{"id":58559,"date":"2026-02-26T12:54:37","date_gmt":"2026-02-26T11:54:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58559"},"modified":"2026-02-26T18:11:01","modified_gmt":"2026-02-26T17:11:01","slug":"premio-racconti-per-corti-2026-alle-710-di-paolo-pavone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58559","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Alle 7:10&#8221; di Paolo Pavone"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>01<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La domenica di agosto, al mattino, la citt\u00e0 sembra un animale stanco che respira piano, senza far rumore. Le tapparelle sono abbassate, i cortili silenziosi, le strade larghe e vuote.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 7:10 anche il parco \u00e8 quasi deserto. Il sole non \u00e8 ancora alto e una luce soffusa comincia a insinuarsi tra gli alberi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei a quell\u2019ora corre sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>La ghiaia scricchiola sotto le scarpe con un ritmo regolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sinistra, destra. Sinistra, destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Corre sempre lo stesso percorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Parte dalla zona pi\u00f9 alta, poi scende verso le giostre. Prosegue lungo il vialetto che costeggia l\u2019anfiteatro, superato il campo di rugby prende la curva stretta a sinistra e si dirige verso il laghetto, fino ad arrivare alla fontanella.<br>Un cane abbaia in lontananza, dietro la siepe che separa il parco dalla strada. Non si vede il padrone. A dire il vero, non si vede nessuno. Solo una coppia anziana che cammina piano, troppo lontana per distinguere i volti, e un ciclista che attraversa il viale sterrato senza fermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si incammina lungo il sentiero in direzione del laghetto, rallenta appena, per abitudine. \u00c8 il punto in cui il terreno cambia, diventa pi\u00f9 irregolare. Le radici affiorano e una volta ha inciampato, rischiando di cadere.<\/p>\n\n\n\n<p>Alza lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco pi\u00f9 avanti c\u2019\u00e8 una panchina verde, sta l\u00ec da sempre, esposta al sole senza l\u2019ombra di un albero a proteggerla. La vernice \u00e8 quasi del tutto scrostata, al bracciolo destro manca una vite mentre quello sinistro pende, allentato. Di solito \u00e8 vuota.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina no, qualcuno \u00e8 seduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riesce a coglierne i lineamenti da quella distanza. Vede solo una figura ferma, le spalle leggermente incurvate, le mani appoggiate sulle ginocchia. Indossa una maglietta scura. I gomiti sono scoperti. Le braccia sembrano grandi, o forse \u00e8 l\u2019ombra che le ingrandisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 nulla di strano in una persona seduta su una panchina.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure no.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo passo perde un istante di ritmo. Solo un battito fuori tempo. Poi riprende.<\/p>\n\n\n\n<p>Sinistra, destra. Sinistra, destra.<\/p>\n\n\n\n<p>La fontanella, pi\u00f9 avanti, lascia cadere una goccia.<br>Plin.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non distoglie subito lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse la sta guardando, ma non ne \u00e8 sicura.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando gli passa davanti lui non si muove. Lei sente il proprio respiro farsi pi\u00f9 presente, pi\u00f9 rumoroso del necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>Non succede niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Supera la panchina. Continua a correre.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche metro, quasi contro la sua volont\u00e0, si volta appena con la coda dell\u2019occhio e lo vede alzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un gesto brusco. Si solleva con calma, come chi ha deciso che \u00e8 ora di andare. Il sole gli illumina il viso per un secondo. Lei non distingue l\u2019espressione, solo gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta \u00e8 certa che la stia guardando.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei \u00e8 ancora in movimento, ma il passo perde elasticit\u00e0. Le ginocchia si irrigidiscono. Il respiro si accorcia, ma non per la fatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui scende dalla panchina senza fretta. Un piede sulla ghiaia, poi l\u2019altro. Si sistema la maglietta come se dovesse presentarsi a qualcuno. Fa un passo. Poi un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sentiero \u00e8 largo abbastanza per due persone. \u00c8 sempre stato largo abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Sinistra, destra. Sinistra, destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiene lo sguardo fisso davanti a s\u00e9. \u201cNon hai paura\u201d si dice.<\/p>\n\n\n\n<p>Sente il rumore dei suoi passi dietro di lei. O forse \u00e8 l\u2019eco dei propri. La ghiaia scricchiola, identica, indistinguibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui \u00e8 pi\u00f9 vicino di quanto avesse previsto. Non abbastanza da toccarla, abbastanza da riempire lo spazio dietro le sue spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Accelera.<\/p>\n\n\n\n<p>Le suole scivolano appena sulla terra liscia. Sente un passo pi\u00f9 lungo dietro di s\u00e9. O forse lo immagina.<\/p>\n\n\n\n<p>Una mano le sfiora il polso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un contatto leggero, potrebbe essere involontario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il suo corpo reagisce prima della mente e si libera con uno strappo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019equilibrio si spezza. Il piede trova una radice, la caviglia cede. Il mondo si inclina.<\/p>\n\n\n\n<p>La ghiaia contro la pelle \u00e8 un bruciore immediato, netto.<\/p>\n\n\n\n<p>Prova a spingersi su un gomito, non regge.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa la tiene gi\u00f9. O qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sembra di sentire il suo respiro caldo, vicino all\u2019orecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non si volta, non vuole fissare il suo viso nella memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dita affondano nella terra, la polvere si incolla sotto le unghie.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiude gli occhi. Il tempo non passa.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, un rumore lontano \u2014 una bicicletta? una voce? \u2014 attraversa il parco come un\u2019onda sottile.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo il peso si alleggerisce e l\u2019aria torna a entrare nei polmoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Si solleva. La ghiaia \u00e8 incollata alla pelle sudata, le mani tremano.<\/p>\n\n\n\n<p>Si guarda intorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sentiero \u00e8 vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>La panchina verde \u00e8 l\u00ec, immobile come sempre. Non c\u2019\u00e8 nessuno seduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cane non abbaia.<br>La fontanella perde.<\/p>\n\n\n\n<p>Plin.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 7:10 il parco \u00e8 deserto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>02<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alle 7:10 il parco ha un colore che presto sparir\u00e0. La luce \u00e8 pallida, tra l\u2019alba e il pieno giorno, e l\u2019aria \u00e8 gi\u00e0 calda.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei corre sempre a quell\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Sinistra, destra. Sinistra, destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il respiro entra, esce.<\/p>\n\n\n\n<p>La fontanella lascia cadere una goccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Plin.<\/p>\n\n\n\n<p>Alza lo sguardo. Poco pi\u00f9 avanti c\u2019\u00e8 una panchina verde.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vuota.<\/p>\n\n\n\n<p>No.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno \u00e8 seduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha le spalle leggermente incurvate, le mani appoggiate sulle ginocchia. Indossa una maglietta scura. I gomiti sono scoperti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo seduto su una panchina. Nient\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sinistra, destra. Sinistra, destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Supera la panchina. Continua a correre.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche metro si volta appena, con la coda dell\u2019occhio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ancora l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso la scena si incrina.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La luce sembra arretrare di un grado. Il cane smette di abbaiare a met\u00e0 suono. La goccia della fontanella resta sospesa un istante a mezz\u2019aria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pl\u2014 risale nel rubinetto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I suoi passi diventano pi\u00f9 leggeri, poi pi\u00f9 lenti, poi scorrono all\u2019indietro senza che lei lo voglia. Le braccia oscillano al contrario. Il sudore rientra nella pelle. Il respiro si riavvolge nel petto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sinistra, destra\u2026 Destra, sinistra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019uomo si raddrizza. Torna a sedersi. Le spalle si ricurvano. Le mani si riappoggiano sulle ginocchia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lei \u00e8 di nuovo all\u2019inizio del rettilineo, come se nulla fosse successo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alza lo sguardo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La panchina verde. Qualcuno \u00e8 seduto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non sa se ha gi\u00e0 visto ci\u00f2 che sta per accadere, o se lo sta inventando adesso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lui scende dalla panchina con calma. Un piede sulla ghiaia, poi l\u2019altro. Si sistema la maglietta sui fianchi, come chi si prepara a chiedere qualcosa di semplice.<\/p>\n\n\n\n<p>Fa un passo verso il sentiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non accelera. Non rallenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sentiero \u00e8 largo abbastanza per due persone. \u00c8 sempre stato largo abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La voce la sorprende pi\u00f9 del gesto. \u00c8 giovane, incerta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei continua a correre ancora per due falcate. Poi si ferma. Non del tutto. Resta in un mezzo movimento, il corpo pronto a ripartire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusi\u00bb ripete lui, indicando il suo polso. \u00abChe ore sono?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo primo impulso \u00e8 dire di non saperlo. Invece abbassa lo sguardo sull\u2019orologio sportivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe sette e dieci.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lui annuisce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGrazie. Pensavo\u2026 pensavo pi\u00f9 tardi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ha un accento leggero, quasi impercettibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei accenna un sorriso che non sa se \u00e8 cortesia o difesa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAspetta qualcuno?\u00bb gli chiede.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn amico. Mi ha detto vicino al lago. Ma io non conosco bene.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La coppia anziana passa alle loro spalle. Il cane ricomincia ad abbaiare, stavolta pi\u00f9 vicino. Il parco respira normalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl lago \u00e8 pi\u00f9 avanti\u00bb dice lei, indicando il vialetto opposto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui guarda nella direzione che lei indica. I suoi occhi sembrano stanchi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGrazie\u00bb ripete. \u00abBuona corsa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lei riparte.<\/p>\n\n\n\n<p>Sinistra, destra. Sinistra, destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche metro si volta con la coda dell\u2019occhio. Lui \u00e8 rimasto fermo un istante, poi si incammina verso il lago, nella direzione opposta alla sua.<\/p>\n\n\n\n<p>La panchina verde resta vuota.<\/p>\n\n\n\n<p>La fontanella lascia cadere una goccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Plin.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 7:10 il parco non \u00e8 deserto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>03<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La domenica sembra un giorno vuoto. La casa \u00e8 silenziosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei \u00e8 seduta sul letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripensa al parco.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo che si alza da una panchina.<br>Un uomo che chiede l\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due immagini non si sovrappongono. Si alternano.<\/p>\n\n\n\n<p>Si guarda le ginocchia. La pelle \u00e8 intatta.<\/p>\n\n\n\n<p>Passa il pollice sotto le unghie. La polvere \u00e8 ancora l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta ferma cos\u00ec per qualche secondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi si alza. Muove il piede. La caviglia risponde con un dolore breve.<\/p>\n\n\n\n<p>Va in bagno e apre l\u2019acqua. La lascia scorrere sulle mani pi\u00f9 del necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando torna in camera, si ferma sulla soglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Come se avesse dimenticato qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori, da lontano, un cane abbaia.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58559\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58559\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>01 La domenica di agosto, al mattino, la citt\u00e0 sembra un animale stanco che respira piano, senza far rumore. 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