{"id":57725,"date":"2025-05-31T22:59:00","date_gmt":"2025-05-31T21:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57725"},"modified":"2025-06-23T14:52:36","modified_gmt":"2025-06-23T13:52:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-foje-mische-erbe-selvatiche-di-antonio-apostolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57725","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Foje mische &#8211; Erbe selvatiche&#8221; di Antonio Apostolo"},"content":{"rendered":"\n<p>Con la schiena addossata all\u2019uscio di casa un uomo provava ad entrarci finch\u00e9, biascicando versi animaleschi, i fumi del vino gli suggerirono di sfondare la porta. I compari che lo avevano accompagnato si fermarono in strada giusto il tempo di udire le urla di Teresa che per l\u2019ennesima volta lo vedeva rientrare a notte fonda ubriaco fradicio. Di rimprovero dapprima, urla di dolore, per le percosse sub\u00ecte, dopo. Che <em>missere<\/em> Oronzo fosse un tipo manesco lo sapevano tutti. Pi\u00f9 volte da quella casa s\u2019erano udite le urla ed i pianti di Teresa e delle figlie. Ancor pi\u00f9 da quando un misterioso incidente aveva sottratto loro il piccolo Alfonso. Una ossessione che aveva rovesciato sulla mite donna le reazioni del marito, che improperi e triviali volgarit\u00e0 erano poca cosa rispetto alle brutali violenze fisiche. Vivevano in un piccolo borgo nella baronia di Seg\u00ecne in una minuscola casa posta nelle adiacenze della masseria dei Baglivi, altri possidenti del luogo, presso i quali Oronzo e Teresa lavoravano. Il primo a curarsi del bestiame, l\u2019altra, secondo stagione, a raccoglier le olive o piantare ortaggi. Una vita laboriosa, se non fosse per quanto accadeva, lontano da occhi indiscreti, entro le mura di casa. Dopo la nascita di Giuditta ed Eva, che il padre aveva accolto con delusione, questi fu pi\u00f9 volte udito minacciare la moglie: \u00abNon sia mai che ti abbia sposata senza che io, ultimo della mia famiglia, possa avere una discendenza. Noi De\u2019Perroni non possiamo scomparire da questi luoghi a causa della tua inettitudine!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Teresa aveva gi\u00e0 avuto, oltre le figlie, altre tre gravidanze finite male ma ci\u00f2 nonostante Oronzo non mancava di biasimare ogni giorno la sua incapacit\u00e0 a dargli un figlio maschio e con il vino in corpo e anche senza, principiava a percuoterla.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ogni tanto, in specie nei giorni di mercato, Teresa si recava ad Acaya ove, davanti al castello, i contadini esponevano i loro prodotti ed in tali occasioni anche ella non mancava. Quella mattina al banco di Teresa si present\u00f2 frate Niceta, un francescano d\u2019un vicino convento. Il monaco fiss\u00f2 il suo sguardo negli occhi di Teresa. Occhi gonfi e arrossati. Occhi che avevano pianto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDi nuovo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi fra\u2019 Niceta. Di nuovo!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo prego per te\u2026 per voi. Prega anche tu. Abbi fede, vedrai che presto o tardi arriver\u00e0 anche il figlio maschio che tanto desidera lui.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u2026sempre che a suon di botte non mi abbia ammazzata prima! Ora qualcuno gli ha messo in testa la storia del <em>malocchio<\/em> mi percuote anche per quello. Dice che dovrei rivolgermi a Leonarda per farmelo togliere.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Leonarda era una anziana signora che viveva in Acaya come domestica di un ricco possidente. Dicevano fosse esperta di medicina popolare. Certo aveva una gran conoscenza delle erbe selvatiche e delle loro propriet\u00e0. Un\u2019erba per ogni malattia. In paese era nota come <em>la Linarda de Sul\u00ectu<\/em> o pi\u00f9 sbrigativamente la <em>mag\u00e0ra, <\/em>la fattucchiera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLascia stare Teresa, lascia stare. Non cadere nelle trappole del demonio. Abbi fede solo in Dio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Teresa, devastata dallo sconforto, pareva avesse cercato a fra\u2019 Niceta l\u2019approvazione per fare ci\u00f2 che in cuor suo aveva gi\u00e0 stabilito. Sarebbe andata dalla <em>mag\u00e0ra<\/em> a farsi togliere il malocchio!<\/p>\n\n\n\n<p>Volle che l\u2019incontro si tenesse in un vecchio casolare e Leonarda vi giunse portando con s\u00e9 quanto occorreva. Tir\u00f2 fuori dalla sporta un piatto ed un piccolo orcio con olio d\u2019oliva. Poi accese una candela. Teresa tremava e sperava. Si sedettero l\u2019una di fronte all\u2019altra. Leonarda vers\u00f2 nel piatto dapprima l\u2019acqua, poi con solennit\u00e0, mormorando preghiere o formule magiche, fece cadere in essa delle gocce di olio e se queste rimanevano a galleggiare se ne rallegrava ma quando invece si spandevano mescolandosi all\u2019acqua mostrava fastidio e quasi disperazione. Una prima volta, poi una seconda ed infine alla terza volta giunse il momento in cui pot\u00e9 pronunziare le formule per levare il malocchio concludendo: \u00abora nessuno ti far\u00e0 pi\u00f9 del male e nessuno potr\u00e0 impedirti di avere il figlio che desideri.\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno dopo, con grande gioia del padre, nacque il figlio maschio: Alfonso. Per Teresa i tormenti sembravano finiti.&nbsp; Ora le premure di Oronzo riguardavano solo ed esclusivamente sul suo erede in stirpe. &nbsp;\u00abTeresa, apri gli occhi &#8211; diceva con tono minaccioso &#8211; nulla deve mancare ad Alfonso ed or che muove i primi passi bada che non si vada a mettere in pericolo e non lasciare che si avvicini ai nostri animali. Tienilo lontano dai maiali!\u00bb. Intanto neppur l\u2019ultimo nato aveva mutato le sue abitudini, uso com\u2019era a ritirarsi quasi sempre ubriaco. Le liti con Teresa non erano perci\u00f2 mai cessate ed ogni pretesto appariva utile per percuotere lei ed anche le figlie. In particolare Giuditta, la pi\u00f9 grande, che &nbsp;per confidenza della madre, aveva avuto notizia dell\u2019incontro tra essa e la <em>mag\u00e0ra<\/em>. Madre e figlia condividevano il convincimento che l\u2019evento della nascita di Alfonso fosse legato al rito contro il malocchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qualche tempo, nell\u2019ortale di casa, Oronzo custodiva tre maiali che gli erano stati affidati dai Baglivi. Grufolavano in libert\u00e0 con le galline dalle quali il piccolo Alfonso era attratto irresistibilmente. Un mattino, la tragedia. Sfuggito alle attenzioni Alfonso sgusci\u00f2 fuori ad inseguir le galline. D\u2019un tratto, alla vista del piccolo, i maiali gli si precipitarono addosso travolgendolo e causandone la terribile morte. Ma quello strazio produsse nuova linfa per nuovi tormenti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer colpa tua ho perduto mio figlio. Odiosa sgualdrina!\u00bb.&nbsp; E gi\u00f9 botte, a mani nude, con la fune o altro, ritornava l\u2019inferno. A Teresa non bastavano le lacrime per piangere i dolori; per la perdita del suo bambino, quelli corporali inferti dalla violenza del marito e quelli dell\u2019anima, ben pi\u00f9 struggenti e devastanti, nel sentirsi responsabile della fatale distrazione. Mentre Oronzo affogava il suo lutto nel vino, a Teresa non rimaneva che il conforto di Giuditta. L\u2019altra figlia, Eva, esasperata era scappata di casa senza mai pi\u00f9 farvi ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMadre, son passati ormai dieci anni da quel funesto incidente. Abbiamo pregato Dio nel ricordo di Alfonso. Abbiamo avuto e continuiamo ad avere Fede ma la pace \u00e8 dono per gli uomini di buona volont\u00e0. Dieci anni di maltrattamenti e violenze, quando mai potr\u00e0 finire questo inferno?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVedi Giuditta ma se io\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSmettila! Basta, ti prego. Se\u2026 se\u2026 \u00c8 stata una tristissima fatalit\u00e0! Quell\u2019uomo \u00e8 una bestia, io so solo questo! Sin da bambina ogni schiaffo, ogni pugno che riceveva il tuo viso erano schiaffi e pugni sulla mia persona. Il tuo dolore era il mio e lo \u00e8 tutt\u2019ora. Magari trovassimo un modo per farlo smettere, magari ci fosse un rimedio!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico rimedio per le tante Terese e Giuditte in quel tempo e luogo pareva essere la sottomissione agli abusi dei tanti padri-padroni, sudditi integerrimi fuori ma crudeli aguzzini tra le mura domestiche. Teresa, non denunci\u00f2 mai le violenze. Non voleva che la fatale distrazione divenisse di pubblico dominio, gi\u00e0 bastavano i suoi sensi di colpa a darle tormento e quell\u2019infame accusa che tra una bastonata e l\u2019altra le proferiva il marito: \u00abassassina!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u00abTuo padre stamattina ha lasciato una sacchetta di erbe selvatiche che ha raccolto in campagna. Vorrebbe mangiare <em>f\u00e0e e foje.<\/em>&nbsp; Ho gi\u00e0 cotto le fave, mi aiuti a pulire la verdura?\u00bb Giuditta dopo aver svuotato la sacchetta cominci\u00f2 scrupolosamente a selezionare le erbe: \u00abQuesta \u00e8 <em>cicoreddha<\/em> (cicoria), questo \u00e8 <em>zzangune<\/em> (crespino) questa \u00e8 <em>paparina<\/em> (rosolaccio) questa \u00e8 <em>anazz\u00eccula<\/em> (tarassaco) questa \u00e8 <em>burr\u00e0scina<\/em> (borragine).\u00bb Giuditta le distingueva bene e mai sua madre avrebbe immaginato queste sue precise conoscenze e dunque, con stupore ne chiese la ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRicordi quando mi parlasti di Leonarda? \u00c8 una grande conoscitrice di erbe. Tutti sanno che le consiglia a fare unguenti per sanare malattie e dolori ed anche per il malocchio o incantesimi. Sono stata da lei pi\u00f9 volte e mi ha fatto conoscere questo e molto altro.\u00bb. Giuditta, confidando in Leonarda, era andata da lei a chiedere un rimedio per impedire al padre di esercitare violenza. Frattanto le ubriacature di Oronzo erano diventate sempre pi\u00f9 frequenti e non pi\u00f9 sopportabili, come le aggressioni fisiche. Finch\u00e9 una notte, dalla casa si udirono le grida di un uomo: parole senza senso con imprecazioni e bestemmie. Era Oronzo che rientrava ubriaco. Giunto sulla porta di casa sferr\u00f2 contro di essa un calcio spalancandola ed egli stesso perduto l\u2019equilibrio si ritrov\u00f2 a terra. Al frastuono Teresa e Giuditta accorsero ricevendone insulti della peggior specie quindi afferrandolo per la giacca inzuppata di vino e di vomito lo trascinarono all\u2019interno. Urlava appellandole con epiteti irripetibili e chiedeva anzi esigeva per l\u2019indomani di trovare a tavola <em>foje<\/em> <em>mische. <\/em>Fu lasciato per terra a smaltire la sbronza e dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abMadre non aver pi\u00f9 paura, vuole quelle e quelle gli faremo! Me ne occupo io. Domattina vado in campagna a fare una gran bella raccolta. <em>Cicoreddha, zzanguni, papar\u00ecna, cardu, burr\u00e0scina e\u2026 mandracula, <\/em>tanta<em> mandracula!\u00bb <\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57725\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57725\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la schiena addossata all\u2019uscio di casa un uomo provava ad entrarci finch\u00e9, biascicando versi animaleschi, i fumi del vino gli suggerirono di sfondare la porta. 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