{"id":58309,"date":"2026-01-25T14:44:55","date_gmt":"2026-01-25T13:44:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58309"},"modified":"2026-01-26T12:52:19","modified_gmt":"2026-01-26T11:52:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-infertile-di-marco-leonardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58309","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Fecondazione&#8221; di Marco Leonardi"},"content":{"rendered":"\n<p>Inizi\u00f2 tutto il 12 febbraio, in una cameretta del Niguarda.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia moglie, Alice, vi era ricoverata da una settimana: costretta a letto da una frattura al bacino che si era procurata sciando, passava il tempo spulciando le riviste e navigando in internet alla ricerca delle pubblicit\u00e0 di presunti maghi e guaritori, smerdandoli quasi sempre con grande soddisfazione, soprattutto quando le promesse di quei ciarlatani riguardavano presunti rimedi per le infertilit\u00e0 femminili e maschili. Cosa che ci dava anche una comprensibile soddisfazione, visto che per una serie di motivi inutili da sottolineare non riuscivamo ad avere figli\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAldo, questo \u00e8 strano\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Appoggiai sul comodino il cellulare, la partita d\u2019altronde si trascinava noiosamente sullo zero a zero da una buona mezz\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa c\u2019\u00e8 di strano, tesoro?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesto. L\u2019ho trovato su&nbsp; una rivista, in mezzo agli annunci che pubblicizzano focosi incontri con favolose donne dell\u2019est o dell\u2019africa nera. Magari con sorpresina finale\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUna rivista\u2026di carta?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, on line\u2026<em>O bei O bei magazine<\/em>, raccoglie storie legate alla famosa fiera milanese, agli oggetti venduti e comprati, cose cos\u00ec. E l\u2019ultima pagina \u00e8 dedicata agli annunci\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOk, ho capito. E questo perch\u00e9 ti ha colpito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTe lo leggo: Problemi di infertilit\u00e0<em>? Semina<\/em> di Odette Obeqwelo \u00e8 con te. Soddisfatti o rimborsati, massima riservatezza\u2026e poi telefono, mail, indirizzo. Le solite cose\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE perch\u00e9 ti sembra strano?\u201d<br>\u201cPerch\u00e9 \u00e8 troppo normale. Nessun titolo roboante, nessuna immagine accattivante\u2026sono andata su google map, ho cercato il luogo, via Modestino 24 a Milano. Un palazzotto anonimo\u2026insomma, sono curiosa\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Alice \u00e8 curiosa, devo muovermi.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, quello che era iniziato come un gioco si era trasformato da un paio d\u2019anni in una vera e propria attivit\u00e0. Smaskera, cos\u00ec avevamo chiamato il nostro sodalizio, contava ormai pi\u00f9 di diecimila followers, tutti desiderosi di denunciare truffatori di vario tipo.<\/p>\n\n\n\n<p>E io, di Smaskera, ero il braccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fissavo, ovviamente in incognito, un appuntameto con il mago\/santone\/guaritore di turno, registravo tutto di nascosto (quella era la parte pericolosa), ed ecco fatto.<\/p>\n\n\n\n<p>La telefonata, devo dire, era stata surreale\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiono, sono mademoiselle Odette Obeqwelo, desidera?\u201d, aveva risposto la voce, giovane, con una inconfondibile erre arrotata.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi presentai.&nbsp; \u201cBuongiorno mademoiselle. Mi chiamo Aldo Nascimbeni, le telefono per quell\u2019annuncio, quello pubblicato su O bei O bei Magazine, vorrei capire qualcosa in pi\u00f9\u201d,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto, a sua disposizione. Per\u00f2 l\u2019avverto che non fornisco particolari tecnici al telefono, signor Nascimben\u00ec\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Niente particolari al telefono, pensai. E per quale motivo? Sospettava che fosse spiata? E da chi? E perch\u00e9? O magari quegli annunci erano una sorte di codice?<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque sia, fu a quel punto che decisi di registrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Le risento per l\u2019ennesima volta, quelle parole, mentre percorro via Modestino bagnata da una pioggerellina sottile, fredda e fastidiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene, quindi dobbiamo venire di persona?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrima devo farle alcune domande e inviarle un modulo da stampare e firmare\u201d<br>\u201cVa bene\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa donna che rimarr\u00e0 incinta \u00e8 d\u2019accordo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusi non ho capito\u201d<br>\u201cSignor Nascimben\u00ec\u2026\u00e8 un problema etico, comprende? Lei viene qui, io metto incinta sua moglie, e scopro che lei non vuole. Mi capisce che \u00e8 inaccettabile?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAspetti, aspetti un attimo. Ma lei \u00e8 un uomo o una donna?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUna donna, pourquois?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE allora cosa significa che metter\u00e0\u2026va b\u00e8, sorvoliamo. Quindi ci deve essere anche la mia signora, immagino\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDipende. Che problema avete?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cParecchi. Io una oligospermia grave, lei, Alice, una ostruzione delle tube\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProssimale o distale?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe \u00e8 prossimale non ci sono problemi. Se fosse distale potrei fare arrivare lo spermatozoo giusto nell\u2019ovulo, ma poi? Dovrei far superare l\u2019ostruzione a un ovulo fecondato, a qualcuno con l\u2019anima. Devo chiedergli il permesso, per questo \u00e8 indispensabile che la donna sia qui\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019\u2026E\u2019 prossimale\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBene. Allora sua moglie pu\u00f2 stare tranquillamente a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre ascolto, arrivo al 24, senza capire cosa mi avesse preso, perch\u00e9 avevo dato corda a una tizia chiaramente squilibrata, magari anche pericolosa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Cerco quello giusto nella selva di campanelli, e intanto vado avanti a risentire la telefonata\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo capito, pu\u00f2 stare a casa\u2026che altro?\u201d<br>\u201cMi ha parlato anche di una oligospermia.&nbsp; E\u2019 sicuro che non sia una azoospermia? In quel caso non potrei fare nulla: non sono Dio, non posso creare ci\u00f2 che non esiste\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOddio, sicuro\u2026\u201d<br>\u201cFacciamo cos\u00ec: mi mandi uno spermiogramma recente, non pi\u00f9 vecchio di due mesi, poi la ricontatto. Oppure pu\u00f2 venire qui, lo vedo al momento, per\u00f2 non vorrei farle fare un viaggio inutile. Posso chiederle dove abita?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA Paullo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMmh, lontanuccio. Meglio che mi spedisca lo spermiogramma\u2026Ah, dimenticavo: ho bisogno anche di un certificato di matrimonio, religioso o civile non importa. Non metto incinte donne che non hanno una relazione stabile\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo capito, segnato anche questo. E il modulo che devo firmare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome avr\u00e0 letto nell\u2019annuncio, signor Nascimben\u00ec, io garantisco che sua moglie rimarr\u00e0 incinta di un bambino geneticamente sano, a meno che mi venga richiesto per iscritto qualcosa di diverso. La clausola soddisfatti o rimborsati ha ovviamente delle limitazioni: non copre eventi traumatici, IVG, malattie infettive del feto o a esso trasmesse dalla madre, avvelenamenti, intossicazioni e cos\u00ec via. Un\u2019altra cosa: prima di venire faccia l\u2019amore con sua moglie\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 obbligato, ma sarebbe meglio. Vorrei che quando lei rimarr\u00e0 incinta possa pensare che il mio intervento non c\u2019entra nulla, vorrei che aveste il beneficio del dubbio. Meglio per me essere considerata una squilibrata, una ciarlatana o peggio una truffatrice, piuttosto che una specie di dea da adorare. Ne sarei estremamente imbarazzata\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Eccolo. Il campanello fatidico, con la scritta in corsivo <em>Semina<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Suono.<\/p>\n\n\n\n<p>Il oui? (di Odette, credo) arriva quasi subito<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono Mario Nascimbeni, avevo un appuntamento con la signorina Obeqwelo\u201d, rispondo mentre guardo verso l\u2019alto, cercando di indovinare quale delle poche finestre illuminate nascondesse la mia meta\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuonasera signor<em> <\/em>Nascimben\u00ec<em>, <\/em>sono io. Quarto piano, il primo ascensore nel corridoio\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il clack metallico della serratura mi da il benvenuto. Mi guardo intorno, il classico palazzo anni 70 ristrutturato.<\/p>\n\n\n\n<p>La guardiola deserta. La passatoia rossa sdrucita sul pavimento in finto marmo. Qualche quadretto bucolico lungo le pareti del corridoio. La rampa di scale\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ascensore \u00e8 di quelli che quasi non se ne vedono pi\u00f9, con una porta esterna e due battenti all\u2019interno, gi\u00e0 l\u00ec al piano terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Entro sgocciolando sul pavimento in similgomma nera, cercando di non pensare all\u2019odore di sigaretta e aglio, poi finalmente arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta con a fianco la targhetta dorata <em>Semina <\/em>\u00e8 esattamente davanti a me, suono il campanello.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 nera, la ragazza che mi apre. Nera e tozza, con due grosse gambe fasciate da jeans troppo stretti, un magliocino viola a collo alto e un viso tondo, anonimo come lo sguardo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Bonne soiree\u2026<\/em>sono Odette Obeqwelo, lei \u00e8 <em>Monsieur Nascimben\u00ec, <\/em>vero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La guardo, guardo quel naso camuso, le labbra grosse, senza rossetto, i capelli corti tinti di un assurdo rosa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, sono io. E le confesso di essere un po\u2019 imbarazzato\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre parlo, lei mi toglie il giaccone fradicio, lo appende a un attaccapanni rosso a stelo, vicino a una stufetta a gas\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cImbarazzato? Direi che \u00e8 normale. La vuole una tisana?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em>Perch\u00e9 no?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene, signorina. Purch\u00e8 non sia camomilla\u2026\u201d<br>Lei sorride. Ha denti bianchissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene, niente camomilla\u201d<br>Mentre fruga nella dispensa, mi guardo attorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cucina color noce, un tavolo in legno, bianco, quadrato con quattro sedie intorno probabilmente comprati all\u2019Ikea. La poltrona in finta pelle nera con lo schienale alto su cui mi aveva fatto accomodare. Alle pareti un poster degli AC\/DC, la foto della Juventus Woman con gli autografi delle calciatrici, quella di quattro ragazze (Odette tra loro) in riva al mare, una bandiera arcobaleno, la foto della astronave Enterprise, un pannello con le foto di otto bambini che avevo notato subito, sulla parete dietro la poltrona. Uno schermo appeso alla parete davanti ad essa e a fianco una porta bianca, chiusa, con la chiave a cui \u00e8 appeso un grosso batuffolo rosa e che sicuramente \u00e8 quella del bagno. Un\u2019altra, aperta, attraverso cui intravedo un locale anonimo con quattro letti a castello e una scrivania sotto la finestra, piena di libri\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStudentesse universitarie, vero?\u201d, domando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOui. Giurisprudenza, in Statale. Quello che faccio mi serve a pagare la retta. Sono al secondo anno, sto preparando diritto internazionale\u201d, conclude alzando il mento verso la camera\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE le sue colleghe?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono fuori. Sanno che il marted\u00ec sera e mercoled\u00ec mattina lavoro e mi lasciano sola\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLei \u00e8 nigeriana, vero? Ci sono stato, in Nigeria, una dozzina di anni fa, a Makurdi. Facevo parte di un gruppo di cooperanti, c\u2019era anche Alice, eravamo insieme da poco\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei mi guarda in modo strano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo ci sono nata e vissuta, a Makurdi. Mio padre era del posto, mia madre francese, ecco perch\u00e9 Odette e il mio accento.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui ci ha abbandonati quando avevo 11 anni, si \u00e8 spaventato per il mio\u2026boh\u2026dono? La mia facolt\u00e0? Insomma, ci ha lasciati soli. Lo capisco. Ci siamo trasferiti a Lione, tre anni fa la mamma si \u00e8 risposata, con un milanese, ed eccoci qui\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE lui\u2026\u201d<br>\u201cLui, Angelo, non sa niente di ci\u00f2 che posso fare. La mamma non gliene ha mai parlato\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo capito. Bene, la tisana era ottima. E adesso?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si alza dalla sedia, mette le tazze nel lavello e intanto si lava le mani, a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul dorso di quella destra ha una voglia color caffelatte, a y\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAdesso per favore abbassi pantaloni e mutande\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Un ghigno mi deforma la faccia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa tu sei matta da legare\u201d, dico facendo il gesto di rialzarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non fa una piega. Penso che scene del genere ne abbia viste molte.<\/p>\n\n\n\n<p>Si mette davanti alla poltrona, a gambe larghe, braccia sui fianchi<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Monsieur Nascimben\u00ec, <\/em>non faccia il bambino. Ho bisogno del suo seme, perch\u00e9 la signora Alice rimanga incinta\u2026come lo prendo, secondo lei? Massaggiandole la pelata?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La guardo, mi rilasso.<\/p>\n\n\n\n<p>Vuole solo masturbarmi, intuisco. Prendere il mio seme, poi metterlo in una qualche ampolla, pronunciare le parole giuste e poi, poi\u2026boh?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi abbasso pantaloni e mutande, aspetto, pronto a reagire\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non si avvicina, china il capo.<br>\u201cC\u2019\u00e8 un\u2019ultima cosa. Quando far\u00e0 la prossima volta l\u2019amore non sar\u00e0 bello. Avr\u00e0 l\u2019erezione, ma non prover\u00e0 nulla. Dovr\u00e0 fingere, con Alice, oppure diglielo\u2026durer\u00e0 fino alla nascita di vostro figlio. Per cui, senza offesa. Se ha paura di questo, \u00e8 il momento di dire no\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>No, ragazza, penso. Adesso sono troppo curioso. Voglio vedere come finisce \u2018sta cosa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, vieni\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei arrotola il maglioncino fino ai gomiti, avvicina le mani al mio membro.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si irrigidisce, si rizza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si inginocchia, lo prende tra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto esplode.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 quasi doloroso, il piacere che provo.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudo gli occhi, li riapro.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue mani su e gi\u00f9 su e gi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua voce che grida vieni vieni vieniii!<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo capo arrovesciato indietro, gli occhi sbarrati, le perle di sudore sul suo viso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue mani su e gi\u00f9 su e gi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua voce vai, vai, vaaaii<\/p>\n\n\n\n<p>La mia voce sii, sii, siiii<\/p>\n\n\n\n<p>Io che mi inarco, urlo, muoio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo ansimando il mio membro, le sue mani strette nelle mie, asciutte.<\/p>\n\n\n\n<p>Nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 quella faccia, signor Nascimbeni? Dovrebbe essere felice\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi aspetto quelle parole\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFelice, Odette? Diciamo sconvolto, perplesso\u201d. Mi guardo: sono pulito, pulito e asciutto, e non dovrei esserlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei capisce, si deterge il sudore e ride\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUna volta agivo in modo diverso, signor&nbsp; Nascimbeni. Prendevo solo gli spermatozoi che mi sembravano migliori, poi ho pensato: chi sono io per decidere? Ora faccio il contrario: elimino solo quelli chiaramente sofferenti, tutto il resto lo uso.&nbsp; Adesso il suo latte d\u2019uomo \u00e8 dentro Alice, e uno spermatozoo sta entrando nel suo ovulo. Diventer\u00e0 padre, non \u00e8 quello che desiderava?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 lei, in quel momento, a essere raggiante. Sembra quasi bella, mentre si appoggia al muro, sotto la foto dell\u2019Enterprise.<\/p>\n\n\n\n<p>Capisco tutto in quel momento\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMerda. E\u2019 come in Star Trek! Riesci a teletrasportare le cose\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPiccole cose, signor Nascimben\u00ec. Non pi\u00f9 grandi di una decina di cellule\u2026e non solo: posso anche lavorarci sopra, come un orologiaio fa con il meccanismo di un cronometro\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ho i pensieri che balbettano, poi uno si fa strada, lucido.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo esprimo tremando a parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPuoi uccidere, se vuoi\u2026 \u201c<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non dice niente, abbassa di una decina di centimetri jeans e mutande.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono delle cicatrici, sull\u2019inguine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQualcuno se ne era accorto, nei villaggi intorno a Makurdi, del mio dono. Venivano nella mia casa, legavano mia mamma e poi me. Mi tagliuzzavano l\u00ec\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOdette\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2026Poi bevevano il mio sangue, pensavano che\u2026oppure mi possedevano, uno dopo l\u2019altro. E lo stesso con la mamma\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOdette, Dio, Odette\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando videro che non serviva a nulla, decisero di uccidermi. Mi legarono e fecero inginocchiare in mezzo alla piazza, pronti a lapidarmi come strega. Fu un gioco da ragazzi, per me, modificare qualche molecola, inondare il loro sangue di tossine endogene; li vidi cadere come mosche, mentre la gente intorno fuggiva urlando\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fuggiva urlando. Fuggiva urlando!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Benue era in piena, quei giorni. Io correvo lungo la stradina che l\u2019acqua stava per sommergere, vidi una bambina di una dozzina d\u2019anni che mi correva dietro, urlando e sbracciandosi. Accelerai, non volevo problemi, sapevo che non sarei pi\u00f9 ripartito, se mi fossi fermato in quel fiume che stava diventando la strada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei ora \u00e8 di fronte a me, terribile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2026Io guardavo la Toyota bianca allontanarsi, il cuscino bianco con ricamati Aldo, Alice e in mezzo un cuore rosso appoggiato sul pianale del bagagliaio. Si ferm\u00f2 un\u2019altra macchina, mi presero a bordo. Pensai di essere stata fortunata, fu l\u2019inizio dell\u2019inferno\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sto tremando, ora. Per la prima volta nella vita ho davvero paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accascio a terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa, cosa vuoi fare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNiente, signor Nascimbeni. Farete tutto voi, lei e la signora Alice. Cosa crede, che non sappia del motivo vero che l\u2019ha condotta da me? E che in realt\u00e0 nessuno di voi due lo vuole davvero, un figlio? Siete solo dei bambini capricciosi, lo desiderate solo perch\u00e9 non lo potete avere, pronti a disfarvene, adesso che \u00e8 reale\u2026ricorda ci\u00f2 che le ho detto? Che non godr\u00e0 pi\u00f9 fino a quando nascer\u00e0 il bambino?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCazzo. Cosa stai, cosa cazzo stai\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSto dicendo che il bimbo ora nel grembo di Alice \u00e8 prezioso, molto prezioso. Fate in modo che nasca\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E non si illuda che sia la paura di me, a farvi prendere una decisione, perch\u00e9 dimenticher\u00e0 quello che le ho raccontato, signor Nascimben\u00ec\u201d Mentre parla, si alza e va alla finestra sopra il lavello, alza la tapparella, la spalanca<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 assurdo ma \u00e8 giorno fatto,&nbsp; e quattro piani pi\u00f9 in basso&nbsp; il traffico milanese sembra un fiume in piena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si mette alle mie spalle, la sua voce \u00e8 un sussurro affascinante\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa la vede quella bambina? Non sembra anche a lei che stia cercando di raggiungere quel fuoristrada?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La vedo:&nbsp; no, \u00e8 solo una bimba che corre.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58309\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58309\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizi\u00f2 tutto il 12 febbraio, in una cameretta del Niguarda. Mia moglie, Alice, vi era ricoverata da una settimana: costretta a letto da una frattura al bacino che si era procurata sciando, passava il tempo spulciando le riviste e navigando in internet alla ricerca delle pubblicit\u00e0 di presunti maghi e guaritori, smerdandoli quasi sempre con [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_58309\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58309\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":27699,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-58309","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58309"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/27699"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58309"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58309\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58320,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58309\/revisions\/58320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}