{"id":57411,"date":"2025-05-31T16:13:33","date_gmt":"2025-05-31T15:13:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57411"},"modified":"2025-05-31T16:13:34","modified_gmt":"2025-05-31T15:13:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-george-di-marialuisa-netti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57411","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;George&#8221; di Marialuisa Netti"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sono le otto di mattina, George entra in classe di fretta e si lascia cadere pesantemente sulla sedia, molla lo zaino a terra e poggia la testa sul banco chiudendo gli occhi. \u00c8 da un po\u2019 di tempo che \u00e8 cos\u00ec, i professori lo sanno, lui a casa non dorme. La professoressa Vittoria Lenci fa l\u2019appello e mentre legge il nome di Beatrice Dani, immediatamente si morde le labbra rendendosi conto del suo errore. Una voce grave si leva dai banchi: \u201cGeorge prof., sono George! Beatrice non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 da tempo e forse non c\u2019\u00e8 mai stata\u201d Perdonami a volte faccio l\u2019appello meccanicamente\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto, fate tutto meccanicamente voi adulti senza curarvi di ferirci. Anche quando ci mettete al mondo mi sa che non siete del tutto presenti\u201d Subito dopo il ragazzo si alza improvvisamente ed esce dall\u2019aula correndo, lo segue Paola la sua migliore amica e il docente di sostegno. George \u00e8 alto e veste con abiti informi che tuttavia non riescono completamente a nascondere il seno piccolo e i fianchi appena accennati. Per il resto non c\u2019\u00e8 niente di femminile in lui: l\u2019andatura pesante, le mani costantemente in tasca, il modo di fumare e di sedersi con le gambe larghe sono quelli di un ragazzo. Quando sorride per\u00f2 le labbra piene e ben disegnate rivelano dei denti canditi e regolari, gli occhi verdi gli si illuminano e si vede una piccola fossetta sul mento. In quel momento appare di sfuggita Beatrice bambina o meglio quel che rimane di lei. Sono attimi brevi che sembrano provenire da un tempo lontano e senza dolore. Ora per\u00f2 George \u00e8 scappato in preda un\u2019altra crisi di panico, Vittoria vorrebbe iniziare la lezione ma ha paura che sia successo qualcosa di grave. Il tempo sembra scorrere lentamente. Come ha potuto distrarsi cos\u00ec? Lo sa che odia essere chiamato Beatrice. A volte la sua testa \u00e8 davvero zeppa di nozioni, file, pratiche, ovvero di quello che \u00e8 l\u2019aspetto burocratico della scuola, dimentica cos\u00ec il cuore che \u00e8 l\u2019unico che riesce a connetterla a tutti quei mondi invisibili in cui abitano i suoi studenti. Dopo venti minuti George riappare con Paola mano nella mano, il prof. li segue a breve distanza. Ritorna al banco senza sorridere, appare tranquillo ma stanco come un cielo che \u00e8 stato appena attraversato una grande tempesta. La mattinata a scuola trascorre monotona, George ha quasi sempre la testa sul banco, ogni tanto, se un prof. lo chiama, solleva il capo ma le palpebre rimangono semichiuse, il viso \u00e8 gonfio e pallido.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il suono della campana delle tredici e trenta segna la fine di un\u2019altra giornata. Alcuni ragazzi scendono delle scale dell\u2019antico edificio, alcuni in maniera svogliata, altri hanno conservato l\u2019energia della mattina. Una folla di braccia e di colori si riversa in Piazza Grande: si formano piccoli gruppi che parlano animatamente, altri ragazzi vanno via da soli, portandosi dietro il peso enorme dei loro zaini e dei loro pensieri. Vittoria esce da scuola stanca ma felice di aver incontrato ed ascoltato tanti ragazzi, come ogni giorno ha pi\u00f9 imparato che insegnato. L\u2019aria fuori \u00e8 gi\u00e0 calda, dopo un inverno e una primavera piovosa, \u201cMaggio\u201d \u00e8 sempre foriero dell\u2019estate. Raggiungere la macchina per lei \u00e8 un piacere perch\u00e9 pu\u00f2 attraversare Lucca con i suoi magnifici palazzi e i grandi tigli che fiancheggiano le strade. Mentre sta per passare porta San Pietro si sente chiamare\u201d Prof Lenci!\u201d Vittoria si volta e vede George con la sigaretta in mano, ha il viso molto pallido e la mano con cui regge la sigaretta trema piano. \u201cProf. posso parlarle?\u201d Vittoria pensa che a casa non l\u2019aspetta nessuno, suo figlio \u00e8 in gita e suo marito torna per cena, per cui istintivamente risponde: \u201cD\u2019accordo George, sediamoci al bar, ti offro l\u2019aperitivo!\u201d&nbsp; Si siedono in un barino appartato, fuori dalla vista degli altri ragazzi. George ha una tosse stizzosa e le mani hanno le dita ingiallite dalla nicotina. Vittoria lo osserva da vicino: ha un profilo delicatissimo, la carnagione \u00e8 chiara con qualche piccolo segno d\u2019acne, i capelli tagliati corti sono ricci e arruffati. &nbsp;Nonostante mostri un certo imbarazzo, il ragazzo ha lo sguardo di chi ha gi\u00e0 visto tanto nella vita ed \u00e8 cresciuto in fretta. Lei ordina una spremuta d\u2019arancia, lui invece uno spritz , la guarda con un sorrisetto compiaciuto e canzonatorio mentre divora velocemente patatine, tartine e le noccioline. \u201cHo una fame da lupo. Ho mangiato tutto io. Lei non ha fame prof.?\u201d&nbsp; &nbsp;Vittoria lo guarda con tenerezza mentre scuote la testa lo lascia mangiare.\u201d Mi spiace prof. per oggi non volevo essere sgarbato, lei \u00e8 sempre gentile con me, ma ho perso il controllo. Ultimamente sono molto stanco perch\u00e9 dormo poco\u201d George ha acceso un\u2019altra sigaretta, fuma con avidit\u00e0 e ogni tiro sembra essere una boccata di ossigeno. Osserva la prof. intensamente: gli \u00e8 sempre piaciuta quell\u2019espressione pulita, il suo tono di voce gentile, le vorrebbe parlare a cuore aperto ma qualcosa lo trattiene. \u201cNon ti preoccupare. Non sono stata abbastanza attenta. Tra poco il nome Beatrice non sar\u00e0 pi\u00f9 presente sul registro e nessuno si potr\u00e0 sbagliare\u201d Vittoria sente l\u2019eco delle sue parole e capisce che anche questa volta ha avuto un\u2019uscita poco felice: meglio non parlare di Beatrice, lui sta facendo tanta fatica per allontanarla da s\u00e9. Il ragazzo accenna appena un sorriso e si alza in piedi: \u201cVado via prof. la ringrazio per l\u2019aperitivo e mi scusi di nuovo\u201d Sicuramente voleva dirle qualcosa di importante, ma lo aveva fatto scappare, peccato! George corre veloce, non vuole perdere il treno per Viareggio, non gli va di rimanere solo in stazione. \u00c8 contento di aver parlato con la prof., non gli andava di averla trattata male per colpa di Beatrice ovvero un oscuro nomignolo che gli hanno appiccicato da piccolo. Sale sul treno al volo e, una volta seduto, chiude gli occhi e immagina che accanto a lui ci sia Gaia! Quant\u2019era carina! L\u2019aveva conosciuta durante l\u2019occupazione di dicembre e l\u2019aveva subito colpito per quel suo modo parlare e di argomentare cos\u00ec intrigante, per il suo tono di voce dolce ma non mieloso. Con lei, a differenza di altre ragazze, gli era venuto subito naturale parlare di s\u00e9, le aveva parlato della sua vita cos\u00ec diversa da quella degli altri ragazzi e del percorso transgender che un giorno avrebbe intrapreso. La fermata lo riporta immediatamente alla realt\u00e0, una piccola camminata tra i navigli lo conduce a casa. Aprendo la porta lo investe un forte sentore di umidit\u00e0 misto a un odore di spazzatura. \u201cCazzo, ho dimenticato di gettare l\u2019umido!\u201d. Tira un pugno sul frigorifero che \u00e8 gi\u00e0 pieno di ammaccature. Il dolore \u00e8 forte, le nocche gli fanno gi\u00e0 male. Dal frigo quasi vuoto tira fuori un w\u00fcrstel, della maionese e una pepsi: menomale che ha fatto l\u2019aperitivo con la prof. Dopo aver gettato i piatti nel lavandino, si pulisce la bocca con il dorso della mano e si avvia verso la camera da letto. Ovunque il disordine regna sovrano: pile di panni sporchi sono ammonticchiati sulle sedie e sui letti, i mobili sono ricoperti da una polvere vecchia di mesi e le pareti sono nere dall\u2019umidit\u00e0. Quando sarebbe tornato il suo babbo l\u2019avrebbe sicuramente sgridato, era trascorso ormai un mese da quando era andato alle Canarie con la sua compagna, forse aveva trovato un lavoro l\u00ec. Intanto arriva il suo gattino: lo accarezza e gli d\u00e0 un po\u2019di croccantini prima di buttarsi pesantemente sul letto sfatto.&nbsp; Tigro lo raggiunge e si mette a impastare sul suo cuore. \u00c8 un bellissimo gatto tigrato a pelo lungo, un regalo di Gaia. \u00c8 cos\u00ec morbido! Glielo aveva portato in un giorno di pioggia in cui il tempo era uggioso come il suo umore. \u201cPrendilo George! \u00c8 il pi\u00f9 dolce della cucciolata, vedrai che ti terr\u00e0 compagnia. Ti ho portato anche dei croccantini, abbine cura\u201d Povero Tigro, era finito proprio nel posto sbagliato. \u00c8 terribilmente stanco ma non riesce a dormire, forse ha dormito troppo sul banco stamattina. Sul comodino c\u2019\u00e8 un ritratto di una di una giovane donna bionda e sorridente che ha in braccio una bimba con le treccine. George prende il ritratto e lo accarezza con la mano<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChiss\u00e0 se avresti amato anche George, tu eri cos\u00ec innamorata di Beatrice! In realt\u00e0 credo che tu fossi innamorata di me mamma al di l\u00e0 di ci\u00f2 che sarei diventato. Mi manchi, sei andata via troppo presto! Forse per\u00f2 tu eri gi\u00e0 tanto stanca, pap\u00e0 non aveva un carattere cos\u00ec facile\u201d Poi d\u00e0 un bacio alla foto e la rimette a posto. Infine prende le gocce che gli dato il neuropsichiatra e ne beve mezza boccetta: ha bisogno di dormire, non gli faranno niente. In ultimo scrive un messaggio a Gaia, oggi non l\u2019ha vista per niente, \u201cTi voglio bene Gaia. Ricordatelo sempre\u201d. Poi un soffitto nero precipita sulla sua testa e infine pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>George apre piano gli occhi ed \u00e8 avvolto da una luce soffusa bianca, gli duole terribilmente la testa. Si gira e vede Gaia e la prof. Lenci accanto a s\u00e9 \u201cSei un testone\u201d gli dice la ragazza \u201cmeno male che mi hai mandato quel messaggio e ho avvertito la prof. Siamo andati a casa tua ma non rispondeva nessuno, solo Tigro miagolava\u201d \u201c\u201cDov\u2019\u00e8 ora il gattino?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cL\u2019ho portato a casa mia. L\u2019abbiamo trovato sul tuo cuscino, ti accarezzava il viso con la zampina\u201d George guarda Gaia e la prof. &nbsp;e si sente finalmente a casa. \u201cHo incontrato mia madre prof., era bellissima come me la ricordavo. Credo mi abbia guidato di nuovo qui\u201d. Vittoria annuisce e le accarezza la mano esangue, a stento trattiene le lacrime. Poi un\u2019infermiera le invita a uscire. George sorride e manda un bacio a Gaia \u201cGrazie\u201d dice piano. Gaia fuori dalla stanza d\u2019ospedale scoppia a piangere disperata \u201cE\u2019 cos\u00ec solo prof., ho paura che non ce la far\u00e0\u201d \u201cGeorge come tutti ha bisogno d\u2019amore, lui pi\u00f9 di tutti.\u201d Gaia continua a piangere mentre Vittoria la abbraccia e le accarezza la testa. \u201cProf. questa estate andiamo con George a Corf\u00f9, lei c\u2019\u00e8 mai stata?\u201d Certo Gaia \u00e8 un\u2019isola bellissima, sono sicura che vi divertirete\u201d Vittoria la vede allontanarsi con il suo passo veloce, sembra quasi che danzi, la segue con lo sguardo fino a quando diventa un puntolino lontano. Prima di salire in macchina si accende la sigaretta del giorno, l\u2019unica che si concede. Le viene in mente la sua ultima lezione sul fumo e l\u2019intervento di George \u201cLa paura del cancro al polmone non mi far\u00e0 smettere di fumare, io con sigaretta placo la mia ansia e in quel momento sto meglio\u201d Ecco era proprio quello che le stava succedendo ora. Poi si rivede da ragazza nella baia di Palaiokastritsa a Corf\u00f9: i tramonti, il sirtaki, i tramonti, i fal\u00f2 sulla spiaggia e i tuffi nelle acque freddissime del golfo. La giovinezza aveva una bellezza fragile, delicata simile al cielo pervinca di quella sera. Era da tanto che non vedeva un cielo pervinca. Spegne la sua unica sigaretta e si avvia verso la sua casa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57411\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57411\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono le otto di mattina, George entra in classe di fretta e si lascia cadere pesantemente sulla sedia, molla lo zaino a terra e poggia la testa sul banco chiudendo gli occhi. \u00c8 da un po\u2019 di tempo che \u00e8 cos\u00ec, i professori lo sanno, lui a casa non dorme. 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