{"id":58031,"date":"2025-11-25T16:32:47","date_gmt":"2025-11-25T15:32:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58031"},"modified":"2025-11-25T16:44:07","modified_gmt":"2025-11-25T15:44:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-un-san-valentino-per-il-commissario-prudenti-di-franco-ganovelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=58031","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Un San Valentino per il commissario Prudenti&#8221; di Franco Ganovelli"},"content":{"rendered":"\n<p>Il commissario Prudenti sedeva alla scrivania del suo ufficio in via del Lavoro 28, indeciso se andare a casa o rimanere a lavorare ancora un poco. Erano le ventitr\u00e9 e trentasei e tutt\u2019intorno regnava il silenzio, fatto salvo per il rumore d\u2019un televisore sintonizzato sul festival di Sanremo, probabilmente acceso in qualche appartamento del palazzo di fronte. Era il 14 febbraio e la festa di San Valentino stava finendo sulle note di una vecchia canzone dei Righeira. Non c\u2019era stato nessun delitto, quasi l\u2019amore per un giorno fosse veramente sceso tra il traffico e l\u2019immondizia della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non che l\u2019odio se ne fosse andato, stava probabilmente riposando nella finta pazienza dell\u2019uomo violento o nella mal sopportata noia di un gruppo di adolescenti. Gianni Prudenti aveva un dono o una maledizione, secondo i punti di vista: lui vedeva le persone morte. Ce le aveva davanti, in tante foto appese sul muro per mezzo di semplici cornici. Erano i commissari che l\u2019avevano preceduto, in ordine cronologico. Le prime immagini, in bianco e nero, mostravano volti seri in rigide pose, i pi\u00f9 erano sbarbati, ma con folti mustacchi dalle forme bizzarre. Proseguendo si poteva leggere l\u2019evolversi delle mode, nel taglio dei capelli e negli indumenti, fino ad arrivare al colore, da quello un po\u2019 sbiadito fino alla nitidezza iperlucida di una fotografia digitale. Tutte avevano un elemento in comune: lo sguardo indagatore, occhi ai quali era impossibile mentire.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano tutti morti, ma solo l\u2019ultimo nello svolgimento del proprio dovere. Perch\u00e9 nel tempo il rispetto per i commissari di polizia era venuto meno e si era arrivati al colmo di sparargli alla schiena, cos\u00ec com\u2019era accaduto al povero dottor Angelo Bastanti, il suo predecessore. Ma a Gianni mancava solo una settimana alla pensione e la foto era gi\u00e0 stata scattata. Aveva congedato l\u2019agente Ruffino alle dieci, consegnandolo alla fidanzata, com\u2019era giusto che fosse, ed era rimasto solo a godersi una delle sue ultime notti di lavoro, anche se in fondo non aveva molto da fare, niente che non potesse lasciare al suo successore. Il commissariato lo sovrastava ed era sotto di lui, una decina di stanze vuote dove regnava la notte, lui era avvolto nell\u2019unica luce di tutto l\u2019edificio. Erano le ventitr\u00e9 e quarantadue quando il telefono risuon\u00f2 tra le pareti del suo ufficio. Da una finestra aperta del palazzo di fronte si diffondeva una canzone di Cristicchi, dalla sua un ossessivo squillare e nessuno che ponesse fine a quella pena.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci pens\u00f2 per primo il commissario Prudenti, sollevando la cornetta. Mancavano solo sei giorni alla sua pensione, che cosa volevano da lui alle ventitr\u00e9 e quarantadue del 14 febbraio?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPronto, commissariato di Versa. In cosa posso esserle utile?\u00bb Dall\u2019altro capo del filo giunse un respiro affannoso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPronto, con chi parlo?\u00bb Riprese il commissario con tono stizzito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 lei il commissario Prudenti?\u00bb Domand\u00f2 una voce femminile carica d\u2019angoscia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, signora, in cosa posso esserle utile? E lei come si chiama?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSta salendo le scale, si \u00e8 fatto aprire da qualcuno!\u00bb Proruppe la voce con tono concitato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDi chi sta parlando, signora, chi sta salendo le scale?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOh mio Dio, si \u00e8 fermato davanti alla porta, sta provando ad entrare\u2026\u00bb Grid\u00f2 la donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni sent\u00ec una scarica d\u2019adrenalina attraversargli il corpo. Si alz\u00f2 dalla sedia senza lasciare la cornetta. Il leggero torpore che l\u2019aveva pervaso fino a quel momento si era del tutto dissolto. Qualcosa di brutto stava succedendo da qualche parte in quel preciso momento e lui avvertiva l\u2019inutilit\u00e0 del testimone, che nulla pu\u00f2 se non assistere impotente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignora\u2026\u00bb grid\u00f2: \u00abDove si trova?\u00bb&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn\u2026 in via Bandini numero 9, sca\u2026 scala B, terzo piano, interno C.\u00bb Disse tra le lacrime. Il commissario si appunt\u00f2 l\u2019indirizzo su un foglio che infil\u00f2 nella tasca dei pantaloni, quindi rassicur\u00f2 la signora.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSar\u00f2 da lei in un attimo, nel frattempo cerchi riparo in una stanza che pu\u00f2 chiudere a chiave e\u2026\u00bb Stava per aggiungere, non apra a nessuno ma all\u2019ultimo momento si trattenne. Appoggi\u00f2 la cornetta, s\u2019infil\u00f2 la giacca e lasci\u00f2 di corsa l\u2019ufficio. Scese le scale due gradini alla volta e usc\u00ec nel parcheggio antistante il commissariato. Dove aveva lasciato la macchina? L\u00e0 non c\u2019era. Volt\u00f2 l\u2019angolo dell\u2019edificio ma anche il vicolo era vuoto. Si mise a correre, ogni attimo poteva significare la vita o la morte per una persona. Trov\u00f2 l\u2019auto dopo qualche minuto, parcheggiata lungo un viale. Come c\u2019era arrivata fin l\u00e0? Si chiese sorpreso, ma non aveva tempo da perdere in inutili congetture e si affrett\u00f2 a metterla in moto.&nbsp; Part\u00ec in terza e il motore si arrest\u00f2 con un singulto. Erano le ventitr\u00e9 e quarantasette quando finalmente la Punto Evo del commissario Prudenti si immise nella circonvallazione. Era indeciso se usare o meno la sirena lampeggiante, non c\u2019era traffico e decise che non fosse necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale svincolo avrebbe dovuto prendere? In quale quartiere si trovava via Bandini? La citt\u00e0 non era grande e quel nome gli ricordava qualcosa ma non era sufficiente a guidare la sua corsa. Impost\u00f2 il nome sul navigatore e lasci\u00f2 fare alla tecnologia, sperando non lo conducesse in qualche vicolo cieco, c\u2019era in gioco la vita di una persona. Un delitto passionale, probabilmente, la vendetta di un uomo ferito nell\u2019orgoglio. Oggi li chiamavano femminicidi, un termine che non aveva mai sopportato. Alle ventitr\u00e9 e cinquantuno entr\u00f2 nel quartiere Lama, il navigatore lo condusse davanti a un palazzo di sei piani, tipico esempio di edilizia popolare anni \u201990. Si catapult\u00f2 fuori dall\u2019auto e corse verso l\u2019ingresso. Sentiva il cuore pulsargli nelle tempie, mancavano sette minuti alla mezzanotte e solo sei giorni alla sua pensione. Si pent\u00ec d\u2019aver concesso all\u2019agente Ruffino quel permesso d\u2019uscita anticipata, cedendo ad uno stupido spirito romantico, ma era tardi ormai per le recriminazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sal\u00ec i gradini con circospezione, tenendosi sempre vicino al muro e avendo sempre un occhio verso l\u2019alto della tromba delle scale. Regnava il silenzio, se qualcosa doveva accadere probabilmente era gi\u00e0 accaduto. Arriv\u00f2 al terzo piano, all\u2019interno C. La porta era socchiusa ma non portava segni d\u2019infrazione. Quando s\u2019introdusse nell\u2019appartamento, not\u00f2 un lungo corridoio semisepolto dall\u2019oscurit\u00e0. Vicino all\u2019ingresso c\u2019era un tavolino con un telefono, la cornetta giaceva appesa al filo, immobile come un filo a piombo. Il commissario cerc\u00f2 la sua pistola d\u2019ordinanza e scopr\u00ec d\u2019averla lasciata dentro il cassetto della scrivania. Imprec\u00f2 sottovoce e prosegu\u00ec con la massima cautela. Vide una flebile luce filtrare da una porta a vetri.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apr\u00ec ed entr\u00f2 dentro una sala dove, seduta su una poltrona, stava abbandonata una donna di mezza et\u00e0, il capo riverso su una spalla. Solo quando fu a un metro da quel corpo not\u00f2 in lei qualcosa di familiare. Marta, si scopr\u00ec a mormorare. La donna si svegli\u00f2 e vedendolo gli sorrise. Gianni, rispose, e si alz\u00f2 per abbracciarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPensavo non saresti pi\u00f9 arrivato in tempo, \u00e8 quasi mezzanotte. Sei riuscito a trovare la strada da solo? Bravo il mio amore, vieni in cucina che ho preparato una piccola torta. Vieni a festeggiare San Valentino.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lui la segu\u00ec, impacciato, chiedendosi chi mai fosse quella signora gentile.<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted has-black-color has-white-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size\"><br><br><\/pre>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_58031\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"58031\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commissario Prudenti sedeva alla scrivania del suo ufficio in via del Lavoro 28, indeciso se andare a casa o rimanere a lavorare ancora un poco. 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