{"id":58347,"date":"2026-02-03T16:53:44","date_gmt":"2026-02-03T15:53:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58347"},"modified":"2026-02-03T16:53:45","modified_gmt":"2026-02-03T15:53:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-ladro-di-pacchi-di-elena-raimondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58347","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il ladro di pacchi&#8221; di Elena Raimondi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Le sparizioni erano cominciate con un paio di sandali, per poi proseguire con stivaletti e tacchi alti. Nel palazzo del civico 42 tutti avevano un\u2019opinione su chi fosse il colpevole. E nella chat di condominio ognuno sparava la sua: ogni messaggio era un atto d\u2019accusa e ogni emoji un verdetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">C\u2019erano teorie serie e teorie assurde: il corriere distratto, lo spacciatore notturno, persino un gatto con inclinazione per le scatole. Infine la pi\u00f9 credibile di tutte: <em>il ragazzo del 4B.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mark era l\u2019unico che non partecipava alla chat. Faceva l\u2019impiegato in banca, vestiva in modo ordinato, non trasandato, ma nemmeno elegante. Un tipo comune, come tanti: schivo, gentile, salutava appena, teneva le tende sempre socchiuse, parlava del meteo e dell\u2019ultima bolletta con una cortesia distaccata. Faceva lo stesso percorso ogni sera: scala, quarto piano a destra e via in fondo fino alla porta 4B.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Nessuno lo guardava abbastanza a lungo da vedere cosa succedeva dopo. No, non poteva essere lui. Troppo educato, a tratti impacciato: non era certo il tipo da fare certe cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Eppure, l\u2019inquilina del terzo piano giurava di sentire, verso mezzanotte, un rumore di tacchi provenire dall\u2019appartamento di sopra, accompagnato da una voce maschile che canticchiava canzoni d\u2019altri tempi.<br>La vicina del quarto sosteneva di aver sentito persino una risata femminile. Eh s\u00ec, era quasi sicura che le voci provenissero proprio da dentro l\u2019appartamento 4B. Le voci c\u2019erano, i tacchi pure\u2026 ma di donne in compagnia di Mark nemmeno l\u2019ombra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Cos\u00ec il condominio aveva decretato la verit\u00e0 assoluta:<em>Mark era un latin lover segreto<\/em>, uno di quelli che seducono, consumano e fanno sparire le loro amanti prima dell\u2019alba. E cos\u00ec i sospetti su di lui si erano dissolti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ogni volta che una ragazza sbirciava la ringhiera, il portiere Bruno scrollava la testa come se avesse gi\u00e0 capito tutto, e la signora Nella al piano terra annunciava al citofono: \u00ab\u00c8 un complotto!\u00bb. Le riunioni condominiali, un tempo noiose, erano diventate tribunali improvvisati. \u00abChi tra noi potrebbe amare cos\u00ec le scarpe?\u00bb \u00abIl fotografo del quinto, no?\u00bb \u00abO il tecnico delle luci?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ma nessuno sapeva che\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mark si vestiva in modo semplice perch\u00e9 la sua eleganza vera era altrove: accuratamente riposta in scatole di cartone nel suo ripostiglio. Ogni scatola aveva un post-it con su scritto il nome, e la data d\u2019arrivo. Alcune le aveva acquistate di persona, mentre altre\u2026Aveva una collezione che faceva invidia ai negozi: raso, vernice, cuoio, merletto, colori che non si trovavano nemmeno nei sogni delle ragazze del civico 42. Ma Mark non le metteva per uscire. Le metteva <em>per s\u00e9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La notte, quando il palazzo si addormentava con il ticchettio dei termosifoni e il sommesso russare della signora Nella, Mark apriva una scatola. Sfilava la scarpa \u2014 con una delicatezza quasi religiosa \u2014 la appoggiava sul pavimento, si chinava, la infilava. Poi, piano, si alzava e camminava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Non era certamente un ladro di cuori, ma <strong>di suole, quelle s\u00ec \u2014 e con una certa grazia, pure:<\/strong> un ballerino mancato che si allenava in segreto. Si guardava allo specchio, provava un passo, metteva una mano sul fianco, piegava il ginocchio, sorrideva come se la scarpa gli insegnasse ogni notte a essere qualcuno di nuovo. A volte canticchiava sommessamente, una melodia stonata che pareva l\u2019eco di una vecchia pubblicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Le donne del palazzo ormai stufe di vedere sempre sparire le loro preziose scarpe, pagate a rate, &nbsp;prepararono una trappola: uno scherzo progettato per fargli passare la maledetta voglia di frugare nei pacchi altrui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Giulia organizz\u00f2 l\u2019ordine: una confezione perfetta, con sopra l\u2019etichetta e un bigliettino scritto a mano che recitava, proprio come volevano, \u201cCara, divertiti con queste d\u00e9collet\u00e9 nere! tanti auguri!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La scatola, all\u2019esterno, poteva ingannare chiunque: nastro lucido, fiocco rosso, l\u2019aria di un regalo vero. Ma dentro\u2026 nulla. Vuota, pulita, con solo il bigliettino posato come fosse l\u2019ultimo tocco d\u2019eleganza. Marta, che non era n\u00e9 chimica n\u00e9 artificiera ma si vantava dei suoi fuochi d\u2019artificio di Capodanno, aveva per\u00f2 ricavato un falso fondo e nascosto l\u00ec sotto un piccolo congegno \u2014 \u201cpoco, eh, mi raccomando\u201d, aveva ripetuto \u2014 garantendo cos\u00ec un botto teatrale ma (cos\u00ec diceva) innocuo. Pronto a scattare, una volta sollevato il coperchio, attraverso un cavetto collegato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&nbsp;Selene si assicur\u00f2 che tutto fosse irresistibile alla vista: la scatola doveva urlare \u201cprendimi\u201d \u2014 e attirare il ladro nella trappola. Tutto per provocare un piccolo <em>BUM<\/em> e scoprire il colpevole. L\u2019idea piacque, ovvio: non serviva altro che un po\u2019 di teatro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La notte della trappola, il palazzo brulicava dei soliti rumori \u2014 il <em>cichic\u00ec<\/em> di chi spettegola, mischiato al borbottio degli elettrodomestici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il pacco era stato posizionato vicino alla cassette delle lettere, dove consegnava il corriere. Mark usc\u00ec per buttare la spazzatura e fare il suo solito giro d\u2019ispezione, il sacchetto per nascondere la refurtiva sempre con s\u00e9, stretto sotto il braccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Quella splendida scatola era l\u00ec che lo guardava, La vide nel corridoio, con l\u2019adesivo \u201cGiulia R.\u201d scritto in quel modo che invitava al mistero, col suo nastro appariscente e be posizionato. Era perfetto, irresistibile, come una bottiglia di profumo a cui non si resiste. Rientrando dal cortiletto la acchiapp\u00f2 in un baleno e con un gesto tanto rapido quanto colpevolmente abile, la infil\u00f2 nel sacco. Non sapeva che quel pacco sarebbe stata la sua pi\u00f9 grande \u201cbuca scenica\u201d. Sal\u00ec le scale in punta di piedi \u2014 perch\u00e9 le scarpe, lo si capiva, si trattavano con rispetto \u2014 e chiuse la porta. Ma quel pacco aveva un\u2019aria diversa. Era pi\u00f9 forte. Pi\u00f9\u2026 provocante e pi\u00f9\u2026leggero. Mise da parte il bigliettino, che aveva letto sulle scale, e quando sollev\u00f2 il coperchio, lo fece con la curiosit\u00e0 di chi freme dalla voglia di scoprire cosa contiene. E poi, il botto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>BUUUM!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Uno scoppio teatrale, una detonazione da cartone animato che fece volare una nuvola di polvere, qualche scintilla e una quantit\u00e0 di coriandoli che il pianerottolo puzzolente d\u2019umidit\u00e0 non aveva mai visto prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il condominio si svegli\u00f2 urlando. Le luci delle finestre si accesero come lanterne impazzite. In pigiama, i vicini si riversarono in strada: Bruno usc\u00ec in mutande, la signora Nella gridava al complotto, e il fotografo del quinto cercava di mettere in salvo la sua costosa attrezzatura. La chat di condominio esplose: emoji di fuoco, gif di esplosioni, manco fosse Capodanno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mark, mezzo coperto di polvere e bruciacchiato, giaceva in mezzo a una pioggia di coriandoli argentati. Sul tavolo era rimasto solo qualche pezzo di cartone, ma nessuna scarpa. Pens\u00f2 \u201csono volate via?&nbsp; ma lui no: era rimasto l\u00ec, immobile, vestito da ballerina di danza moderna anni \u201980 \u2014 maglia aderente, pantaloni lucidi e una fascia fucsia intorno alla fronte, i capelli pieni di brillantini come un albero di Natale sopravvissuto a un\u2019esplosione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Con gli occhi sgranati e la bocca impastata di fuliggine, raccolse dal pavimento un pezzo di carta mezzo bruciato: era il bigliettino, quello con su scritto <em>\u201ccara, divertiti con queste d\u00e9collet\u00e9 nere! tanti auguri!\u201d<\/em>.<br>Lo fiss\u00f2 per un istante, poi il foglietto si sbriciol\u00f2 tra le dita. Mark si schiar\u00ec la voce, biascicando con un filo di sorriso: \u00ab\u2026Tanti auguri.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Quando i pompieri irruppero nell\u2019appartamento, lo trovarono seduto sulla sedia, che guardava il muro, tutto coperto di brillantini. ed inizi\u00f2 ad intonare a mezza voce con lo sguardo nel vuoto:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u00abTanti auguri a me\u2026tanti auguri a Mark\u2026tanti auguri a me\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Venne portato fuori\u2026i vicini ancora in strada lo fissavano,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">mentre l\u2019ambulanza si avvicinava. Lo caricarono su, ma prima di salire, tra una piroetta e un battito di mani salut\u00f2 i vicini annunciando la fine del suo spettacolo. E nel palazzo del civico 42, quella notte, nessuno chiuse occhio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ne parl\u00f2 la stampa del giorno dopo? Naturalmente no: nessuno volle dare il titolo <em>\u201cIl ladro di tacchi scoperto dalla trappola esplosiva del condominio\u201d<\/em>. La polizia fece qualche domanda, prese dichiarazioni, trascrisse perfino qualche emoticon dalla chat. Mark era stato portato via pi\u00f9 per precauzione che per danni: nessuna ferita seria, solo la dignit\u00e0 un po\u2019 sgualcita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Le ragazze giurarono che la trappola aveva funzionato. E funzion\u00f2, ma non nel modo previsto: non rivel\u00f2 un losco sconosciuto, ma il segreto di un vicino di pianerottolo che danzava su tacchi a spillo, al ritmo della sua sinfonia non pi\u00f9 \u201cprivata.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il condominio, che per un attimo aveva rischiato la porcellana e qualche lampadario, torn\u00f2 presto alle solite liti. Nel timore che il ladro avesse perso il pelo ma non il vizio, si continu\u00f2 a parlare di telecamere, di cartelli \u201cvietato toccare\u201d, persino di chiudere le scale con una saracinesca. E la notte, di tanto in tanto, si sentiva ancora un ticchettio leggero provenire dal quarto piano\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ma su una cosa, al civico 42, erano tutti d\u2019accordo: adesso sapevano chi indossava i tacchi al 4B. Il mito del latin lover si era dissolto tra brillantini e coriandoli, lasciando il posto a un uomo che, nonostante tutto, continuava a inseguire il sogno a cui non aveva mai rinunciato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58347\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58347\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le sparizioni erano cominciate con un paio di sandali, per poi proseguire con stivaletti e tacchi alti. 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