{"id":57595,"date":"2025-05-31T21:12:17","date_gmt":"2025-05-31T20:12:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57595"},"modified":"2025-05-31T21:12:19","modified_gmt":"2025-05-31T20:12:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-suono-del-fulmine-di-mariachiara-parzanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57595","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il suono del fulmine&#8221; di Mariachiara Parzanese"},"content":{"rendered":"\n<p>Da che esiste il mondo, esiste la musica. Probabilmente prima della comparsa dell\u2019uomo sulla Terra \u2026 Per rilassarsi, per consolarsi, per motivarsi o semplicemente per il bisogno di farlo. Ed \u00e8 risaputo che la musica \u00e8 magica poich\u00e9, se praticata in modo corretto, \u00e8 un\u2019arte che riesce a convertire i rumori in una sinfonia stupenda. Ed \u00e8 proprio questo che all\u2019epoca dell\u2019antica Grecia, fece infuriare il dio del fulmine Astrap\u00e8on. Il giovane era spesso in conflitto con gli altri dei per motivi futili. Aveva avuto scontri con Ourania (dea del cielo), Chalytrion (colui che maneggia i metalli), Polemarcos (dio della guerra) e persino con Theonarcos, il padre degli dei. Ma la persona con la quale si ritrovava &nbsp;spesso a discutere era Aoidelle, la dea del suono e della &nbsp;melodia. I due avevano aspetto e carattere completamente diverso. Aodielle aveva una chioma riccia &nbsp;che le ricadeva sulla schiena disordinatamente, qualche fermaglio e numerosi bracciali e anelli che le adornavano le dita capaci di suonare molteplici strumenti. Indossava sempre il suo maglioncino indaco e la gonna rifinita con perline, risvolti e pieghe. Il ragazzo invece aveva una chioma corvina, mossa, che gli incorniciava il viso. Certo, aveva gioielli, ma mai quanti la ragazza dalla voce armoniosa. Il suo abbigliamento consisteva in un completo elegante, decisamente non adatto a un dio. Ne era consapevole, ma Astrap\u00e8on non aveva molto riguardo per l\u2019opinione altrui. Anzi, era il completo opposto della ragazza. Mentre lei era socievole, gentile, altruista, lui un perfetto narcisista ed egoista. &nbsp;In termini di musica le due divinit\u00e0 nutrivano opinioni estremamente diverse. Aoidelle pensava alla musica come a un linguaggio, un sentimento\u2026 anzi, un modo per poter esprimere le emozioni sostituendo le parole. A parer suo la musica doveva essere delicata, pura ed entusiasmante. Per\u00f2 allo stesso tempo la ragazza aveva paura del modo in cui l\u2019essere umano poteva usare questa fragile arte. Il ragazzo dagli occhi color miele, invece, desiderava una sinfonia pi\u00f9 forte ed energica che coinvolgesse e desse coraggio, ma anche soprattutto non annoiasse n\u00e8 l\u2019essere umano n\u00e8, diciamocela tutta, gli dei. Certo, le melodie provenienti dalle regge erano meravigliose, ma avevano bisogno di qualcosa che avrebbe reso la melodia perfetta. Cos\u00ec un giorno, mentre Astrap\u00e8on ascoltava le lamentele sonanti delle mogli costrette in casa, la dea Melantha lo condusse da un ragazzo. Melantha, dea della malinconia, usava molto girovagare tra le abitazioni. Sebbene fossero insignificanti rispetto agli dei, lei ammirava gli esseri umani per molte delle loro invenzioni e per il modo pacifico in cui alcuni di loro usavano passare la giornata. Una volta giunti nell\u2019umile casa del ragazzo, Astrap\u00e8on cap\u00ec immediatamente il motivo per cui Melantha lo aveva condotto l\u00ec. Il giovane, Technesios, aveva un vero e proprio talento. Suonava il suo strumento \u201cdivinamente\u201d, mostrando la sua passione nonostante il manufatto fosse in pessime condizioni. Cos\u00ec Astrap\u00e8on si decise: corse immediatamente sull\u2019Olimpo, in quel momento circondato da lucciole e polveri divine in occasione di una celebrazione. Fece cadere un fulmine su una quercia da tempo circondata da rose; l\u2019albero cadde e provoc\u00f2 un tonfo sordo. L\u2019idea era quella di creare, con il contributo divino e umano, lo strumento pi\u00f9 perfetto e rivoluzionario di sempre. La forgia di Chalytrion era calda come il ventre di un vulcano. Le pareti erano scolpite nella roccia e ornate da filamenti di metallo incandescente che ondolavano come fiumi di lava addomesticata. Astrap\u00e8on vi entr\u00f2 con passo deciso, ma dentro di s\u00e9 un fremito lo accompagnava: il dio fabbro non era noto per la sua clemenza, n\u00e9 per la fretta . Chalytrion, avvolto da una tunica annerita dal fumo, sollev\u00f2 lo sguardo dai suoi mantici e lo pos\u00f2 sul giovane dio. \u201cDi nuovo tu, signore dei lampi. Cosa desideri stavolta? Una nuova lancia? Un\u2019armatura per far colpo su Aoidelle?\u201d &nbsp;disse con un sorriso che sapeva di ferro e sarcasmo. Astrap\u00e8on strinse i denti, ma non reag\u00ec. \u201cHo bisogno del tuo aiuto per costruire qualcosa di diverso. Qualcosa che nessun dio ha mai forgiato: uno strumento che unisca forza e melodia.\u201d Chalytrion si fece serio. Un\u2019idea ardita. Ma la fucina di un dio non si mette al servizio di capricci. m\u201cVoglio sapere se sei pronto a rispettare ci\u00f2 che stai per creare. E allora, prima di aiutarti\u2026 rispondi a questo.\u201d Il fabbro lasci\u00f2 che il martello battesse tre volte sull\u2019incudine, poi sussurr\u00f2 con voce profonda:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cDue sono le mie nature:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong><strong><br>una colpisce, l\u2019altra carezza.<br>Una spaventa, l\u2019altra consola.<br>Solo chi sa usarle entrambe<br>pu\u00f2 domarmi.<br>Chi sono?\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio cadde come una colata di piombo. Astrap\u00e8on, per un attimo, fu spiazzato. Il suo istinto gli suggeriva di rispondere con forza, ma qualcosa dentro di lui &#8211; forse un\u2019eco della risata melodica di Aoidelle &#8211; gli ricord\u00f2 il vero scopo del suo piano. Del, loro\u2026 piano. Il ragazzo abbass\u00f2 lo sguardo, poi sorrise. \u201cSei\u2026 la musica. Ma non una qualsiasi. Sei la musica che nasce dall\u2019equilibrio..- La musica che pu\u00f2 distruggere o guarire. La musica che vive tra il tuono e il sussurro lieve.. quel dolce suono che \u00e8 capace di sciogliere dai nodi del corpo ogni tensione\u2026\u201d Chalytrion socchiuse gli occhi. Per qualche secondo, sembr\u00f2 voler dire qualcosa, ma poi annu\u00ec. Il martello scese di nuovo sull\u2019incudine, facendo trasalire il dio. Stavolta il fabbro abbass\u00f2 lo strumento non per forgiare il ferro, ma per suggellare un patto.\u201c Bene, dio del fulmine. Hai dato la risposta giusta. Allora andiamo a plasmare il cuore dello strumento. Vediamo se sai domare anche il suono.\u201d Chalytrion alza per un momento lo sguardo dall\u2019incudine su cui stava lavorando per spostarlo su Astrap\u00e8on. Sapeva di essere riuscito a far riflettere il dio del fulmine, che non riusciva a cancellare dalla sua mente l\u2019immagine della dea con il maglioncino indaco. Dopo qualche accurata descrizione e alcune espressioni perplesse dal dio dalla folta barba, il corpo dello strumento era pronto. Perfetto! Per potersi procurare delle corde, il ragazzo non ebbe altra scelta che mostrarsi a un umile pastore, il quale trasal\u00ec alla vista del dio vendicativo: Era una giornata d\u2019autunno qualunque per il pastore Theodoros: i suoi figli giravano per casa ridendo, raccontandosi storie spaventose nella piccola stalla del loro cavallo; la sua dolce moglie preparava la cena con i prodotti che avevano a disposizione \u2013 gran parte dei quali provenivano dai loro campi -; Lui, invece, stava curando il terreno dopo la grande raccolta estiva per prepararlo alla semina. Ad un certo punto, un\u2019ombra apparve sul suolo umido. L\u2019uomo si volt\u00f2 lentamente alla vista di una sagoma cos\u00ec ampia. Quindi dopo qualche secondo vide &#8211; ormai in ginocchio vicino a lui &#8211; Il temuto dio Astrap\u00e8on. Il povero uomo cadde sul campo fresco, con occhi sbarrati, colmi di timore. Timore per lui e sua moglie, per i suoi campi, ma soprattutto per i suoi piccoli figli. Cosa poteva mai desiderare un dio da un umile come lui? Tutto quello che aveva da offrire erano un cavallo e &nbsp;le loro risorse per l\u2019inverno. Le sue uniche parole, balbettanti, furono: \u201cO possente Astrap\u00e8on, signore dei fulmini e dei cieli in tempesta, se sono mai stato retto nei miei giorni e giusto con il mio gregge, non volgere su di me la tua ira. Non ho nulla da offrirti se non la lana delle mie pecore e il tremore del mio cuore. Prendila, se \u00e8 questo ci\u00f2 che cerchi, ma risparmia la mia casa e i miei figli..\u201d Theodoros sembrava sul punto di piangere, ormai.. con quel volto sporco di terra, gli occhi scuri e stanchi, che per\u00f2 nonostante tutto riuscivano a sorridere al dio Sole ogni giorno. Di solito Astrap\u00e8on non nutriva compassione per gli dei \u2013 figuriamoci per gli umani. Ma quello sguardo stanco, stranamente, tocc\u00f2 qualcosa in lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ricordo..<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dall\u2019infanzia di Astrap\u00e8on, lui era sempre stato il bimbo capriccioso. Quel bimbo che combinava sempre guai, rovinando le capigliature delle dee e pianificando scherzi con Aoidelle. &nbsp;Agli occhi di alcuni d\u00e8i sarebbe potuto essere un pericolo per l\u2019Olimpo in futuro; per cui un giorno, mentre giocava con uno dei suoi coetanei su un monte nei pressi dell\u2019Olimpo, il dio delle tempeste mand\u00f2 una terribile burrasca. Uno dei due bambini, purtroppo, non venne ritrovato dalle divinit\u00e0 accorse in aiuto. Si trattava del povero Astrap\u00e8on. Passarono anni, ma nessuno sentiva parlare del dio dei fulmini. Persino Aoidelle rinunci\u00f2 a sperare in un suo ritorno. La verit\u00e0 era che il giovane era stato trovato e accudito da un gentile anziano, che lo crebbe con sua moglie con tutto l\u2019amore che un mortale potesse donare a un dio potente come lui. Infatti quando si trovava con l\u2019anziana coppia era il bambino -semi-divino- pi\u00f9 felice della Grecia.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo finch\u00e8 i due anziani, a causa della loro et\u00e0, abbandonarono il mondo dei vivi, lasciando il ragazzo Astrap\u00e8on solo nella loro umile capanna. E fu da quel momento in poi che il dio del fulmine non fu pi\u00f9 lo stesso. Solo anni dopo, quando nel mondo degli umani Astrap\u00e8on poteva avere una ventina di anni, un messaggero si rec\u00f2 da lui per volere di una divinit\u00e0 -che non rivel\u00f2 il suo nome- per chiedergli di tornare a vivere sull\u2019Olimpo, la residenza degli dei. Lui, per non restare solo in eternit\u00e0, decise di accettare. Davanti a quell\u2019uomo Astrap\u00e8on non poteva che pensare al suo vecchio \u2018padre\u2019.. se non fosse stato cos\u00ec pieno di s\u00e9 in quel momento le lacrime gli avrebbero rigato il volto. Ma subito con un ghigno sottile il dio volle calmare l\u2019uomo, facendogli capire che aveva buone intenzioni. \u201cAlzati, uomo della terra. Non sono venuto a farvi del male, ma a chiedere. In giorni remoti, i tuoi antenati pregavano per la pioggia; oggi, io chiedo a te un dono pi\u00f9 semplice. Non temere il mio fulmine: esso non cadr\u00e0 sulla tua casa, ma dar\u00e0 voce a un suono che n\u00e9 cielo n\u00e9 uomo hanno mai udito. La lana che offri sar\u00e0 memoria del tuo coraggio. E la tua paura&#8230; verr\u00e0 sciolta nella melodia, molto presto.\u201d Ed ecco che il ricordo di Aoidelle &nbsp;riaffiorava. Theodoros venne sorpreso dal fatto che non fosse l\u00ec per fulminarlo ma per necessit\u00e0\u2026un dio che chiede qualcosa a un mortale? B\u00e8, questo era davvero strano! &nbsp;Il contadino gli don\u00f2 della lana e il ragazzo misterioso scomparve con un inchino. Mancavano ancora due passaggi. L\u2019aria era immobile sopra le nubi eterne. Ourania sedeva su un trono di cristallo sospeso nel cielo, il volto rivolto alle costellazioni che si intrecciavano come fili di seta tra le sue mani. Astrap\u00e8on si fece avanti, lasciando che l\u2019eco dei suoi passi creasse brevi scariche di luce sulle nubi. La dea, in questo modo, intu\u00ec subito di chi si trattasse. \u201cCosa ci fai qui, portatore di tempeste? Hai gi\u00e0 recato scompiglio nei cieli con la tua collera.\u201d . Il ragazzo avanz\u00f2 lentamente verso la donna dai capelli dorati, con ciocche sul biondo cenere. \u201cNon sono venuto per alcun litigio, o per distruggere i tuoi celi. Ma ho bisogno di un frammento del tuo regno.\u201d. Nel sentire queste parole la donna volt\u00f2 leggermente il capo, in modo che si potesse scorgere solo il profilo del pallido volto. \u201cLo dici da fratello.. o da ladro? In passato hai preteso,&nbsp; non chiesto..\u201d le sue labbra formarono una smorfia sconsolata. Astrap\u00e8on morse le sue, ricordandosi dei momenti in cui da piccolo si intrufolava&nbsp; nel suo castello per rubare della polvere stellata, da usare per fare innocui scherzi con Aoidelle. \u201cHai ragione, Ourania. Ma..\u201d Il ragazzo cerc\u00f2 le parole \u201c oggi non parlo per me. In passato ho litigato per orgoglio con molti d\u00e8i.. e ora voglio compensare. Si tratta di una creazione che coinvolger\u00e0 i miei poteri e quelli di Aoidelle..\u201d E di nuovo, l\u2019immagine del delicato volto di Aoidelle gli offusc\u00f2 la mente. Intanto Ourania pensava: \u201cTu e Aoidelle\u2026 insieme? Suona come un\u2019eclissi. E perch\u00e9 mai io dovrei contribuire a un\u2019unione cos\u00ec instabile?\u201d si alz\u00f2 sospirando. \u201cPerch\u00e9 questa volta voglio creare un suono che non spezzi vette di montagne, trasformi un albero in cenere, o porti qualsiasi tipo di distruzione. Voglio che questo suono riesca ad aprire e unire cuori.. persino quelli che possono sembrare incompatibili.\u201d&nbsp; Ribatt\u00e8 subito Astrap\u00e8on. \u201cQuesto significa affidare il dono anche agli uomini.\u201d Rispose secca la donna pensierosa. \u201cne sapranno fare buon uso? O come sono solito fare, lo convertiranno in un\u2019arma?\u201d. Il ragazzo tacque. Aveva ragione. Ma dentro di lui aveva la sensazione che tutto sarebbe andato per il meglio: la loro invenzione avrebbe unito popoli, regni, culture che parlano lingue completamente diverse, ma allo stesso tempo che avrebbero comunicato con un solo linguaggio magico.. la musica. Astrap\u00e8on annu\u00ec. \u201cAllora sar\u00e0 nostro compito proteggerlo. Come d\u00e8i. Come fratelli.\u201d. Ourania lo osserva a lungo, poi allunga lentamente la mano verso un\u2019urna di vetro scintillante. Ne estrae un pugno di polvere luminosa e lo soffia nell\u2019aria. Le particelle volteggiano verso Astrap\u00e8on, disegnando orbite e note invisibili. \u201cUsala con saggezza, o questa luce torner\u00e0 nel cielo\u201d Aveva il volto deciso e preoccupato allo stesso tempo, ma nei suoi occhi scintillava qualcosa di pi\u00f9. Speranza, forse? Fiducia nel giovane dio innanzi a lei, che sembrava volesse finalmente abbandonare la sua bolla protettiva ed egoista? Ad ogni modo questo le regal\u00f2 un sincero sorriso. \u201cNe far\u00f2 tesoro, e forse sarai fiera di me per la prima volta.\u201d Con uno schiocco di dita Astrap\u00e8on era svanito con la polvere magica. In questo modo, recandosi in una grotta silenziosa, gener\u00f2 delle \u201ccorde\u201d di una precisione disumana. A ognuna delle corde era correlata un\u2019emozione: questo strumento non sarebbe stato facile da suonare. Astrap\u00e8on si sentiva stranamente nervoso. Aoidelle era l\u2019ultima divinit\u00e0 da convincere, forse la pi\u00f9 importante. Eppure, era anche la pi\u00f9 difficile da avvicinare. Quando si trov\u00f2 di fronte al tempio della dea della melodia, una brezza profumata di lavanda e polvere d\u2019ambra gli accarezz\u00f2 il volto. L\u2019edificio era immerso nel silenzio, come se il mondo avesse trattenuto il fiato. Sapeva che lei era l\u00ec. E sapeva anche che non sarebbe bastato il suo solito tono arrogante. Cos\u00ec prese coraggio, e inizi\u00f2 ad avanzare nel tempio, sperando di persuaderla. Fece qualche passo all\u2019interno. Aoidelle era seduta su un gradino di marmo, immersa nel suono dei propri pensieri, con l\u2019arpa sulle ginocchia. Il suo profilo era calmo, ma carico di qualcosa che Astrap\u00e8on non sapeva descrivere: dolore trattenuto? Forse delusione. Guardando quel volto sconsolato il ragazzo sent\u00ec improvvisamente un peso sul petto, che per\u00f2 si allegger\u00ec sentendo la melodia che inizi\u00f2 ad echeggiare nel tempio. Rest\u00f2 ammaliato per qualche secondo guardando le sue mani ornate da anelli produrre una melodia delicata. Era un dato di fatto, Aoidelle era capace di incantare chiunque con la sua arte e la sua voce. Aveva tutta l\u2019aria di rilassarsi nel suo mondo e Astrap\u00e8on vide in questa calma un\u2019occasione. Le si avvicin\u00f2 e le tocc\u00f2 la spalla, facendola sobbalzare. Inizialmente lei sospir\u00f2 scuotendo la testa, trovando strano che il suo nemico fosse andato a parlarle. Per evitare discussioni, lasci\u00f2 che il ragazzo spiegasse quello che aveva in mente: lui, quasi esitante: \u201cNon ti disturber\u00f2 a lungo. Solo il tempo di dirti\u2026 che ho bisogno di te.\u201d. Alla parola \u2018bisogno\u2019 la ragazza trasal\u00ec. Per cosa avrebbe mai voluto usare la sua melodia? \u201cStrano sentirti usare la parola \u2018bisogno\u2019. Tu che distruggi per affermare, che parli con i fulmini invece che con la voce.\u201d rispose Aoidelle. Il giovane: \u201cLo so. E non posso cancellare ci\u00f2 che sono..\u201d Rabbrivid\u00ec pensando sia alle azioni negative compiute in vita, sia alla sua triste infanzia. \u201cMa questa volta\u2026 \u00e8 diverso. Sto creando uno strumento. Una chitarra &#8211; lo chiamer\u00e0 cos\u00ec un mortale. Sar\u00e0 potente, ma anche capace di toccare corde invisibili.\u201d Il suo tono si fece sottili, come se volesse lui stesso provare l\u2019effetto dello strumento. &nbsp;\u201cSenza la tua arte, per\u00f2, sar\u00e0 solo rumore.\u201d La sua voce si ruppe. Aoidelle venne toccata da quello che sembrava essere il nuovo Astrop\u00e8on\u2026 e anche dal suo tono sincero. \u201cNe ho viste troppe, Astrap\u00e8on. Troppa bellezza profanata, troppa musica urlata dove c\u2019era bisogno di silenzio. Se ti aiuto, e gli uomini useranno quel suono per dominare, sar\u00f2 io la colpevole. Le mie note\u2026 contaminate.\u201d Sospir\u00f2, portandosi le mani al volto. Ma queste vennero rimosse delicatamente da quelle di Astrop\u00e8on, che volle confortare quella che in fin dei conti era sempre stata la sua migliore amica. \u201cAoidelle\u2026 Non posso promettere che ogni uomo lo user\u00e0 con saggezza. Ma posso dirti questo: se resteremo lontani per paura\u2026\u201d i loro occhi si incrociarono, entrambi nostalgici e preoccupati. \u201cAllora nessun suono puro potr\u00e0 mai esistere. Non vuoi che la musica cambi il mondo? Allora devi fidarti anche del rischio.\u201d Improvvisamente ad Aoidelle parve che una scintilla simile ad un fulmine si accese negli occhi del ragazzo. Questo aggiunse: \u201cSe qualcosa andr\u00e0 male\u2026 ti prometto che sar\u00e0 colpa mia. Ma ne dubito. Tu.. tu puoi piegare persino la tempesta al suono delicato e dolce delle tue melodie\u201d. Chiudendo gli occhi Aoidelle pens\u00f2 per interminabili secondi. E poi, piano: \u201cSolo a una condizione. Voglio che questo strumento sappia parlare anche ai cuori fragili. Che non sia solo forza, ma anche rifugio. Se ne sei capace\u2026\u201d alz\u00f2 lo sguardo nuovamente sul ragazzo sorridendo leggermente \u201ccosa di cui sono sicura,\u201d fin\u00ec il suo discorso \u201cAllora ti aiuter\u00f2.\u201d Astrap\u00e8on annu\u00ec svariate volte, incredulo di aver davvero convinto Aoidelle. A questo punto i due giovani si diedero la mano e si recarono dove il ragazzo aveva nascosto lo strumento. Dopo qualche intervento divino, risate, freddure di Astrap\u00e8on e piccoli incidenti, la creazione era giunta a termine. Ne erano entrambi estremamente entusiasti. Cos\u00ec si recarono dall\u2019umano che li avrebbe resi fieri della loro creazione. Apparvero dal nulla e inizialmente il ragazzo fu preso dal timore di aver fatto qualcosa di sbagliato. Aoidelle gli si avvicin\u00f2 cauta e il giovane sembrava esser ancor pi\u00f9 intimorito nonostante sentisse intorno a s\u00e9 un\u2019aura buona, delicata e sicura. Quindi Astrap\u00e8on segu\u00ec la ragazza dalla voce ammaliante e qualcosa inizi\u00f2 a prendere forma tra le sue gelide mani: uno strumento che lui non aveva mai visto prima. Il ragazzo aveva un\u2019espressione indescrivibile: la paura era come volatizzata lasciando spazio allo stupore. Finalmente Aoidelle inizi\u00f2 a formulare qualche frase che il ragazzo inizialmente non ud\u00ec, tanto era l\u2019entusiasmo che provava. La giovane dea spieg\u00f2 che gli era stato affidato un compito importante: portare la musica un passo avanti, anzi, forse anche un bel paio di passi, esprimere sentimenti difficili da spiegare con parole futili e, soprattutto, proteggere la musica da tutti coloro che purtroppo non sapevano apprezzarla. Era evidente la passione che egli aveva nel suonare la sua amata chitarra e gli dei avevano bisogno di qualcuno adatto a questo compito. Pensavano che lui fosse perfetto. Gli dei sorrisero inteneriti e diedero un po\u2019 di tempo al giovane umano per pensare. Bast\u00f2 poco perch\u00e9 egli, con l\u2019incoscienza che caratterizza i giovani, decret\u00f2 di essere pronto a ricevere questo dono divino. Gli dei porsero lo strumento, finalmente completo, al ragazzo, che ne rest\u00f2 ammaliato; non ne aveva mai visto uno prima d\u2019ora. Era stupendo&#8230; e molto pesante! Non riuscendo a trattenere il suo entusiasmo, si gett\u00f2 ai piedi dei suoi giovani protettori e pose le mani nella parte posteriore delle ginocchia; non riusciva credere che avessero scelto proprio lui! Questi, lieti di aver reso felice Technesios, lo incoraggiarono a provare la sua nuova chitarra. Quindi, dopo qualche impacciato tentativo, inizi\u00f2 a toccare le corde. Un rumore, anzi, un suono amplificato ma armonioso risuon\u00f2 nelle stanze e Aoidelle rimase perplessa. Le rassicurazioni di Astrap\u00e8on avevano fondamento; infatti dopo qualche minuto il ragazzo mosse le dita sulle corde dello strumento, producendo una melodia pacata ma energica, armoniosa ma potente, cos\u00ec come i due giovani dei  avevano pianificato. Astrap\u00e8on venne catturato dall\u2019energia che proveniva da quelle corde e Aoidelle di nascosto sogghign\u00f2 nel vederlo in questo stato. Come egli aveva precedentemente fatto con lei, gli tocc\u00f2 la spalla facendolo sobbalzare. Le loro risate erano in perfetta armonia con la melodia prodotta dal giovane ed echeggiavano nelle piccole strade della citt\u00e0. Da quel giorno le orecchie dell\u2019uomo furono colme di emozione e sentimento, dati sia dal tocco del ragazzo sulle corde della Chitarra Elettrica che dalle risate divine. Le due divinit\u00e0 si scambiarono uno sguardo di approvazione tenero e si diedero la mano, fieri della loro creazione, pi\u00f9 uniti che mai. Da che esiste il mondo, esiste la musica. Ma fu un dio in guerra con se stesso e una dea innamorata del silenzio a trasformarla in leggenda.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57595\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57595\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da che esiste il mondo, esiste la musica. Probabilmente prima della comparsa dell\u2019uomo sulla Terra \u2026 Per rilassarsi, per consolarsi, per motivarsi o semplicemente per il bisogno di farlo. Ed \u00e8 risaputo che la musica \u00e8 magica poich\u00e9, se praticata in modo corretto, \u00e8 un\u2019arte che riesce a convertire i rumori in una sinfonia stupenda. 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