{"id":58150,"date":"2025-12-29T20:22:03","date_gmt":"2025-12-29T19:22:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58150"},"modified":"2025-12-29T20:22:05","modified_gmt":"2025-12-29T19:22:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-la-mangiaricordi-di-nicola-serafini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58150","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;La Mangiaricordi&#8221; di Nicola Serafini"},"content":{"rendered":"\n<p>Una scalinata lunga, lunghissima, senza fine e ammantata di tenebra, si stendeva dinnanzi a Lei. Passo dopo passo, gradino dopo gradino Ella percorreva la via. Non vi era fretta nei suoi passi, non vi erano incertezze, solo l\u2019inerzia del movimento, l\u2019inesorabilit\u00e0 del fato.<br>La macilenta figura allungava le lunghe mani, simili ad artigli, per toccare delle pallide sfere galleggianti a mezz\u2019aria, bianche, che ricordavano il colore della polvere d\u2019osso. Le sfere emettevano un &#8211; pop &#8211; caratteristico quando venivano a contatto con le affilate dita color carbone, ma non scoppiavano subito, o meglio, non scoppiavano affatto. Era come se venissero risucchiate all\u2019interno di quei viticci e poi svanissero &#8211; pop &#8211; con quest\u2019ultima nota, un breve accenno di protesta per il rapido trapasso. Indolore, io spero, ma questo non so dirlo con certezza.<br>In pi\u00f9 punti lungo la scalinata alcune sfere si raggruppavano, quasi fossero un gregge belante e spaurito. Credo lo facessero per autodifesa, o per sentirsi meno sole, d\u2019istinto allertate come presagissero il corso degli eventi. Anche perch\u00e9 una vera e propria resistenza non potevano certo opporla &#8211; erano delle sfere perdio! &#8211; si limitavano a stringersi come una nidiata di pulcini o a fare qualche passetto di qua o di l\u00e0. Ma Ella avanzava, come avanzano i soldati, dura come il ferro e tenace come il freddo, come se non avesse fatto altro per tutta la vita. E credo di non essere distante dalla verit\u00e0 se dico che per tutta la sua esistenza Ella non ha fatto altro che camminare, salendo la scala infinita, predando quei luminosi frutti. Non so nemmeno se avvertisse lo scorrere del tempo, poteva essere l\u00ec da giorni, come da mesi, anni, millenni. L\u2019unica luce che le era nota era quella prodotta dalle sfere, debole e palpitante, tenue barlume che testimoniava la loro fragilit\u00e0 al suo cospetto; la sua predilezione era, per\u00f2, per quelle che emanavano la luce pi\u00f9 viva e splendente. Non so nemmeno se avesse bisogno di vedere, lei era guidata dal bagliore delle sfere, il ritmo era scandito dai suoi passi, uno dietro l\u2019altro. Un essere soprannaturale, o meglio, una calamit\u00e0? Intesa come divinit\u00e0? Forse la morte? A questo non so rispondere con precisione. Fatto sta che Lei non faceva altro che questo, camminare e mangiare, e lo faceva come fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo. Non c\u2019erano incertezze nel suo incedere, non c\u2019erano errori di sorta. Era come una lunga e spietata gara di resistenza. Forse, prima o poi, le sfere avrebbero smesso di apparire, forse Lei sarebbe caduta, troncata da non si sa quale forza, o potere, o preghiera, con la stessa naturalezza con cui adesso scalava i gradini. Avrebbe Lei motivo di esistere senza le sfere? Forse esse spuntano proprio per placare la sua fame, un po\u2019 come in un dualismo cosmologico, un ecosistema simbiotico, non positivo o negativo nel senso stretto del termine, semplicemente ideato, strutturato, costruito cos\u00ec. Non pu\u00f2 esistere la luce senza l\u2019ombra. Forse Lei stessa aveva partorito questo pascolo, per potersi nutrire senza essere disturbata, senza dividerlo con nessuno. E chi mai poteva penetrare in quello spazio? Non so nemmeno se fosse fisicamente sul nostro stesso piano dell\u2019esistenza o fosse qualcosa aldil\u00e0; sicuramente impossibile da raggiungere per noi persone mortali, fatte di materia, se non in possesso di qualche speciale tecnologia curvaspazio o istruiti in qualche rituale sciamanico proibito, di quelli dove il tramite beve qualche porcheria d\u2019intruglio dopo essersi cosparso il capo di interiora d\u2019animale, una cosa del genere; ma ritrovati tecnologici di questo tipo so per certo che non furono inventati finch\u00e9 io ero tra i vivi e rituali di siffatta risma sono per lo pi\u00f9 storie per spaventare i mocciosi disobbedienti.<br>Avanzava e avanzava su questa scalinata, sospesa nel vuoto, lenta ma inesorabile nel suo agire, come il frangersi delle onde sulla terraferma.<br>Devo per\u00f2 correggermi, non tutto attorno alla via \u00e8 oscurit\u00e0. Una nube nascondeva ci\u00f2 che si trovava fuori dalla portata delle sue lunghe dita, un volitare di polvere e particelle, come l\u2019interno di una nube temporalesca percorsa da sottili e scintillanti saette color azzurro. Potrebbe ricordare anche l\u2019input elettrico del nostro cervello, lo scambio sinaptico, un\u2019interminabile e rapidissima rete che qui sembra avere pi\u00f9 una funzione di schermo o barriera piuttosto che di collegamento. Una scalinata isolata e irraggiungibile, come un desco di re difeso da un castello cinto di mura e bastioni, come una perla celata in uno scrigno nel profondo blu.<br>Un poco a destra e un poco a sinistra, la raccolta delle sfere sembrava avere una certa logica, non decimava completamente il gregge ma si lasciava sempre dietro qualche lume, come delle briciole di luce, forse per pigrizia o forse perch\u00e9 il frutto non era abbastanza maturo per essere colto. Credo star\u00f2 sulla seconda ipotesi, mi sembra la pi\u00f9 coerente. Ella non pu\u00f2 essere pigra, o distratta, Ella fa ci\u00f2 che deve fare e basta, come deve farlo \u00e8 affar suo. Lei sa e fa, e questo ci deve bastare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>L\u2019Osservatore, da tempo immemore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ecco che si avvicina, un piede dietro l\u2019altro, un gradino dopo l\u2019altro. Le mani, tese sopra la testa avvolta in lembi di stoffa, toccano incessantemente le mie compagne, un po\u2019 a destra un po\u2019 a sinistra. Cerchiamo di stare vicino ma questo sembra attirarla ancora di pi\u00f9 verso di noi. Non possiamo allontanarci, ci sono i vortici tutt\u2019attorno, non abbiamo modo di fuggire. L\u2019unica speranza \u00e8 di non essere scelte. Io non sono stata scelta, ancora. Non so quante volte il terrore mi ha stretto vedendola arrivare verso di me e il sospiro di sollievo &#8211; macch\u00e9! &#8211; la pura gioia, nel vedermi scavalcata ancora una volta. Il sentimento di perdita raffredda il mio nucleo, Avoria, Bianca, le mie care compagne con cui ho condiviso uno o pi\u00f9 cicli hanno proseguito. Sono gi\u00e0 andate avanti.<br>Il mondo piomba nell\u2019oscurit\u00e0 finch\u00e9 nuove sfere non germogliano di nuovo attorno a me. Appena nate in questo piano dell\u2019esistenza le nostre memorie sono appannate, sfumate, rade, conserviamo poco di chi eravamo prima. Intuiamo solo di aver gi\u00e0 vissuto.<br>&#8211; Puff, puff, puff \u2013 le tonde forme scoppiettano allegre come tiepide braci. C\u2019\u00e8 gaiezza nei miei occhi mentre le nuove arrivate sono spaurite, non capiscono bene dove sono e cosa sta succedendo. Io da brava chioccia cerco di rassicurarle, di tenerle su di morale. Molte accettano subito la nuova condizione senza fare troppe domande, sono pronte ancora prima di recuperare il proprio passato: questo le fa brillare, le rende mature, le rende appetitose. Io non brillo tantissimo sapete, forse \u00e8 questo il segreto della mia lunga vita, se di vita si pu\u00f2 parlare. Io non vengo scelta e questo \u00e8 quanto, io non voglio essere scelta, non ancora, sento che Loro non sono pronti.<br>Ricordo che appena arrivai su questo piano c\u2019era una sfera tanto simpatica, vecchia tra le vecchie, ma anche lei fin\u00ec per brillare. Un bel giorno sospir\u00f2 profondamente, una pace che non le vedevo da tempo le illumin\u00f2 le curve, e cominci\u00f2 a risplendere. Forse aveva visto troppi cicli, forse era solo stanca, forse era stanca e triste. Il terrore di essere scelte ci logora e ci impaurisce, ma col passare del tempo mi rendo conto che \u00e8 l\u2019accettazione della nostra scomparsa che permette a noi di proseguire il viaggio e a quelli che abbiamo preceduto in questa dimensione di andare avanti con il loro. Noi siamo memorie, uomini e donne che hanno gi\u00e0 vissuto la vita terrena. Dovrei essere contenta di essere scelta ma la verit\u00e0 \u00e8 che ho paura, avevo paura prima, ho paura anche adesso.<br>Il mio sguardo spazia tutt\u2019attorno, il mondo \u00e8 vivo e vibrante, siamo molte e c\u2019\u00e8 molta pi\u00f9 luce, danziamo e scivoliamo come foglie al vento, godendo della presenza l\u2019una delle altre. Sento che dovrei rivelare loro la verit\u00e0 ma non me la sento. Come pu\u00f2 essere credibile ai loro occhi ci\u00f2 che io ricordo? Mi sento egoista.<br>Adesso siamo pronte, come alberi da frutto siamo pronte per essere colte, siamo tante e i gradini da qui fino a dove posso vedere, sotto e sopra di me, sono carichi di sfere bianche.<br>Un senso di inquietudine mi avviluppa.<br>Eccola, eccola che arriva! Sotto di me vedo avanzare la sua figura macilenta, circondata di tenebra, che la segue &#8211; anzi no! &#8211; \u00e8 Lei che spegne le mie amiche e compagne spandendo il buio tutt\u2019attorno. Vicina, sempre pi\u00f9 vicina. Il terrore mi prende. Le sue dita affilate mi puntano, mi sfiorano per un attimo, sembrano saggiarmi, poi sceglie la sfera appena alla mia destra. Sono felice, so che non dovrei ma sono felice. Piango. Dovr\u00f2 sopportare ancora, ma va bene cos\u00ec. Mi guardo attorno: un panorama sterile, silenzioso e senza stelle replica in risposta. Sono di nuovo sola. Intravedo qualche tenue barlume in lontananza ma niente di pi\u00f9, mi piacerebbe spingermi fin l\u00e0 ma so che \u00e8 impossibile. Rinuncio e aspetto la nuova alba.<br>Noi siamo memorie, noi siamo ricordi di persone che hanno gi\u00e0 vissuto e sono trapassate. In questo piano dell\u2019esistenza aspettiamo di essere scelte, ma non possiamo farlo finch\u00e9 chi ci ricorda non accetta il dolore e il vuoto della nostra perdita. Solo allora potremo spingerci aldil\u00e0 e sorgere di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Lattea, 12\u00b0 ciclo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58150\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58150\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una scalinata lunga, lunghissima, senza fine e ammantata di tenebra, si stendeva dinnanzi a Lei. Passo dopo passo, gradino dopo gradino Ella percorreva la via. Non vi era fretta nei suoi passi, non vi erano incertezze, solo l\u2019inerzia del movimento, l\u2019inesorabilit\u00e0 del fato.La macilenta figura allungava le lunghe mani, simili ad artigli, per toccare delle [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_58150\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58150\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22059,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[355],"class_list":["post-58150","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026","tag-raccontinellarete"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58150"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22059"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58150"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58150\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58162,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58150\/revisions\/58162"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}