{"id":57632,"date":"2025-05-31T19:02:44","date_gmt":"2025-05-31T18:02:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57632"},"modified":"2025-05-31T19:02:45","modified_gmt":"2025-05-31T18:02:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-la-pausa-pranzo-e-altri-castighi-di-attilio-spaccarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57632","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;La Pausa Pranzo e Altri Castighi&#8221; di Attilio Spaccarelli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\">(Breve Storia di un Mobbing Silenzioso) <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>14 luglio 1970, una data storica: \u00e8 il giorno fatidico in cui venne pronunciata la formuletta magica che \u201cmi proclamava dottore in Scienze Statistiche\u201d! Avevo ventiquattro anni e mi sembrava di avere in pugno il mondo. Tornai a casa dove mi aspettavano mamma e il suo compagno Gianfi, una persona molto importante nella mia vita, che mi regal\u00f2 una bellissima borsa in cuoio, stile viaggiatore del Far West. Dopo qualche mese vinsi una borsa di studio da utilizzare presso il Dipartimento di Calcolo delle Probabilit\u00e0 della Facolt\u00e0 di Scienze Statistiche. Seguirono due anni vissuti in totale leggerezza, caratterizzati da poca ricerca universitaria, da uno scorcio di servizio militare e da una piccola attivit\u00e0 commerciale di jeanseria, economicamente poco fruttifera ma sufficientemente frivola avviata insieme alla mia ragazza di allora, una borgatara di talento. Nel 1973 fui assunto da un\u2019azienda di credito, per chiamata diretta, in un costituendo ufficio di Ricerca Operativa. Inizi\u00f2 cos\u00ec a Palermo la fase pi\u00f9 importante della mia vita. Con un po\u2019 di sano bullismo mi guadagnai l\u2019apprezzamento del management e qualche antipatia siciliana dei colleghi pi\u00f9 permalosi. Con un po\u2019 di sana incoscienza, invece, mi sposai. <br>   Dopo un anno fui trasferito a Roma e di l\u00ec a qualche mese fui sottoposto a un\u2019operazione di meniscectomia, proprio come un vero calciatore, a dispetto delle mie amnesie. Nel 1976 mi separai, e poich\u00e9 ero un gran figo nel 1977 fui promosso in tempi allora ritenuti propri di una carriera rampante, e in seguito gratificato con un encomio, addirittura solenne! Nel 1978 mi diagnosticarono una <em>demielinizzazione del sistema nervoso<\/em>, in pratica la sclerosi multipla.<br>   Da gran figo diventai un gran peso e una grande iattura per la mia azienda. Che per\u00f2 non si perse d\u2019animo, anche perch\u00e9 il decorso della sclerosi multipla, almeno a quei tempi, era altamente invalidante. E cos\u00ec, in attesa della mia morte lavorativa, il lungimirante e vagamente iettatorio management aziendale mi ha scavato una nicchia in cui dovevo continuare i miei studi econometrici, dei quali non gliene fotteva niente, ma che tornavano utili per <em>fare ammuina<\/em>. Nicchia nella quale inconsapevolmente mi infilai, perch\u00e9 quando un evento importante entra a far parte della tua vita e ne modifica l\u2019iniziale percorso, vivi quasi uno stato di incoscienza in cui ti senti come spogliato delle tue potenzialit\u00e0, che riacquisti solo allorch\u00e9 riesci a integrarti con la nuova condizione esistenziale.<br>   Anzi, in quegli anni ho ricevuto anche due avanzamenti di carriera, ovviamente <em>lento pede <\/em>per non fare torto alle mie capacit\u00e0 motorie, assurte quindi a parametro delle mie capacit\u00e0 professionali. E per non farsi guardare dietro, l\u2019Istituto (maiuscolo, in quanto entit\u00e0 sovrana) ha fatto le cose per bene aggiungendo anche qualche regalia, sotto specie di una missione all\u2019estero e di una carrozzina elettrica. Senza peraltro dimenticare tutti quei bei riconoscimenti verbali della mia intelligenza (la scappatoia utile quando non \u00e8 possibile metterla sul fisico\u2026) e delle mie conoscenze statistiche che dovevano fungere da <em>periscopio per l\u2019Istituto<\/em>, secondo un\u2019espressione \u2013 tanto colorita quanto priva di contenuti \u2013 dell\u2019allora vicedirettore generale.<br>   Ma qualcosa \u00e8 andato storto e ha rovinato i piani dell\u2019Istituto: il decorso della sclerosi multipla si \u00e8 arrestato lasciando esiti invalidanti solo sull\u2019equilibrio e la deambulazione, ma senza altri significativi nocumenti.<br>   Ai primi degli anni Novanta l\u2019ufficio di Ricerca Operativa \u00e8 stato soppresso, i miei colleghi sono stati ricollocati altrove e per me, che non potevo essere materialmente soppresso, \u00e8 stata escogitata un\u2019alchimia illusionistica che recitava cos\u00ec: trasferimento all\u2019ufficio studi di Palermo, ma con sede in Roma, dove non esisteva alcun Servizio Studi, capo e allo stesso tempo impiegato di un ufficio fantasma a struttura autoreferenziale, con la pi\u00f9 ampia autonomia progettuale e decisionale, dalla lettura del Corriere dello Sport allo svolgimento di qualsiasi attivit\u00e0 anche se inutile \u2013 anzi, meglio se inutile \u2013 e con possibilit\u00e0 di qualche pennichella, non importa se nell\u2019orario d\u2019ufficio.<br>   Questa frenetica attivit\u00e0 mi ha indotto a una causa per demansionamento che il pretore ha poi accertato, ingiungendo all\u2019Istituto di reintegrarmi, e di cui l\u2019Istituto se ne \u00e8 fottuto limitandosi a un simbolico spostamento dell\u2019ufficio: dall\u2019inizio del corridoio alla fine, giusto vicino a una latrina.<br>   Fatto salvo il cambio d\u2019ufficio, la mia vita lavorativa non ha subito altre variazioni. Un mio assistente viene alle sei e mezzo a casa mia, puntuale per non farmi arrivare in ritardo, visto il carico di lavoro. Giunto in ufficio e sceso dalla macchina, affronto con la carrozzina manuale la prima barriera, una porta a molla durissima che ogni tanto viene aperta solo per errore da qualche sconsiderato in preda a un insano impulso, o da qualche distratto commesso che ancora se ne sta chiedendo il perch\u00e9. Superato lo scivolo, mi trovo di fronte all\u2019ascensore. Se c\u2019\u00e8 qualche collega in attesa, si possono avvertire i brividi di terrore che gli attraversano la schiena all\u2019idea di farmi passare, e quindi, procedendo per successive eliminazioni, adesso trovo il campo sgombro.<br>   L\u2019ascensore si estende in larghezza ma \u00e8 poco profondo. Per entrarvi occorre dirigersi verso un angolo e poi ruotare la carrozzina, che deve essere ultrasottile altrimenti non ce la farebbe. Se quest\u2019ascensore non funziona ce n\u2019\u00e8 un altro accanto, preceduto da due gradini, grande quanto un baule: per accedervi, non bisogna sbagliare un movimento e per partire, una volta dentro, occorre trattenere il fiato, fortunatamente solo fino al primo piano. Quando ambedue gli ascensori sono fuori servizio o in manutenzione o in qualche altro accidente di disgrazia, occorre trasferirsi nell\u2019altra ala del palazzo. Quindi, doppia incazzatura per i due ascensori che non funzionano, scivolo in discesa e incazzatura semplice per la nuova prova di forza con la porta a molla, cercando di non disturbare il commesso che in guardiola \u00e8 immerso nella lettura del giornale.<br>   Per entrare nell\u2019altro lato dell\u2019edificio, <em>doppia <\/em>porta a molla, pi\u00f9 leggera per\u00f2 dell\u2019altra. Una volta dentro, vi sono da superare alcuni gradini. I commessi e il vigilante, che intuiscono la sciagura incombente, dopo aver tentato di rispedirmi nuovamente dall\u2019altra parte, si devono infine arrendere di fronte all\u2019evidenza. Se poi chiedo un aiuto per fare arrampicare la carrozzina lungo le scale, si affanneranno nel mantenerla in un equilibrio inquietante frutto di un reciproco scaricabarile tra fighetti indolenti e plateali millantatori; <a>v<\/a>a da s\u00e9 che tireranno un sospiro di sollievo se il mio assistente si sobbarca la faticaccia di fare da solo.<br>   Anche l\u2019ascensore di questo lato del palazzo \u00e8 largo ma poco profondo, e assomiglia a una macchina infernale: \u00e8 velocissimo sia nella corsa che nella chiusura delle porte, e bisogna affrettarsi a entrare e uscire per non rimanere schiacciati tra le porte prive di fotocellule. Giunti al primo piano ed evitato <em>l\u2019effetto panino<\/em>, occorre poi affrontare una porta a mollissima preceduta da un dentino (una gran tenerezza). Una volta superata senza penalit\u00e0 la doppia barriera architettonica, si pu\u00f2 alfine transitare per un lungo corridoio al termine del quale vi \u00e8 una latrina con annesso ufficio, il mio ufficio. Detta latrina ha poi un dispositivo meccanico d\u2019apertura che ogni tanto s\u2019inceppa, in modo che la mia pip\u00ec non abbia a patire complessi di inferiorit\u00e0.<br>   Mi trasferisco quindi sulla carrozzina polifunzionale e assumo il controllo della situazione. Verifico che tutti gli impiegati, cio\u00e8 io, siano presenti e mi dedico alla lettura del giornale. Poi faccio qualcosa al computer.<br>   Alle 10.30 il caff\u00e8 portato da una volenterosa collega. Se la volenterosa collega si dimentica, niente caff\u00e8.<br>   Alle 13.40 pranzo preparato a casa da consumare in castigo di fronte a un muro su uno scomodo tavolinetto, stretto e inaccessibile. I miei pantaloni, poi, riveleranno inequivocabilmente se ho mangiato e, nei casi pi\u00f9 fortunati, anche cosa ho mangiato. Se a casa si distraggono o il mio assistente si dimentica di prendere il <em>panierino <\/em>dal frigorifero, niente pranzo, ma almeno i miei pantaloni rimarranno puliti.<br>   Alle 17 vengono a prendermi. Se si dimenticano, non vengono a prendermi, ma in compenso il pernottamento in ufficio \u00e8 gratuito.<br>   Se scoppia un incendio, ho la possibilit\u00e0 di riscaldarmi in ufficio: confortevole soprattutto se fa freddo.<br>   Se c\u2019\u00e8 un terremoto, tremo in ufficio.<br>   Se ho un malore, crepo in ufficio.<br>   Ormai dal punto di vista aziendale io vivo in simbiosi con il mio ufficio: io sono il mio ufficio, e siccome l\u2019ufficio non fa niente, per la propriet\u00e0 transitiva io sono niente.<br>   A questo punto lo scopo dell\u2019Istituto \u00e8 chiaro: non avendo potuto godere della mia morte lavorativa, spera almeno in quella fisica.<br>   E allora, anche per confutare l\u2019apparente giudizio di disvalore implicito nel comportamento dell\u2019Istituto nei miei confronti (pagato per non fare danni!), ho impiegato il tempo libero di cui ho potuto usufruire per gentile concessione dell\u2019Alta Direzione, cimentandomi nell\u2019impresa di scrivere un libricino con le disavventure picaresche di chi \u00abvive per conto terzi\u00bb, io che affermo di essere uno statistico e che alla maturit\u00e0 classica fui rimandato nella sola materia d\u2019italiano.<br>   Se non altro, mi sono molto divertito.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57632\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57632\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Breve Storia di un Mobbing Silenzioso) 14 luglio 1970, una data storica: \u00e8 il giorno fatidico in cui venne pronunciata la formuletta magica che \u201cmi proclamava dottore in Scienze Statistiche\u201d! 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