{"id":58517,"date":"2026-02-25T17:16:12","date_gmt":"2026-02-25T16:16:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58517"},"modified":"2026-02-25T17:16:14","modified_gmt":"2026-02-25T16:16:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-la-farmacia-dei-pensieri-di-flavia-grosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58517","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;La farmacia dei pensieri&#8221; di Flavia Grosso"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u201cQuanto \u00e8 pesante la vostra vita?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00c8 la domanda con la quale iniziai l\u2019incontro di quel pomeriggio. Organizzo infatti gruppi di sostegno per chi cerca leggerezza nella propria vita. Alcuni di loro vengono da mesi, altri addirittura da anni. La loro coccola settimanale, come la definiscono. Il mio discorso introduttivo \u00e8 seguito quasi sempre da una raffica di domande. Tutti condividono i problemi degli altri e ovviamente le strategie per trovarne le soluzioni. Un giorno per\u00f2 decisi di raccontare la mia storia, sollecitata da una domanda a fine seduta di Giulia, una donna tra le pi\u00f9 giovani del gruppo. E a quel punto l\u2019incontro, come potrete ben immaginare, dur\u00f2 molto pi\u00f9 a lungo del solito. Ritornando al mio discorso introduttivo di quel pomeriggio, cominci\u00f2 esattamente cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Immaginate di avere uno zaino sulle spalle, uno di quelli che usavamo a scuola, con le cinghie. Quando nasciamo lo zaino \u00e8 nuovo e leggero. Durante l\u2019infanzia lo riempiamo di sogni ma a mano a mano che passa il tempo, lo zaino comincia a pesare sempre pi\u00f9. Non sempre infatti la vita va come avremmo voluto e allora accumuliamo delusioni e dolori. Perdite di cari e malattie mettono poi \u201cil carico da cento\u201d, come si suol dire. Lo zaino diventa allora cos\u00ec pesante che non riusciamo pi\u00f9 a portarlo sulle nostre spalle. Sentiamo il peso delle cinghie e alcuni di noi si \u201cfermano\u201d. Ma non dovete accollarvi tutto questo peso. Imparate ad alleggerire il vostro zaino.<\/em> <em>Non \u00e8 difficile,<\/em> <em>basta allenarsi.<\/em> <em>Togliete una pietra per volta, almeno quelle che vi pesano di pi\u00f9: dolore, rabbia, rancore. Alcuni di voi possono svuotarlo grazie a una passione: per qualcuno \u00e8 lo sport, per altri il contatto con la natura. Ma l\u2019importante \u00e8 iniziare.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giulia a quel punto prese la parola, alzandosi in piedi di scatto: <em>\u201cCi dica come ha fatto lei, la prego, prima di andare via.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che mi decisi a parlare di quella giornata che mi aveva insegnato ad alleggerire il mio zaino, ogni volta che ne sentivo il bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea, il mio grande amore di sempre, se ne era andato. Mi aveva lasciato all\u2019improvviso senza alcun segnale premonitore. Solo un semplice <em>post-it<\/em> appiccicato sul frigorifero prima di andare al lavoro con sopra scritto: <em>\u201cAnna, ho bisogno di prendermi una pausa, mi far\u00f2 risentire fra un po&#8217;.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il biglietto non specificava se <em>quel po\u2019<\/em> sarebbe durato qualche giorno, qualche mese o addirittura per sempre. Sofia, nostra figlia nata otto anni prima da quella storia, in un momento in cui il nostro amore era all\u2019apice, era l\u2019unico aspetto della mia vita che adesso mi faceva interagire con il mondo esterno. Quella mattina, dopo aver messo il caff\u00e8 sul fuoco, il mio sguardo cadde su un cartoncino i cui margini colorati sbucavano tra le bollette da pagare. Lo afferrai. Al centro, ben evidente, una scritta rossa in corsivo. Lessi ad alta voce incuriosita: <em>\u201cPiccola farmacia dei pensieri\u201d- &nbsp;Via Bel Poggio, 21- vienici a trovare- ti sentirai subito meglio.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSe le inventano di tutti i colori,\u201d <\/em>pensai e distrattamente infilai il cartoncino nella borsa, assieme alle altre buste.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera, dopo essere uscita dall\u2019ufficio, la strada che percorrevo per tornare a casa era interrotta per lavori e dovetti fare un altro percorso. Fu allora che intravidi la stessa scritta, posta su una targa ai lati di una porta rossa a vetri. Mossa dalla curiosit\u00e0, decisi di scendere dall\u2019auto per dare un\u2019occhiata. Da fuori si poteva intravedere l\u2019interno, illuminato com\u2019era da lampade e luci. Mi avvicinai dunque alla porta: l\u2019ambiente era piuttosto piccolo, ma ci\u00f2 che colpiva era l\u2019arredo curato. L\u2019intero perimetro della stanza era circondato da scaffali che arrivavano sino al soffitto sui quali erano impilati centinaia di libri.<\/p>\n\n\n\n<p>Timidamente suonai il campanello e dopo qualche secondo si avvicin\u00f2 ad aprire un uomo sulla cinquantina dal fare giovanile.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cBuonasera, ha un appuntamento?\u201d<\/em> mi domand\u00f2 accennando un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNo,\u201d <\/em>risposi io titubante, \u201c<em>non pensavo servisse un appuntamento per venire, ma se ritiene opportuno verr\u00f2 un\u2019altra volta.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNon si preoccupi, tanto il prossimo cliente non \u00e8 che fra mezz\u2019ora; se vuole parlare del suo problema ho ancora un po&#8217; di tempo.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sgranai gli occhi presa dallo stupore. Sentivo le mani tremarmi dall\u2019emozione. Il peso della mia vita doveva essersi disegnato sul mio volto. Cosa voleva dire <em>parlare del mio problema?<\/em> E come faceva a saperlo, ero forse capitata da un chiromante?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLo so, tutti reagite allo stesso modo,\u201d<\/em> prosegu\u00ec lui con tono affabile,<em> \u201cma nel giro di cinque minuti \u00e8 tutto chiaro. Se \u00e8 qui, vuol dire che le \u00e8 capitato qualcosa e penso gi\u00e0 di intuirlo. Forse ho proprio quello che fa per lei.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il mio imbarazzo stava aumentando sempre pi\u00f9. Stavo per fare <em>dietro front<\/em> quando mi invit\u00f2 ad accomodarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sedetti allora su una poltrona, accanto ad un grande tavolo rotondo, sul quale erano poggiati altri libri, mentre lui si allontanava per scomparire in un\u2019altra stanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Approfittai per guardarmi intorno. Alla base di ogni scaffale vi era una scritta in stampatello su un cartoncino colorato. Cominciai &nbsp;a scorrerli dall\u2019alto verso il basso e fu proprio allora che fui scossa da un brivido: in alto, su un cartoncino arancione c&#8217;era scritto: &#8220;pillole di autostima contro l&#8217;amore non corrisposto,&#8221; seguivano, alla seconda fila, su un cartoncino verde: &#8220;gocce di sollievo per la depressione,&#8221; leggermente pi\u00f9 in basso, di colore viola: &#8220;iniezioni di successo contro il fallimento,&#8221; infine, ancora pi\u00f9 gi\u00f9, su un cartoncino rosso: &#8220;pastiglie di entusiasmo per la felicit\u00e0,&#8221; per finire in blu: &#8220;granuli per attacchi d&#8217;ansia.&#8221;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Afferrai la borsa, mossa dall\u2019istinto di scappare ma in quell\u2019istante riapparve lui con in mano un vassoio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cGradisce un t\u00e8? Con o senza zucchero? Non sia in imbarazzo, la vedo tesa. Vedr\u00e0 che le basteranno tre o quattro letture per rinascere completamente.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non credevo ai miei occhi. &nbsp;Si comportava come se sapesse quello che mi era accaduto. Mi porse la tazza di t\u00e8 e poi prese un libro dallo scaffale dei cartoncini arancioni.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c\u00c8 anti-solitudine e abbandono:<\/em> \u00ab&nbsp;<em>La vita nuova <\/em>\u00bb <em>di Claudia Adler. Lo conosce? \u00c8 indicato per rafforzare l\u2019autostima e l\u2019indipendenza. Per\u00f2 per correttezza sono tenuto ad avvertirla che vi possono essere anche degli effetti collaterali.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo avevo cominciato a sorseggiare il t\u00e8, cercando di non far trapelare la tensione che stava ormai montando come un <em>souffl\u00e9<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cGli effetti collaterali ci possono essere eccome\u201d, <\/em>aggiunse sfogliando il libro, \u201c<em>ma non sono poi cos\u00ec tanti: potrebbe infatti portare a riflettere sul suo passato e sulle dinamiche che l\u2019hanno condotta alla situazione attuale. In caso di aumento di ansia le consiglio di interromperlo. Per quanto concerne la posologia, le consiglierei di non superare le dieci pagine prima di cena. Poi, a stomaco pieno, leggere altre dieci pagine prima di andare a dormire\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Provavo l\u2019istinto di fuggire ma al contempo una forza misteriosa mi impediva di andarmene.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIl primo glielo regalo, non si preoccupi\u201d, <\/em>prosegu\u00ec,<em> \u201cse poi va bene sono convinto che torner\u00e0 a trovarmi presto.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo ringraziai stringendogli la mano e misi il libro in borsa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAllora, come and\u00f2 a finire?\u201d<\/em> domand\u00f2 Giulia con gli occhi che brillavano per la curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera, quando arrivai a casa, non vedevo l\u2019ora di iniziare a leggere ma Sofia doveva finire i compiti e io preparare la cena. Mi sentivo a pezzi, stanca e confusa per quello strano incontro, e poi la casa senza Andrea mi sembrava di un vuoto quasi spettrale. Sistemato tutto, dopo aver dato il bacio della buona notte a Sofia, presi il libro dalla borsa, lo aprii e lessi le prime righe: <em>\u201cchi ti lascia non ti toglie valore ma ti restituisce spazio, devi cominciare da l\u00ec.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cDevi cominciare da l\u00ec\u2026\u201d <\/em>rilessi ad alta voce due \u2013 tre volte quella frase, sapevo che dovevo ricominciare, ma non sapevo in che modo.&nbsp; Mi sentivo come un palloncino sgonfio indeciso se provare a rimanere sospeso nell\u2019aria o se andare a schiantarsi al suolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettei che fino ad allora avevo interpretato l\u2019abbandono solo come mancanza: meno amore, meno certezze, meno futuro. Non avevo mai pensato che potesse essere anche un\u2019apertura.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuai a leggere. Ogni pagina sembrava parlare a me, come se qualcuno avesse annotato i miei pensieri in anticipo. Non c\u2019erano formule magiche, non c\u2019erano promesse irreali. Solo domande.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cQuali parti di te hai messo in pausa per soddisfare gli altri?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCosa faresti se non dovessi pi\u00f9 aspettare qualcuno?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Chiusi il libro dopo le prime dieci pagine, come mi era stato prescritto. E per la prima volta da settimane non piansi. La sera successiva lessi le altre dieci pagine. E poi altre ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Non fu una guarigione improvvisa. Non smisi di sentire la mancanza di Andrea, n\u00e9 smisi di chiedermi dove fosse o con chi fosse, ma cominciai a sentire qualcosa di diverso: un leggero allentarsi delle cinghie sulle spalle e il mio zaino che cominciava a pesare meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera, mentre accompagnavo Sofia a danza, mi resi conto che stavo per la prima volta osservando il cielo senza sentire quel nodo alla gola, al quale ero ormai abituata. Era una cosa minuscola, impercettibile. Ma era una pietra in meno.<\/p>\n\n\n\n<p>La settimana seguente tornai alla <em>\u201cPiccola farmacia dei pensieri.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019uomo mi accolse come se sapesse gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cEffetti collaterali?\u201d<\/em> chiese sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cHo iniziato a ricordarmi chi era l<\/em>a <em>Anna di prima&#8221;  <\/em>risposi, <em>&#8220;il suo libro ha funzionato.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNon ha funzionato il libro, ha funzionato lei!\u201d<\/em> esclam\u00f2 guardandomi negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella volta non presi nulla dagli scaffali arancioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Scelsi un libro dai cartoncini rossi: <em>\u201cpastiglie di entusiasmo per la felicit\u00e0.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lessi ancora. Cominciai anche a scrivere. Telefonai a un\u2019amica che non sentivo da tempo. E poi ripresi a suonare il pianoforte, che avevo abbandonato anni prima perch\u00e9 \u201cnon c\u2019era tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo c\u2019era. Era solo occupato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finii di raccontare, nella stanza del gruppo non volava una mosca.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia mi guardava ancora, ma questa volta aveva gli occhi lucidi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cE Andrea?\u201d<\/em> chiese piano, quasi temendo la mia risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Inspirai a fondo, come a farmi coraggio. Poi, dopo una pausa che mi sembr\u00f2 eterna, risposi: <em>\u201cAndrea un giorno \u00e8 tornato. Ma ero io a non essere pi\u00f9 la stessa, quella del <\/em>post-it <em>sul frigorifero. Non sentivo pi\u00f9 il peso delle cinghie sulle spalle.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giulia aveva abbassato lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><em>\u201cLa farmacia dei pensieri, sappiate, non \u00e8 un luogo magico. \u00c8 un percorso. Ci insegna a non reprimere le emozioni. Il dolore che non attraversiamo resta fermo dentro di noi. E ci\u00f2 che resta fermo non si trasforma.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi guardai intorno. Nessuno parlava. Si avvertiva solo un silenzio pieno di complicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAllora, da quale pietra cominciamo oggi?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58517\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58517\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cQuanto \u00e8 pesante la vostra vita?\u201d \u00c8 la domanda con la quale iniziai l\u2019incontro di quel pomeriggio. 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