{"id":58313,"date":"2026-01-25T14:48:37","date_gmt":"2026-01-25T13:48:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58313"},"modified":"2026-01-25T14:49:32","modified_gmt":"2026-01-25T13:49:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-una-seconda-possibilita-di-marco-leonardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58313","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Una seconda possibilit\u00e0&#8221; di Marco Leonardi"},"content":{"rendered":"\n<p>All\u2019inizio, non capii come fosse successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero salito sull\u2019ascensore nel bel mezzo di una telefonata di lavoro, \u00e8 vero, per cui, probabilmente, non avevo fatto caso al piano che avevo premuto: sta di fatto che la porta era socchiusa (strano) e l\u2019appartamento, vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Profumava di intonaco fresco e vaghi ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>La giovane donna ritta su una scaletta a tre gradini si gir\u00f2 verso di me\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno, desidera?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La guardai&nbsp; e trasalii:&nbsp; era magra come Cinzia da giovane sotto la tuta bianca macchiata di tinta color ocra, e i capelli che spuntavano dalla cuffia in plastica ricci come i suoi di un tempo, e nello stesso modo neri dove la vernice non li aveva toccati.<\/p>\n\n\n\n<p>Uguali gli zigomi affilati e gli occhi pervinca, forse anche il naso sottile e diritto e la bocca che la mascherina nascondeva\u2026una giovane parente, forse, di cui non mi aveva mai parlato?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi scusi, signorina\u201d, ricordo che dissi, \u201cEvidentemente ho sbagliato piano. Sono Matteo Bonanni, abito in un appartamento molto simile al suo, al 5\u00b0\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo chiudendo la porta dietro di me quando mi arriv\u00f2 la sua voce<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE io sono Costanza\u201d, disse scendendo la scaletta e venendo verso di me, \u201cIn effetti, questo \u00e8 il terzo piano. Mi scusi se non le do la mano signor Matteo ma capir\u00e0. Spero di rivederla\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fu Cinzia, poco dopo, a svelare l\u2019arcano.<\/p>\n\n\n\n<p>Sedeva sul divano color crema, tanto bello quanto scomodo e costoso e mi dava le spalle. Sullo schermo di fronte a lei un susseguirsi di rendering, grafici, tabelle\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao amo\u2019. Mi \u00e8 capitata una cosa assurda\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nemmeno si volt\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei finito nell\u2019appartamento di quella nuova, al terzo piano. Non capisco cosa ci vai a fare alle assemblee condominiali se non ascolti quello che viene deciso e comunque non leggi i verbali.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno cambiato la pulsantiera dell\u2019ascensore, sono venuti stamattina. Come al solito sarai stato al telefono e conoscendoti\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em>S\u00ec, ero al telefono e s\u00ec, ero distratto. Lo so, di essere distratto. Ma forse non \u00e8 stata un errore, Cinzia. Forse avevo voglia di rivederlo, quell\u2019appartamento. Ricordi? Ci piaceva\u2026certo, non ha il grande terrazzo di questo, pieno di bicchieri che tintinnano e corpi femminili fasciati in tubini scuri, di camerieri che scivolano bianchi tra i tuoi invitati, di vassoi cromati. Solo un piccolo balcone, perch\u00e9 il resto era occupato da una cameretta che qui non c\u2019\u00e8. Ci piacevano i bambini, rammenti?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A me, almeno, piacevano.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Rimanesti incinta nel momento sbagliato, proprio quando la tua carriera di arredatrice stava arrivando all\u2019apice, quando il nome Cinzia Aleardi cominciava a diventare importante, nella Milano da bere. Dicono che fu lo stress, non lo so. Perdesti il bambino, non ne hai pi\u00f9 voluto sapere. Troppo dolore, dicevi, troppo. Basta cos\u00ec\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe vuoi mangiare qualcosa, ti ho lasciato un po&#8217; di insalata con il tonno in frigo\u2026\u00e8 nella ciotola color ocra che ci hanno regalato i Terreni. Cerca di non romperla\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Color ocra.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso colore con cui Costanza stava tinteggiando le pareti.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso colore con cui noi volevamo dipingerlo, quello stesso appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La brividi un paio di sere dopo. Il grosso furgone davanti a me aveva anch\u2019esso voltato a destra per via Bertelli e proseguito in via Agorat, fermandosi davanti al nostro palazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei era davanti al portoncino d\u2019ingresso, con il cellulare in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sbracci\u00f2 per fermarlo, mentre io cercavo di capire se fosse meglio superare il mezzo e scendere nei garage o aspettare l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Scelsi di aspettare.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli uomini che scesero dal furgone erano tracagnotti e olivastri, peruviani, probabilmente.<\/p>\n\n\n\n<p>E anche il divano che fecero scivolare dal pianale era olivastro, in finta pelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio, nostro divano\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ricordi, Cinzia? Era quello dei tuoi, come tutti i mobili di un tempo. Li odiavamo, vero?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Eppure, a poco a poco, ci erano diventati cari, ci eravamo abituati\u2026poi, le cose sono cambiate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pi\u00f9 soldi, niente figli. La tua smania di novit\u00e0, la mia condiscendenza. Quante volte abbiamo rinnovato l\u2019arredamento, Cinzia, negli ultimi vent\u2019anni? Quanti soprammobili di lontane contrade sono stati spolverati, lucidati e spostati come ordinavi dalle nostre cameriere?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2026E dopo il divano, ecco il tavolo appena rettangolare trattato per fingersi di noce, con le gambe panciute. Le due assi per allungarlo. Una vetrinetta a me ben nota\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Non era possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>La raggiunsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201csignorina Costanza\u201d, ansimai, \u201cMi scusi ma sono parecchio turbato\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTurbato? Addirittura? Che succede, signor Matteo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI mobili che stanno scaricando. Erano i miei, cio\u00e8 i nostri, miei e di Cinzia, la mia compagna, fino a circa venti anni fa. Li avevamo venduti a un rigattiere di Quinto Sole e ora\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2026E ora eccoli qui. Insegno in una scuola media, signor Matteo. Non posso permettermi chiss\u00e0 cosa. Mi piace andare in giro, cercare qualcosa di carino tra i rigattieri\u2026a voi no?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em>S\u00ec, ci piaceva. Era la fine degli anni 90, erano gli anni delle amicizie ruspanti, soprattutto per me. Dei: \u201ca Boffalora c\u2019\u00e8 un mio amico, un falegname. Si chiama Berto, fa dei mobili in finto antico che sono la fine del mondo\u201d. Dei fratini misurati e scartati a decine perch\u00e9 non ci stavano in sala. Dei maggiolini finemente intarsiati ma troppo costosi. Delle scorpacciate di polenta e brasato nelle vecchie trattorie di paese e poi via, sulla Passat verde ad amoreggiare senza nemmeno poter abbassare i sedili, perch\u00e9 nel bagagliaio era incastrato&nbsp; un vecchio dondolo\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche la cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la cucina era la nostra vecchia cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero entrato nell\u2019appartamento di Costanza con uno strano miscuglio di imbarazzo e desiderio (s\u00ec, la giovane non mi lasciava indifferente, e mi stupiva la facilit\u00e0 con cui erano diventate amiche, lei e Cinzia).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi sei ricordato di comperare il cous cous, vero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Continuavo a guardare il messaggio della mia compagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Inutile, non scompariva.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019olio no, non lo avevo preso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVenga, signor Matteo. Entri pure. Visto che tramonto? Dal balcone \u00e8 uno spettacolo e conviene che se lo goda, durano cos\u00ec poco le cose belle\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGi\u00e0. Non \u00e8 che ha del cous cous, signorina? Domani gielo ricompero, stia tranquilla\u2026E\u2019 che Cinzia ne ha bisogno per preparare non so che piatto nuovo da far&nbsp; provare ai Boscolo, domani a cena. E io mi sono dimenticato\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon si preoccupi, ne ho. Ma ha visto che bello? Il tramonto, il naviglio\u2026vorrei uscire anch\u2019io ma sto preparando una relazione per il consiglio didattico e sono in ritardo. Perch\u00e9 non me li descrive lei?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon penso sia possibile, signorina\u201d, mi sentii rispondere<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cla signora Cinzia mi ha detto che un tempo voleva scrivere, signor Matteo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti a una frase cos\u00ec, di solito chi si diletta a buttare gi\u00f9 qualcosa che assomiglia a un racconto va in crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so perch\u00e9, non avvenne affatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando il tramonto che dipingeva di rosso e oro le acque del canale cominciai a raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo cercando di descrivere le nubi che velocemente coprivano ci\u00f2 che rimaneva del sole quando squill\u00f2 il telefono.<\/p>\n\n\n\n<p>Cinzia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe tornata tardi, molto tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi \u00e8 fatto buio, signor Matteo. Aspetti che accendo la luce\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La voce di Costanza mi fece sobbalzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi girai: solo gli occhi le vedevo, illuminati dalla luce di un lampioncino in ferro battuto ritto in un angolo del piccolo terrazzino, cos\u00ec simile a uno che avevamo visto io e Cinzia molti, molti anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Eravamo in un paese sperduto della provincia, Robecco sul Naviglio. Il tuo paese natale, Cinzia. Ci avevano portato, quella sera, un risotto con il persico che se ci penso\u2026E il terrazzino era simile a questo, ricordi? E anche il lampioncino e i moscerini e le falene e il rumore dell\u2019acqua, poco distante<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Poi lei usc\u00ec dall\u2019ombra. Reggeva un grande vassoio di legno con due piatti fumanti e in mezzo&nbsp; la brocca di vino bianco, immagino un resling, e la caraffa dell\u2019acqua a nasconderle il petto e il piccolo seno, sotto la camicia blu<\/p>\n\n\n\n<p>Il vento le muoveva la sottile gonna a fiori e io guardavo senza fiato&nbsp; e\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon capisco\u201d, dissi dando voce ai miei pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI due piatti? Oh, mentre mi faceva vedere il tramonto mi ha messaggiato una mia collega. Doveva venire da me, stasera a cena, ma ha avuto un impegno improvviso. E allora mi sono detta: perch\u00e9 sciupare questo magnifico risotto con il persico?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si chin\u00f2 per appoggiare i piatti con il bordino blu e oro su due tovagliette in corda messe negli angoli del tavolino, nero e metallico come il lampione.<\/p>\n\n\n\n<p>Come i quattro tavolini di quel ristorante di Robecco, e come quelli rettangolari e finemente traforati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu\u2019 una cena strana, per me. Cos\u00ec diversa da quelle con Cinzia, nei ristoranti lussuosi e chiassosi dove amava portare I suoi amici. Poche parole annegate in lunghi silenzi. I suoi occhi, che la luce del lampioncini faceva brillare come fiammelle\u2026 \u201cSignor&nbsp; Matteo? Signor Matteo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La sua voce entr\u00f2 nel mio torpore come una lama.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo anche sognato: non eravamo pi\u00f9 l\u00ec ma nel ristorantino di Robecco e con me non Costanza ma Cinzia, che vedevo per la prima volta e mi raccontava di voler abbandonare l&#8217;insegnamento per portare avanti lo studio milanese di arredamento del padre, morto da poco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sfregai gli occhi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi scusi. Mi sono addormentato come uno stupido. Che ore sono?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019importante \u00e8 che il viaggio le sia piaciuto. Quasi la una, direi che anche per me \u00e8 ora della nanna, domani sar\u00e0 una giornata dura\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero illuso?<\/p>\n\n\n\n<p>Forse si. Non sarebbe stata la prima amante, eravamo una coppia aperta, io e Cinzia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accompagn\u00f2 all\u2019ingresso, prese la giacca dall\u2019armadio con le ante a specchio e me la infil\u00f2,<\/p>\n\n\n\n<p>poi chin\u00f2 il capo, arrossendo<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnch\u2019io\u201d, sussurr\u00f2 dopo aver appoggiato appena le sue labbra sulle mie \u201cAnch\u2019io provo qualcosa per lei, signor Matteo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fu il mio turno, di guardarla fissa negli occhi, mentre un senso di impotenza mi saliva dallo stomaco alla gola\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer\u00f2 potrei essere suo padre\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec. Ma abbia fiducia e pazienza. Dia tempo al tempo\u2026Talvolta ci viene data una seconda possibilit\u00e0. Ah, non dimentichi il cous cous: \u00e8 al solito posto\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo passato una notte d\u2019inferno, pensando alla stronza che tra le righe \u2013 oh, nemmeno troppo tra le righe &#8211; mi aveva dato del vecchio. E poi\u2026una seconda possibilit\u00e0. Grazie, adesso sono felice, posso almeno sperare. Stronza. Brutta stronza che mi sembri addirittura bella da quanto ti desidero\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa mi ascolti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ricaccio le lacrime in gola mentre cerco di concentrarmi sulla strada e nello stesso tempo ascoltare Cinzia e il suo fiume di parole\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi raccomando, Matti. Non farmi fare figure con le tue battute stupide: stiamo andando alla festa di laurea di Andrea Salimbeni, ora dottor Salimbeni. Suo padre \u00e8 uno dei miei migliori clienti ed \u00e8 un uomo serio, molto serio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCici..\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE trova un po\u2019 di tempo per telefonare all\u2019amministratore di condominio, quel problema dell\u2019acqua che percola dal terrazzo agli appartamenti sotto il nostro deve essere risolto, e subito. Sono stufa di dover rispondere alle richieste di danno di quegli idioti, soprattutto del Bonassi che chiss\u00e0 da quanto non paga nemmeno le\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCici\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa la smetti di interrompere? Che cazzo vuoi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Esplodo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe cazzo voglio? Voglio capire che gioco state giocando, tu e la santerellina. Non solo ha arredato la casa come era la nostra un tempo, ieri sono stato a cena da lei e\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2026E com\u2019\u00e8 a letto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMeglio di te sicuramente, questo \u00e8 sicuro. E dei tuoi amanti mezzi froci che manifestano per Gaza e il Venezuela.&nbsp; Ieri sono stato a cena da lei e indossava la gonna e la camicetta che avevi da giovane, abbiamo mangiato nei piatti di quando ci eravamo appena messi insieme, sulle stesse tovagliette\u2026per non parlare d\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma adesso arriva il bello. Stamattina, mentre ronfavi, ho telefonato alle scuole medie qui vicino. Qui vicino perch\u00e9 va al lavoro a piedi, e a meno che qualcuno la passi a prendere\u2026insomma, insegna alle Rodari, a meno di mezzo chilometro. E non si chiama Costanza, o meglio, Costanza \u00e8 il secondo nome. Si chiama Cinzia, Cinzia Aleardi, esattamente come&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Urlo quelle parole girato verso di lei, rosso in faccia come non mi capitava da secoli, rosso come il TIR che sta travolgendo la nostra Audi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Dicono, i medici, che era stato praticamente un miracolo. Varie fratture, alcune scomposte, certo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma nessuna lesione interna, neppure alla milza. Solo, nelle prime ore, un leggero stato commotivo che mi faceva sragionare (o forse erano i sedativi, vallo a sapere\u2026)<\/p>\n\n\n\n<p>Ero sicuro che ci fosse una donna con me, che stavamo litigando.<\/p>\n\n\n\n<p>Che subito dopo lo scontro aveva cercato di salvarmi,&nbsp; che era stata lei a spingermi nella scarpatella ai lati della superstrada ai cui piedi I soccorritori mi avevano trovato, lontano dalle fiamme ( e lo strano \u00e8 che anche il camionista giura di aver visto due persone, sull\u2019auto, prima dell\u2019impatto\u2026per quello che pu\u00f2 valere, vista la quantit\u00e0 di alcool che aveva in corpo).<\/p>\n\n\n\n<p>Penso a quei momenti, entrando in casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Costanza sta stirando e non dovrebbe; \u00e8 pericoloso stare in piedi a lungo, per una donna nelle sue condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi vede, appoggia il ferro sull\u2019asse e si avvicina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNovit\u00e0?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon hai sentito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHanno catturato Bin Laden. Almeno cos\u00ec dicono\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSperiamo che sia vero\u201d<br>\u201cMah\u2026secondo me non cambier\u00e0 nulla. E a proposito di cambiamenti, cosa sta succedendo qui?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre parlo, le tocco il grembo appena arrotondato dalla gravidanza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutto bene. L\u2019inquilino per ora non fa le bizze\u2026non come quelli del V piano, che non vogliono pagare l\u2019affitto perch\u00e9 dicono che nel loro appartamento ci sono i fantasmi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI fantasmi. Non sanno pi\u00f9 che scuse inventare\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58313\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58313\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio, non capii come fosse successo. Ero salito sull\u2019ascensore nel bel mezzo di una telefonata di lavoro, \u00e8 vero, per cui, probabilmente, non avevo fatto caso al piano che avevo premuto: sta di fatto che la porta era socchiusa (strano) e l\u2019appartamento, vuoto. Profumava di intonaco fresco e vaghi ricordi. La giovane donna ritta su [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_58313\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58313\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":27699,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-58313","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58313"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/27699"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58313"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58315,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58313\/revisions\/58315"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}