{"id":57427,"date":"2025-05-31T17:29:43","date_gmt":"2025-05-31T16:29:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57427"},"modified":"2025-05-31T17:29:45","modified_gmt":"2025-05-31T16:29:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-guardiano-notturno-di-luigi-michetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57427","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il guardiano notturno&#8221; di Luigi Michetti"},"content":{"rendered":"\n<p>Ancora non chiudo occhio e da poco sono passate le 4 di uno dei\u00a0tanti gioved\u00ec insonni. Del resto ho l&#8217;et\u00e0 di quando pap\u00e0 and\u00f2 in pensione, dopo tanti anni di guardia\u00a0notturna,\u00a0e ormai le ore di sonno\u00a0erano quelle, non una di pi\u00f9. Quelle dei\u00a0tanti anni passati dentro i capannoni\u00a0di una grande fabbrica di elettronica. <\/p>\n\n\n\n<p>Per me era festa, quando da piccolo mi portava qualche notte con lui, durante il giro dei vari reparti della fabbrica, per fare le\u00a0timbrature, c&#8217;era sempre un\u00a0distributore di bevande.\u00a0Io preferivo il chinotto. Poi\u00a0c&#8217;era il\u00a0piccolo televisore rosso Voxson, da cui si vedeva GBR. La voglia di vedere i film di notte ha origini lontane, tra un giro di capannone e\u00a0l&#8217;altro. Le domeniche,\u00a0quando era il suo turno, io e mamma andavamo a piedi da lui, potevamo fare la doccia l\u00ec, in quella grande\u00a0fabbrica di elettronica, a casa solo una bagnarola. <\/p>\n\n\n\n<p>Con mamma poi tornavamo sempre a piedi, perch\u00e9 certo non potevamo aspettare la\u00a0mezzanotte, la fine del turno. Spesso durante il ritorno salivamo sul carretto di zio Graziano, detto Badoglio,\u00a0e Massimino,\u00a0che tornavano a Castello. Era bello per me tornare a Celle trainato da un somaro. Io e mamma restavamo seduti dietro sul bordo del carro a parlare con Massimino. Arrivati alle prime case del paese il nostro breve viaggio era finito, allora non potevo fare a meno di carezzare l\u2019asina. Pi\u00f9 di qualche volta passavamo le serate a casa di Graziano e Letizia che era la cugina di mio padre con Angela e Marina, le loro figlie, forse Paola non era ancora nata, c\u2019era anche Massimino fratello di Graziano. Avr\u00f2 avuto tra gli 8 e i 11 anni e quando entravo in quella casa un po&#8217; mi sentivo perso, un po&#8217; avevo voglia di andare in tutte le stanze ad ogni piano, perch\u00e9 era un palazzo storico posto a met\u00e0 salita per il castello, sotto la cinta muraria seicentesca. Sono stato sempre affascinato da quella casa cos\u00ec grande, e non credo di averla visitata mai per intero, forse perch\u00e9 zia Letizia ci lascio presto e credo che da allora non continuammo pi\u00f9 a frequentarci, senza un motivo preciso. Forse \u00e8 proprio in quegli anni che mio padre smise di fare il vigile notturno, quando si muoveva con una bicicletta, che gli aveva fornito l\u2019agenzia con cui lavorava.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Di notte pattugliava il paese in lungo e in largo, mettendo fogliettini sotto le serrande, i portoni degli esercizi commerciali, o di qualsiasi professionista che era assicurato con l\u2019agenzia. Ovviamente questo lavoro lo portava ad avere un particolare rapporto confidenziale e spesso di amicizia con i carabinieri di Celle, soprattutto con Saturnino, prima appuntato poi brigadiere, che insieme a sua moglie Barbara nel \u201965 erano stati i miei padrini al battessimo, quando pap\u00e0 era ancora un agricoltore ed allevatore in quella mezzadria posta a confine di Civita. Come avesse conosciuto Saturnino non l\u2019ho mai saputo o forse, semplicemente non lo ricordo, perch\u00e9 sicuramente mio padre Augusto me ne avr\u00e0 parlato pi\u00f9 di qualche volta,&nbsp;dietro quel carattere taciturno si nascondeva la pazienza di un narratore e poeta, come molti altri nel paese, del resto.&nbsp;Anche se come tutti i poeti aveva i suoi momenti di disperazione che portavano angoscia in casa e non poche volte ho pianto per questo.&nbsp;Poi tutto si risolveva quando aveva voglia di raccontare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle amicizie di mio padre Augusto che ricordo con affetto era con un carabiniere di origini pugliesi, spesso dopo cena andavamo a casa loro, ero diventato molto amico di Mario della mia et\u00e0, il figlio pi\u00f9 piccolo dei tre che avevano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi anni fa un signore sulla ottantina mi disse che era un grande amico di mio padre, e che solo grazie a lui pap\u00e0 era entrato in fabbrica. Lui era stato il sindaco di Celle per molti anni, era quello che aveva il potere di farti trovare un lavoro o restare disoccupato a vita, praticamente se volevi andare a lavorare in una delle tante fabbriche di Celle ti dovevi rivolgere a lui, che un posto per te lo trovava sempre, l\u2019ufficio di collocamento era solo il luogo dove si mettevano i timbri e si andava in processione durante la disoccupazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo proprio fossero quelli gli anni, tra il \u201970 ed il \u201971, che pap\u00e0 da vigile notturno divent\u00f2 prima guardia notturna e poi \u201cil guardiano\u201d di questa grande fabbrica di elettronica che iniziava a costruire computer dedicati ad un compito preciso, il cui nome era dato dalle iniziali dell\u2019ingegnere e quelle di sua moglie. Sono certo che la referenza pi\u00f9 importante gli arriv\u00f2 dal Maresciallo dei Carabinieri dell\u2019epoca, il padre di Francesco e Fabio che stava in classe con me alle elementari. Maresciallo soprannominato \u201cpolverone\u201d, per via di quella sua strana parlata veloce, che faceva fischiare la s e la f quando capitava prima della r, e un po&#8217; Fabio aveva lo stesso modo di parlare del padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Pap\u00e0 ha fatto i turni in quella fabbrica fino ai primi anni \u201990, dalle 17 alle 24, dalle 22 alle 6 e nel fine settimana spesso dalle 12 alle 24, oppure dalle 24 alle 12. Quando \u00e8 morto, pochi anni dopo la pensione, era consumato dai lavori precedenti, polmoni e cuore di un muratore tra Svizzera e la pioggia di Roma lo hanno accompagnato, tra colpi di tosse e bestemmie, lungo un viaggio difficile da raccontare, di cui non ho neanche la voglia di farlo, anche perch\u00e9 lui lo ha affrontato con dignit\u00e0, senza fare troppe storie.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57427\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57427\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora non chiudo occhio e da poco sono passate le 4 di uno dei\u00a0tanti gioved\u00ec insonni. 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