{"id":58252,"date":"2026-01-09T22:22:29","date_gmt":"2026-01-09T21:22:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58252"},"modified":"2026-01-09T22:22:30","modified_gmt":"2026-01-09T21:22:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-la-foto-di-lucia-delli-santi-zarri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58252","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;La foto&#8221; di Lucia Delli Santi Zarri"},"content":{"rendered":"\n<p>Desideria spinse con tutta la forza il pesante cancello arrugginito. Cigol\u00f2, e quel rumore aspro le provoc\u00f2 un brivido lungo la schiena, simile a un graffio nell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Come altre volte percorse il vialetto a testa bassa. L\u2019odore le restava impresso nelle narici per ore. Andava spedita fino a l\u00ec, dove sua madre l\u2019attendeva. L\u2019avrebbe ascoltata, come sempre.<br>Si chin\u00f2 per vederne meglio il volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto sei bella, mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo disse in silenzio, a se stessa. Quante volte le parole le erano morte in gola, si rimprover\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma, i tuoi capelli hanno il colore del sole e i tuoi occhi quello del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Desideria amava sua madre in modo sviscerato. Si sedette per terra, al suo fianco. La lastra di granito rosa era gelida, ma il freddo lei lo sentiva molto pi\u00f9 in profondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ho delle cose da dirti, mamma, e tu mi ascolterai come sempre. Ricordi? Io e te sul divano, io e te davanti allo specchio a truccarci, io e te a fare compere, io e te a discutere di tutto. Inesauribile nutrice d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Infil\u00f2 la mano nella borsa, frug\u00f2 nel disordine sparso e sent\u00ec che era l\u00ec. L\u2019accarezz\u00f2. Aveva portato un regalo. Quello, ne era certa, le avrebbe strappato un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel luogo era l\u2019ideale per chi, come Desideria, sentiva il bisogno di rifugiarsi da un destino assurdo. Era un languido pomeriggio autunnale. Una giovane donna fissava un volto troppo immobile. Un impudente sole tracciava bagliori irregolari su entrambe.<br>Pareva che quello sguardo, vitreo e carezzevole, dicesse le solite cose che dicono le madri. Pi\u00f9 sorrideva, pi\u00f9 la giovane donna piangeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Le lacrime le rigavano il viso, asciugate dal vento che fischiava melodie stonate, sconosciute. Sapevano di solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Desideria si guard\u00f2 attorno: le era parso di sentire dei passi. Il cancello non veniva mai chiuso, e ne ebbe paura. Da quel giorno ogni rumore le procurava angoscia. Vide un vecchio signore riempire una brocca alla fontanella e si quiet\u00f2. Pens\u00f2 a quel rituale compiuto con minuziosa cura, come una carezza, come un bacio che non si pu\u00f2 pi\u00f9 dare.<\/p>\n\n\n\n<p>I vialetti erano una sorta di scacchiera della morte, rischiarata da lumini. Un grande albero di Natale disteso. Cerc\u00f2 l\u2019intesa negli occhi della madre. Lei la guardava, amorevole e paziente, in attesa delle sue parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Era arrivato il momento di mostrarle il regalo. Le parve di cogliere un bagliore in quello sguardo troppo fisso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Mamma, sembra ieri che, immobili sul pianerottolo, confermavi di amarla. Quel \u201cs\u00ec\u201d usc\u00ec dalle tue labbra e cadde su di me, pesante. Te lo chiesi mentre giravi la chiave nella toppa. Alle spalle avevo la scala che scendeva silenziosa; davanti vidi solo un frammento di divano. Il semicerchio disegnato dalla porta si interruppe, appena in tempo per scorgere un lembo di casa. Quella casa che sapeva d\u2019amore e gioia. Ero la regina delle regine e non lo sapevo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le lacrime ripresero a scorrere. Pass\u00f2 un dito tremulo sul volto immutabile della madre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Non lo avresti mai fatto, un tempo: sorridere davanti a me piangente. Piuttosto avresti pianto con me, o fumato sigarette. Mi avresti abbracciata, asciugato le lacrime con il pollice, ricacciandole indietro sulle tempie.<\/p>\n\n\n\n<p>Era piccola allora, ma sua madre aveva ritenuto giusto spiegarle che nell\u2019amare una donna non c\u2019era niente di male. Lo scopr\u00ec cos\u00ec: con un piede fuori e uno dentro. Dentro c\u2019era l\u2019amore, fuori il mondo con le sue insidie.<\/p>\n\n\n\n<p>Desideria si guard\u00f2 ancora attorno. Stavolta era certa di aver sentito dei passi. In lontananza scorse un gruppo di persone che gesticolavano e chiacchieravano. Fu colta da un capogiro. Le parve di udire sirene spiegate: un eco lontano, un ricordo vicino.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un tardo pomeriggio quando Emma la chiam\u00f2. L\u2019amore per quella donna era cresciuto giorno dopo giorno. Emma, con i capelli un po\u2019 troppo corti. Emma, con un cuore grande e tutto femminile. Emma, che voleva essere madre a tutti i costi. Emma, che le aveva rubato un po\u2019 di sua madre.<\/p>\n\n\n\n<p>I sentimenti di Desideria oscillavano come un pendolo: ora necessaria, ora intrusa. Sua madre aveva tentato pi\u00f9 volte di affrontare l\u2019argomento, proponendo gli incontri di quell\u2019associazione di famiglie \u201cArcobaleno\u201d. Tante famiglie in una grande famiglia.<br>Desideria la scherniva:<br>\u2014 Ciao, sono Desideria e ho due mamme.<br>Lo scimmiottava davanti allo sguardo ferito della madre. L\u2019argomento moriva l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando rispose al telefono, la voce di Emma tremava. Parlava senza prendere fiato. Cap\u00ec solo che doveva correre in ospedale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019odore dei cipressi si mescolava a quello della corsia immacolata. Una lacrima cadde sull\u2019immagine sorridente che teneva tra le dita. Il triage era stipato di gente. Alla reception le dissero di andare in terapia intensiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Voglio vedere mia madre. Devo parlarle. Lei mi ascolter\u00e0, come ha sempre fatto.<\/p>\n\n\n\n<p>La stanza d\u2019attesa era avvolta da una luce fioca. Un silenzio soffocante gemeva. Emma era l\u00ec, seduta, un gomitolo di dolore. Il volto tirato, gli occhi gonfi, il corpo ferito. Camminava zoppicando. Desideria si lasci\u00f2 abbracciare. Le braccia le pendevano lungo i fianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un medico usc\u00ec dalla porta. La voce era pacata, severa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Purtroppo ci sono poche speranze che superi la notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora la pioggia le cadeva addosso.<br>Desideria era di nuovo l\u00ec. Davanti a sua madre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Emma mi ha raccontato tutto. So come sono andate le cose. Vi hanno seguite all\u2019uscita del cinema. Prima le parole, poi le mani. Quando ti hanno afferrata e spinta in macchina, Emma si \u00e8 aggrappata alla portiera. Non si \u00e8 staccata. Neanche quando l\u2019auto \u00e8 partita. \u00c8 rimasta a terra, ferita, mentre ti portavano via.<br>Ti hanno ritrovata pi\u00f9 tardi, accanto ai cassonetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano troppi. Bestie accecate dall\u2019odio. Qualcuno guard\u00f2. Qualcuno pens\u00f2 fosse la giusta punizione per due donne cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cimitero si svuot\u00f2. Rimase solo la pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Finalmente sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Desideria pos\u00f2 la foto accanto al volto serafico della madre. Le parve di sentirne l\u2019abbraccio. Una mano leggera le sfior\u00f2 la spalla. Si volt\u00f2: era Emma. Invecchiata di vent\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Si abbracciarono. Un tempo indefinito. Poi guardarono la donna che avevano amato pi\u00f9 di ogni cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre sorrisi.<br>Un\u2019unica anima.<br>L\u2019amore.<br>Lontano.<br>Un ricordo vicino.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58252\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58252\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Desideria spinse con tutta la forza il pesante cancello arrugginito. 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