{"id":58254,"date":"2026-01-09T22:56:23","date_gmt":"2026-01-09T21:56:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58254"},"modified":"2026-01-09T22:56:24","modified_gmt":"2026-01-09T21:56:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-angela-di-sara-barontini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58254","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Angela&#8221; di Sara Barontini"},"content":{"rendered":"\n<p>Maryanne aveva sempre odiato quell\u2019ufficio. Recarsi l\u00ec, ogni santa mattina, era per lei una forzatura inenarrabile: pi\u00f9 volte era stata sul punto di non presentarsi al lavoro, in balia di un malessere che la travolgeva come un mal di mare sul ponte di una nave. Pur odiandolo con tutte le sue forze, non aveva per\u00f2 mai avuto il coraggio di lasciarlo, il suo posto da segretaria: per quanto magro fosse, lo stipendio ricevuto era di sostentamento per lei e per i suoi ormai anziani genitori. Sepolta definitivamente l\u2019illusione infantile di diventare una cantante lirica, infatti, Maryanne faceva i conti con la realt\u00e0, e con quello che a tutti gli effetti le pareva un destino immodificabile. <\/p>\n\n\n\n<p>Quella grigia mattina di fine ottobre, il suo umore era ancora pi\u00f9 funereo del solito: aveva dormito male, di un sonno agitato e disseminato di incubi. Allungando un braccio per spegnerla, aveva poi urtato la vecchia sveglia gracchiante, che cadendo dal comodino era andata in mille pezzi. Come se non bastasse, complici la penombra e il torpore dovuto al sonno, aveva poggiato il piede scalzo su uno dei frammenti di vetro, che le si era conficcato profondamente nel calcagno sinistro, procurandole una piccola ferita. La vista del sangue sulla acuminata trasparenza le procur\u00f2 una vertigine, e all\u2019improvviso una parola riecheggi\u00f2 nella sua mente: \u201cOGGI\u201d. Quelle quattro lettere erano in effetti l\u2019unico ricordo dei brutti sogni della notte, e le si stagliarono davanti come scolpite sulla pietra. \u201cOggi, oggi\u2026\u201d Le sembrava quasi di sentire ancora la voce femminile che aveva pronunciato quella parola nel sogno, le sembrava che fosse ancora l\u00ec a ripeterla sottovoce. Un brivido le corse lungo la schiena. Cercando di riscuotersi, Maryanne si prepar\u00f2 in fretta e consum\u00f2 la sua colazione: un caff\u00e8 lungo e due fette di pane imburrato, come sempre accompagnate dalle solite lamentose chiacchiere della madre. Si avvi\u00f2 infine al lavoro, demoralizzata e, per giunta, claudicante. Erano le 6:30 e le nebbie del mattino rendevano incerti i contorni della citt\u00e0, che si ridestava con fatica dalla quiete notturna. <\/p>\n\n\n\n<p>Lungo il percorso consueto, due vecchi mendicanti chiedevano l\u2019elemosina vicino alla Bakeryhouse, sperando forse di rimediare almeno una pagnotta profumata, oltre che qualche penny. All\u2019angolo fra Britton Street e Benjamin Road il solito strillone invitava i passanti a comprare il giornale, sventolandone con foga una copia: \u201cComprate il London Today del 31 ottobre 1940\u2026 scoop straordinari, notizie da brivido\u2026\u201d Maryanne pass\u00f2 oltre, diretta a passi veloci verso la fermata della metropolitana. Poi un pensiero le lampeggi\u00f2 in testa: \u201cLondon TODAY1\u2026 ma il quotidiano non si chiama London Telegraph?!\u201dIn piedi alla banchina della metro in direzione St. James, mentre rimuginava sul perch\u00e9 di un tale improbabile errore, una donna con un lungo pastrano nero e gli occhi insolitamenti penetranti le si accost\u00f2 molto pi\u00f9 di quanto fosse conveniente. Maryanne, assorta nei suoi pensieri, non l\u2019 aveva vista se non con la coda dell\u2019occhio, per cui quando questa le sussurr\u00f2 all\u2019orecchio: \u201cSignorina, sa che giorno \u00e8 OGGI?\u201d sobbalz\u00f2 per lo spavento, portandosi le mani al cuore. Avrebbe voluto rispondere: \u201cE\u2019 il 31 ottobre, ma che domanda \u00e8? Generalmente si chiede che ora \u00e8, non che giorno \u00e8\u2026.\u201d ma proprio in quel momento arriv\u00f2 il treno, e fra lo sciamare della gente che saliva e che scendeva, Maryanne perse di vista quella strana interlocutrice. \u201cFortuna che \u00e8 venerd\u00ec\u201d pens\u00f2 poi, aggrappata ad un maniglione e schiacciata fra le cassette di frutta del suo vicino di destra e le borse cariche di cianfrusaglie di quello di sinistra. \u201cUn altro venerd\u00ec di lavoro\u201d. L\u2019ufficio del dott. Barkley si trovava al n. 13 di Bottom street. La postazione di Maryanne era nella prima stanzetta, piccola e umida. La scrivania di mogano scuro e il divano di pelle nera le davano una sensazione claustrofobica, quasi di asfissia; e per quanto riguarda il sig. Barkely, odiava persino il suono della sua voce. Eppure da quindici anni si recava 1 Letteralmente, \u201cLondra oggi\u201d. quotidianamente allo studio, senza aver mai provato nulla di concreto per migliorare la sua vita, mai. Maryanne apr\u00ec la porta dalla maniglia d\u2019ottone, entr\u00f2 e, dopo aver sistemato il cappotto e la borsa sull\u2019appendiabiti, inizi\u00f2 a spolverare la sua scrivania. Si apprest\u00f2 poi a strappare, come ogni mattina, la vecchia pagina del calendario, ma\u2026 la data del 31 ottobre era gi\u00e0 in vista, le rosse cifre facevano bella mostra di s\u00e9 sul foglio candido. Rosse, come il sangue sul vetro, quella mattina. Di nuovo la sensazione di vertigine. Di nuovo quella voce nella testa: \u201coggi\u2026\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Maryanne si appoggi\u00f2 per un attimo alla scrivania, la mano sulla fronte. Sentiva le gambe cedere e si sedette. Sbotton\u00f2 l\u2019ultimo bottone del collettino per respirare meglio. Tutte quelle stranezze, quel giorno&#8230;Proprio mentre rifletteva su questo, il principale entr\u00f2, girando nervosamente le chiavi nella porta. \u201cBuongiorno Mr Barkley. Mi perdoni se le faccio subito una domanda: per caso ha strappato lei la pagina di ieri dal calendario?\u201d \u201cTi pago per sventolarti, Maryanne? O per parlarmi di calendari? Guarda quanti soldi abbiamo perso in borsa ieri! Guarda!\u201d E scaravent\u00f2 sulla scrivania un documento recante una cifra. La donna inforc\u00f2 gli occhiali mentre Mr. Barkley esclamava: \u201c311.040! Ti rendi conto!! Trecentoundicimilaquaranta sterline!! E lei si sventola!\u201d Le cifre sotto gli occhi di Maryanne sembravano ballare. Trecentoundicimilaquaranta sterline\u2026 \u201cUna somma enorme\u201d, disse. Improvvisamente, i numeri interruppero la loro danza. E fu allora che se ne accorse: \u201c311.040\u2026 trentuno\u2026 dieci\u2026 quaranta\u2026 31\/10\/40?! Ancora la data di oggi? Mio Dio, ma cosa pu\u00f2 significare?!\u201d \u201cMaryanne!\u201d sbraitava intanto Mr. Barkley dalla sua stanza. \u201cVieni subito qua! C\u2019\u00e8 un mare di corrispondenza da sbrigare, e tu, che fai? Guardi le mosche?!\u201d A quel punto Maryanne cap\u00ec, o credette di capire. 31\/10\/40\u2026 \u201coggi\u201d&#8230; era il giorno del suo riscatto!! Ecco il perch\u00e9 di tutte quelle coincidenze: la voce nella testa, lo strillone, la signora alla stazione, la cifra della perdita\u2026 avrebbe dovuto capirlo subito! Anche l\u2019orologio rotto era un simbolo: significava \u201cMaryanne svegliati!! Riprenditi la tua giovent\u00f9, i tuoi sogni\u2026\u201d Fu un attimo: la ragazza riprese il cappotto, il cappellino, entr\u00f2 nella stanza di Mr. Barkley e rassegn\u00f2 le dimissioni. A nulla valsero i di lui tentativi di convincerla a rimanere. Gli accord\u00f2 soltanto un ultimo favore: rispondere al telefono che squillava insistentemente, prima di andarsene. \u201cPronto, studio di Mr. Barkley\u201d \u201cSono Angela Blood, cercavo lei, signorina Maryanne\u201d \u201cMI dispiace Mrs Blood, io non sono disponibile, me ne vado in questo momento.\u201d \u201cLa trover\u00f2 ovunque vada\u201d disse la voce dall\u2019altro capo del filo; ma Maryanne non sent\u00ec, perch\u00e8 stava gi\u00e0 uscendo di corsa dalla stanza, di corsa verso il cambiamento. Qualche giorno dopo, accomiatandosi dallo studio di Mr Barkley l\u2019avvocato Shelton esprimeva il suo cordoglio al collega: \u201cChe fine ingiusta per una donna cos\u00ec giovane. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma chiss\u00e0 cosa le \u00e8 preso quel giorno?! Scappare cos\u00ec\u2026\u201d \u201cGi\u00e0\u201d disse Mr Barkley, stringendo la mano all\u2019avvocato e accompagnandolo alla porta \u201cse solo fosse uscita un minuto pi\u00f9 tardi, l\u2019autobus non l\u2019avrebbe investita\u201d. Seduto al posto di Maryanne, l\u2019uomo, che quella notte non aveva riposato bene, tamburellava le dita sulla scrivania, incapace di concentrarsi, quando la sua attenzione fu come calamitata dalla pagina del calendario: era il 7 novembre. \u201cMah\u2026 non mi pareva di aver gi\u00e0 strappato la pagina\u201d pens\u00f2.\u201d A fare tutto questo lavoro di segretariato si impazzisce. Ecco, adesso suonano il campanello, mi tocca anche fare il portiere!\u201d. Si alz\u00f2 di malavoglia e, aprendo la porta, mormor\u00f2: \u201cArrivo, arrivo\u201d. Sulla soglia, una signora dal lungo pastrano nero e gli occhi insolitamente penetranti: \u201cSono Angela Blood\u201d, disse. \u201cNon c\u2019\u00e8 fretta, sa, in ogni caso, arrivo io\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58254\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58254\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maryanne aveva sempre odiato quell\u2019ufficio. Recarsi l\u00ec, ogni santa mattina, era per lei una forzatura inenarrabile: pi\u00f9 volte era stata sul punto di non presentarsi al lavoro, in balia di un malessere che la travolgeva come un mal di mare sul ponte di una nave. Pur odiandolo con tutte le sue forze, non aveva per\u00f2 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_58254\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58254\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":37978,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[350,355],"class_list":["post-58254","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026","tag-luccautori","tag-raccontinellarete"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58254"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/37978"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58254"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58261,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58254\/revisions\/58261"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}