{"id":58495,"date":"2026-02-23T21:32:39","date_gmt":"2026-02-23T20:32:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58495"},"modified":"2026-02-23T21:34:14","modified_gmt":"2026-02-23T20:34:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-la-finestra-della-nuova-esistenza-di-sara-marcon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58495","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;La finestra della nuova esistenza&#8221; di Sara Marcon"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">Mamma,<br>cap\u00ec che ci saremmo lasciate di l\u00ec a poco nel momento esatto in cui notai ci\u00f2 che non volevo vedere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">Nei tuoi occhi, prima castani, lucidi e vivi, comparve quell\u2019aura biancastra attorno, quella velatura sottile che ha un solo significato. Lo sguardo gi\u00e0 rivolto verso una dimensione che non conosco, e che tu, forse, avevi gi\u00e0 iniziato a intravedere. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">Cos\u00ec, mentre ti parlavo, sentivo le parole scivolare via: cadevano senza appigli, come acqua su un vetro. Perch\u00e9 la tua mente sapeva cosa stava accadendo. E tu ti assentavi piano piano da me, con una calma che faceva male. Come se ti stessi accostando alla finestra della tua nuova esistenza: la fine, l\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">Qualche giorno prima eravamo nel cortile dell\u2019ospedale. Era mattino, c\u2019era un sole caldo e buono, quasi fuori posto l\u00ec in mezzo. Fumasti una sigaretta e io cercai un angolo dove poterci scaldare davvero, come se bastasse quello per tenere lontano tutto il resto. Poi ti pettinai i lunghi ricci laccati. E, per la prima volta in tutta la mia vita, tu ti lasciasti pettinare. Come se nulla fosse. I capelli, per te, erano sacri: guai a chi li toccava. Eppure, quel giorno, restasti ferma. In quelle piccole cose cominciai a capire; e tu capisti che io sapevo gi\u00e0 tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">L\u2019ultimo viaggio in auto, io e te: da Borgosesia a Milano. Tu verso una speranza di guarigione, io con la coscienza muta e irrequieta, che non avremmo pi\u00f9 viaggiato insieme. Scrivo di questo e potrei ricordare ogni singolo minuto di quelle due settimane, ogni respiro, ogni silenzio, ogni luce diversa sulle pareti. Ma i ricordi li conservo: li tengo stretti, e li tiro fuori poco a poco, perch\u00e9 fanno male e, nello stesso tempo, sono tutto ci\u00f2 che resta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">Ora ho gli anni che tu avevi quando ti portai a casa il primo fidanzatino. La scorsa settimana Desiree ha portato a casa il suo primo fidanzatino, Gabriel. Io allora avevo quindici anni, lei cinque. \u00c8 stato stranissimo vivere quel pomeriggio: come se il tempo avesse fatto un giro completo e mi avesse riportata nello stesso punto, ma con un vuoto accanto. Non so se ero pronta. La mia mente non era sempre presente: divagava spesso, scappava via, tornava, inciampava. Eppure \u00e8 stato piacevole, molto. E mi sono resa conto, con una chiarezza che toglie il fiato, che tutto scorre. Va avanti anche quando noi vorremmo fermarlo. E che ogni singolo istante \u00e8 irripetibile: non torna, non si ripete uguale, non si lascia trattenere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">Hai chiuso gli occhi. In un respiro hai alzato le braccia, come se qualcuno ti stesse afferrando per portarti lass\u00f9. E poi sei andata. Non so dove. So solo che hai lasciato quel corpo malato che non ti apparteneva pi\u00f9, come si lascia una casa che non riconosci pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">Oggi i tuoi occhi rivivono in qualcun altro. A volte, quando sono tra la gente, mi sorprendo a cercarli: mi chiedo se i tuoi occhi siano l\u00ec, da qualche parte, mescolati agli sguardi degli altri. Poi capisco che \u00e8 sciocco, inutile. E di certo non lenisce il dolore che ancora provo per la tua mancanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-white-background-color has-background\">Resta questo, mamma: la consapevolezza che la vita \u00e8 effimera, fragile come un soffio. In un attimo tutto cambia. Nulla torna. E a noi, alla fine, resta sempre troppo poco\u2026 eppure \u00e8 l\u2019unica cosa che abbiamo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58495\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58495\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mamma,cap\u00ec che ci saremmo lasciate di l\u00ec a poco nel momento esatto in cui notai ci\u00f2 che non volevo vedere. 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