{"id":57557,"date":"2025-05-31T19:36:13","date_gmt":"2025-05-31T18:36:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57557"},"modified":"2025-05-31T19:36:15","modified_gmt":"2025-05-31T18:36:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-doppio-agguato-di-paolo-ceccarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57557","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Doppio agguato&#8221; di Paolo Ceccarelli"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Fra poco quella troia la pagher\u00e0, mi passer\u00e0 accanto, stando alla larga per via della puzza, sono un barbone, no? e io la chiamer\u00f2, Dottoressa Veli, e lei si volter\u00e0, devo ancora decidere se schizzarla con il muriatico o un colpo netto di coltello sulla gola, mi sono allenato, devo decidere. Mi ha tolto tutto, quella troia, ero usciere in regione, gli amici mi avevano fatto avere il posto, che potevo servire, e mi ero subito sistemato. Facevo lavorare gli altri, ovvio, comandavo io, che con i miei amici e i miei cugini, nessuno aveva il coraggio dire una parola e poi avevo messo su un business con un paio di uffici, bastava chiedermi il favore con le dovute maniere e le pratiche venivano fatte e subito, non dovevo neanche dividere le mazzette perch\u00e9 gli impiegati si tenevano paura e se non si tenevano paura gliela facevo venire, certo era roba da poco, non mi potevo paragonare agli amici che lavoravano agli appalti ma mi accontentavo. E poi c\u2019erano le femmine, quelle che venivano da fuori e le impiegate. Mi \u00e8 sempre piaciuto parlare sporco alle zoccole, toccarle, mettergli paura, m\u2019arrapavo quando le vedevo impallidire, o si mettevano a piangere, e tenerle sottomesse, che se facevano le stronze, gli davo una lezione personale e quelle abbassavano la testa e tutti sapevano che quando m\u2019avvicinavo, come uno squalo, come un lupo, cos\u00ec mi vedevo, ad una di loro, tutti dovevano badare ai fatti propri e guardare da un\u2019altra parte mentre io mi divertivo ad inquietarle e a farle scappare. Insomma stavo da dio finch\u00e9 non \u00e8 arrivata la dottoressa Veli.&nbsp; La dottoressa era bella, come un\u2019attrice, insomma quel tipo di donna, che ci faceva alla regione non l\u2019ho mai capito e quando la prima volta che la vidi, bella com\u2019era, le andai vicino e le dissi quello che le avrei fatto mi tir\u00f2 una sberla e quando cercai di menarla mi tir\u00f2 un calcio nelle palle. Ero sbronzo, giusto per quello non riuscii a reagire, altrimenti l\u2019avrei ammazzata. \u00c8 che quella schifosa se lo aspettava, mi conosceva da prima, per forza, perch\u00e9 aveva una telecamera nascosta e certo avere qualche vicinanza con qualcuno perch\u00e9 altrimenti non si spiega quello che \u00e8 successo, ci ho pensato e ho capito che era venuta apposta. Perch\u00e9 si mise a fare casino, il video pass\u00f2 alla televisione e mi sospesero, per forza, ma a lei non bastava e i pezzi grossi in qualche modo erano costretti a starla a sentire, perch\u00e9 iniziarono il procedimento per cacciarmi, a loro non ci potevo arrivare e quando i miei cugini cercarono di far cambiare idea ai capi o lavorarsi quelli sotto per fargli ritardare tutto, vennero i poliziotti, pure quelli che prendevano le mazzette, a dire che non era cosa. Pensavo di fare quello che si pente ed entra in terapia ma l\u2019infame aveva fatto fare delle indagini con qualcuno della questura che non mangiava con noi: vennero fuori le mazzette, tutti gli aggiustamenti e riusc\u00ec a convincere qualche altra zoccola a parlare. Ma la cosa peggiore fu che si mise ad indagare anche a casa mia: a mia moglie ogni tanto gli davo quando non si sapeva comportare e l\u2019avevo mandata all\u2019ospedale ma si era sempre stata zitta; la convinse a denunciarmi e convinse anche le bambine a dire che me le facevo. Non era vero, mica me le scopavo, qualche sega, qualche pompino, anche pap\u00e0 e nonno facevano cos\u00ec con le mie sorelle, che c\u2019\u00e8 di male, ci stanno apposta, ma alla fine ci siamo trovati in galera io e i cugini e gli altri amici. E in galera ero quello che si fotteva le figlie, mi hanno messo sotto tutti, guardie e compagni di cella e anche i miei cugini e gli amici di prima. E quando sono uscito anche al quartiere ero diventato \u201cla merda\u201d e non mi hanno voluto neanche nelle cooperative, sono finito sulla strada. \u00c8 andata sempre peggio finch\u00e9 non ho capito che per uscirne dovevo fargliela pagare alla stronza, perch\u00e9 tutte quante capissero e si mettessero paura che dopo la troia sarebbe toccato a loro, che prima o poi sarei andato a cercarle. Ora aspetto e ancora non ho deciso, ma se le tiro il muriatico poi voglio spararmi una sega di fronte a lei mentre lei urla e se le taglio una gola voglio venirle in faccia mentre muore, poi scappo che tanto chi mi trova pi\u00f9, sono un barbone invisibile, ma il mio cazzo e la mia sborra devono essere l\u2019ultima cosa che vede e sente, l\u2019idea mi eccita, mi sparo una sega.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Salvatore Crescenzio, detto \u2018a merda, si ravvolse meglio nella coperta lercia che lo copriva e chiuse gli occhi e non vide arrivare il colpo di martello che gli spezz\u00f2 naso e denti, il successivo sulla tempia gli tolse conoscenza e quindi non sent\u00ec gli altri colpi che gli frantumarono la scatola cranica e il cervello.<\/p>\n\n\n\n<p>Patrick Bateman era esausto. Troppo vecchio per certe cose; ma quella sera in albergo lo aveva ripreso quel desiderio, lo aveva costretto ad uscire e a cercare qualcuno o qualcuna come tanti anni prima. Aveva visto quel barbone con gli occhi chiusi e il movimento della mano sotto la coperta e nessuno in giro. Cogliere l\u2019occasione e poi allontanarsi in fretta, il martello nascosto nella tasca interna del cappotto Armani scuro, le macchie di sangue non si vedevano, a New York l\u2019avrebbe fatto smacchiare, non si fidava di farlo in quella citt\u00e0, approssimativi come tutti gli italiani, l\u2019unica cosa buona era che si facevano i fatti propri, bastava pagare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57557\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57557\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra poco quella troia la pagher\u00e0, mi passer\u00e0 accanto, stando alla larga per via della puzza, sono un barbone, no? e io la chiamer\u00f2, Dottoressa Veli, e lei si volter\u00e0, devo ancora decidere se schizzarla con il muriatico o un colpo netto di coltello sulla gola, mi sono allenato, devo decidere. 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