{"id":58147,"date":"2025-12-29T20:19:55","date_gmt":"2025-12-29T19:19:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58147"},"modified":"2025-12-29T20:19:56","modified_gmt":"2025-12-29T19:19:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-le-ombre-dei-varjoja-di-linda-capancioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58147","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Le Ombre dei Varjoja&#8221; di Linda Capancioni"},"content":{"rendered":"\n<p>La mattina della dipartita mi sveglio prima ancora che la luce dell\u2019aurora cominci a muoversi nel cielo. \u00c8 un chiarore tiepido, che filtra attraverso le assi della casa come un respiro trattenuto. Non ho dormito quasi per niente e, mentre preparo stancamente la sacca, sento crescere in me un bisogno silenzioso e ostinato: devo vedere il lago ancora una volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Esco dalla porta e mi ritrovo immerso in un\u2019aria che ha il sapore della leggerezza, quell\u2019odore da inverno profondo che qui \u00e8 l\u2019unica cosa davvero costante. Il villaggio \u00e8 ancora addormentato, le case dei Varjoja sembrano piegate verso il basso, come animali che riposano. Accendo la torcia da testa e, dopo un lungo respiro, mi incammino lungo il sentiero che conduce al lago, sentendo sotto gli scarponi la neve compatta.\u00a0Ogni mio passo risuona come una nota stonata nell\u2019immenso silenzio del Nord.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lago di Lunnea appare all\u2019improvviso, come sempre: una distesa ghiacciata che ingloba il mondo e lo restituisce in forma muta. Ma oggi \u00e8 diverso: la neve caduta durante la notte ne ricopre la superficie con una perfezione bianca, immacolata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho avuto il cuore di farlo prima, accendendo le luci della mia stanza, ma adesso, con la luce dell\u2019aurora sovrastante, il momento \u00e8 diventato inevitabile. Mi giro e so gi\u00e0 che cosa cerco, eppure non sono pronto a vederlo: eccola, la mia ombra.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ho accettato l\u2019incarico di studiare i Varjoja, ero consapevole che non si trattasse di un viaggio qualunque. Per anni avevo sfogliato resoconti confusi, diari corrosi dal gelo e testimonianze tanto brevi quanto disperate, accomunate tutte da un\u2019unica ossessione: un villaggio nascosto nel nord estremo della Lapponia, in quella regione dove il cielo sembra scendere cos\u00ec vicino da opprimere la terra e la luce dell\u2019aurora non \u00e8 un fenomeno ma una presenza costante, un respiro che avvolge ogni cosa. Era l\u00ec che vivevano i Varjoja.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo quei racconti, un\u2019anomalia energetica dell\u2019aurora aveva donato al villaggio di Lunnea una caratteristica unica: qualunque abitante proiettava un\u2019ombra straordinaria in vetro colorato. Non un gioco di luce, non una leggenda poetica, ma una realt\u00e0 che gli esploratori pi\u00f9 coraggiosi dicevano di aver visto con i propri occhi. Le ombre dei Varjoja erano lastre leggere e vibranti, attraversate da riflessi rosa, azzurri, gialli, verdi, colori che parevano cambiare impercettibilmente con il respiro o l\u2019umore. Ogni sfumatura, cos\u00ec si sosteneva, rivelava un tratto della loro essenza, della loro storia interiore, come se l\u2019aurora avesse trovato un modo per scolpire ci\u00f2 che siamo nella materia pi\u00f9 fragile e luminosa insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure nessuno aveva mai realmente studiato quel popolo. I pochi stranieri che avevano tentato di avvicinarsi a Lunnea non erano rimasti abbastanza a lungo da comprenderlo: quasi tutti si erano ritirati atterriti nel giro di poche ore. Non appena varcavano la soglia invisibile che separava il mondo degli uomini da quello dei Varjoja, la loro ombra cominciava a irrigidirsi, trasformandosi anch\u2019essa in vetro, ma un vetro diverso dall\u2019elegante e colorato cristallo dei Varjoja. L\u2019ombra dei forestieri, si diceva, diventava una lastra di vetro trasparente, fragile e muta,\u00a0su cui\u00a0poco dopo comparivano le prime crepe<s>\u00a0<\/s>e poi arrivava lo schianto: pezzo per pezzo, l\u2019ombra si rompeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti non sono mai tornati, alcuni sono tornati pazzi e coloro che erano tornati giuravano che insieme all\u2019ombra si era dissolta parte della loro anima. Era questa paura a far s\u00ec che nessuno restasse abbastanza a lungo da capire cosa significasse davvero quella trasformazione, e nessuno, dei Varjoja, sapeva dare spiegazioni. Anche se avessero potuto parlarne, non sarebbero mai stati capiti, dal momento che la loro lingua era pressoch\u00e9 sconosciuta; soltanto poche parole, raccolte in condizioni frammentarie, erano riuscite a filtrare fino alla civilt\u00e0. Cos\u00ec i Varjoja erano rimasti una comunit\u00e0 quasi leggendaria, temuta e fraintesa, ribattezzata nei libri come \u201ci cancellatori di anime\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Resto a guardare la mia ombra per un minuto, il massimo che il mio sguardo riesce a sostenere, perch\u00e9 ogni secondo in pi\u00f9 significa diventare sempre pi\u00f9 consapevole che il fatidico momento sta arrivando: l\u2019ombra \u00e8 ormai quasi del tutto frantumata e, quando il sole sorger\u00e0 sull\u2019orizzonte, le dar\u00e0 il colpo di grazia, spezzando con lei anche la mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Distolgo lo sguardo angosciato per riempire le mie ultime ore della bellezza di questo posto maledetto, ammirando la pulsazione ora verde, ora viola, dell\u2019aurora sopra di me, che sembra voler avvicinarsi e poi allontanarsi in una danza sinuosa e potente. La luce fioca delle sue radiazioni\u00a0si riflette\u00a0sul candido deserto di fronte a me.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta, per\u00f2, rispetto a qualche minuto\u00a0prima, c\u2019\u00e8 una forma al centro della distesa ghiacciata che distinguo a fatica. Mi avvicino camminando sul lago ghiacciato che scricchiola irregolarmente sotto i miei passi impacciati, e penso che questo, fino a qualche ora fa, mi avrebbe fatto paura. Man mano che mi avvicino, la forma prende sostanza: \u00e8 un vecchio Varjoja che pesca nel ghiaccio, nel buio completo del lago.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Moimoi<\/em>&nbsp;\u2014 mi avvicino salutando, il saluto \u00e8 una delle poche parole dei Varjoja a noi pervenute insieme a \u201cs\u00ec\u201d, \u201cno\u201d, \u201ccalore\u201d, \u201caurora\u201d, \u201cpercorso\u201d, \u201cmorte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Moimoi<\/em>\u00a0\u2014 risponde lui, girandosi sorpreso di vedermi l\u00ec e\u00a0visibilmente\u00a0scocciato di essere disturbato in questo momento intimo tra lui, i pesci e l\u2019aurora. Poi inclina la testa e mi guarda oltre, osservando la debole e crepata ombra che rifletto ai raggi dell\u2019aurora, sapendo ci\u00f2 che di l\u00ec a breve avverr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Kuolema matkalla<\/em>\u00a0\u2014 morte e percorso \u2014\u00a0mi dice alzando il mento verso il relitto di vetro che mi trascino dietro. Qualunque avventuriero in queste terre conosce le due parole dette dal vecchio: sono le parole che si sentono dire da chiunque nel villaggio non appena la loro ombra inizia a incrinarsi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Eh s\u00ec,\u00a0<em>kuolema matkalla<\/em>, ho capito, sto per morire. Me lo sta dicendo chiunque, grazie per il suggerimento, eh. \u2014 il vecchio non capisce la mia lingua, ma percepisce la mia irritabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014\u00a0<em>Kuolema matkalla!<\/em>\u00a0\u2014 ripete pi\u00f9 forte, pi\u00f9 convinto,\u00a0come se pensasse che non avessi capito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ho capito cosa stai dicendo, io \u2014 faccio indicando il mio petto \u2014\u00a0<em>kuolema kuolema joo<\/em>\u00a0\u2014 morire, morire, s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio mi guarda attraverso gli occhi vitrei e scuote la testa, riconcentrandosi sulla sua pesca mattutina. E io, inutile dirlo, sono ancora pi\u00f9 frustrato dall\u2019idea di dover passare le mie ultime ore in una landa desolata, al freddo e in compagnia di un vecchio sconosciuto. Non \u00e8 tanto la paura di morire, quanto quella di avere cos\u00ec tante cose non dette e nessuno che possa ascoltarle ed essere testimone della mia storia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 So che non capisci niente di ci\u00f2 che dico, ma fa lo stesso.\u00a0Ho bisogno di dirle, queste cose, per darmi pace prima di disintegrarmi.\u00a0\u2014 E cos\u00ec ho iniziato a raccontargli la mia storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono nato con il nome Enea, un nome che si d\u00e0 a chi il destino prefigge una vita devota all\u2019esplorazione. Da bambino passavo le domeniche immerso nei libroni sul planisfero di mio nonno. Lui non era un esploratore: aveva comprato quelle enciclopedie perch\u00e9 intrappolato da una truffa da telemarketing e li usava per pura decorazione, ma per me quei libri erano sacri. Aprivo una pagina ed ecco comparire l\u2019Europa, l\u2019Asia, l\u2019Africa, e con le mie dita\u00a0sfioravo\u00a0la carta tracciando percorsi nella mia mente, i percorsi che sognavo di fare una volta abbastanza grande e forte da scoprire il mondo. Sapevo gi\u00e0, anche da piccolo, che ogni uomo ha le sue diversit\u00e0, ma l\u00ec, sulla carta, sembravamo tutti uguali, tutti amabili e interessanti, tutti da conoscere e rispettare. Ho deciso quindi di diventare antropologo per scoprire e raccontare quella bellezza che gi\u00e0 da bambino percepivo negli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era una pagina in particolare sui Varjoja \u2014 il vecchio si scuote un attimo buttandomi un\u2019occhiata, sentendo l\u2019unica parola a lui comprensibile del mio discorso \u2014 e ho sentito un richiamo indecifrabile dentro di me, qualcosa che mi chiamava a s\u00e9. Nei miei studi da antropologo era l\u2019ambizione, certo, che mi guidava, ma era soprattutto la sete di conoscenza pura, quella che ti tiene sveglio la notte mentre sogni di scoprire ci\u00f2 che nessuno ha mai visto. Volevo capire con i miei occhi cosa accadesse davvero a chi attraversasse la terra dei Varjoja e, soprattutto, cosa significasse vivere immersi in una luce che sembra capace di leggere l\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Anni dopo, quando raggiunsi l\u2019ingresso del territorio dei Varjoja oltrepassando il lago e i pini deformati dai venti antichi che lo circondano, fu allora che vidi avverarsi la trasformazione di cui avevo letto cos\u00ec a lungo. Fu sufficiente un attimo a farmi trattenere il respiro e una nuova consapevolezza mi \u00e8 balenata alla mente \u2014 allora \u00e8 vero ci\u00f2 che dicono.<\/p>\n\n\n\n<p>Compresi che l\u2019inizio del mio studio coincideva con l\u2019inizio della mia dissoluzione, ma rimasi&nbsp;perch\u00e9 volevo capire e vedere, contro ogni prudenza, cosa avrebbe fatto l\u2019aurora di me.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui, davanti al vecchio che non capisce niente delle mie parole, queste cominciano a uscire da sole, come acqua che premeva da anni dietro una diga e ora trova finalmente la fessura attraverso cui scorrere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Capisco solo ora \u2014 continuo \u2014 che ho passato tutta la vita a cercare qualcosa, qualcuno, o forse me stesso. Credevo che diventare un antropologo fosse un modo per incontrare il mondo, ma ora mi rendo conto che non era il mondo che stavo cercando. Era un posto dove poter smettere di fingere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio solleva lo sguardo per un istante. Non interpreta e non interrompe e io, forse per la prima volta, parlo davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ho vissuto inseguendo una versione di me che ho idealizzato. Tutta la mia vita era una corsa: dovevo pubblicare di pi\u00f9, sapere di pi\u00f9, spingermi pi\u00f9 lontano. Ogni traguardo mi sembrava troppo piccolo e ogni riconoscimento, insufficiente. Mi svegliavo al mattino con la sensazione di non essere mai abbastanza brillante, bravo, degno. E pi\u00f9 cercavo di dimostrare qualcosa al mondo, pi\u00f9 mi sentivo vuoto dentro. \u2014 Guardo la mia ombra, tremante e sull\u2019orlo della rottura come una creatura impaurita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Capisci, vero? \u2014 gli chiedo mentre lascia cadere lentamente un\u2019altra lenza nel foro nel ghiaccio e osserva di sottecchi la mia ombra serrando le labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendo un lungo respiro e l\u2019aria pungente brucia le mie narici, ma il dolore \u00e8 una benedizione: significa che sono ancora vivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Sono venuto qui con l\u2019ambizione di essere \u201cil primo\u201d a studiarvi perch\u00e9 ho creduto che diventare qualcuno significasse costruire qualcosa da mostrare al mondo. Titoli, ricerche, luoghi raggiunti. Ma ora\u2026 ora capisco che non si cresce aggiungendo, ma togliendo le maschere che abbiamo creato per soddisfare le aspettative degli altri, tradendo ci\u00f2 che siamo davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio annuisce appena, un gesto quasi impercettibile. Forse non ha capito una sola parola.<br>O forse ha capito tutto, nel modo silenzioso dei Varjoja.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 E allora s\u00ec \u2014 mormoro \u2014&nbsp;<em>kuolema matkalla<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sto morendo ma posso andarmene sollevato sapendo che, almeno nell\u2019ultima ora della mia vita, sono stato vero con me stesso. Vorrei solamente avere un altro giorno per vivere e smettere di lasciare che siano gli altri a dirmi chi devo essere, senza dover esser perfetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Alzo gli occhi all\u2019orizzonte dove un bagliore blu pallido ha iniziato ad insinuarsi faticosamente attraverso l\u2019oscurit\u00e0 per suggerire che l\u2019alba \u00e8 qui, adesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Serro gli occhi non appena sento un fragore improvviso dietro di me, ecco che la mia ombra si sta crepando in mille pezzi, finalmente e per sempre, come un fiore che si apre.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono pronto a crepare e accasciarmi a terra. Ma non succede nulla. Apro un occhio e vedo che un riflesso oro pallido emerge dalle crepe profonde. Scuoto la testa, incredulo, le parole non mi escono dalla bocca e guardo il vecchio con occhi spauriti e interrogativi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lui inspira profondamente e fa ci\u00f2 che nessun Varjoja fa mai con un forestiero: mi parla nella sua lingua, non con una parola, ma con una frase intera, lenta, misurata, mentre con il braccio indica l\u2019orizzonte e sposta pian piano la mano verso l\u2019alto emulando il percorso di nascita del sole dal buio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ad\u2014&nbsp;<em>Varjo ei rikkoudu kuolemaan, vaan synty\u00e4kseen uudelleen.<\/em><em><br><\/em>Anche senza conoscere le parole, il significato mi appare magicamente chiaro: l\u2019ombra non si spezza per morire, ma per rinascere.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimango immobile e inebetito, il pescatore torna al suo amo come se non avesse detto nulla di speciale. L\u2019ombra dei Varjoja \u00e8 sempre stata colorata perch\u00e9&nbsp;<em>vivono fedeli a ci\u00f2 che sono<\/em><em>,<\/em>&nbsp;in armonia con l\u2019aurora, senza nascondersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio non mi guarda quando aggiunge, con voce ruvida:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014&nbsp;<em>Matkalla\u2026 ei kuolema.<br><\/em>Sulla strada\u2026 non la morte.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora, finalmente, capisco che non sono arrivato qui per dissolvermi, ma per vedermi per la prima volta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58147\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58147\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mattina della dipartita mi sveglio prima ancora che la luce dell\u2019aurora cominci a muoversi nel cielo. \u00c8 un chiarore tiepido, che filtra attraverso le assi della casa come un respiro trattenuto. 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