{"id":57723,"date":"2025-05-31T22:40:49","date_gmt":"2025-05-31T21:40:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57723"},"modified":"2025-05-31T22:41:30","modified_gmt":"2025-05-31T21:41:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-ultime-notizie-di-pier-gaspare-siclari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57723","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Ultime notizie&#8221; di Pier Gaspare Siclari"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp;Abitavano sulla strada che porta al lago in una bella casa bianca col giardino, la veranda con il pavimento in legno e il dondolo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lui ci teneva che il prato fosse sempre rasato e in ordine, cos\u00ec come la staccionata che riverniciava ogni anno di bianco e la cassetta della posta, di un bel rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lei invece amava curare la piccola aiuola che c\u2019era davanti alla casa: ci potava le rose, ci dimorava nuove piantine di violette ogni primavera e, all\u2019affacciarsi dell\u2019inverno, la copriva per difenderla dalle gelate.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; La prima volta che mi invit\u00f2 da lui iniziava l\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le cose andarono che la compagnia di progettazioni civili, la C&amp;B, dove lavoravo da circa un anno, aveva una&nbsp; sede anche in quella citt\u00e0 e quando feci richiesta di trasferirmi mi fu subito accettata.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Appena arrivato mi affiancarono, come succede sempre, al pi\u00f9 anziano: un uomo alto e magro che aveva superato di molto la sessantina, prossimo alla pensione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dalla sua ironia, dal suo fare scanzonato, mi fu chiaro da subito che oltre al lavoro ci teneva a mettere gi\u00f9 qualcosa per farne un\u2019amicizia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abIl lavoro \u00e8 una cosa, la vita un\u2019altra\u00bb diceva spesso ed \u00e8 per questo che appena me lo chiese sgombrai il campo da \u201cavanzamenti di carriera\u201d o roba tipo \u201cgettare nuove basi finch\u00e9 si \u00e8 in tempo\u201d e glielo dissi subito che ero l\u00ec per chiudere una storia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E lui ricordo mi disse che una donna, lasciare una citt\u00e0, arrivare in un\u2019altra, chiudere, non c\u2019entrano nulla con la solitudine \u2014 questo per\u00f2 appena fummo da soli l\u00ec nel suo salotto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Sua moglie me la present\u00f2 che stava inginocchiata accanto alle rose che c\u2019erano in un angolo dell\u2019aiuola: ricordo che mi salut\u00f2 senza alzarsi, voltando il capo e continuando a fare quello a cui era intenta e che poi, quando fummo in casa, ci raggiunse scusandosi per non aver interrotto il lavoro, intanto che andava in cucina a prendere un cucchiaio \u2014 cos\u00ec ci disse.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dalla finestra del salotto, dove intanto mi aveva portato, la vidi attraversare il vialetto verso l\u2019aiuola e guardandola pensai che da giovane&nbsp;doveva essere stata davvero molto bella.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u00ec, nel salotto, lui accese la radio e mi disse che le piaceva ascoltarla la sera, in penombra, da solo, perch\u00e9 lo aiutava a ricordare.&nbsp; Ricordo anche che mentre me lo diceva&nbsp; io continuai&nbsp; a guardare fuori dalla finestra e che di spalle, insieme alla musica, sentii che versava qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u2014Ci vuoi del ghiaccio? \u2014 mi chiese, costringendomi a voltarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u2014Scotch?&#8230; Beh, direi di s\u00ec, con questo caldo!<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; E poi ci sedemmo io sul divano: lui sulla sua poltrona, uno di fronte all\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; All\u2019inizio ci teneva a sapere se il lavoro mi piaceva,&nbsp;se era come me l\u2019aspettavo. Poi prese la strada&nbsp; di quando c\u2019era stato lui al mio posto,&nbsp;con tutta la vita davanti, trent\u2019anni fa, in quell\u2019ufficio. Poi,&nbsp;man mano che fra noi si allentavano le cose, incominci\u00f2 a parlarmi di loro, di come le cose fra loro da molto tempo non andavano pi\u00f9 bene.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Fin\u00ec lo scotch un paio di volte, senza cercare similitudini con quello che mi era successo, senza farmi domande.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Un\u2019altra sera, sempre l\u00ec nel suo salotto, con la radio accesa, il whisky, sua moglie in camera da letto a guardare la tv mi disse che&nbsp;il silenzio \u00e8 un\u2019altra di quelle cose che non ha niente a che fare con la solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Con la fine di agosto per\u00f2, solo per stanchezza, iniziai a declinare e le cose iniziarono cos\u00ec a passare sul lavoro: in una pausa caff\u00e8 o nel bel mezzo di un calcolo strutturale. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E vennero fuori, anzi mi confess\u00f2, che erano anni che dormiva sul divano lei, ultimamente, aveva preso a far girare in casa \u00abpiccole gocce di&nbsp; veleno\u00bb. Risposte a monosillabi, lunghi silenzi, e quel negarsi, negarsi sempre. Astute piccole cose, apparentemente innocue, con la quali per\u00f2 aveva costruito una prigione perfetta tanto che lui, cos\u00ec mi aveva detto un giorno in ufficio, &nbsp;aveva deciso, da vecchio, di uscirne \u00aba costo&nbsp;di dover scavare un cunicolo con le unghie\u00bb sotto quella che ormai era diventata \u00abuna questione di vita o di morte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Sarebbe scoppiato se non le avesse dette a qualcuno quelle cose. Di certo non al bar o peggio in ufficio, perch\u00e9, come tutti del resto, doveva mantenere una facciata ed io, non li sembrava vero, gli ero arrivato l\u00ec, sconosciuto, nuovo di zecca, scollegato da tutto e da tutti. Benedetto da Dio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ogni tanto mi capitava ancora di accettare un suo invito, ma ormai erano pi\u00f9 le sere che mi addormentavo sul divano dell\u2019appartamento che la compagnia mi aveva dato in comodato, davanti al televisore acceso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E l\u00ec su quel divano ero arrivato alla conclusione che le storie che finiscono si somigliano tutte: che avrei potuto essere io&nbsp;quello che ogni anno rivernicia la staccionata e la cassetta della posta senza accorgersi di quel micro carico che sfugge a tutti i calcoli, quella variante atmosferica che modificando l\u2019indice di corrosione porta oltre la soglia di rottura il pilone portante di un ponte.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;A proposito di ponti: ecco, dovete sapere che fin da ragazzo sono stato un grande appassionato di architettura romana,&nbsp; tanto da scegliere poi di iscrivermi alla facolt\u00e0 di ingegneria civile; e che quando dovevo preparare la tesi feci un viaggio in Italia solo per vedere gli acquedotti costruiti dai Romani che ancora oggi, sospesi nell\u2019aria attraversano valli su arcate e piloni di soli mattoni, per chilometri fin dentro le citt\u00e0, senza armature, senza cemento armato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;Ultimamente, nelle cose che passavano in ufficio, ce l\u2019aveva che nella famiglia&nbsp;di lei erano tutti morti con quasi cent\u2019anni e che \u201cla soluzione\u201d, se non stava attento, con i suoi acciacchi, rischiava di diventare lui.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Una mattina mi disse che aveva letto che avevano scoperto che l\u2019acrilamide \u2014 una sostanza che le patate sprigionano quando si fanno friggere \u2014 a piccole dosi quotidiane \u00e8 un innesco sicuro per la per \u00abil male del secolo\u2026 Certo non \u00e8 roba che viene cos\u00ec, da un giorno all\u2019altro: \u00e8 una cosa lunga, come del resto lo sono gli ultimi anni di un uomo in una tre per tre, con un uno che prima o poi finisce per farti gli occhi dolci\u2026 Perch\u00e9 vedi, loro non sono come noi: loro lo &nbsp;sanno come venirne fuori pulite e mettersi poi dietro una bara a riempire di lacrime una vagonata di kleenex\u2026 E anche se devono metterci anni per farti la festa, non le importa, perch\u00e9 tempo ne hanno pi\u00f9 di noi, per natura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cos\u00ec mi aveva detto. E a quella cosa dell\u2019acrilamide ci pensai tutto il giorno e anche la sera, tornato a casa, al solito, davanti al televisore acceso, non riuscivo a non pensarci a come ci si arriva che alla fine darsi la libert\u00e0 a vicenda non basti pi\u00f9 e a come non ci sia niente che sia niente davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; E ci ripensavo anche la sera che tutto sarebbe crollato, finito, trasformato per sempre. Una sera, una come tutte le altre, con noi ai nostri soliti posti, quelli che la vita sembrava averci assegnato: il mio amico nel suo salotto ad ascoltare la radio; sua moglie in camera da letto&nbsp; davanti al televisore, dopo che come sempre avevano cenato ognuno per conto proprio; ed io sul divano del mio appartamento in comodato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tutto come sempre. Fino a che &nbsp;la musica che passava alla radio si interruppe, cos\u00ec come la partita che stavo guardando, per dare spazio alle ultime notizie: Kate, l\u2019uragano che aveva gi\u00e0 devastato e ucciso&nbsp; quasi mille persone lungo l\u2019intera costa, era passato da 3 a 5, e veniva all\u2019interno, dritto verso di noi, tanto che alle prime luci dell\u2019alba si sarebbe abbattuto sulla citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Insieme stentammo a crederci: io andai alla finestra a guardare la macchina posteggiata; lui in camera da letto,&nbsp;dove &nbsp;vide sua moglie addormentata, davanti alla televisione, con in mano il suo immancabile pacchetto di patatine e la guard\u00f2, la guard\u00f2 come non lo faceva da un pezzo: e vide ancora la sua bellezza, i suoi lineamenti e si accorse che quella donna che un tempo era stata la sua ragazza aveva il volto stanco e due piccole rughe sulla fronte. Poi spense il televisore che andava a vuoto, con il suo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; E avrebbe voluto svegliarla per dirgliele le ultime notizie, ma &nbsp;la lasci\u00f2 dormire. Fece invece una cosa che non faceva da anni: le si sdrai\u00f2 accanto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Intanto alla radio era ripresa la musica e la si sentiva arrivare dal salotto.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br>\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br><br><br><br><br><br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57723\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57723\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp; 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