{"id":58073,"date":"2025-12-03T19:41:20","date_gmt":"2025-12-03T18:41:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58073"},"modified":"2025-12-03T19:41:21","modified_gmt":"2025-12-03T18:41:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-lo-sguardo-di-antonio-fiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58073","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Lo sguardo&#8221; di Antonio Fiore"},"content":{"rendered":"\n<p>La musica, una marcia solenne, inizi\u00f2 a suonare all\u2019improvviso.\u00a0<br>Tutti fecero silenzio.<br>Le luci si abbassarono, tranne quelle che illuminavano la scena principale.<br>Simili a fauci di bestie infernali, ai lati opposti dell\u2019anfiteatro si spalancarono due enormi tendoni rossi, che mascheravano le vie d\u2019accesso al palcoscenico della finale.<br>Da entrambi i varchi, alcune persone in fila indiana fecero il loro ingresso nella sala e si vennero incontro lentamente, lungo una passerella di moquette rossa che costeggiava la pedana sopraelevata.<br>Davanti a tutti procedevano due ragazze in maglia variopinta che trasportavano le armi, seguite da quelle con in mano le maschere.<br>Distanziati di qualche metro venivano loro, i due schermitori vestiti di bianco, inquadrati dai fasci luminosi dei proiettori.<br>I due gruppi si incontrarono al centro della sala, dove li aspettava il presidente di giuria, vestito con una sgargiante giacca di colore amaranto.<br>Un colpo di gong interruppe la magia della colonna sonora e, all\u2019improvviso, nell\u2019immenso luogo di gara si instaur\u00f2 un silenzio pieno di tensione, dovuto all\u2019attesa spasmodica di ci\u00f2 che stava per avere luogo.<br>Gli spettatori, infatti, sapevano bene che mai nel passato, in tutta la storia dei Giochi, un assalto di fioretto valido per l\u2019oro olimpico aveva rappresentato un evento cos\u00ec speciale e unico, trattandosi dello scontro tra due fuoriclasse assoluti.<br>Lo speaker inizi\u00f2 la presentazione dei contendenti.<br>Alessandro era alto, slanciato, con un viso dai lineamenti regolari e una chioma bionda che lo faceva somigliare a un Dio greco.<br>Mentre la voce elencava le sue vittorie precedenti, sorrideva con un\u2019espressione rilassata e soddisfatta, come se trovarsi su quel palcoscenico fosse per lui qualcosa di naturale, di scontato.<br>Chi lo conosceva bene, poi, sapeva quanto amasse sentirsi ammirato.<br>Marco, invece, di sicuro non suscitava le stesse reazioni nel pubblico, ma sembrava ben poco interessato ad apparire piacevole.<br>Era piuttosto basso di statura, non aveva un aspetto particolarmente gradevole e ostentava un\u2019espressione torva. Ben pochi, insomma, avrebbero potuto immaginare che si trattasse di un atleta cos\u00ec dotato e vincente.<br>L\u2019unico elemento speciale in lui erano gli occhi, che sotto le luci dei riflettori apparivano come due fessure strettissime: due segnacci neri che sembravano tracciati da un disegnatore poco preciso, con un pennarello a punta grossa.<br>Da quegli occhi fuori dal comune, non traspariva alcuna emozione<br>Qualcuno li aveva paragonati a due buchi neri da cui si veniva attratti inesorabilmente, fino al punto di perdersi in loro. Per questa ragione, gli avversari di Marco evitavano di incrociare con lui lo sguardo<br>Gi\u00e0 da bambino, nelle sue prime gare, aveva manifestato una grinta e un\u2019aggressivit\u00e0 uniche, che esprimevano un desiderio di annullare chiunque si trovasse davanti a lui in pedana.<br>Pareva disposto a tutto, pur di vincere, al punto che qualcuno aveva interpretato la sua cattiveria agonistica come l\u2019espressione di una personalit\u00e0 brutale.<br>Una volta un giornalista, un po\u2019 esagerando, l\u2019aveva addirittura definita come una vera e propria \u201cvoglia di uccidere\u201d e, in effetti, spesso sembrava che Marco volesse letteralmente fare fuori chiunque gli si parasse davanti su una pedana di scherma. Talora dava addirittura l\u2019impressione che, se avesse potuto continuare a infilzare l\u2019avversario anche a gara finita, lo avrebbe fatto volentieri, un po\u2019 come quegli squali che cadono in preda a una frenesia di sangue incontrollabile.<br>Sembrava, insomma, che Marco odiasse il mondo e che il mondo lo ricambiasse con la stessa moneta.<br>Soltanto chi gli era molto vicino poteva sapere che aveva un unico punto debole: Laura.<br>Lei aveva qualche anno pi\u00f9 di lui, era molto bella e non era certo il tipo di ragazza che potesse dargli tranquillit\u00e0 e stabilit\u00e0.<br>Faceva la fotografa, era sempre in giro per il mondo, le piaceva la vita mondana e quella con Marco si poteva considerare solo l\u2019ultima di una serie fin troppo lunga di storie. Per di pi\u00f9, non amava particolarmente n\u00e9 lo sport n\u00e9, soprattutto, la scherma.<br>Agli inizi della loro relazione, un paio d\u2019anni prima, lui pareva non essersi reso conto delle caratteristiche della sua compagna. Eppure, nonostante gli innumerevoli litigi, in qualche modo ci si era abituato, al punto che la condizione di squilibrio emotivo che gli provocava Laura e che avrebbe distrutto chiunque, viceversa in lui aveva prodotto un effetto singolare, per lo meno in chiave sportiva: invece di inibirlo, infatti, la rabbia per i frequenti conflitti con la fidanzata l\u2019aveva reso ancora pi\u00f9 micidiale in pedana.<br>Perci\u00f2, anche nel corso di quella relazione abbastanza tossica, Marco aveva continuato a vincere gare a ripetizione e solo la classe di Alessandro era stata in grado di contenerne la furia agonistica e di limitarne i risultati.<br>Nelle ultime stagioni, insomma, i due schermitori si erano praticamente alternati nelle vittorie e tutti gli esperti avevano previsto che la resa dei conti sarebbe avvenuta in occasione della finale olimpica.<br>E quel giorno era finalmente arrivato.<br>La sfida di quella sera, per\u00f2, sarebbe stata ben pi\u00f9 di un semplice incontro di scherma: sarebbe stato il duello risolutivo tra due individui che non avevano nulla in comune, che non si sopportavano e che, forse, si odiavano.<br>Fin dal mattino Alessandro aveva dimostrato di essere in gran forma, perch\u00e9 aveva ridicolizzato gli avversari, lasciando loro solo pochissime stoccate: il suo percorso verso la finale, insomma, era stato incredibilmente scorrevole.<br>Marco, invece, gi\u00e0 dai primi turni era sembrato molto affaticato e aveva spesso mostrato un\u2019espressione di sofferenza sul volto, come se ogni incontro gli richiedesse un grande dispendio di energie fisiche e mentali.<br>Comunque, nonostante le evidenti difficolt\u00e0, era riuscito a centrare anche lui l\u2019obiettivo di disputare l\u2019assalto per l\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>Finita la presentazione, i due fiorettisti si apprestarono a iniziare l\u2019incontro.<br>Dopo essersi collegati agli apparecchi di segnalazione delle stoccate, si avvicinarono all\u2019arbitro e si accovacciarono leggermente, in modo da consentirgli la verifica della taratura della punta del fioretto. Poi, si toccarono reciprocamente con l\u2019arma per testare l\u2019accensione delle luci, arretrarono per sistemarsi alla distanza prevista e, con calma e accuratezza, si misero nella posizione di guardia.<br>Il presidente di giuria allarg\u00f2 le braccia e pronunci\u00f2 lentamente il comando iniziale: \u00abPronti.\u00bb<br>I due, concentrati sui propri pensieri, ebbero un impercettibile movimento di assestamento e trattennero il fiato in attesa del segnale che desse il via all\u2019incontro.<br>Proprio in quell\u2019istante, Marco ebbe l\u2019impulso di guardare Alessandro e lo vide sogghignare davanti a lui, sotto la maschera.<br>Di colpo, fu attraversato da un\u2019ondata di pensieri negativi e nella sua mente si stagli\u00f2 l\u2019immagine di Laura.<br>Scosse la testa, nel tentativo di liberarsene, ma un flusso violento di emozioni lo travolse.<br>Non gli era ben chiaro quando Alessandro avesse cominciato a frequentarla, ma circa un anno prima aveva scoperto che lui le inviava dei messaggi e, da quel momento, poco alla volta aveva capito tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un movimento delle braccia, il presidente di giuria esclam\u00f2 \u00abAl\u00e9!\u00bb e lo scontro ebbe inizio.<br>Quasi senza rendersene conto, Marco sub\u00ec la prima stoccata e percep\u00ec le urla del pubblico che acclamava il suo rivale.<br>Rimettendosi in guardia, il ricordo di un episodio avvenuto poche settimane prima lo colp\u00ec con lo stesso effetto di una mazzata in testa e gli provoc\u00f2 una specie di stato di coscienza alterato.<br>\u00abEsco con un\u2019amica\u00bb gli aveva annunciato Laura quella sera, prendendo la borsa dal tavolino, nell\u2019ingresso dell\u2019appartamento in cui vivevano.<br>Lui, consapevole della verit\u00e0, aveva risposto indicando il completo elegante che la sua compagna indossava: \u00abDove vai, a una festa?\u00bb<br>\u00abHo un aperitivo. Non far\u00f2 tardi.\u00bb<br>Marco aveva aspettato quel momento da molto tempo.<br>Quella volta, infatti, l\u2019aveva pedinata con lo scooter, finch\u00e9 l\u2019aveva vista infilarsi nella macchina di Alessandro e aveva assistito, come lo spettatore di un film dell\u2019orrore, alla scena dei due che si erano abbracciati e baciati a lungo.<br>Non aveva fatto o detto nulla, per\u00f2, perfino quando Laura era tornata a casa.<br>Nonostante il dolore e l\u2019umiliazione, nelle settimane successive il suo rendimento sportivo non era calato e, tra gare e medaglie, era arrivato alle Olimpiadi con la certezza di essere di gran lunga uno dei due pi\u00f9 forti al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ennesima stoccata ricevuta lo riport\u00f2 bruscamente alla realt\u00e0 e gli fece emettere una specie di gemito.<br>Scroll\u00f2 le spalle, come per scuotersi e risvegliarsi, ma continu\u00f2 a sentirsi immerso in una specie di guscio ovattato, nel quale il boato del pubblico e perfino la voce preoccupata del suo maestro, gli arrivavano simili a suoni sfumati e lontani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripens\u00f2 ai giorni immediatamente precedenti la gara.<br>Forse era stato il caso, oppure la volont\u00e0 un po\u2019 maligna di qualcuno, a stabilire che lui e Alessandro fossero alloggiati nella stessa camera, al Villaggio Olimpico.<br>La sera prima, il suo compagno di stanza era uscito di nascosto e, Marco ne aveva la certezza, era andato a trovare Laura nell\u2019albergo in cui lei stava soggiornando nel corso dei Giochi.<br>\u201cAvranno fatto l\u2019amore per ore\u201d pens\u00f2 con una smorfia di disgusto, incapace di muoversi sulla pedana e oramai in totale balia delle stoccate di Alessandro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentendo la voce lontana dell\u2019arbitro intimare di nuovo il \u201cPronti\u201d, si rimise in guardia ma, di botto, nel suo cervello si materializz\u00f2 la scena dei due che si contorcevano sul letto e, in primo piano, l\u2019espressione di piacere sul volto della sua donna.<br>Quando, poche ore prima, tornando dalla fuga notturna, Alessandro si era sdraiato sulla branda a fianco alla sua, gli aveva chiesto: \u00abDove sei stato?\u00bb<br>La risposta era stata brutale: \u00abChe ti frega. Sono cazzi miei.\u00bb<br>Marco era rimasto in silenzio e non aveva replicato, stringendo i pugni con tutta la forza, nel tentativo di resistere alla tentazione di uccidere l\u2019amante della sua compagna.<br>Poi, aveva pensato alla gara che l\u2019aspettava la mattina dopo e la sua bocca si era deformata in uno strano sorriso, dopodich\u00e9 si era girato dall\u2019altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p>La finale si stava rivelando molto meno combattuta del previsto e la prima manche si era conclusa con un cappotto: cinque a zero.<br>Alessandro, che sembrava molto sciolto e sicuro di s\u00e9, era riuscito ad andare in vantaggio rapidamente e, all\u2019apparenza, con grande facilit\u00e0.<br>I commentatori si erano sbilanciati in spiegazioni, la maggioranza delle quali sosteneva che il grande fiorettista biondo aveva con ogni evidenza studiato col suo maestro un tempo e una misura differenti, proprio per mettere in difficolt\u00e0 Marco.<br>Il pubblico era abbastanza silenzioso: sembrava deluso, perch\u00e9 sulla carta doveva essere un incontro equilibrato mentre, viceversa, pareva la lezione di un professionista a un principiante.<br>Nel corso del primo intervallo Marco si sedette sul bordo della pedana, chino in avanti, con i gomiti sulle ginocchia e l\u2019asciugamano sistemato sulla testa come una tendina.<br>Rimase cos\u00ec, completamente immobile, per tutto il minuto di pausa: il sudore che gli colava dalla faccia e cadeva per terra aveva formato una specie di pozza ai suoi piedi.<br>I pensieri negativi e i ricordi dolorosi lo stavano devastando e lo stavano distogliendo dalla gara.<br>Al termine del minuto, si decise a bere l\u2019acqua dalla bottiglietta tutta di getto, aggrott\u00f2 la fronte, strinse i pugni come a incoraggiarsi e risal\u00ec in pedana.<br>\u201cDevo concentrarmi\u201d si disse.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda manche, almeno all\u2019inizio, fu abbastanza simile alla prima.<br>Marco non riusciva ad avvicinarsi ad Alessandro, che sembrava quasi intuirne le intenzioni un istante prima.<br>Tuttavia, riusc\u00ec a mettere la sua prima stoccata, in un\u2019azione convulsa che dur\u00f2 diversi secondi.<br>I due, infatti, si erano inseguiti sulla pedana almeno tre volte, prima che Marco riuscisse a concludere con una botta dritta sulla pancia: un classico affondo che suscit\u00f2, per una volta anche nei suoi confronti, l\u2019applauso del pubblico.<br>Per di pi\u00f9, prov\u00f2 una specie di piacere perverso nel sentire lo sbuffo di fastidio di Alessandro e quella sensazione gli moltiplic\u00f2 le forze.<br>\u201cVaffanculo\u201d pens\u00f2. \u201cOra tocca a me.\u201d<br>In quel momento, cap\u00ec come doveva interpretare il match: doveva costringere il suo rivale a muoversi molto in pedana, perch\u00e9 era chiaro che andava a corto di fiato nelle azioni lunghe.<br>Doveva cercare anche lo scontro fisico con lui, inoltre, perch\u00e9 quest\u2019approccio aggressivo lo faceva innervosire e gli faceva perdere il controllo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al momento del secondo stop, il punteggio era diventato otto a tre, ma Marco oramai sentiva che qualcosa era cambiato.<br>Durante la pausa, osserv\u00f2 Alessandro: aveva una faccia pallida, stanca.<br>\u201cOra sei mio\u201d fu il suo pensiero, un istante prima che gli apparisse di nuovo nella mente, come in un flash privo di qualsiasi senso logico, il volto di Laura al culmine del piacere, con gli occhi semichiusi.<br>Scosse la testa pi\u00f9 volte e, questa volta, riusc\u00ec a recuperare la lucidit\u00e0, ma gli esplose dentro l\u2019emozione che quell\u2019immagine gli aveva scatenato: una rabbia feroce.<br>Risal\u00ec in pedana con quella voglia di uccidere che tante volte aveva sperimentato, nella sua carriera.<br>Finalmente, era tornato la belva letale che sapeva di essere.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza manche fu un calvario per Alessandro, che oramai accusava la fatica e si muoveva sempre meno in pedana.<br>Marco inizi\u00f2 la rimonta: otto a cinque, nove a sette, undici a dieci, poi tredici a dodici.<br>Alla fine, come se si trattasse della parte conclusiva di un copione gi\u00e0 scritto, i due contendenti arrivarono al quattordici pari.<br>L\u2019orologio segnalava solo dieci secondi alla fine: quindi, si sarebbero giocati la vittoria nell\u2019ultima azione.<br>Alessandro avanz\u00f2 in pedana con il fioretto in terza, nel tentativo di mettere l\u2019ennesima botta alla schiena o al fianco.<br>Per chiudergli la misura Marco gli and\u00f2 incontro con un movimento esplosivo, ma scivol\u00f2 e perse l\u2019equilibrio, cadendo fuori dalla pedana, alta quasi un metro.<br>Nel precipitare, sbatt\u00e9 la testa per terra e mise male la caviglia, che gli cedette con un \u201ccrack.\u201d<br>Rimase fermo qualche secondo, un po\u2019 intontito, poi si tolse la maschera e si sdrai\u00f2 sul pavimento a pancia in su, con gli occhi serrati ma senza emettere un lamento, nonostante avesse anche un taglio sulla fronte e la faccia sporca di sangue.<br>L\u2019arbitro chiam\u00f2 subito il medico di gara, che pul\u00ec la ferita con una garza ed esamin\u00f2 l\u2019articolazione, proponendo la sospensione del match per i cinque minuti regolamentari.<br>Marco, che non si era mai infortunato nella sua vita, rifiut\u00f2 ogni trattamento e risal\u00ec sulla pedana zoppicando.<br>Il pubblico, che aveva percepito il suo coraggio nel decidere di continuare a lottare su una gamba sola, inizi\u00f2 ad applaudirlo e a esortarlo.<br>Alessandro nel frattempo era rimasto immobile, perplesso, con la maschera ancora in testa, finch\u00e9 l\u2019arbitro chiese ai due fiorettisti di rimettersi in guardia.<br>Nell\u2019immensa sala cal\u00f2 di nuovo un silenzio assoluto, che fu rotto solo dalle parole di rito: \u00abPronti. A voi!\u00bb<br>Partirono.<br>Marco non poteva muoversi: il dolore era troppo intenso.<br>Alessandro fece un passo verso di lui ma si blocc\u00f2, nonostante sarebbe bastato un affondo semplicissimo per toccare il bersaglio immobile che aveva di fronte.&nbsp;<br>In quel momento di indecisione, commise l\u2019errore peggiore: cerc\u00f2 coi propri occhi quelli del proprio avversario, sperando di intuirne l\u2019espressione attraverso la maglia metallica della maschera.<br>Si aspettava di vedere un viso sofferente, triste, sconfitto.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Viceversa, il suo sguardo fu assorbito da due buchi neri, al di sotto dei quali la linea scura della bocca del suo rivale era deformata in un sorriso strano, impressionante.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Quella vista provoc\u00f2 in Alessandro un attimo di vero e proprio panico che fu letale per lui, perch\u00e9 il suo affondo fu impreciso e, nello slancio, fin\u00ec per farsi infilzare con una stoccata in pieno petto da Marco, che era rimasto fermo al centro della pedana, col braccio armato disteso.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sola luce si accese e Alessandro si lasci\u00f2 cadere a terra, lentamente, in una specie di spaccata, rimanendo immobile ai piedi di Marco, il quale si inginocchi\u00f2 sulla pedana, si tolse lentamente la maschera e rimase attonito per qualche secondo, col sangue che gli colava lungo il viso.<br>La luce nella sala si riaccese e il vincitore ruot\u00f2 il busto per puntare lo sguardo tra gli spettatori seduti in prima fila, a pochi metri di distanza, finch\u00e9 non riconobbe il volto sorridente di Laura, che lo stava invitando con dei cenni ad andare da lei per condividere quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>La fiss\u00f2 a lungo con uno strano sorriso triste, senza curarsi degli abbracci e senza far caso al fragore delle grida, degli applausi, della musica.<br>Come se il resto del mondo non esistesse. <br>Come se volesse allungare una propaggine della sua mente fino a lei. <br>Proprio in quell\u2019istante, per\u00f2, tutto gli fu chiaro e, per la prima volta nella sua vita, percep\u00ec una sensazione di straordinaria, appagante serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le gir\u00f2 le spalle.<br>Poi, inizi\u00f2 a piangere a dirotto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58073\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58073\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 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