{"id":58363,"date":"2026-02-04T12:36:08","date_gmt":"2026-02-04T11:36:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58363"},"modified":"2026-02-04T12:36:09","modified_gmt":"2026-02-04T11:36:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-rumore-del-silenzio-di-paolo-agazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58363","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026\u00a0&#8220;Il rumore del silenzio&#8221; di Paolo Agazzi"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mary aveva imparato presto che il silenzio poteva essere pi\u00f9 rumoroso di qualsiasi parola. Non era un pensiero che le veniva spesso, ma ogni volta che guardava Edward mentre lui fissava un punto indefinito oltre la finestra, lo sentiva crescere dentro di s\u00e9 come una crepa sottile.<\/p>\n\n\n\n<p>Si erano conosciuti in una mattina di pioggia, una di quelle piogge leggere che sembrano voler lavare via qualcosa che non si riesce a nominare. Mary era entrata di corsa in una piccola libreria per ripararsi, stringendo al petto una cartella di disegni. Edward era gi\u00e0 l\u00ec, seduto su una scaletta, intento a leggere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lei aveva fatto cadere tutto per terra, lui non aveva riso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAspetta,\u00bb aveva detto soltanto, chinandosi ad aiutarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Le loro mani si erano sfiorate su un foglio. Un gesto minimo, quasi inesistente, ma sufficiente a creare una tensione che nessuno dei due aveva saputo spiegare.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel giorno avevano iniziato a incontrarsi per caso con una frequenza sospetta. Prima davanti alla libreria, poi al bar all\u2019angolo, poi nei parchi dove Edward sosteneva di pensare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mary disegnava volti che non aveva mai visto; Edward scriveva frasi che non mostrava a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 non fai leggere le tue cose?\u00bb gli aveva chiesto una sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Edward aveva sorriso appena. \u00abPerch\u00e9 una volta che qualcuno legge, diventa reale.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non aveva capito, ma aveva annuito lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amore arriv\u00f2 senza annunciarsi. Non ci fu un momento preciso, nessuna confessione teatrale. Solo un\u2019abitudine crescente alla presenza dell\u2019altro. Il modo in cui Edward le spostava una ciocca di capelli mentre parlava. Il modo in cui Mary gli prendeva la mano quando attraversavano la strada, anche se non passava nessuna macchina.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima notte insieme, Mary rimase sveglia ad ascoltare il suo respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva paura che si fermasse.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sapeva da dove venisse quella paura, Edward era vivo, caldo, vicino, ma era l\u00ec, come se la felicit\u00e0 fosse qualcosa di fragile, destinato a rompersi appena la si guardava troppo a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Edward invece dormiva profondamente, come se il mondo non potesse raggiungerlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo, Mary inizi\u00f2 a notare le sue assenze. Non fisiche, all\u2019inizio. Era presente, ma lontano. A volte si interrompeva a met\u00e0 frase. Altre spariva per ore senza spiegazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove sei stato?\u00bb chiedeva lei con un tono che cercava di sembrare casuale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn giro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre in giro.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera, mentre lui faceva la doccia, il telefono vibr\u00f2 sul tavolo. Mary non era mai stata una persona curiosa, ma quella volta lo schermo si accese mostrando un nome che non conosceva: Claire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il messaggio era breve.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi manchi ancora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mary sent\u00ec qualcosa chiudersi nello stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p>Non apr\u00ec la conversazione. Non voleva diventare quel tipo di persona. Quando Edward usc\u00ec dal bagno, lei stava guardando fuori dalla finestra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTutto bene?\u00bb chiese lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Fu la prima bugia che si scambiarono senza saperlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne seguirono molte altre, tutte piccole, quasi invisibili. Bugie fatte pi\u00f9 di omissioni che di parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Mary non chiese mai chi fosse Claire.<\/p>\n\n\n\n<p>Edward non raccont\u00f2 mai di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>La gelosia non arriv\u00f2 come un\u2019esplosione, ma come una nebbia. Mary cominci\u00f2 a immaginare scene che non aveva visto, conversazioni che forse non erano mai esistite. Ogni ritardo diventava un sospetto. Ogni distrazione, una prova.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, quando Edward la guardava con quella dolcezza disarmante, tutto sembrava sciogliersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notte, mentre erano sdraiati al buio, Mary gli chiese:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe un giorno mi perdessi\u2026 ti accorgeresti subito?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Edward rimase in silenzio per un momento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon potrei perderti,\u00bb disse infine.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era una risposta. Mary lo cap\u00ec, ma fece finta di niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Col passare dei mesi, Edward divent\u00f2 pi\u00f9 inquieto. Scriveva di pi\u00f9, dormiva meno. A volte Mary lo trovava seduto sul pavimento con lo sguardo vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abA cosa pensi?\u00bb chiedeva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAl passato.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFa cos\u00ec male?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Edward esit\u00f2. \u00abFa pi\u00f9 male quello che non ho detto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mary avrebbe voluto chiedere di pi\u00f9, ma aveva paura della risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Una domenica d\u2019autunno trovarono una casa abbandonata vicino al lago. Le finestre erano rotte, il giardino inghiottito dalle erbacce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abViviamoci,\u00bb disse Edward scherzando.<\/p>\n\n\n\n<p>Mary rise. \u00abE mangiamo polvere?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Entrarono lo stesso. In una stanza vuota, Edward le prese il viso tra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon andartene mai\u00bb sussurr\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Mary sent\u00ec un brivido. \u00abNon sono io quella che scappa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Edward abbass\u00f2 gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera, tornando a casa, Mary cap\u00ec che c\u2019era qualcosa che lui non riusciva a dirle. Lo percepiva nel modo in cui la stringeva, come se temesse di non avere pi\u00f9 tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 arriv\u00f2 in inverno.<\/p>\n\n\n\n<p>Edward stava male da settimane, ma aveva minimizzato: stanchezza, stress, niente di serio. Poi svenne mentre camminavano per strada.<\/p>\n\n\n\n<p>In ospedale, il tempo sembr\u00f2 deformarsi. Le ore non scorrevano, cadevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il medico parl\u00f2 lentamente, con una cautela che Mary impar\u00f2 a odiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Una malattia rara. Diagnosi tardiva. Prognosi incerta.<\/p>\n\n\n\n<p>Mary non pianse subito. Rimase seduta accanto al letto, osservando Edward dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si svegli\u00f2, lui disse soltanto: \u00abScusa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer cosa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer non avertelo detto prima. Lo sapevo gi\u00e0.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La stanza si riemp\u00ec di un silenzio feroce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDa quanto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDa mesi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mary si alz\u00f2 di scatto. \u00abE io? Io dov\u2019ero mentre decidevi di affrontarlo da solo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Edward chiuse gli occhi. \u00abNon volevo che mi guardassi come mi stai guardando ora.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non sapeva che espressione avesse. Sentiva solo una crepa aprirsi dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE Claire?\u00bb chiese improvvisamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Edward sembr\u00f2 sorpreso. \u00abHai visto il messaggio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi \u00e8?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEra\u2026 la persona con cui stavo prima di te. Se n\u2019\u00e8 andata quando ha scoperto della malattia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mary rimase immobile.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le sue paure, tutta la gelosia, costruite su un equivoco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE io?\u00bb sussurr\u00f2. \u00abPensavi che avrei fatto lo stesso?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Edward non rispose.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello fu il momento in cui Mary cap\u00ec che l\u2019amore, a volte, non basta a convincere qualcuno di meritarselo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel giorno non si separarono pi\u00f9. Mary lo accompagnava alle visite, imparava nomi di farmaci impronunciabili, sorrideva quando lui la osservava per capire se avesse paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva paura, s\u00ec. Una paura immensa, animale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma pi\u00f9 della perdita temeva il rimpianto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notte, mentre la neve cadeva lenta oltre i vetri dell\u2019ospedale, Mary gli disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSai qual \u00e8 la cosa che mi fa pi\u00f9 rabbia?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Edward scosse la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTutto il tempo che abbiamo sprecato a non dirci le cose.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lui le sfior\u00f2 la mano. \u00abCredevo di proteggerti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi hai solo lasciata fuori.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono settimane difficili. Poi, contro ogni previsione prudente dei medici, le cure iniziarono a funzionare. Lentamente, Edward riprese peso, colore, energia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno in cui torn\u00f2 a casa, Mary apr\u00ec tutte le finestre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCos\u00ec entra il futuro,\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Edward rise, una risata che non si sentiva da mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera andarono al lago, davanti alla casa abbandonata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTe la ricordi?\u00bb chiese lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Mary annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasero in silenzio a lungo, ma non era pi\u00f9 il silenzio di prima. Non era pieno di cose trattenute, era uno spazio condiviso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo avuto paura,\u00bb confess\u00f2 Edward.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAnch\u2019io.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPaura di morire?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Edward scosse la testa. \u00abNo. Di non averti amata abbastanza apertamente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mary si avvicin\u00f2. \u00abAllora comincia adesso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Edward la guard\u00f2 come se la vedesse per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi amo,\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era una frase nuova, ma era la prima volta che suonava senza difese.<\/p>\n\n\n\n<p>Mary sorrise. \u00abVedi? Non era cos\u00ec difficile.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lui esit\u00f2. \u00abHo ancora paura che un giorno tu possa svegliarti e renderti conto che amare qualcuno cos\u00ec fragile \u00e8 troppo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mary gli prese il viso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEdward, ascoltami. Non si perde qualcuno tutto in una volta. Lo si perde ogni giorno in cui si smette di scegliere. Io ti scelgo anche quando \u00e8 difficile, anche quando ho paura.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il vento incresp\u00f2 la superficie del lago.<\/p>\n\n\n\n<p>Edward appoggi\u00f2 la fronte alla sua.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPrometti che se mai dovessi chiudermi di nuovo\u2026 mi costringerai a parlare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mary sorrise appena. \u00abPrometto. Ma tu prometti che non scapperai nel silenzio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPromesso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasero l\u00ec finch\u00e9 il cielo si scur\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro non era garantito, forse non lo \u00e8 mai, ma per la prima volta non sembrava un nemico.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre tornavano verso casa, Mary prese la mano di Edward.<\/p>\n\n\n\n<p>Non lo faceva pi\u00f9 per paura che sparisse, lo faceva per ricordargli che era l\u00ec, e che, finalmente, non c\u2019era pi\u00f9 nulla di non detto tra loro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58363\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58363\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mary aveva imparato presto che il silenzio poteva essere pi\u00f9 rumoroso di qualsiasi parola. 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