{"id":58734,"date":"2026-03-30T18:02:52","date_gmt":"2026-03-30T17:02:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58734"},"modified":"2026-03-30T18:02:53","modified_gmt":"2026-03-30T17:02:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-pratica-47b-di-loredana-pirani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58734","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Pratica 47B&#8221; di Loredana Pirani"},"content":{"rendered":"\n<p>La giornata di Marco Ricci inizi\u00f2 come tutte le altre: la sveglia suon\u00f2 tre volte prima che trovasse il coraggio di spegnerla, il caff\u00e8 troppo lungo perch\u00e9 aveva sbagliato ancora una volta il dosaggio, e la solita promessa allo specchio, \u201cdomani mi iscrivo in palestra\u201d, sapendo benissimo che non sarebbe accaduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di uscire scroll\u00f2 lo smartphone: pubblicit\u00e0, promozioni, titoli di giornali. Tra le mail una attir\u00f2 la sua attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>DESTINO \u2013 PRATICA 47B: OGGI \u00c8 IL TUO GIORNO SPECIALE.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco arricci\u00f2 le labbra. <em>Inventano di tutto per fregarti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La cancell\u00f2 senza leggerla e apr\u00ec la porta di casa con l\u2019inerzia di chi non si aspettava sorprese.<\/p>\n\n\n\n<p>E invece la sorpresa era l\u00ec, in carne e ossa: Paola Berti. Elegante e bellissima come sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>No, non come sempre. Stavolta si avvicin\u00f2 sorridente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono anni che abitiamo sullo stesso pianerottolo e non ci conosciamo.\u00bb disse arricciando appena le labbra del colore di una ciliegia matura.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Devono avere lo stesso sapore, dolci e leggermente pungenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono Paola.\u201d continu\u00f2 tendendogli la mano e stringendo la sua con calore \u00abStasera cucino io. Ti va di venire a cena?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Solo con molta buona volont\u00e0 il mugugno indistinto di Marco poteva intendersi come: \u201cPorter\u00f2 il vino.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei sorrise di nuovo e se ne and\u00f2 gi\u00f9 per le scale, lasciandolo convinto d\u2019aver sognato. Chiuse la porta alle sue spalle ancora stordito e scese in strada.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ho bisogno di un caff\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>O di un esorcismo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>O di entrambi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alla cassa del bar sotto casa una donna compr\u00f2 un gratta e vinci.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUno anche per me.\u201d chiese d\u2019impulso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non lo faceva mai perch\u00e9: tanto non vinco, tanto non succede, tanto non cambia.<br>Ma quella mattina la mano si mosse da sola, come se sapesse qualcosa che lui ignorava.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedette al tavolino, prese la monetina e inizi\u00f2 a grattare.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre simboli uguali.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre.<\/p>\n\n\n\n<p>Uguali.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco si irrigid\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Guard\u00f2 il biglietto, poi la monetina, infine il barista.<\/p>\n\n\n\n<p>E fu in quel momento, esattamente in quel momento, che gli torn\u00f2 in mente la mail che aveva cancellato senza leggere:<\/p>\n\n\n\n<p>DESTINO \u2013 PRATICA 47B: OGGI \u00c8 IL TUO GIORNO SPECIALE.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco deglut\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse il caff\u00e8 non sarebbe bastato.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti allo schermo Ubaldo sgran\u00f2 gli occhi. \u00abOh no! La pratica \u00e8 finita alla persona sbagliata!\u00bb Si pass\u00f2 una mano sugli occhi come a voler cancellare quei caratteri lucenti sullo sfondo nero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesta \u00e8 la volta buona che Michele mi toglie l\u2019aureola!\u00bb si alz\u00f2 di scatto e raggiunse il bar.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo individu\u00f2 subito. \u00abSignor Ricci? Buongiorno. Lei non mi conosce, ma sono qui per rettificare un errore.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedette senza essere invitato e appoggi\u00f2 sul tavolo una cartellina color avorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Sopra, in caratteri sorprendentemente eleganti, c\u2019era scritto:DESTINO \u2013 UFFICIO EVENTI SIGNIFICATIVI.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUbaldo.\u00bb disse porgendogli una mano molle. \u00abFunzionario di terzo livello. Devo revocare la sua giornata speciale.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco corrug\u00f2 la fronte. \u00abScusi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ubaldo sospir\u00f2. \u00abLa giornata speciale. Non era destinata a lei ma a un tipo molto pi\u00f9\u2026 predisposto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco sbatt\u00e9 le palpebre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ubaldo si massaggi\u00f2 le tempie. \u00ab\u00c8 brutto da dire, ma per lei la giornata speciale sarebbe sprecata. Ormai si \u00e8 arreso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco sent\u00ec l\u2019amaro in bocca. Era vero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVede?\u00bb Con gesti impacciati tir\u00f2 fuori un tablet minuscolo \u2014 sembrava un\u2019agendina elettronica degli anni \u201990 \u2014 e lo consult\u00f2 con aria afflitta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPratica 47B. \u00c8 tutto scritto qui. Routine stabile, autostima bassa, iniziativa sotto la media\u2026 Insomma, lei \u00e8 un soggetto per giornate normali.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco sent\u00ec qualcosa muoversi dentro. Un sussulto di indignazione, una protesta minuscola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE quindi?\u00bb chiese con un filo di voce che non era pi\u00f9 solo rassegnazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ubaldo sbuff\u00f2 e lo fiss\u00f2 come un modulo compilato male. \u00abE quindi mi deve restituire la pratica. Prima che il sistema se ne accorga. Prima che succeda qualcos\u2019altro di\u2026 straordinario.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento il barista si avvicin\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignor Ricci, complimenti! Ha vinto il primo premio. Non succedeva da anni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ubaldo alz\u00f2 gli occhi, disperato. \u00abEcco. \u00c8 gi\u00e0 cominciato. Avanti signor Ricci, possiamo chiudere tutto senza conseguenze. \u00c8 stato solo un errore, niente di personale.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco strinse tra le dita il gratta e vinci e ripens\u00f2 all\u2019invito a cena di Paola.<em> Una giornata speciale, dove tutto pu\u00f2 accadere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Guard\u00f2 Ubaldo che sembrava un incrocio tra un ragioniere cosmico e un lampadario spento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La voce era calma, granitica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ubaldo si sent\u00ec mancare. \u00abCome\u2026 no?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abErrore o non errore, oggi me la tengo. La fortuna, la giornata speciale, tutto. Non so perch\u00e9 sia capitata a me, ma non m\u2019importa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ubaldo sgran\u00f2 gli occhi, nessuno gli aveva mai risposto cos\u00ec in millenni di servizio. Sfogli\u00f2 freneticamente la cartellina come se cercasse una clausola d\u2019emergenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDevo\u2026 riferire. Devo assolutamente riferire.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFaccia come vuole.\u00bb disse Marco alzandosi. \u00abIo me ne vado.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Appena fuori dal bar quasi inciamp\u00f2 in qualcosa. Il portafoglio era nero, elegante, intatto. Dentro non c\u2019erano documenti. Niente carte, solo contanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE no!\u00bb disse a voce alta. \u00abQuesto \u00e8 troppo. Non posso tenerlo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si guard\u00f2 intorno, ma non c\u2019era nessuno a cui riconsegnarlo. Solo lui e il portafoglio che sembrava materializzato dal nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo infil\u00f2 in tasca con un misto di colpa e incredulit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo porto ai carabinieri, dopo il lavoro.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non sapeva se l\u2019avrebbe fatto davvero. E per la prima volta, l\u2019incertezza gli sembr\u00f2 una possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 alla fermata sapendo di essere in ritardo. Invece il bus era l\u00ec. Fermo e con le porte aperte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo pensiero fu: <em>Oddio, si \u00e8 rotto<\/em>, ma l\u2019autista gli tolse ogni dubbio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRicci!\u00bb lo chiam\u00f2. \u00abSali che si va.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco avanz\u00f2 sulla vettura, i passeggeri sorridenti lo seguirono con lo sguardo mentre un ragazzo si alz\u00f2 dal suo posto per farlo sedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivato davanti al pesante edificio in tardo barocco, il portiere lo salut\u00f2 toccandosi il cappello, una gentilezza che riservava solo ai superiori. Sal\u00ec le scale ed entr\u00f2 nel suo piccolo ufficio al primo piano. Dopo essersi tolto la giacca, con un misto di ansia e rassegnazione si prepar\u00f2 al peggio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove sono finiti i miei fascicoli?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La scrivania, normalmente affollata di pesanti faldoni di pratiche inevase, era completamente sgombra, il piano lucente sotto la tastiera e il monitor del computer.<\/p>\n\n\n\n<p>Stava per chiedere spiegazioni quando sent\u00ec un colpo di tosse alle sue spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Il direttore Rossi.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco si sent\u00ec piccolo. Deglut\u00ec in preda al panico. Il superiore non parlava mai con gli impiegati. Invece era in piedi dietro di lui. E quel sorriso? <em>Non sapevo ne fosse capace.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRicci, pu\u00f2 venire un attimo nel mio ufficio?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco lo segu\u00ec con la sensazione di essere stato convocato dal Preside.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corridoio gli sembr\u00f2 interminabile, l\u2019attesa dell\u2019ascensore una tortura, ed ebbe l\u2019impressione che i due colleghi che incontr\u00f2 lo scrutassero con un\u2019espressione strana. Di rispetto, forse anche d\u2019invidia.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati ai \u201cpiani alti\u201d Rossi chiuse la porta e Marco si guard\u00f2 intorno. La stanza era ampia e ben illuminata. Tre grandi vetrate si affacciavano sul pi\u00f9 bel panorama che la citt\u00e0 potesse offrire. La scrivania sembrava un\u2019astronave, tanto era piena di led e dispositivi di ultima generazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi accomodi Ricci.\u00bb disse il direttore chiudendo la porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non poco impacciato Marco ubbid\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe dir\u00f2 una cosa che forse la sorprender\u00e0.\u201d continu\u00f2 schiarendosi la voce \u00abAbbiamo osservato il suo lavoro negli ultimi mesi e\u2026\u00bb fece una pausa seguita da un gesto teatrale. \u00ab\u2026riteniamo che lei sia pronto per un ruolo di maggiore responsabilit\u00e0.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec. Ha costanza, precisione, affidabilit\u00e0. E credo sia arrivato il momento di valorizzarla. Vorrei proporle un avanzamento di livello. Naturalmente ci sar\u00e0 anche un piccolo aumento. Nulla di eccessivo, ma meritato.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco apr\u00ec la bocca, poi la richiuse.<\/p>\n\n\n\n<p>Il superiore lo guard\u00f2 con un\u2019espressione quasi paterna. \u00abChe ne dice?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco inspir\u00f2. Per la prima volta nella sua vita non rispose con un \u201ccome vuole lei\u201d o \u201cse pensa sia opportuno\u201d disse solo: \u00abMi sembra giusto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Rossi annu\u00ec soddisfatto. \u00abPerfetto. Allora preparer\u00f2 la documentazione. Buon lavoro Ricci.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Sentendosi leggero come mai prima, Marco usc\u00ec dall\u2019ufficio del direttore. Sul corridoio trov\u00f2 Ubaldo, pallido come un foglio protocollo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignor Ricci\u00bb sibil\u00f2 afferrandolo per un braccio. \u00able cose stanno precipitando. Lei sta accumulando anomalie come fossero punti fedelt\u00e0.\u00bb Agit\u00f2 la cartellina neanche fosse un\u2019arma impropria.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco si scost\u00f2 e lo guard\u00f2 con occhi nuovi. <em>Sei solo<\/em> <em>un povero<\/em> <em>diavolo<\/em> <em>terrorizzato da un modulo fuori posto.<\/em> \u00abUbaldo\u00bb lo interruppe \u00abcon tutto il rispetto, arrangiatevi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ubaldo rimase senza parole. Un pesce burocratico che annaspava senz\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDai\u00bb riprese Marco dandogli una pacca sulla spalla \u201cvieni. Ti offro un caff\u00e8.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Con la cartellina stretta al petto come un paracadute difettoso, lo segu\u00ec fino al distributore automatico. L\u00ec, il minuscolo tablet vibr\u00f2: AGGIORNAMENTO PRATICA 47B: ASSEGNAZIONE CORRETTA. LA SCELTA \u00c8 GIUSTA.<\/p>\n\n\n\n<p>Ubaldo sollev\u00f2 gli occhi sconvolto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo\u2026 non ho fatto nessuna scelta!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Marco si lasci\u00f2 andare a una risata piena che non ricordava di aver mai sentito uscire dalla propria gola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTranquillo Ubaldo. Il destino non fa errori.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58734\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58734\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giornata di Marco Ricci inizi\u00f2 come tutte le altre: la sveglia suon\u00f2 tre volte prima che trovasse il coraggio di spegnerla, il caff\u00e8 troppo lungo perch\u00e9 aveva sbagliato ancora una volta il dosaggio, e la solita promessa allo specchio, \u201cdomani mi iscrivo in palestra\u201d, sapendo benissimo che non sarebbe accaduto. 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