{"id":57466,"date":"2025-05-31T17:17:44","date_gmt":"2025-05-31T16:17:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57466"},"modified":"2025-05-31T17:17:45","modified_gmt":"2025-05-31T16:17:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-terremoto-di-paolo-defendi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57466","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Terremoto&#8221; di Paolo Defendi"},"content":{"rendered":"\n<p>Era arrivata in tutta fretta e, dopo aver controllato fila e numero,&nbsp;aveva appoggiato la borsetta sulla sedia alla mia destra ed era rimasta in piedi a godersi l\u2019ultimissimo filo d\u2019aria. Dal suo sorriso ancora ansimante traspariva chiara la soddisfazione di chi avrebbe seguito l\u2019evento fin dall\u2019inizio. Ci eravamo riconosciuti al volo non appena i nostri sguardi si erano incrociati. Un paio d\u2019anni prima avevamo scambiato due chiacchiere durante un noiosissimo evento con una scrittrice scozzese e mi aveva detto di essere una professoressa d&#8217;inglese a cui mancava un anno per andare in pensione. Questa volta era l\u00ec per Fois. Considerava la trilogia dei Chironi un capolavoro, mentre <em>quell\u2019altro <\/em>non sapeva neanche chi fosse. La trilogia era piaciuta molto anche a me e mi era rimasto impresso anche quel <em>Tracce<\/em> durante il quale Fois aveva parlato dello svilimento del ruolo dell\u2019intellettuale nella societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma stavolta ero l\u00ec per <em>quell\u2019altro<\/em>, per vendicarmi di quel messaggio: &#8220;Evento annullato: Tobias Wolff non potr\u00e0 essere presente al Festival, pertanto l&#8217;evento di mercoled\u00ec 4 alle 21:15 \u00e8 annullato&#8221;. Di questo scrittore all\u2019epoca non conoscevo nulla, ma sul programma avevo letto che: \u201cLa sua proverbiale maestria nella difficile arte del racconto staglia il suo nome accanto a quelli di Hemingway e Carver\u201d. Perci\u00f2, quale fan accanito dei racconto brevi, il biglietto per questo evento l\u2019avevo acquistato per primo. Peccato che, a Festival non ancora iniziato, quel messaggio avesse rovinato tutto. L&#8217;incontro con Francesca Mannocchi non era poi bastato per cancellare la delusione. Meno male che in quell\u2019edizione ero almeno riuscito a dedicare pi\u00f9 tempo agli amici con cui ci si vedeva solo in occasione del Festival.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma adesso no, questa volta, tempo pochi minuti, e Wolff avrebbe iniziato a dialogare con il creatore della saga. Oltretutto, questo tuffo nella letteratura avrebbe colmato almeno per un\u2019ora il vuoto lasciato da Laura, la mia ex ragazza, che mi aveva appena mollato per un noto avvocato della Milano bene. Per quanto fossimo innamorati, un magazziniere da milletrecento euro al mese non poteva certo permettersi la figlia di un affermato notaio con studio in uno dei palazzi storici pi\u00f9 belli del centro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con quello stipendio, accendendo un mutuo al limite del sostenibile, ero riuscito a malapena ad acquistare un appartamento in Valletta Valsecchi, un quartiere che fra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso aveva avuto uno sviluppo urbanistico quantomeno discutibile. Questa cementificazione selvaggia era nata dalla crescente richiesta di alloggi popolari. La confluenza in quella zona del ceto operaio era infatti in continuo aumento, grazie alle nuove opportunit\u00e0 di lavoro date dallo sviluppo industriale di tutta l\u2019area della ex Montedison.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appartamento si trovava al quinto piano di uno dei tanti palazzi che avevo soprannominato Gli Obbrobri. Era dannatamente caldo d\u2019estate e umidamente freddo d\u2019inverno. Ma in quel mattino d\u2019inizio settembre non avevo avuto n\u00e9 il tempo n\u00e9 la voglia di riflettere sul mio patrimonio immobiliare. Mi ero semplicemente chiuso la porta alle spalle e mi ero incamminato verso Palazzo San Sebastiano.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora eccomi l\u00ec, in fremente attesa degli autori. a chiacchierare con una signora conosciuta due anni prima. Il ragazzo in maglietta blu termin\u00f2 la presentazione e finalmente Wolff, la traduttrice e Fois salirono sul palchetto e presero posto fra gli applausi.&nbsp;Fois inizi\u00f2 a parlare, mentre l\u2019anziana signora estrasse un ventaglio dalla borsetta, si gir\u00f2 su s\u00e9 stessa e fece per sedersi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fu proprio in quell\u2019istante che una scossa di magnitudo titanica cambi\u00f2 per sempre il volto di un\u2019intera citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019un colpo mi ritrovai la signora in braccio e vidi Palazzo San Sebastiano crollare. Noi del pubblico riuscimmo in parte a salvarci, perch\u00e9 come al solito eravamo in mezzo al cortile. Ma per Fois, Wolff e tanti altri non ci fu niente da fare. Appena capii cos\u2019era successo, mi alzai e, con una violenza che non mi conoscevo, mi scrollai l\u2019ex professoressa di dosso. Poi, fra spintoni ben assestati e accenni di slalom, mi guadagnai l\u2019uscita, senza preoccuparmi n\u00e9 dei morti n\u00e9 dei feriti.<\/p>\n\n\n\n<p>Varcato il portone, svoltai a destra in direzione Palazzo Te, attraversai viale Risorgimento, proseguii lungo&nbsp;Piazzale Vittorio Veneto e, all\u2019incrocio con&nbsp;viale Isonzo, presi la sinistra, puntando dritto verso il mio quartiere. Dopo essermi lasciato alle spalle ci\u00f2 che restava del Martelli, arrivai all\u2019Inferno. Valletta Valsecchi era sparita, al suo posto soltanto garage e brandelli di primi piani. E il mio palazzo non aveva fatto eccezione, se n\u2019era andato insieme a tutti gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Passato lo shock iniziale, il comune dovette agire alla svelta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver richiesto lo stato di calamit\u00e0 naturale e aver fatto una stima approssimativa dei danni, riconvert\u00ec alcune strutture ad alloggi di emergenza e li assegn\u00f2 suddividendoli per quartieri. Al mio tocc\u00f2 il Palasport. L\u2019accoglienza era garantita per sei mesi, un tempo sufficiente, si sperava, affinch\u00e9 gli sfollati potessero trovare una soluzione alternativa.<\/p>\n\n\n\n<p>A me bast\u00f2 un mese.<\/p>\n\n\n\n<p>Lavoravo nell\u2019alto mantovano e il mio datore di lavoro aveva una ditta con pochi dipendenti. Eravamo in quattro, tutti single.&nbsp;Nel capannone, miracolosamente scampato a danni strutturali, l\u2019ufficio era grande quasi quanto il magazzino. Il capo fece dare una sistemata al bagno, aggiunse qualche paratia e ci sistemo tutti quanti in questo nuovo Bed &amp; Breakfast, che ribattezzammo subito B&amp;B Fortuna: quattro singole e bagno in comune, vitto e alloggio da scalare dallo stipendio. Eravamo pronti a riprendere l\u2019attivit\u00e0. Con un piccolo problema: l\u2019economia si rimise in moto soltanto con tutto ci\u00f2 che era legato alla ricostruzione. La mia azienda, che distribuiva lingerie e filati all\u2019ingrosso, chiuse nel giro di qualche settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>In un colpo solo, avevo perso casa e lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>*<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che decisi di trasferirmi a Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00e0 il terremoto non aveva fatto grandi danni e sarebbe stato facile trovare un lavoro. All\u2019inizio ne trovai uno con cui non riuscivo neanche a pagarmi l\u2019affitto, ma mi dissi che era soltanto una questione di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso mi sono sistemato per bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di giorno, all\u2019Opera San Francesco, posso trovare piatto caldi e appetitosi, docce bollenti e rigeneranti e vestiti morbidi e puliti che neanche a casa. C&#8217;\u00e8 pure un ambulatorio per le visite e le cure mediche, inclusi psicologi e psichiatri che ti ascoltano come si deve. Tempo fa, sempre qui all\u2019OSF, erano partiti anche con alcuni percorsi di Housing Sociale e Lavoro, tramite i quali contavo di ritrovare un lavoro decente, un alloggio dignitoso e una mia dignit\u00e0 sociale. Solo che i fondi son quelli che sono ed entrambi i progetti sono morti sul nascere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non mi lamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la notte, con tanta pazienza e un pizzico di furbizia, mi sono guadagnato il mio bel posto a Rogoredo, dove, non l\u2019avrei mai detto, le mance sono inversamente proporzionali al numero di viaggiatori. Chiss\u00e0, forse con meno persone siamo pi\u00f9 visibili. A Milano Centrale, invece, si sta proprio male, <em>ma fes fes fes<\/em>, come dice il mio vicino di cartone. Lui \u00e8 di Brescia e, adesso che ci penso, non gli ho mai chiesto qual \u00e8 stato il suo terremoto. Comunque, tornando a Milano Centrale, l\u2019ho provata per un mesetto e poi sono scappato via. \u00c8 troppo affollata e hanno tutti una gran fretta. Non hanno n\u00e9 il tempo n\u00e9 la voglia di chiedersi se sei bravo a fingere o se sei un barbone per davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimamente, per\u00f2, sto pensando di trasferirmi a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indigenza e l\u2019et\u00e0 cominciano a reclamare un clima pi\u00f9 mite e ho saputo che a Termini, anche se la lista di attesa \u00e8 lunga, il turismo religioso richiama folle molto generose. Gli amici dell\u2019Opera hanno gi\u00e0 chiesto ad alcune organizzazioni legate pi\u00f9 o meno direttamente al Santo Padre. Se mi va di lusso, non mi serviranno pi\u00f9 neanche i cartoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019attesa, mi sveglio di soprassalto e mi maledico per non aver messo la sveglia. Dev\u2019essere andata per forza cos\u00ec, anche se ho ancora troppa birra in corpo per esserne sicuro. Ma adesso ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019orologio che mi dice che l\u2019evento sta per cominciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Se salto caff\u00e8 e doccia ce la posso fare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57466\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57466\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era arrivata in tutta fretta e, dopo aver controllato fila e numero,&nbsp;aveva appoggiato la borsetta sulla sedia alla mia destra ed era rimasta in piedi a godersi l\u2019ultimissimo filo d\u2019aria. 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