi confidata con la collega e le venne in mente che quando si soffre \u00e8 il caso di tenerselo per s\u00e9. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">&#8211;<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Non \u00e8 che proprio ci penso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">&#8211;<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Bisogna che ti rimetti nel giro e ricominci a frequentare i posti giusti. Ti aiuto io. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">Diretta e propensa al monologo, pi\u00f9 che al dialogo, che mentre Bianca parlava, lei sapeva gi\u00e0 cosa doveva dire dopo, fedele alla logica di un argomentare che non ammetteva interferenze. Bianca inorrid\u00ec: decise che si sarebbe licenziata e avrebbe cambiato continente piuttosto che rimettersi nel giro con Gloria. Vedeva le sue unghie rosse che si davano da fare con i tasti del cellulare, mentre le parlava senza mai guardarla e si ricord\u00f2 che a vent\u2019anni era stato divertente avere amiche cos\u00ec. La pausa caff\u00e8 era finita, si infilarono le cuffiette e tornarono in postazione. Gloria non le aveva chiesto che cosa le mancasse di lui e cos\u00ec Bianca non aveva dovuto trovare le parole giuste per dirle che era il suo modo speciale di prendersi cura di lei. Antonio non era un sentimentale, per\u00f2, quando passavano sulla provinciale che portava verso casa sua, nella campagna appena fuori Milano, e capitava di sorpassare la carcassa di un animale schiacciato da un auto in corsa, molto prima del loro passaggio, e lei faceva quel gemito, lui le diceva \u2013 <em>era solo uno straccio<\/em> \u2013 e poi \u2013 <em>devi cambiare gli occhiali<\/em> \u2013 Bianca sentiva una felicit\u00e0 silenziosa. Avrebbe desiderato riprovarla, ma allora non le era bastata: aveva, anzi, pensato che lei e Antonio fossero troppo diversi, che non bastava niente. Per anni era stata una giustificazione coerente al suo gesto, che le avrebbe, altrimenti, suscitato qualche rimorso. Per anni, fino al pomeriggio del giorno prima quando, camminando in pieno centro, si era fermata alla vetrina di un negozio di scarpe. Ne usciva una donna tonda vestita di un rosa brillante che non sembrava aver scelto. Trascinava una borsa con le rotelle per ogni mano. Cariche, stracariche di oggetti. Una senzatetto, di quelle che viaggiano con la propria vita appresso, stipata in borse sempre troppo piccole. Intanto arrivava un\u2019altra donna, pelliccia lunga fino ai piedi, fresca di parrucchiere, che apostrofava l\u2019altra chiamandola \u201ccarissima\u201d. L\u2019abbracciava, la baciava sulle guance screpolate lasciandovi un\u2019idea di rossetto e si fermava a chiacchierare con lei, mentre Bianca le superava incredula. Fu a quel punto che si sent\u00ec sciocca per essersi preoccupata in passato della diversit\u00e0 che, se all\u2019inizio attrae, alla fine disunisce. Si chiese quali storie, percorsi e affinit\u00e0 sottili e, al tempo stesso, essenziali ci fossero dietro a quella coppia cos\u00ec strana e pens\u00f2 che la vita offre inverosimili possibilit\u00e0 e che bisogna farsele bastare per un po\u2019, fino a che si possono guardare per intero e scoprirne il senso.<span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">4.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">&#8211;<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>E\u2019 arrivata una mail per te. Una certa Bianca.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">Aveva appena richiuso gli occhi ed era in quella fase di cedimento per cui avrebbe per la prima volta dormito di nuovo, quella notte. Non fosse stato per Marcello e il suo tempismo e il volume della sua voce e la sua insonnia. Aveva la passione per internet e ci passava le notti. Antonio gli aveva dato la sua password chiedendogli di scaricare la posta ogni tanto, giusto per non perdere i contatti con sua sorella, l\u2019ultima parte di famiglia che gli era rimasta in Italia. Per tre mesi erano arrivate solo offerte di carriere lampo e super remunerate nel commercio di viagra. Si era anche dimenticato di aver aperto il suo profilo in un social forum; concretamente l\u2019aveva fatto sua sorella. <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">&#8211;<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Chi \u00e8?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">&#8211;<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Chi?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">&#8211;<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>\u2018Sta Bianca.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">&#8211;<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span>Nessuno.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">Come se non fosse stato lui a conoscere Bianca, non quell\u2019Antonio disteso nudo sulla brandina. Si rassegn\u00f2 alla sveglia anticipata e cerc\u00f2 di ricordare la sua faccia, ma rivide solo pochissimi tratti. Si alz\u00f2 e scese da basso. Una volta connesso lesse subito le poche righe di messaggio che si limitavano ad accertare che fosse lui quell\u2019Antonio Donati, nella foto troppo piccola e a chiedere notizie sul suo stato di salute. La risposta fu immediata: \u201cCiao! Ora sono fuori Milano. Torno il mese prossimo\u201d. Seguiva il suo numero di cellulare. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">5.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">Peccato che Bianca non fosse un\u2019esperta di posta elettronica, altrimenti una volta a casa si<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>sarebbe accorta subito di una mail finita per sbaglio tra gli spam. Avrebbe placato cos\u00ec la sua ansia di aver fatto un errore, che nemmeno si ricordava o che stava ridendo di lei. Non gli scrisse di nuovo e non ne seppe pi\u00f9 nulla. Incominci\u00f2 a soffrire di un fastidio allo stomaco che l\u2019accompagn\u00f2 per molto tempo e che i medici non seppero spiegare. Un peso per cui non esistevano farmaci specifici e non bastava una dieta adeguata. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">6.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\">Antonio ebbe a che fare con flebo, siringhe, sangue, medicine, disinfettanti, per tutto il giorno e per tutti i giorni di quell\u2019ultimo mese di missione. Aiut\u00f2 a salvare vite, cur\u00f2 malattie, vide molti morire. Non fu pi\u00f9 triste n\u00e9 pi\u00f9 felice. Torn\u00f2 a Milano e ripart\u00ec. A Bianca pens\u00f2 ancora qualche volta e poi se ne dimentic\u00f2, senza chiedersi spiegazioni dell\u2019improvvisata e del suo tirarsi indietro, che tanto faceva lo stesso. Non aggiorn\u00f2 pi\u00f9 il suo profilo nel social forum e scord\u00f2 la password della posta elettronica, cosa che fece dispiacere a sua sorella ma non a lui, che non gli bastava il tempo, preso com\u2019era dal lavoro da infermiere e dal sonno che lo divorava a tratti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"150%;\"><span style=\"'Times New Roman';\"><span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_588\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"588\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bianca pass\u00f2 la notte al computer con l\u2019indice sollevato sul mouse, indecisa se premere invio oppure spegnere tutto. 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