{"id":58602,"date":"2026-03-05T19:01:32","date_gmt":"2026-03-05T18:01:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58602"},"modified":"2026-03-05T19:03:16","modified_gmt":"2026-03-05T18:03:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-la-casa-di-milazzo-di-mirella-crudo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58602","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;La casa di Milazzo&#8221; di Mirella Crudo"},"content":{"rendered":"\n<p>La casa in centro guarda il piccolo porto. \u00c8 antica, con venti patriarcali, divenuta \u2014 come oggi spesso accade \u2014 un bed and breakfast. Il giovane proprietario, discendente dell&#8217;antica famiglia, ha lasciato il caos della capitale per vivere qui accanto alle sue radici. Insieme alla casa ha ereditato la governante, che ci racconta la storia: la sua e quella della famiglia coincidono.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia \u00e8 simile a quella di altre famiglie aristocratiche della grande isola. Famiglie dalle grandi tradizioni, ricche, privilegiate, ma umane, sottoposte ai capricci della vita che non risparmia nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei racconta e intanto ci accompagna verso la nostra stanza. Il nostro alloggio \u00e8 grande, ha alti soffitti; ci sono cinque letti singoli, noi siamo in quattro. In camera indugia silenziosa, guarda la grande porta-finestra del balcone che d\u00e0 sulla strada principale, infine ci dice: \u00abVi aspetto domani mattina a colazione.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Usciamo per la serata. Fa caldo, ma una leggera brezza marina mitiga l&#8217;afa pesante e la rende gradevole. Scegliamo da un&#8217;app un localino che ci convince \u2014 abbiamo voglia di leggerezza e di cocktail.<\/p>\n\n\n\n<p>La serata trascorre tranquilla, chiacchiere leggere e un po&#8217; banali: \u00abVivi a Milano?\u00bb Mi indica Carlotta. Annuisco con un sorriso. Lei \u00e8 di Salerno ma lavora e vive a Milano; lo sguardo dice tutto il suo disprezzo. Mi chiede cosa penso della citt\u00e0 cos\u00ec controversa. Rispondo. Lei mi guarda e capisco che ha iniziato a odiarmi, e lo far\u00e0 per tutta la vacanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cameriere viene a prendere le ordinazioni; chiedo una granita, fa caldo. Lui a memoria recita una serie di gusti \u2014 mi diverte ascoltarlo. Quando finisce gli dico che ho gi\u00e0 dimenticato i gusti e lui ricomincia. Ridiamo tutti, anche lui. Non l&#8217;amica che mi odia.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso alla domestica di quel palazzo ricco di fascino, l&#8217;ultima testimone della storia di quella famiglia, ma anche dei racconti delle generazioni precedenti. Quella piccola donna antica ha colpito tutti noi, con esiti diversi perch\u00e9 noi siamo diversi. Sappiamo che rappresenta una specie di album fotografico di quella famiglia e di un pezzo dell&#8217;aristocrazia locale, ma lei appartiene all&#8217;anima popolare e povera del posto. Vite opposte eppure simili: lei sa che si ripetono gli stessi schemi in ogni strato sociale \u2014 le invidie, le cattiverie, la slealt\u00e0, la disonest\u00e0. Tutto umano. In quelle stanze ricche \u00e8 stata la testimone quasi invisibile di cattiverie simili a quelle vissute nella sua povera famiglia originaria.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina dopo, la luce del sole penetra e invade la stanza e il soffitto con una tale prepotenza che n\u00e9 le tende n\u00e9 le imposte riescono a schermare. Il suono del traffico \u00e8 gi\u00e0 fastidioso; la citt\u00e0 inizia presto a muoversi: stridio di freni, imprecazioni dialettali, il suono metallico di auto in coda che si toccano. Rumori che ci obbligano a un risveglio sgradevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Apriamo le grandi finestre affacciate sulla strada; la luce non pi\u00f9 filtrata ci acceca e ci confonde i sensi. Subito dopo lo spettacolo \u00e8 da mozzare il fiato: un mare immobile, azzurro finto come il cielo, ricorda un quadro naif.<\/p>\n\n\n\n<p>A colazione l&#8217;ampia cucina \u00e8 circondata dalle grandi finestre; il sole illumina ogni dettaglio: pentole antiche lucidissime appese alle pareti, piatti e stoviglie disposti in modo ordinato \u2014 solo le stoviglie della cena, appena lavate, creano un cumulo di finto ordine. Intorno tutto appare meraviglioso, anche il necessario disordine. Noi invece, ancora intontiti dal sonno, sappiamo che ogni espressione o dettaglio dei nostri volti \u00e8 esposto senza piet\u00e0. Imbarazzati, guardiamo la tavola preparata per la colazione cercando di evitare gli sguardi reciproci, ci illudiamo cos\u00ec di sfuggire al giudizio. Siamo nudi. Non possiamo nasconderci.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;anziana signora ci saluta accogliente, ansiosa di rendere il suo servizio perfetto, di nuovo loquace e allegra come la sera precedente. Quella felicit\u00e0 intrecciata anche a sacrifici e rinunce fa pensare a quel che vale davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiedo se \u00e8 possibile consumare uova a colazione. Lei mi guarda confusa e mi dice: \u00abCi sono torte fatte in casa e dolci della nostra tradizione.\u00bb Sorrido. Lei apre il frigo, trova le uova, mi dice: \u00ab\u00c8 Fortunata, ma forse sono scadute \u2014 come le vuole?\u00bb L&#8217;accarezzo con lo sguardo mentre le dico: \u00abFaccio da sola, se posso.\u00bb Mi guarda friggere la mia colazione, mi passa il sale e insiste sulle uova scadute; le rispondo sorridendo che non importa, perch\u00e9 qui niente importa.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 allegria intorno; la felicit\u00e0 \u00e8 contagiosa e la signora ha conquistato tutti noi. Il padrone di casa, appoggiato alla parete, la venera pi\u00f9 di una madre. Non parla \u2014 solo gli occhi la seguono con attenzione tenera, la guardano muoversi e raccontare con quel tono cantilenante che sembra rassicurarlo. Tra le mani stringe la tazzina del caff\u00e8, forse l&#8217;ennesima; con l&#8217;indice ne disegna il bordo in un gesto continuo \u2014 inizia, finisce e ricomincia, senza fermarsi. Il volto \u00e8 leggermente ansioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Stregate da questa atmosfera, abbiamo quasi dimenticato la nostra imminente vacanza, il motivo della nostra presenza l\u00ec.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58602\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58602\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La casa in centro guarda il piccolo porto. \u00c8 antica, con venti patriarcali, divenuta \u2014 come oggi spesso accade \u2014 un bed and breakfast. 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