{"id":57703,"date":"2025-05-31T22:38:28","date_gmt":"2025-05-31T21:38:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57703"},"modified":"2025-05-31T22:43:01","modified_gmt":"2025-05-31T21:43:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-giorni-di-pioggia-di-pier-gaspare-siclari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57703","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Giorni di pioggia&#8221; di Pier Gaspare Siclari"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00a0 Giuliano \u00e8 del \u201832 e abita da sempre, con sua moglie Rose, in questa piccola frazione di montagna: proprio nella baita di fronte a quella che quest\u2019anno ho affittato per l\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p>  Tutte le mattine, sul presto, lo vedo andare nella stalla dove cresce un vitello e tiene quattro galline ovaiole.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Ad avvisami \u00e8 la campanella di Rex, il suo border collie a pelo lungo, che lo segue passo passo, e cos\u00ec mi alzo dal tavolo, scosto la tendina della finestra e lui \u00e8 l\u00ec che scende la ripida stradina fra le case con su la spalla, inforcata sul tridente, una balla di fieno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Verso le undici poi, sento ancora la campanella e lo vedo andare ad&nbsp; affacciarci alla ringhiera del prato della vecchia casa disabitata che c\u2019\u00e8 accanto alla sua: da l\u00ec si vede tutta la valle e la strada che da Antey-Saint-Andr\u00e9 arriva fin qui e poi va ancora su, fino alle funivie.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp;Anche per me quella \u00e8 l\u2019ora di staccare e cos\u00ec dopo aver avviato qualcosa per il pranzo lo raggiungo. Ma sempre, prima di uscire, mi metto qualche biscotto in tasca perch\u00e9 so che Rex mi far\u00e0 le feste e se li aspetta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Una mattina, mentre eravamo l\u00ec affacciati a guardare le file di macchine salire, mi disse che la strada si fermava molto pi\u00f9 in basso e fu sotto il Fascismo che la fecero arrivare fino in paese, e che poi per anni c\u2019era stata solo la strada e nient\u2019altro e che fu solo sul finire degli anni Settanta, quando hanno iniziato a costruire, che l\u2019han fatta arrivare su fino alle piste, e che il turismo cos\u00ec com\u2019\u00e8 adesso, estate e inverno, non esisteva, tanto che per campare la famiglia lui era dovuto andare a lavorare alla Cogne, in acciaieria. Ma come lui quasi tutti, mentre le donne e le ragazze andavano a servizio, a fare le stagioni, in giro, negli alberghi, dove gli alberghi c\u2019erano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Quello stesso giorno dopo pranzo prese&nbsp; piovere e la mattina seguente mi svegliai con la pioggia che batteva controvento sui vetri delle finestre.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;Continu\u00f2 senza smettere tutta la settimana e ogni mattina vedevo Giuliano e Rex scendere sotto la pioggia per la loro stradina verso la stalla.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; In montagna quando \u00e8 cosi, in casa bisognava accendere la luce fin al mattino, anche d\u2019estate; &nbsp;e i bambini non escono o si radunano a gruppi nelle case le mamme si mettono a fare le frittelle di mele.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; E con la casa piena di piena di bambini dovetti lasciar perdere il lavoro&nbsp; e cos\u00ec iniziai a gironzolare curiosando per le stanze. E &nbsp;le vacanze che si affittano per le vacanze sono perfette nei giorni di pioggia perch\u00e9 non sono camere d\u2019albergo o gli appartamenti nei residence: sono invece piene di cose, che raccontano la storia di chi le ha abitate, \u00e8 stato l\u00ec prima di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sono cose semplicemente dimenticate, oppure lasciate l\u00ec d\u2019auspicio per ritornarci un giorno e ritrovarle, oppure sopravvissute a traslochi, cambi di proprietari o chiss\u00e0 cos\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Basta aprire i cassetti delle credenze, curiosare negli armadi, sulle mensole, o nelle scatole di cartone che ci sono sempre dentro i ripostigli per trovarle.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; E cos\u00ec ecco in un cassetto una vecchia scatola di fiammiferi, una Settimana Enigmistica ingiallita col Bartezzaghi irrisolto, una vecchia bolletta della luce, una scatolina di latta con dentro un ditale d\u2019ottone, dei bottoni, delle monete, da cinquanta, venti, cento lire e un ago conficcato in una spola di filo rosso; e poi, in un angolo della parete, dove s\u2019appoggia la scala per andare al piano di sopra, un quadretto a mezzo punto, il cui soggetto era un alfabeto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Per guardarlo bene lo stacco dal chiodo e vedo che ricamata, accanto a due iniziali, c\u2019era una data: 1917.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Un anno ancora e sarebbe finita, pensai; e poi a chi poteva averlo ricamato, nelle lunghe sere d\u2019inverno, alla luce di un lume ad olio e, in ultimo, a cosa sono in fondo le parole, tanto che come in un gioco, iniziai a comporne qualcuna unendo le lettere con linee immaginarie, come si fa con le costellazioni, guardando il cielo nel buio della notte: trovai per prime i nomi delle mie figlie, poi \u201cestate\u201d, \u201csentire\u201d, il mio nome e quello di mia moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Poi per guardarlo meglio lo portai sotto la luce della finestra da dove vidi che aveva ripreso a piovere, abbondantemente, e la strada quasi non si vedeva talmente era fitta. Cosa che mi ricord\u00f2 che il padrone di casa mi aveva detto che se fosse finita la bombola del gas non c\u2019era bisogno di scendere gi\u00f9 fino in paese perch\u00e9 sul balconcino, in un armadietto chiuso a chiave ce ne \u00e8 sempre una di scorta, e che la chiave \u00e8 appesa dietro la porta d\u2019ingresso. E cos\u00ec rimesso il quadretto al suo posto andai a vedere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; La chiave era l\u00ec dove mi aveva detto, ma accanto vedo che c\u2019era anche un quadretto con dentro una vecchia fotografia, in bianco e nero, che ritraeva un gruppo di persone davanti ad una casa, che a guardarla bene, e considerando i cambiamenti dovuti al tempo, sembrava essere proprio quella dove mi trovavo in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp;Inizia cos\u00ec a guardare uno per uno le persone ritratte: c\u2019erano quattro donne &#8211; due molto giovani; quattro bambini e una bambina; e un altro pi\u00f9 piccolo in braccio ad una delle donne giovani; e poi quattro uomini &#8211; due anziani-con sguardo severo, barba e baffi e i gilet abbottonati; e poi un cane.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Dalla luce che inondava la foto doveva essere un giorno d\u2019estate: una ricorrenza, una festa, forse l\u2019Assunzione. Le donne, ma anche le bambine, indossavano abiti lunghi neri, con sopra dei grembiuli bianchi ricamati, e quei scialli che si mettevano per andare in chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; I due bambini pi\u00f9 grandi, di pi\u00f9 fra tutti, attirano la mia attenzione: forse perch\u00e9 puntavano per terra con orgoglio i loro bastoni col manico ricurvo da pastore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Restai cos\u00ec, con quella foto in mano, un tempo che non so dire: l\u00ec a guardarci, divisi solo da dal vetro impolverato della cornice, come in un parlatorio, mentre fuori la pioggia continuava a cadere, abbondante.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Mi scosse un tuono. E fu in quel momento che mi venne in mente che Giuliano una mattina che eravamo l\u00ec affacciati alla ringhiera, una mattina che faceva molto caldo, &nbsp;prese a raccontarmi che\u2026 \u201cErano due fratelli, miei compagni di scuola, e la scuola era l\u00ec, sotto la chiesa, in una stanza, col prete che ci faceva da maestro, e c\u2019era una stufa e ognuno, ogni mattina, doveva portare un ciocco di legno oltre ai quaderni e al calamaio. Con loro poi ci trovavamo anche d\u2019estate, quando ci mandavano da soli su &nbsp;alle malghe, e dormivamo assieme a volte. Badavamo alle bestie al pascolo mentre i grandi facevano il fieno e altri lavori in paese. E ricordo che quel giorno faceva caldo, troppo caldo come oggi, e che i vecchi li avevano avvertiti di stare attenti ai temporali perch\u00e9 i foundres, i fulmini, le sentono le bestie e le vengono a cercare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; E doveva essere stato un giorno caldo come quello in cui mi fece quel racconto quando in un attimo i due fratelli lo sentirono alzarsi quel vento che chi sta in montagna conosce bene: le vacche, infatti, incominciarono ad agitarsi e i cani a girargli intorno abbaiando per evitare che si disperdessero.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Non erano distanti dalla malga e non ci volle molto per raggiungerla.&nbsp; Ma quando Anselmo, il pi\u00f9 grande, disse a Lesi\u00e8n di mettersi davanti per entrare con la testa della mandria nella stalla, mentre lui rimaneva dietro a chiudere la fila, la pioggia era ormai fitta e gelata ed il vento fortissimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;I cani correvano avanti e indietro abbaiando vicino le zampe delle vacche sempre pi\u00f9 spaventate, pizzicandole anche con piccoli morsi, in modo da tenerle serrate, dimostrando un coraggio indomabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;I tuoni erano assordanti e rimbombavano sulle pareti pi\u00f9 alte della Becca mentre pi\u00f9 in basso, sulle rocce ferrose, &nbsp;i fulmini sembravano colpi di mortaio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;A Lesi\u00e8n, quando varc\u00f2 con la prima bestia la porta della stalla, gli tremavano le gambe. Era fradicio e paralizzato dalla paura che quasi non si muoveva pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;Anselmo, invece, dopo aver capito che qualcosa non andava, mentre i cani, continuavano a serrare le bestie non lasciandogli altra strada che l&#8217;ingresso della stalla, corse verso di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gli grid\u00f2 in faccia, per scuoterlo da quel terrore, che doveva prendere la prima vacca, portarla in punta alla stalla e l\u00ec legarla alla sbarra di ferro della mangiatoia in modo che le altre le sarebbero andate dietro mentre lui, sarebbe ritornato fuori e con i cani che avrebbe fatto il resto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Era la prima volta che Lesi\u00e8n si trovava in una situazione simile ma tir\u00f2 fuori, non tutta la forza che poteva avere un bambino delle sua et\u00e0 e con le mani e le gambe che gli tramavano incominci\u00f2 a legare la prima bestia in fondo alla stalla, e poi le altre, a mano a mano suo fratello gridando e colpendole con bastone le spingeva dentro<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;I muggiti erano diventate urla che riecheggiavano insieme al suono dei campanacci nel semibuio della stalla. Le vacche non riuscivano a calmarsi e c\u2019era anche il rischio, specie per un bambino,&nbsp; di rimanere schiacciato. Ma erano stati in gamba, ce l&#8217;avevano fatta: le bestie erano tutte dentro e anche i cani fuori tiravano il fiato, fradici, &nbsp;sotto la piccola tettoia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Solo il temporale non mollava. Anselmo stava ancora armeggiando con una catena che risultava corta e che bloccava troppo una bestia alla sbarra di ferro della mangiatoia quando Lesi\u00e8n fece per andargli incontro e aiutarlo, ma una luce blu, come un enorme serpente, entr\u00f2 da una piccola finestra e percorse, crepitando, come impazzita tutta la stalla, emettendo un sibilo cos\u00ec forte che fu in grado per un attimo di fermare il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;E fu in quell\u2019attimo che Lesi\u00e8n, che era rimasto immobile a pochi passi da Anselmo, vide uscire quel serpente dall&#8217;altra piccola finestra che c&#8217;era in punta alla stalla, e prov\u00f2 come una vertigine e in quel lampo di luce blu vide tremare e stramazzare al suolo quattro mucche che le stavano davanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Di Anselmo se ne accorse solo dopo quando avvicinandosi lo vide a terra, immobile, fradicio, ma con un fumo che gli si alzava dalla camicia. Lo chiam\u00f2 lanciando un urlo che lo paralizz\u00f2, facendolo cadere in ginocchio accanto a lui, senza per\u00f2 il coraggio di toccarlo. Rimase l\u00ec a guardarlo e a chiamarlo per quasi un&#8217;ora, fino a quando non arrivarono suo padre e suo nonno, che dopo averlo avvolto in una coperta lo portarono a casa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57703\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57703\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Giuliano \u00e8 del \u201832 e abita da sempre, con sua moglie Rose, in questa piccola frazione di montagna: proprio nella baita di fronte a quella che quest\u2019anno ho affittato per l\u2019estate. 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