{"id":57628,"date":"2025-05-31T21:45:49","date_gmt":"2025-05-31T20:45:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57628"},"modified":"2025-05-31T21:45:51","modified_gmt":"2025-05-31T20:45:51","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-aspettando-chi-di-anna-licheri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57628","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Aspettando (chi?)&#8221; di Anna Licheri"},"content":{"rendered":"\n<p>AMORE MIO. Abbigliamento. Anche taglie comode.<\/p>\n\n\n\n<p>Una piccola vetrina sulla provinciale, davanti alla quale sono sicuramente passata migliaia di volte senza notarla, adesso la conosco a memoria. Il cuoricino sopra la i, gli stencil sul vetro, i vasi ai lati dell\u2019ingresso. Sono una persona abitudinaria, dopo la prima volta che sono entrata in questo parcheggio sono sempre tornata nello stesso posto, dal quale il negozio <em>amore mio <\/em>\u00e8 protagonista indiscusso del panorama. Ho avuto modo di osservarlo perch\u00e9 vengo qui per aspettare, a volte 5 minuti, altre un po\u2019 di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono affezionata a questo posto anonimo, a quell\u2019insegna buffa, miei fedeli compagni e testimoni, di attese e ricompense, baci e pianti. Non avremmo nemmeno dovuto incontrarci qui, ho sbagliato il luogo dell\u2019appuntamento la prima volta poi ho arbitrariamente perseverato nell\u2019errore perch\u00e9 gi\u00e0 mi sentivo a casa, in un parcheggio, sulla provinciale. Perch\u00e9 seduta su un muretto, con la sua testa sulle gambe e la mia mano nei suoi capelli, mentre mi raccontava la sua cicatrice sul sopracciglio in una sera tiepida di settembre inoltrato, mi sono sentita in pace. Ci siamo dimenticati il motivo del nostro incontro e siamo rimasti l\u00ec per ore a condividere storie. Era passato quasi un anno da quando ci eravamo stretti la mano per la prima volta dicendo i nostri nomi ad alta voce, in un altro parcheggio, lontano chilometri, ma \u00e8 stata quella sera che ci siamo conosciuti. Ci siamo salutati con la promessa di ripetere presto una chiacchierata, me ne sono andata convinta di aver aperto le porte a un\u2019amicizia pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 sentita, non avevo capito nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Un paio di giorni dopo ci davamo appuntamento in quello stesso parcheggio, incapaci di resistere, nonostante tutte le controindicazioni, all\u2019attrazione che ormai avevamo ammesso e dalla quale, proprio per questo, non sapevamo affrancarci, quella che distingue un amico da un amante, o almeno dovrebbe. Sono uscita presto di casa per non destare sospetti, mentendo per la prima volta ai miei genitori, avevo bevuto un caff\u00e8 per rimanere sveglia e percepivo chiaramente il mio cuore dimenarsi nella cassa toracica. L\u2019ho aspettato per pi\u00f9 di un\u2019ora, con l\u2019esaltazione con cui si aspetta che il nostro cantante preferito salga sul palco, fumando una sigaretta dietro l\u2019altra, cosa che non ha particolarmente apprezzato, non avevo mai baciato un non fumatore. Un pick-up ha parcheggiato accanto a noi, ne \u00e8 uscito un uomo di mezza et\u00e0 che ci ha salutato con un elegantissimo <em>buonasera<\/em>, a giudicare dall\u2019ora e dal tipo probabilmente un cliente del night club poco distante. Per un attimo ho realizzato di trovarmi in un parcheggio sulla provinciale con un ragazzo che mi aveva detto chiaramente di non essere disposto a prendermi seriamente, ma l\u2019ho dimenticato troppo in fretta per colpa delle sue spalle larghe pronte ad accogliermi e della familiarit\u00e0 dei suoi occhi. Almeno questo l\u2019avevo capito, avevo capito che dei suoi occhi potevo fidarmi pi\u00f9 che delle sue parole. Ho perso il conto delle versioni ideate per giustificare l\u2019incoerenza dei suoi comportamenti, ovviamente tutte reciprocamente antitetiche, con le parole era in grado di dirmi \u201csei importante\u201d e \u201cstare con te non mi da niente\u201d nella stessa frase. Ma i pensieri che traboccavano dagli occhi non sapeva nasconderli, nei momenti di vulnerabilit\u00e0 diventavano acquosi, trasparenti, potevo vederci attraverso, allora l\u2019incrocio dei nostri sguardi diventava un flusso e finalmente mi pareva che le nostre volont\u00e0 pi\u00f9 sincere combaciassero.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idillio \u00e8 durato poco, qualche settimana dopo ci siamo incontrati di nuovo, al solito posto, ma in quel caso ho dovuto stremarlo perch\u00e9 mi concedesse un appuntamento, ha deciso che dobbiamo smettere di vederci, <em>queste cose <\/em>non fanno per lui, crede che io possa innamorarmi, e non \u00e8 il caso. Non sono abbastanza presuntuosa da credere che si sia spaventato perch\u00e9 \u00e8 lui a provare dei sentimenti che non vuole assecondare, eppure dopo la sentenza non \u00e8 riuscito a non baciarmi ma la colpa, anche in questo caso, \u00e8 mia: \u201ccon quello sguardo me lo stavi chiedendo\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono abituata ad aspettarlo da quando l\u2019ho conosciuto, non \u00e8 mai pronto quando lo passo a prendere, anche se per lui prepararsi implica un solo passaggio: cospargersi di Acqua di Gio, devo aspettare che tutti dormano per poter andare da lui e con il tempo ho imparato ad aspettare che sia lui a cercarmi quando gli torna il buon umore, evitando di rimbalzare ossessivamente contro un muro di mattoni. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo aspetto anche stasera, nel solito parcheggio, ma non verr\u00e0, non l&#8217;ho nemmeno chiamato perch\u00e9 non avrei sopportato un rifiuto, lo aspetto lo stesso. Non so cosa ci faccio qui, stavo rientrando e senza neanche rifletterci ho deviato, forse volevo sentirmi a casa come quella sera di fine settembre, ma mancano tutti i presupposti. Parto da l\u00ec e ripercorro tutti i momenti della nostra storia, che non \u00e8 nemmeno una storia ma fornirebbe materiale sufficiente alla stesura di un romanzo. Mi concentro sui pi\u00f9 felici per convincermi di non essermi ingannata: tiene il braccio incastrato fra il sedile e lo sportello pur di tenermi la mano per tutti i 40 km che separano la discoteca da cui stiamo uscendo dalle nostre case, al mare teniamo gli occhi chiusi e si passa i miei riccioli tra le dita, mi vede piangere in disparte allora si offre di rimanere con me finch\u00e9 non mi addormento (si addormenter\u00e0 per primo). <\/p>\n\n\n\n<p>Il faretto che illumina l&#8217;insegna mi pare aggressivo e impietoso, sottolinea la freddezza del sedile vuoto accanto a me, ascolto canzoni struggenti e singhiozzo disperatamente, un signore di mezza et\u00e0 scende da un pick-up poco distante, i nostri sguardi si incrociano, non mi vergogno nemmeno, lui lo sa che questo sedile \u00e8 stato occupato, che c\u2019era qualcosa di vero. \u00c8 la mia generazione che non ha capito nulla, ci nascondiamo dietro situazioni assurde per paura di definire quello che sentiamo e vogliamo, cos\u00ec assurde che per identificarle dobbiamo prendere in prestito termini inglesi come <em>situationship. <\/em>Ci interroghiamo tanto sull\u2019amore e le relazioni, senza praticarli, non abbiamo il coraggio di costruire un legame solido perch\u00e9 convinti che ci privi della libert\u00e0, cos\u00ec rimaniamo liberi di non amarci, a nessun costo, neanche quando si fa l\u2019amore, che pure \u00e8 l\u2019inequivocabile espressione del desiderio di sentirsi uno insieme all\u2019altro. Eppure \u00e8 vero anche che Annie Ernaux, di un paio di generazioni precedenti alla mia, sentiva quello che sento io, lo so perch\u00e9 in questi giorni c\u2019\u00e8 <em>perdersi <\/em>sul mio comodino, interrompo continuamente la lettura per appuntare frasi che esprimono in modo elegante e impeccabile la disperazione, il desiderio morboso, l\u2019 \u201cassenza assoluta di futuro\u201d quando non posso segnare il nostro prossimo incontro sul calendario. Ma non dovrei sorprendermi, d\u2019altra parte \u00e8 noto che tutte le storie d\u2019amore si somigliano, che tutto quello che c\u2019\u00e8 stato fra noi merita al massimo di essere classificato come <em>normale<\/em>, lo dice anche Guccini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho capito che possiamo stare bene insieme se lo assecondo nelle sue manie di controllo, rispettando le regole non scritte della <em>situationship<\/em>: niente pretese, fingere spontaneit\u00e0, mantenere le distanze in pubblico e soprattutto niente appellativi affettuosi. Sono in gioco da tanto per cui sono diventata abbastanza brava, ho sempre evitato nomignoli ambigui, fino a qualche giorno fa. Aveva appena perso suo pap\u00e0 e quando, mentre ci abbracciavamo strettissimi, ha nascosto il viso nell\u2019incavo del mio collo mi \u00e8 scappato: <em>amore mio<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Non l\u2019avevo incontrato molte volte suo pap\u00e0 non avendo il privilegio di essere una fidanzata, e quindi presentabile, costretta a introdurmi in casa a sua insaputa, ma una sera, alla cena di compleanno del figlio siamo capitati accanto. Dovevo guidare ma ha insistito perch\u00e9 bevessi un bicchiere di vino, mi sono sbrigata a finirlo per togliermi il pensiero e mi sono ritrovata di nuovo il bicchiere pieno, per tutta la sera si \u00e8 assicurato che non rimanesse mai vuoto, infatti ho dovuto farmi accompagnare a casa. Capivo che mi studiava con curiosit\u00e0 finch\u00e9 mi si \u00e8 avvicinato per dirmi \u201csei troppo zitta, fatti sentire che qualcosa si muove\u201d, credo di aver risposto solo con un sorriso imbarazzato, mi sentivo completamente colta in fallo. Al vertice opposto del tavolo suo figlio ci guardava perplesso tentando invano di isolare le nostre battute nell\u2019allegro chiacchiericcio generale. Non ho mai capito se sapesse cosa c\u2019era fra noi o se volesse solo spronare il mio carattere silenzioso, mi sono interrogata per giorni sul significato di quella frase come fosse un oracolo. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi torna in mente adesso, sola al buio in questo parcheggio quella frase mi appare come una condanna: non sono in grado di farmi sentire. I mesi continuano a passare e io resto impantanata in una situazione che non ho scelto n\u00e9 mai desiderato, che nemmeno mi si addice. Sarebbe facile ritenermi vittima di un narcisista, cos\u00ec l\u2019ha definito la mia psicologa, ma non sarebbe giusto, devo prendermi le mie responsabilit\u00e0. Dopotutto non sono meglio dei miei coetanei, incapaci di rinunciare, tendenti a giustificare la sofferenza di non essere compresi con pochi attimi di felicit\u00e0. Tutto \u00e8 rimasto immobile, le stesse dinamiche si ripetono da cos\u00ec tanto tempo che mi sento in un loop, questa volta \u00e8 davvero colpa mia, sono io che non mi muovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre aspetto mi rendo conto che non sto aspettando lui, sto aspettando me.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57628\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57628\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AMORE MIO. 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