{"id":58707,"date":"2026-03-26T19:04:44","date_gmt":"2026-03-26T18:04:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58707"},"modified":"2026-03-26T19:04:45","modified_gmt":"2026-03-26T18:04:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-io-e-gaza-di-matteo-davide-valenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58707","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Io e Gaza&#8221; di Matteo Davide Valenti"},"content":{"rendered":"\n<p>1989<br>Prendo l\u2019ascensore, esco dal portone, cammino per le strade di Agrigento.<br>Gli altri sono davanti alla chiesa.<br>Dalla porta, Padre Calogero ci chiama. Saliamo al primo piano ed entriamo in una delle stanze del catechismo. Cantiamo la canzone della GAM, Giovent\u00f9 Ardente Mariana. Poi guardiamo il film su Ges\u00f9, di Zeffirelli. Verso la fine, Giovanni, il sagrestano, anticipa le battute di Ges\u00f9: \u201cPadre, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d<br>Bisogna servire la messa. \u00c8 una delle prime volte che tocca a me. Antonio mi dice: \u201cNon ti preoccupare, se non ti ricordi ti aiuta Leonardo. Lui ha tredici anni, \u00e8 il pi\u00f9 grande e sa tutto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non voglio andare a scuola con i capelli corti. Mio padre dice che non succeder\u00e0 nulla.<br>\u201cTi tunnisti?\u201d<br>\u201cSei proprio una cucuzza.\u201d<br>\u201cTutti insieme. Uno, due, tre: cucuzza!\u201d<br>Vado al mio posto.<br>Sento Calogero due file dietro di me: \u201cChi ha il cappotto che puzza di detersivo \u00e8 scemo.\u201d<br>\u00c8 il mio. Mia madre lo ha appena lavato.<br>Li insulto, ma a loro non importa.<br>Qualcuno mi d\u00e0 dei buffetti dietro la nuca.<br>\u201cMaestra, mi danno le botte.\u201d<br>\u201cBasta! Smettetela!\u201d<br>Spero che muoiano tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei anni dopo bevo la birra.<br>Al governo c\u2019\u00e8 Fini che mi sembra dica cose sensate. Cose di destra.<br>Al ginnasio c\u2019\u00e8 un gruppo di giovani fascisti.<br>Ma ora sono seduto con i miei amici al bar e insieme a noi c\u2019\u00e8 Enrico.<br>Ciccio ha detto che lo considera un \u201cpadre spirituale.\u201d<br>\u201cLa libert\u00e0 \u00e8 il nostro obiettivo. La borghesia pensa che il fine siano i soldi. Questo ci rende schiavi. Per essere liberi dai borghesi basta sapere che lo scopo non sono i soldi.\u201d<br>\u00c8 sempre la legge del pi\u00f9 forte.<br>Quel pomeriggio ho capito chi dovevo odiare. E mi ha dato pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sole illumina lo striscione che dice: \u201cLA SCUOLA NON \u00c8 IN VENDITA.\u201d<br>Io lo tengo da un lato, Enrico dall\u2019altro. Dietro di noi tanti studenti. Ma anche persone adulte. Forse operai. Non ne avevo mai visto uno.<br>Uno dei nostri amici inizia a cantare: \u201cFrateelliiii, d\u2019Itaaliaaa\u2026.L\u2019Itaaaliaaa s\u2019\u00e8 deestaaaa..\u201d<br>Da dietro gridano: \u201cL\u2019inno d\u2019Italia \u00e8 fascista!\u201d<br>\u201cAh, s\u00ec, giusto.\u201d<br>Allora riprendiamo il motto semplice che ormai ho imparato anche io: \u201cCome mai, come mai, sempre in culo agli operai? D\u2019ora in poi, d\u2019ora in poi, comandiamo solo noi!\u201d<br>Tutto questo ti fa sentire parte di una famiglia. Ci sentiamo fratelli. Anche se ci chiamiamo compagni.<\/p>\n\n\n\n<p>Al ginnasio non ero ancora un metro e ottantacinque. Non ero neanche un metro e settanta.<br>Davide \u00e8 assente da tre giorni e io mi sono messo al suo posto, accanto a Francesco.<br>Quando torna mi dice di tornare al mio banco.<br>Io protesto: \u201cMica te lo sei comprato.\u201d<br>Lui mi sbatte al muro e mi solleva per il bavero.<br>Non l\u2019ho ancora dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019eliporto \u00e8 il luogo pi\u00f9 buio, circondato dagli scogli.<br>Davide ride: \u201ctranquillo.\u201d<br>Mi fa vedere come si rulla, fa qualche tiro e mi passa la canna.<br>Poi beviamo il Tavernello.<br>Una settimana prima, al battesimo di mio cugino, avevo bevuto tre bicchieri di vino bianco e mi era girata la testa.<br>Dall\u2019eliporto torniamo al bar La Vela.<br>Non ho pi\u00f9 paura, non ho pensieri. Parlo con tutti, faccio domande, intrattengo conversazioni.<br>Domani di nuovo.<br>Non torner\u00f2 ad essere un coglione.<\/p>\n\n\n\n<p>2023<br>I social mostrano la strage di Hamas contro Israele.<br>Cos\u00ec Netanyahu ha la giustificazione per dichiarare guerra a Gaza.<br>Ogni giorno guardo i video delle mamme palestinesi che corrono con bambini morti in braccio. Bambini appoggiati sulla polvere accanto agli altri cadaveri. Bambini che piangono porgendo pentole vuote.<br>Le canne e l\u2019alcool aiutano, ma non risolvono.<br>Io sono parte di tutto questo. Io sono in guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>2024<br>Mi stacco dalla manifestazione ed entro al Carrefour.<br>Vicino alle casse, una signora ha il carrello pieno.<br>\u201cLo sa che comprando questi prodotti finanzia il genocidio?\u201d<br>\u201cCosa, scusi?\u201d<br>\u201cIl Carrefour fa accordi con aziende israeliane che finanziano la guerra a Gaza.\u201d<br>\u201cAh, non lo sapevo. Grazie.\u201d<br>\u201cE sta ancora qui in fila?\u201d<br>Mi guada come se le stessi chiedendo l\u2019elemosina.<br>Mi rivolgo a tutti gli altri: \u201cLo sapete che Carrefour finanzia la strage dei bambini a Gaza?\u201d<br>Silenzio.<br>Alzo la voce: \u201cLo sapete o no?\u201d<br>Una persona lascia il carrello e va via.<br>\u201cUn applauso al signore che ha lasciato la sua spesa!\u201d<br>Alcuni manifestanti e una cassiera impavida battono le mani.<br>Dei ragazzi riprendono con lo smartphone.<br>\u201cC\u2019\u00e8 una guerra e siamo tutti responsabili! Riposate la spesa!\u201d<br>Usciamo, loro restano in fila.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAmore mio! Che fai?\u201d<br>\u201cSto giocando con l\u2019orsacchiotto gigante che mi hai regalato.\u201d<br>\u201cBrava! Ti piace?\u201d<br>\u201cS\u00ec. Quando vieni?\u201d<br>Mi copro la faccia con le mani. Cammino avanti e indietro per la stanza.<br>Mi esce \u201ccazzo!\u201d come un tic.<br>Mi chiama la mia amica Carla, ma non rispondo. Non riuscirei a parlare.<br>Sbatto i pugni sulla scrivania e quasi la spacco.<\/p>\n\n\n\n<p>La manifestazione arriva alla stazione centrale.<br>Il cancello \u00e8 chiuso. Scavalchiamo, sfondiamo.<br>Al primo piano ci accoglie un muro di polizia in tuta anti sommossa.<br>Spingiamo ed entriamo.<br>Lanciamo gli estintori sui vetri dei negozi. Stacchiamo le panchine e le tiriamo contro gli sbirri.<br>Non siamo facinorosi, non siamo pochi, siamo noi.<br>Un agente continua a manganellare un compagno accovacciato che cerca di ripararsi.\u00a0<br>Con un calcio lo allontaniamo. In tre, riusciamo a farlo cadere. Lo prendiamo a calci. Io lo prendo a calci. Poi vengo colpito.<br>Un neon bianco come quello degli ospedali.<br>Sono seduto e sono ammanettato.<br>Lo sbirro mi d\u00e0 uno schiaffo che quasi svengo.<br>Un altro, dietro di me, mi fa alzare.<br>Mi arriva un pugno sullo stomaco. Mi piego. L\u2019altro mi tira su per i capelli.<br>\u201cTi sei divertito alla stazione?\u201d<br>Un pugno sull\u2019avambraccio mi fa urlare.<br>\u201cShhhh. Silenzio! Mica sei alla stazione qui.\u201d<br>Un altro schiaffo mi butta per terra.<br>Qualche calcio mi lascia nuovi ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQui siamo una famiglia, ma abbiamo visto che non partecipi, non sei positivo. Non possiamo rinnovarti il contratto.\u201d<br>&#8220;Ma non mi sembra che gli altri facciano delle cose straordinarie.\u201d<br>Non \u00e8 una questione di capacit\u00e0. Sei bravo, altrimenti non ti avremmo preso. \u00c8 l\u2019atteggiamento. Abbiamo provato a dirtelo, ma non funziona.\u201d<br>Anna \u00e8 da sua madre.<br>Salgo in macchina. Non fumo da anni, ma lungo la strada cerco un tabaccaio aperto.<br>Chris Cornell canta: \u201cI only love you when I\u2019m down.\u201d<br>Parcheggio. Lei \u00e8 gi\u00e0 davanti al portone.<br>\u201cL\u2019ultima volta mi hai praticamente cacciata di casa.\u201d<br>\u201cSono venuto a chiederti scusa.\u201d<br>\u201c\u00c8 troppo tardi.\u201d<br>\u201cQuesta sofferenza mi \u00e8 servita. Ho capito. Io ti amo.\u201d<br>\u201cE il sesso faceva schifo.\u201d<br>\u201cPerch\u00e9 non c\u2019ero.\u201d<br>\u201cIo torno a Londra con la bambina.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo in una cella di quattro metri quadri.<br>Resto a letto perch\u00e9 mi fa male tutto.<br>Apro gli occhi e quello grosso mi guarda ancora male perch\u00e9 poco fa sono uscito dal bagno in mutande.<br>Anche il secco non \u00e8 molto simpatico.<br>Nel letto a castello mi hanno fatto mettere sopra.<br>Il soffitto \u00e8 pieno di messaggi di chi \u00e8 stato qui prima di noi: \u201cMario Cazzaniga infame.\u201d<br>Per errore, incrocio lo sguardo del ciccione che ringhia: \u201cComunista di merda.\u201d<br>Avevo dimenticato che sono qui per la manifestazione.<br>Nella mia testa ci sono solo immagini di mio padre e mia madre, della zia Dina che mi insegna a scrivere, di Massimo e Gianluca che mi citofonano e io scendo al volo, di tutti gli amici e i parenti con cui non ho bisogno di bere e fumare, di Anna, ma soprattutto di Giulia.<br>E piango. Piano.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando esco, ci sono i compagni.<br>Mi accompagnano a casa.<br>Mi chiedono di cosa ho bisogno e quando ci vediamo.<br>\u201cNon ci vediamo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La tenda giallina smorza il sole siciliano che illumina la stanza.<br>La libreria \u00e8 piena di libri di psicologia, ma ci sono anche dei pupazzetti di pezza.<br>La psicologa \u00e8 seduta sulla sua poltrona gialla, io sul divano pieno di cuscini di fronte.<br>\u201cCome va?\u201d<br>L\u2019altro giorno, con la ragazza bellissima non ci siamo sentiti e io non mi sono arrabbiato.\u201d<br>\u201cE cosa \u00e8 successo?\u201d<br>\u201cIl giorno dopo mi ha chiamato per dirmi che devo chiamarla pi\u00f9 spesso.\u201d<br>\u201cCom\u2019\u00e8 stato?\u201d<br>\u201cSono contento. Alla fine dipende tutto da me.\u201d<br>\u201cS\u00ec, ok, ma attenzione a queste paroline: \u2018Tutto e sempre\u2019. Le credenze creano il nostro mondo e determinano le nostre azioni, ma non dipende sempre tutto da noi. No?\u201d<br>\u201cHa ragione.\u201d<br>Restiamo in silenzio.<br>Fuori c\u2019\u00e8 ancora luce.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58707\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58707\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1989Prendo l\u2019ascensore, esco dal portone, cammino per le strade di Agrigento.Gli altri sono davanti alla chiesa.Dalla porta, Padre Calogero ci chiama. 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