{"id":5819,"date":"2011-04-15T16:04:16","date_gmt":"2011-04-15T15:04:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5819"},"modified":"2011-04-15T16:05:52","modified_gmt":"2011-04-15T15:05:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-e-par-che-dorma-di-dirce-scarpello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5819","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;E par che dorma&#8221; di Dirce Scarpello"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; Eh mo\u2019 che cacchio c\u2019entra sta\u2019 neve!<\/p>\n<p>Scendo in strada, devo andare in missione attraversando tutta la citt\u00e0 per arrivare al Quartiere per quest\u2019ennesimo appostamento. Sta per fare giorno. Un giorno freddo, livido che si specchia paradossale sul lungomare. Ho appena incrociato le battone della zona del Centro Commerciale che escono tra la neve appena sciolta come lumache dopo la pioggia. Ormai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un orario per quello e non c\u2019\u00e8 neppure sesso o et\u00e0, ne vedi di ogni e ti fai il callo.<\/p>\n<p>Al Quartiere all\u2019alba porte sbattute, motorini che sgommano e voci forti di rabbia. La retata \u00a0si \u00e8 appena conclusa con i soliti pesci piccoli e\u00a0 minimi aggiustamenti nella gerarchia. Col nuovo Prefetto le cose sono un po\u2019 cambiate per\u00f2. Pinuccio Mezzarecchia, detto cos\u00ec perch\u00e9 \u00e8 nato con un orecchio mozzato ma che i pi\u00f9 credono abbia perso in qualche azione sanguinaria, \u00e8 l\u2019obiettivo, l\u2019uomo da stanare. Si pensa che stia proprio l\u00ec, qualche metro sotto i nostri piedi, in una galera volontaria che pu\u00f2 durare una vita intera e lasciare la sua scia di terrore e sangue come se niente fosse, come se noi non fossimo l\u00ec fuori a vigilare. I suoi tre figli sono la sua forza. Maria, la grande, \u00e8 \u00a0femmina ma \u00a0vale pi\u00f9 degli due maschi messi insieme, Nicola e Michele; quest\u2019ultimo \u00e8 sempre un po\u2019 ribelle, risentito. Pinuccio fa\u2019 finta di niente. So\u2019 cose che si sentono dire in giro.<\/p>\n<p>Rimango in strada nella mia vecchia \u2018600 che non da\u2019 nell\u2019occhio come me che sono in borghese e peso quasi cento chili, ho la pancia, l\u2019orecchino e anche una cicatrice d\u2019ordinanza sul mento e posso passare per un magnaccia qualunque. E penso a lei. E fa un freddo del cazzo. E\u2019 che noi non siamo abituati.<\/p>\n<p>\u00a0-P\u00e0.<\/p>\n<p>-Maria.<\/p>\n<p>Maria, un bel metro e ottanta di femmina dalle forme solide ma non troppo abbondanti, gli occhi neri che per\u00f2 brillano come braci e una folta massa di capelli color mogano, fa il suo ingresso \u00a0nel grande locale scantinato di uno dei palazzotti pi\u00f9 vecchi del Quartiere. E\u2019 l\u2019unica che non chiede permesso per entrare.<\/p>\n<p>-Pap\u00e0, <em>amm \u2018a parl\u00e0 coi ***, c\u2019avan aiut\u00e0. Non potimm cchi\u00f9 comann\u00e0 da d\u00f2. Amm \u2018a fa na riunione.<\/em><\/p>\n<p>Pinuccio guarda sua figlia, bella, <em>sanitosa<\/em>, luminosa d\u2019orgoglio per essere la figlia del boss, la preferita anche rispetto ai maschi. Sa per\u00f2, che i tempi sono difficili, l\u2019autorit\u00e0 del boss pu\u00f2 vacillare per il lungo isolamento.<\/p>\n<p><em>-C\u00e8 vu\u00e8 fa?<\/em><\/p>\n<p><em>-Voggh sc\u00ec da Colin \u2018u condrabbandir, c\u00f9 fasc casin coss\u00ec tu pot scapp\u00e0. <\/em><\/p>\n<p>Anche Nicola e\u00a0Michele entrano nel locale.<\/p>\n<p><em>-P\u00e0, ten raggion Mar\u00ec . Sciam a\u2019 Colin appen se pot sc\u00ec-<\/em> dice Nicola.<\/p>\n<p>Una fuga. Il boss per un attimo ricorda la libert\u00e0. Non ricorda tutti i morti ammazzati per\u00f2. N\u00e9 tutte le famiglie terrorizzate dai suoi esattori. N\u00e9 tutte le donne che ha mantenuto puttane a vita. E i fiumi di droga che lo hanno reso ricco e potente. Si guarda l\u2019anello enorme che porta al posto della fede.<\/p>\n<p><em>-Ah, ce sit bravv! Semb \u2018nnzim voi \u00e8 du. Me, sta fatt-<\/em> dice compiaciuto. Si affida completamente a loro. Sono il futuro della Famiglia. Tutti devono sapere che comanda ancora la loro Famiglia. Altrimenti la guerra continuer\u00e0. E continuer\u00e0 pure quella maledetta pressione della Polizia\u00a0 che lo costringe, lui che ha buona parte della citt\u00e0 in mano, a stare chiuso l\u00ec, come un topo di fogna.<\/p>\n<p><em>-E i\u00e8?-<\/em> dice Michele.<\/p>\n<p><em>-No, tu av \u00e0 rest\u00e0 ddo. Av \u00e0 rest\u00e0 qualchedun co\u2019 pap\u00e0<\/em>&#8211; comanda Maria.\u00a0Michele tace con occhio avvelenato. Prendere ordini da una femmina \u00e8 una vergogna. Ma basta che resti in famiglia, che non lo veda nessuno. Lui \u00e8 quello che pi\u00f9 si vanta pubblicamente di essere il figlio di Mezzarecchia ed \u00e8 per questo il pi\u00f9 pericoloso, il pi\u00f9 imprudente.<\/p>\n<p>Aspetteranno che passi la giornata cos\u00ec si calmano un po\u2019 le acque. Maria e Nicola dovranno uscire di notte, sfidando la sorveglianza della Polizia con addosso le istruzioni dettagliate per <em>Colino-<\/em> un fedelissimo di un paese vicino- \u00a0di dove, come e quando fare l\u2019azione diversiva. E poi c\u2019hanno una serie di conteggi. Devono riscuotere.\u00a0<\/p>\n<p>Maria va a riposarsi un po\u2019 nella sua stanza, semplice, per niente femminile. Essere femmina \u00e8 una debolezza nella Famiglia. La mamma \u00e8 morta quando lei aveva quattro anni, dice il padre. Li ha tirati su, circondato dal rispetto che tutti avevano per il boss incontrastato del Quartiere, sfuggito mille volte alla cattura, latitante, di fatto agli arresti domiciliari, in quello stesso quartiere che \u00e8 il suo regno. Chiss\u00e0 perch\u00e9 non si \u00e8 fatto una donna, si comincia a chiedere Maria. Ha l\u2019et\u00e0 per chiederselo e anche quella per pagare qualche bella puttana occasionale per lui. Forse lo fa per lei, perch\u00e9 \u00e8 lei, nonostante tutto, l\u2019unica donna della famiglia e deve restare tale.<\/p>\n<p>Un potere immenso, un sacco di soldi e propriet\u00e0 ma sta in quel buco come un topo in gabbia.<\/p>\n<p>Maria accende la tv per tenersi sveglia, anche se l\u2019adrenalina \u00e8 gi\u00e0 a mille. E\u2019 sempre cos\u00ec\u00a0 quando va in missione. C\u2019\u00e8 una bella donna mora sui quaranta, uno dei soliti talk show. Parla con un accento settentrionale, ma c\u2019\u00e8 un sentore pugliese. E\u2019 stata sposata ad un boss della Sacra Corona con cui ha avuto tre figli; rimasta incinta giovanissima non pensava ad una vita diversa. Poi \u00e8 scappata. Ha fatto una vita normale, al Nord, una nuova identit\u00e0. Non si vergogna di dire che ha fatto i lavori pi\u00f9 umili ma \u00e8 rimasta onesta. \u2018Onest\u00e0\u2019. Puah! Che parola, pensa Maria. \u00a0Ora la donna dice che le mancano i suoi tre figli, avuti ad un anno di distanza l\u2019uno dall\u2019altro lasciati in fasce.<\/p>\n<p>-Ragazzi miei, Maria, Nicola, Michele, pentitevi! C\u2019\u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di fare una vita migliore di quella che state facendo\u2026\u00a0<\/p>\n<p>Maria sente un pugno allo stomaco. Sua madre \u00e8 viva. E non \u00e8 dentro la Famiglia. E\u2019 un\u2019infame allora. Ma non ha tradito per\u00f2. E\u2019 come quelli di fuori per\u00f2. Tutte le sue certezze ad un tratto vacillano.<\/p>\n<p><em>\u201cMar\u00ec, sciamaninn.\u201d<\/em> Nicola, la realt\u00e0. Urgente, crudele.<\/p>\n<p>Maria s\u2019infagotta, nasconde i capelli nel casco e si veste di nero, devono prendere il colore della notte. Prende il casco di Michele, il suo ha una stella rossa, un vezzo femminile. Non deve essere riconosciuta. L\u00ec fuori \u00e8 pieno di poliziotti.<\/p>\n<p>Sono tornato a casa a riposarmi un po\u2019 ma sono rimontato gi\u00e0\u00a0 stanotte. Faccio turni di merda perch\u00e9 sono l\u2019unico a non avere famiglia. Sostituisco il mio compagno ad uno degli ingressi secondari del Quartiere, quello da cui prima o poi qualcuno deve passare. Dentro quel grande rettangolo di case popolari altre regole, altri capi, altri ordini e tutti lo sanno. Meglio l\u2019assedio allo scontro diretto.<\/p>\n<p>Da un po\u2019 di tempo qualcosa mi tormenta. Una fissa, cazzo! Lei, bona, irraggiungibile, vergine, forse, che si spoglia, ignara d\u2019essere osservata. Una dimenticanza, una tenda aperta, alle sue morbide forme un rapido massaggio sotto la doccia, come in un film cult anni \u201970,\u00a0 poi abiti scuri e anonimi. Quella volta l\u2019ho seguita la bella Walchiria, \u00a0in sella al motorino per la spesa al mercato. Fluenti e morbide chiome color mogano, un colore caldo che fa pensare ai solidi tronchi di un bosco esotico, liberate dal casco con la stella rossa, per parlare al fruttivendolo. Strano. La figlia di un boss, anzi <span style=\"text-decoration: underline;\">del <\/span>boss col casco, per non farsi fermare. Strana e insana passione quella di un agente scelto, che sta in incognito in una schifosissima \u2018600.<\/p>\n<p>Sveglia! C\u2019\u00e8 un bolide dalla cilindrata esagerata: in sella due ombre nere con i lombi stretti sul sellino come antichi cavalieri sul loro destriero. Il Quartiere, che di fatto \u00e8 un ghetto dove sono stati esiliati i malavitosi, \u00e8 stato costruito di recente. Traverse, parallele e grandi vialoni fatti apposta per arrivare a duecento all\u2019ora. Vengo caricato da una delle tre volanti che ho allertato e cominciamo l\u2019inseguimento. Il centauro esperto tenta con movimenti concentrici di confonderci e riuscire a scappare via, ma per quanti sforzi faccia trova sempre una delle tre alle calcagna. Decide di ritornare al sicuro, nella cinta di quelle mura del rettangolo di case popolari, ma nell\u2019inseguimento ad un tratto qualcosa va storto, una sgommata, una manovra sbagliata \u2013 il ghiaccio- e quello seduto dietro viene sbalzato sull\u2019asfalto. L\u2019altro indugia qualche istante, guardando il compagno, apparentemente svenuto; fa per tendergli la mano ma noi stiamo arrivando a sirene spiegate e lui tira dritto \u2013 codardo- e si rifugia al riparo. Sparisce. Il centauro, irriconoscibile per il casco, si scuote e vistosi accerchiato tira fuori un\u2019arma. Scendo dall\u2019auto e con i miei mi nascondo dietro la volante.<\/p>\n<p>-Arrenditi, sei circondato!- grido. La figura comincia a correre con il casco che dondola sulla testa. Imbocca una stradina pi\u00f9 stretta che non avevo notato: forse una scorciatoia per raggiungere la zona sicura. Nonostante i miei cento chili corro, cazzo se corro, e la distanza via via si riduce.<\/p>\n<p>-Arrenditi, non hai scampo!<\/p>\n<p>E\u2019ormai spacciato. L\u2019ombra nera si volta, si mette in posizione e mi spara. Mi manca ma io ho gi\u00e0 mirato e colpito. Mi avvicino al corpo che cerca di rubare ancora qualche istante alla vita. Come al solito sono confuso tra paura, dolore e orgoglio per quello che ho fatto. E\u2019 una vita, una vita di merda forse, una vita fuori e contro quelle regole che ho giurato di servire e servir\u00f2 finch\u00e9 campo. Ma \u00e8 una vita. Umana. E per me questo conta, dopo tutto.<\/p>\n<p>Nell\u2019angusta stradina, alla fioca luce di un lampione, tolgo il casco al centauro e una massa fluente di capelli color mogano mi ricopre le cosce su cui ho appena adagiato il corpo agonizzante. L\u00ec le morbide forme che hanno riempito i miei sogni e i lineamenti \u00a0che tante volte ho osservato di nascosto nella sua vita quotidiana. Le apro il giubbotto per farla respirare meglio, sconvolto quasi non noto i rotolini di carta con gli appunti fitti del boss che si stanno tingendo di rosso.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 tu! Perch\u00e9 proprio io?\u201d penso disperato. Maria con un fil di voce mi guarda inconsapevole, e, mentre sente \u00a0la vita che va via da lei dice:<\/p>\n<p><em>-Non sacc ci s\u00ec tu\u2026Tu sai ci so\u2019 ie\u2026 <\/em>oggi ho saputo che <em>teng na\u2019 mamm\u2026<\/em> I miei fratelli\u2026 ditegli dove sta mamma\u2026almeno loro&#8230;<\/p>\n<p>Fa un lieve sorriso mentre passa altrove.\u2018 E par che dorma\u2019.<\/p>\n<p>I miei compagni sono tutti muti intorno a me, come gelati.<\/p>\n<p>Ma no, non immaginano certo il mio dolore di novello Tancredi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5819\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5819\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Eh mo\u2019 che cacchio c\u2019entra sta\u2019 neve! 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