{"id":58655,"date":"2026-03-17T21:30:49","date_gmt":"2026-03-17T20:30:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58655"},"modified":"2026-03-17T21:30:50","modified_gmt":"2026-03-17T20:30:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-muro-sottile-di-massimo-montanile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58655","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il muro sottile&#8221; di Massimo Montanile"},"content":{"rendered":"\n<p>Il nostro pianerottolo aveva muri sottili.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sapevamo tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Bastava accendere la televisione perch\u00e9 dall\u2019altra parte qualcuno<\/p>\n\n\n\n<p>riconoscesse una voce, una risata, una canzone. Bastava parlare un<\/p>\n\n\n\n<p>po\u2019 pi\u00f9 forte perch\u00e9 le parole attraversassero l\u2019intonaco come acqua<\/p>\n\n\n\n<p>tra le crepe.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, quando cominciai a sentire le loro discussioni, non ci feci<\/p>\n\n\n\n<p>troppo caso.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio erano soltanto frasi spezzate. Il tono di lui, pi\u00f9 duro del<\/p>\n\n\n\n<p>solito. La risposta di lei, breve, quasi trattenuta. Poi il rumore di una<\/p>\n\n\n\n<p>porta chiusa con troppa forza.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che ricordo con chiarezza fu una sera d\u2019autunno.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornai a casa pi\u00f9 tardi del solito. Il pianerottolo era immerso in<\/p>\n\n\n\n<p>quella luce gialla e stanca che i neon producono quando stanno per<\/p>\n\n\n\n<p>esaurirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena chiusi la porta sentii la sua voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Non stava urlando.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una voce bassa, quasi calma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTanto tu senza di me non sei niente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Segu\u00ec un silenzio lungo, come se la casa stessa trattenesse il respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasi immobile per qualche secondo, la giacca ancora addosso. Poi<\/p>\n\n\n\n<p>mi tolsi le scarpe e andai in cucina, cercando di pensare ad altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Le coppie si dicono cose terribili quando litigano.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec mi dissi.<\/p>\n\n\n\n<p>La incontrai qualche giorno dopo sulle scale.<\/p>\n\n\n\n<p>Stava scendendo lentamente con una busta della spesa in mano. La<\/p>\n\n\n\n<p>plastica tirava verso il basso come se pesasse pi\u00f9 del dovuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi salut\u00f2 con quel sorriso educato che si scambiano i vicini quando<\/p>\n\n\n\n<p>si incontrano per caso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quando mi pass\u00f2 accanto vidi che teneva lo sguardo basso, come<\/p>\n\n\n\n<p>se i gradini fossero l\u2019unica cosa sicura da guardare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTutto bene?\u00bb chiesi quasi senza pensarci.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei annu\u00ec subito. Troppo in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, certo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Poi aggiunse qualcosa che allora mi sembr\u00f2 una frase normale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSai com\u2019\u00e8\u2026 a volte si discute.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Continu\u00f2 a scendere senza voltarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo mentre si allontanava mi accorsi che stringeva la busta con<\/p>\n\n\n\n<p>entrambe le mani, come se temesse che qualcosa potesse cadere o<\/p>\n\n\n\n<p>sfuggirle.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo rimasi fermo sul gradino con la sensazione di aver<\/p>\n\n\n\n<p>dimenticato qualcosa di importante. Ma non avrei saputo dire cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche settimana dopo la incontrai di nuovo sul pianerottolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Stava cercando le chiavi nella borsa mentre teneva due sacchetti<\/p>\n\n\n\n<p>della spesa appoggiati a terra. Quando apr\u00ec la porta uno dei sacchetti<\/p>\n\n\n\n<p>si rovesci\u00f2 e alcune arance rotolarono sul pavimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chinai per aiutarla a raccoglierle.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si affrett\u00f2 a dire che non era necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFaccio io, grazie.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le mani le tremavano leggermente.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle arance rotol\u00f2 fino al bordo delle scale. La fermammo quasi<\/p>\n\n\n\n<p>nello stesso momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo i nostri sguardi si incrociarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un istante brevissimo, ma ricordo che nei suoi occhi c\u2019era<\/p>\n\n\n\n<p>qualcosa che non avevo mai visto prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Era qualcosa di pi\u00f9 difficile da nominare.<\/p>\n\n\n\n<p>Come una stanchezza profonda, accumulata nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi sorrise di nuovo, come fanno le persone che vogliono<\/p>\n\n\n\n<p>rassicurarti che tutto va bene.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGrazie\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 in casa e chiuse la porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel palazzo nessuno parlava apertamente di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, ogni tanto, davanti alle cassette della posta o nell\u2019ascensore,<\/p>\n\n\n\n<p>qualcuno lasciava cadere una frase a met\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuel tipo l\u00ec ha un carattere difficile\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLei \u00e8 troppo buona\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSai come sono certe storie.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Parole sospese, mai finite.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi qualcuno guardava l\u2019orologio, qualcun altro cercava le chiavi in<\/p>\n\n\n\n<p>tasca, e la conversazione si spegneva da sola.<\/p>\n\n\n\n<p>Era come se tutti sapessimo qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma nessuno volesse davvero sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera le loro voci attraversarono il muro pi\u00f9 chiaramente del<\/p>\n\n\n\n<p>solito.<\/p>\n\n\n\n<p>Non erano urla, ma frasi rapide, taglienti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad un certo punto si sent\u00ec un colpo secco.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo qualcuno apr\u00ec la porta sul pianerottolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Era la signora del secondo piano.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase qualche secondo immobile, come se stesse ascoltando.<\/p>\n\n\n\n<p>Anch\u2019io ero fermo vicino alla porta del mio appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>I nostri sguardi si incrociarono per un attimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno disse nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei fece un piccolo gesto con la mano, come a dire che non era il<\/p>\n\n\n\n<p>caso di immischiarsi, poi rientr\u00f2 nel suo appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo il pianerottolo torn\u00f2 nel silenzio di sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo i rumori dall\u2019altra parte del muro diventarono pi\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p>frequenti. Non sempre discussioni. A volte passi pesanti. A volte<\/p>\n\n\n\n<p>oggetti spostati con troppa forza.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notte sentii piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era un pianto forte.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 che altro un suono spezzato, come quando qualcuno cerca di<\/p>\n\n\n\n<p>trattenere le lacrime perch\u00e9 nessuno le senta.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasi seduto sul letto ad ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un momento pensai di alzarmi, attraversare il pianerottolo,<\/p>\n\n\n\n<p>bussare alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma restai fermo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi dissi che non era affar mio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi dissi che magari stavano solo attraversando un momento<\/p>\n\n\n\n<p>difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi dissi che le coppie trovano sempre il loro modo di aggiustare le<\/p>\n\n\n\n<p>cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo la vidi uscire dal portone.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva gli occhiali da sole nonostante il cielo fosse coperto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi salut\u00f2 con la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ricambiai il gesto e proseguii per la mia strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono molti modi per non vedere qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte basta convincersi che non ci riguarda.<\/p>\n\n\n\n<p>Le settimane passarono cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto una porta sbattuta. Ogni tanto un silenzio pi\u00f9 lungo del<\/p>\n\n\n\n<p>solito. Qualche parola che attraversava il muro senza arrivare<\/p>\n\n\n\n<p>davvero a destinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera incontrai il portiere nel cortile.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi disse, quasi distrattamente:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuelli del terzo litigano spesso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Annuii.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSuccede\u00bb risposi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui fece spallucce e cambi\u00f2 discorso.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina in cui arrivarono le sirene stavo preparando il caff\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio pensai che fosse successo qualcosa in strada. Poi sentii<\/p>\n\n\n\n<p>passi veloci sulle scale, voci concitate, qualcuno che bussava forte<\/p>\n\n\n\n<p>alla porta accanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Aprii la porta del mio appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul pianerottolo c\u2019erano due carabinieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno di loro mi chiese se abitassi l\u00ec da molto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Annuii.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHa sentito qualcosa stanotte?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda mi colse impreparato.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercai di ricordare. Forse un rumore. Forse una voce. Ma nella mia<\/p>\n\n\n\n<p>mente tutto era diventato improvvisamente indistinto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo\u00bb, risposi. \u00abNon credo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo portarono via una barella.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vidi il suo volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Vidi solo il lenzuolo bianco che la copriva fino al mento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pianerottolo rimase pieno di persone per ore. Vicini, polizia,<\/p>\n\n\n\n<p>qualcuno che parlava al telefono a bassa voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, lentamente, tutto torn\u00f2 come prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni successivi continuai a ripensare a piccoli dettagli che<\/p>\n\n\n\n<p>allora mi erano sembrati insignificanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modo in cui lei abbassava la voce quando lo nominava.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modo in cui guardava sempre verso il pavimento quando uscivano<\/p>\n\n\n\n<p>insieme dal portone.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordai anche una frase che avevo sentito attraverso il muro<\/p>\n\n\n\n<p>qualche mese prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Non una minaccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo poche parole dette con quella calma fredda che allora non avevo<\/p>\n\n\n\n<p>capito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRicordati che senza di me non vai da nessuna parte.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019epoca avevo pensato che fosse una di quelle frasi che si dicono<\/p>\n\n\n\n<p>durante una lite.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso mi sembrava qualcosa di diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa che avevo ascoltato senza volerlo davvero sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il palazzo \u00e8 rimasto lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stessi muri sottili. La stessa luce gialla sul pianerottolo. Le stesse<\/p>\n\n\n\n<p>cassette della posta accanto all\u2019ascensore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto qualcuno si trasferisce, qualcun altro arriva.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta accanto alla mia \u00e8 rimasta chiusa per mesi prima che<\/p>\n\n\n\n<p>un\u2019altra famiglia prendesse l\u2019appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera, tornando a casa, ho sentito di nuovo una voce attraversare<\/p>\n\n\n\n<p>il muro.<\/p>\n\n\n\n<p>Una risata, questa volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono fermato ad ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p>E ho capito una cosa che allora non avevo capito.<\/p>\n\n\n\n<p>I muri erano sempre stati sottili.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbastanza sottili perch\u00e9 io potessi sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbastanza sottili perch\u00e9 io potessi capire.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non abbastanza sottili da impedirmi di voltarmi dall\u2019altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi so che i muri non sono mai il vero problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 il silenzio che costruiamo dentro di noi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58655\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58655\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro pianerottolo aveva muri sottili. 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