{"id":58184,"date":"2025-12-30T19:04:55","date_gmt":"2025-12-30T18:04:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58184"},"modified":"2025-12-30T19:06:10","modified_gmt":"2025-12-30T18:06:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-figlie-delle-stelle-di-elena-gallone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58184","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Figlie delle Stelle&#8221; di Elena Gallone"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono sere in cui i pensieri accelerano, si accavallano come immagini dapprima sbiadite e poi, all\u2019improvviso, nitide, come se qualcuno avesse regolato la messa a fuoco del tempo. Chiudo gli occhi e mi ritrovo davanti alla porta dei ricordi.La apro. E da quel fondo silenzioso affiora un\u2019immagine che si impone su tutte.Lucia. Teresa. Erano due sorelle.Abitavamo sullo stesso pianerottolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel pianerottolo non era solo un luogo di passaggio: era il confine esatto del mondo che ho chiamato casa. La casa di mia nonna materna. Un luogo sospeso, dove il passato non \u00e8 mai davvero passato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ec ho vissuto parte della mia infanzia e della mia adolescenza, insieme a mio fratello Nino e a mia sorella Annamaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Condividevamo lo spazio con la famiglia Battista.Un pianerottolo, molte vite.<\/p>\n\n\n\n<p>Lucia e Teresa vivevano con la madre, la signora Maria, vedova giovane, e con due fratelli: Onofrio \u2014 per tutti Nofrino \u2014 e Saverio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nofrino era l\u2019uomo di casa. Gestiva il bar di famiglia, unica fonte di sostentamento.A me faceva paura. Magro, carnagione scura, occhi piccoli, baffetti sottili. Sempre accigliato. Quando lo incrociavo sulle scale, se salutava lo faceva con un grugnito.Saverio, invece, era l\u2019opposto. Pi\u00f9 basso, rotondetto, lentiggini e capelli rossicci.Gentile, quasi delicato. Salutava sempre con un sorriso aperto.Lucia era la sorella maggiore.Si occupava della casa. <\/p>\n\n\n\n<p>La mamma aiutava al bar.<\/p>\n\n\n\n<p>Lucia riempiva le stanze di musica. La radio e il giradischi non tacevano mai.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte la sua voce \u2014 potente, imperfetta, viva \u2014 saliva per le scale e invadeva il pianerottolo con un\u2019energia allegra e incontenibile.Era formosa, capelli ricci e rossi, occhi grandi, marroni, accesi.<\/p>\n\n\n\n<p> Una risata fragorosa.Un neo sotto il labbro.Lucia era una radioamatrice. La radio era la sua finestra sul mondo.Ritirata da scuola dopo la morte del padre isolata, aveva perso le poche amicizie.La radio era diventata il suo ponte verso la vita. Parlava con i camionisti, i militari. Qualcuno lo incontrava di nascosto e con uno si fidanz\u00f2.Ma quando lui, finita la leva, torn\u00f2 al suo paese, senza presentarsi alla famiglia,Lucia fu travolta dal disonore. Da allora le uscite le furono negate.Solo accompagnata. Solo sorvegliata.<\/p>\n\n\n\n<p>La signora Maria vestiva sempre di nero. Sempre uno scialle nero sulle spalle.Al collo un pendente portafoto: l\u2019immagine del marito morto giovane. Aveva occhi azzurri e bellissimi, abitati da una tristezza senza tempo.Teresa era la pi\u00f9 piccola. Mia coetanea. Andavamo a scuola insieme.Aveva difficolt\u00e0 di apprendimento. Il pomeriggio mi recavo da lei per aiutarla.Amava i gatti. Soprattutto Jimmy. Il suo percorso scolastico termin\u00f2 in quarta elementare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo un\u2019estate. Io, mia sorella Annamaria e Teresa. Le bambole di stoffa cucite da nonna. Non erano vere, ma per noi erano Barbie. Con loro inventavamo mondi, viaggi, feste incantate.E sopra tutto questo, la voce di Lucia che cantava:Noi siamo figli delle stelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pomeriggio cantammo tutte insieme. Ballammo. Ridemmo tanto.Scoprimmo di essere una band. cos\u00ec, decidemmo di chiamarci: Le Figlie delle Stelle.Preparammo uno spettacolo. Volevamo invitare tutto lo stabile. Fantasticammo sugli abiti da indossare. Provammo passi improbabili. Sempre divertendoci e ridendo moltissimo.Finch\u00e9 un pomeriggio le nostre voci scatenarono l\u2019ira della signora Morgese,e dal piano di sopra  ci raggiunse un urlo che ci gel\u00f2 il sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu decretata la fine dei giochi e, di conseguenza, lo scioglimento della band.<\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia Morgese era composta dalla madre e due figli.Una donna corpulenta, sempre vestita di blu, ingioiellata, profumata.Camminava lentamente, appoggiandosi alla ringhiera, che sembrava lamentarsi sotto il suo peso. I figli la scortavano in silenzio, come in un balletto trattenuto.Marcolino, il maggiore, minuto, inquieto, trascurato, noi lo chiamavamo \u201cil Gigante\u201d.Filippo, il minore, era l\u2019opposto. Alto, elegante, gentile. Sempre con un libro in mano.Un giorno chiese ad Annamaria se poteva portarle i libri. Le parl\u00f2 di poesia.Lei scoppi\u00f2 a ridere e scapp\u00f2 via. Per noi divenne \u201cil Poeta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo lo scioglimento della band, mia nonna e la signora Maria decisero che Lucia poteva portarci al parchetto. Eravamo di nuovo libere. Riprendemmo a cantare per strada: figlie delle stelle.Poi arrivarono i ragazzi. Gli sguardi. Le risate.I segreti.Finch\u00e9 uno di loro si present\u00f2 davanti alla scuola. Una maestra avvis\u00f2 tempestivamente mia nonna.Confessammo. Punizione immediata. A Lucia tolsero la radio.A Teresa rimase solo il gatto. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni passarono.<\/p>\n\n\n\n<p> Le nostre vite si separarono. Un giorno venni a sapere che Lucia si sarebbe sposata. Con Filippo. Il Poeta.Era felice. Ma malata.Tumore alle ovaie.Chemioterapia. Fu ripudiata dalla suocera.Filippo le rest\u00f2 accanto. Ricominci\u00f2 da zero. Raccolse cartoni. Costru\u00ec una vita.Teresa, invece, se ne and\u00f2 all\u2019improvviso. Una pancreatite fulminante.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi venne in sogno. Mi chiese di dire a sua madre di smettere di piangere.Di lasciarla andare.<\/p>\n\n\n\n<p> Mi recai dalla signora Maria.Ci abbracciammo.. forte.   Non la rividi pi\u00f9.   Ora non riesco pi\u00f9 a passare sotto casa di nonna. <\/p>\n\n\n\n<p>Risalgo quelle scale solo con la mente. Il pianerottolo.Il nostro palco sul mondo. Non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivono altre famiglie. Ma i loro nomi restano legati a me da fili invisibili della memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Lucia.<\/p>\n\n\n\n<p>Teresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Annamaria.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58184\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58184\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono sere in cui i pensieri accelerano, si accavallano come immagini dapprima sbiadite e poi, all\u2019improvviso, nitide, come se qualcuno avesse regolato la messa a fuoco del tempo. 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