{"id":57348,"date":"2025-05-30T19:25:32","date_gmt":"2025-05-30T18:25:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57348"},"modified":"2025-05-30T19:25:33","modified_gmt":"2025-05-30T18:25:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-rolex-di-alvise-bonaldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57348","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Rolex&#8221; di Alvise Bonaldo"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Oggi \u00e8 un giorno da Rolex, dice fra s\u00e9 e s\u00e9 l\u2019uomo infilandosi la camicia azzurra. Oggi si festeggia, bisogna festeggiare, bisogna fare di questo giorno un giorno indimenticabile. In assenza di ricorrenze<br>pi\u00f9 durature, o significative, anche celebrare un mese di astinenza dalle sigarette pu\u00f2 andare bene. Sente un\u2019euforia leggera come un brivido corrergli lungo i sentieri nervosi, penetrargli con metodo negli<br>ultimi recessi. L\u2019antidepressivo sta facendo il suo sporco mestiere, e lo fa bene e in fretta, pensa. Secondo quale nesso, poi, un orologio possa rappresentare e quasi incarnare il concetto di festeggiamento,<br>per il momento rinuncia ad approfondirlo. Poi gli viene in mente. Una cosa: ecco cos\u2019\u00e8, una cosa. Una cosa di acciaio, con un peso e una dimensione, discretamente esclusiva, sinonimo di soldi e di saper<br>vivere. Una cosa che gratifica e distingue, d\u00e0 qualit\u00e0 a un\u2019intera persona, una cosa da vestire, da esporre, che propone un giudizio, d\u00e0 un voto. \u00c8 impossibile che chi ha un Rolex al polso non sia almeno<br>un Direttore di Banca, un Dirigente, un Manager. Chiunque sfoggi un Rolex deve per forza essere un Dottore, un Ingegnere, un Avvocato; nella pi\u00f9 disperata delle ipotesi un Architetto. Un Dottore, un vero<br>Dottore non pu\u00f2 non avere almeno un Rolex nel cassetto del comodino, come non pu\u00f2 non avere almeno un piumino Aquascutum, un paio di Church\u2019s lucidissime, un gessato, girare come minimo in<br>Audi. E d\u2019estate? Magliette Guru, e chiss\u00e0 che altro. Molti si sentono nessuno senza una Guru. A questo punto gli si insinua il dubbio ostinato che una maglietta Guru c\u2019entri veramente poco con un Dottore. L\u2019antidepressivo \u00e8 come la primavera, i suoi pensieri si sono eccitati, sono corsi troppo avanti, e l\u2019uomo con la camicia azzurra ha dovuto richiamarli come si fa con i cani. Forse, pensa, d\u2019estate \u00e8 meglio lasciare perdere i titoli e concentrarsi sull\u2019appeal fisico e le palestre.<br>Dal bagno la moglie gli grida qualcosa che ha a che fare con qualcos\u2019altro. Il rumore dello sciacquone copre le ultime parole; poi altri rumori di piccoli pezzi di plastica sbattuti l\u2019uno contro l\u2019altro, acqua che corre, piedi che ciabattano. Nella testa dell\u2019uomo si forma una scritta, un\u2019insegna al neon rosso che pulsa nell\u2019oscurit\u00e0, NO NO NO NO.<br>Fa scorrere la tenda, d\u00e0 un\u2019occhiata fuori dalla finestra. Dal cielo comincia a piovere una luce lattiginosa che intride la nebbia spessa. Gli sembra di essere sul fondo di un mare intorbidito. L\u2019uomo con la camicia azzurra apre il cassetto del comodino e tira fuori il cofanetto con gli orologi, stando attento a non rovesciare la fiaschetta mezza piena di gin. Appoggia il cofanetto sul letto, lo apre, osserva il Rolex appoggiato sul raso rosso, prende la fiaschetta e senza mollare gli occhi dall\u2019orologio si fa un goccio. Questa volta il brivido \u00e8 pi\u00f9 intenso, quasi una frustata; gin e Xanax se la intendono, sono due professionisti che lavorano bene assieme. In camera entra la moglie avvolta nell\u2019accappatoio, se<br>lo toglie e lo butta sul letto, resta nuda. Da un cassetto prende alcuni indumenti intimi e comincia a metterseli. L\u2019uomo le guarda con insistenza il pube, la pancia, il seno un po\u2019 rilassato ma ancora molto<br>attraente, i capezzoli larghi e scuri, appuntiti. Il pene dell\u2019uomo si gonfia dentro i pantaloni. La donna non si accorge nemmeno del marito; mentre si piega per mettersi le mutandine incrocia lo sguardo<br>dell\u2019uomo, ma \u00e8 come se non lo vedesse. Lentamente gira la testa, senza parlare continua a vestirsi come se lui non fosse l\u00ec, come se lui fosse una cosa, uno dei mobili della stanza. L\u2019uomo sente desiderio e<br>rabbia, cos\u00ec tanta rabbia che fatica a deglutire. Per non soffocare va in bagno, dopo un paio di conati si sente meglio. Quando alza lo sguardo, vede nello specchio un uomo con gli occhi arrossati e una<br>piega amara sulla bocca. Si passa una mano nei capelli ingrigiti, il movimento va dalla fronte al lato sinistro. Si costringe a pensare termini volgari. Per l\u2019ennesima volta si rende conto di detestare sua moglie almeno tanto quanto ne desidera il suo corpo. Pensa al corpo di sua moglie praticamente sempre,<br>durante il giorno. Pensa a corpi femminili nudi, accatastati, migliaia di corpi aggrovigliati, labbra carnose che si schiudono, natiche soffocanti sopra lingue che guizzano come fiamme, rosse di sangue, volti congestionati sui quali non si vedono gli occhi. Pensa a liquidi organici che luccicano su pelli di ogni colore, a sudori e umori intimi e saliva. Ma soprattutto pensa a sua moglie, alla sua pelle, che l\u2019uomo avrebbe potuto sfiorare e accarezzare e annusare se solo avesse voluto. \u00c8 l\u00ec a portata di mano, sono sposati da pi\u00f9 di quindici anni, senza figli, hanno tutto il tempo che serve. Ma non succede niente. Nella pi\u00f9 totale indifferenza la donna ha finito di vestirsi davanti a lui. La testa gli pulsa come se avesse la febbre. Sua moglie neanche sa chi sia, non sa pi\u00f9 niente di lei da molti anni se non che \u00e8 una persona fredda e sgradevole, che lo disprezza. Sa anche che vale esattamente il contrario. Ogni sera sono due estranei che casualmente entrano nello stesso letto.<br>L\u2019uomo con la camicia azzurra esce di casa senza salutare la moglie, come al solito, e scende le scale. Buongiorno dottore, buona giornata, gli fa l\u2019inquilino del primo piano incrociandolo sulla porta di<br>ingresso. Sei un idiota, pensa l\u2019uomo con la camicia azzurra sibilando un saluto fra i denti. Non \u00e8 dottore, non \u00e8 arrivato ad esserlo per un paio di esami, questa ormai \u00e8 storia di parecchi anni fa, quando vedeva davanti a s\u00e9 un futuro luminoso e certo; ma inspiegabilmente ora \u00e8 imprigionato in un presente che non<br>corrisponde a quel futuro. \u00c8 costretto a vivere una vita che non gli appartiene, che non sa di chi sia, mentre la vita che, non c\u2019era alcun dubbio, avrebbe dovuto essere di sua competenza, e che solamente<br>aspettava che lui arrivasse, ora \u00e8 desolatamente disabitata. Evidentemente ci deve essere stato un momento in cui si \u00e8 distratto, e per caso ha sbagliato strada. Ora vive in un tempo in cui non \u00e8<br>dottore ma viene chiamato dottore, non \u00e8 nessuno ma tutti lo credono qualcuno. Ci\u00f2 che nel futuro che gli apparteneva, e che gli \u00e8 stato sottratto, sarebbe stata sostanza solida, nel presente improprio<br>in cui ora si trova ha la consistenza del fumo, della nebbia che avvolge ogni cosa l\u00e0 fuori. Non sa dire quando il titolo gli si \u00e8 appiccicato al nome, ma ormai ha rinunciato a correggere i suoi interlocutori. Ora \u00e8 un quarantenne col telefonino di ultima generazione, fa vacanze in luoghi esotici pieni di turisti, veste in<br>maniera elegante e un po\u2019 esagerata, ma stando sempre appena dentro i limiti del volgare. I vicini lo vedono cambiare auto una volta ogni due anni, anche meno, e sempre aumentando la cilindrata, la<br>potenza, l\u2019aggressivit\u00e0 della carrozzeria. Nel parcheggio del condominio c\u2019\u00e8 l\u2019Audi TT che lo aspetta, l\u2019ultima conquista. Ci sale, e parte facendo andare su di giri il motore. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Gli antidepressivi gli hanno regalato un\u2019eredit\u00e0 pesante di effetti collaterali. Fa incubi tremendi e incomprensibili. Sogna spesso un omino piccolo, triste e brutto, di cui nel sogno si prende gioco, lo<br>odia, lo disprezza. Nel momento in cui crede di sapere chi sia, le sue stesse urla lo svegliano in piena notte, lasciandolo spossato e incapace di capire in che luogo e in che tempo si trova. Un paio di<br>volte, quando per lavorare aveva ancora bisogno di una scrivania e di un telefono fisso, ha dato in escandescenze in ufficio, si \u00e8 messo a sfasciare tutto quello che gli capitava a tiro, e i colleghi chiusi in<br>bagno hanno dovuto chiamare il Pronto Intervento con un cellulare. Ma \u00e8 in auto che gli antidepressivi si mettono a girare proprio bene. Lo rendono estremamente concentrato, reattivo, \u00e8 come se stesse<br>giocando a un videogame. La mente \u00e8 inchiodata alla strada che ha davanti a s\u00e9, ma perde la nozione e la percezione del suo corpo, il rischio di un incidente \u00e8 eliminato, conta solo guidare bene, e veloce,<br>nella nebbia. Il piede spinge sull\u2019acceleratore, sempre di pi\u00f9, le traiettorie si affilano, gli piace lasciarsi andare sul limite dei millimetri e dei secondi, la macchina risponde bene alle sollecitazioni pi\u00f9<br>azzardate. Vede fari lampeggiare, molti suonano il clacson infastiditi dalla sua guida spericolata, senza rendersi conto di buttare benzina sul fuoco. Lungo un tratto rettilineo, l\u2019uomo apre il finestrino e getta<br>fuori una bustina con qualche residuo di polvere bianca, che subito viene inghiottita dall\u2019umidit\u00e0. Il tipo che glie l\u2019ha procurata gli ha assicurato che costa una fortuna ma \u00e8 roba di qualit\u00e0, ne basterebbe<br>un pizzico per stendere chiunque. Per non sbagliare l\u2019uomo ha disciolto quasi tutta la bustina dentro la bottiglia di bourbon che la moglie nasconde nel disbrigo, dietro una catasta di vecchie riviste, e<br>che a quest\u2019ora star\u00e0 sicuramente prosciugando, come al solito. Non \u00e8 mai riuscito a capire perch\u00e9 la moglie cambi continuamente marca di whisky, perch\u00e9 non si affidi ad un unico vero amico per sempre,<br>come fa lui. Non vuole ucciderla, ci mancherebbe, vuole solo lasciarle un ricordo incancellabile di questi anni, come per esempio un intestino mezzo sciolto da una dose letale di lassativo, che la costringa a vivere per sempre con un buco nella pancia dal quale spurghi merda in continuazione. Oppure un esofago eroso dall\u2019acido, che lentamente ma inesorabilmente marcisca fino a diventare terreno<br>di coltura per una fioritura di tumori. Non sa esattamente cosa ha comprato, ma il tipo gli ha descritto effetti di questo genere. La cosa comunque non ha pi\u00f9 importanza, ormai, fra lui e la sua vita apocrifa si sta accumulando sempre pi\u00f9 tempo e strada, davanti a lui c\u2019\u00e8 un futuro impalpabile come la nebbia, il prossimo passo sar\u00e0 un lungo viaggio in treno, poi attraverser\u00e0 il confine a piedi, dalla parte delle<br>montagne, e poi dovr\u00e0 trovare alcune altre soluzioni per depistare eventuali indagini che per il momento sono solo abbozzate nella sua testa. Si \u00e8 convinto che da un certo momento in poi \u00e8 necessario<br>lasciare fare al caso, per aumentare le probabilit\u00e0 di riuscita della fuga. Almeno non deve preoccuparsi dei soldi, le due ventiquattrore che si porta dietro ne contengono a sufficienza per ristabilire il proprio equilibrio ovunque. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La bicicletta tipo Olanda sbuca improvvisamente dalla nebbia, davanti ai fari. Per istinto l\u2019uomo sterza con violenza, ma con un ruggito l\u2019Audi si getta sulla bici come se fosse una preda, la schianta, la divora, salta sopra i rottami. Infine con una leggera vibrazione si attiva l\u2019ABS, l\u2019Audi rallenta, poi si ferma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Silenzio e nebbia. L\u2019uomo con la camicia azzurra guarda fisso davanti a s\u00e9. L\u2019adrenalina trasforma la sua corrente sanguigna in un maelstrom. La nebbia pulsa di giallo, sono le luci di posizione che si sono attivate automaticamente per la brusca frenata. L\u2019uomo innesta la retromarcia, fa fischiare le ruote, prima che abbia tempo di rendersi conto della sciocchezza la macchina sobbalza di nuovo. L\u2019uomo sente qualcosa cadergli dentro, nel vuoto che ha al posto dell\u2019intestino.<br>Nebbia e silenzio. L\u2019uomo esce lentamente dall\u2019auto, il sudore gli si congela addosso all\u2019istante. La luce dei fari alogeni si frantuma contro il muro di vapore. Pochi metri pi\u00f9 in l\u00e0 del muso dell\u2019Audi c\u2019\u00e8 una<br>massa i cui contorni non sono ben definiti. La massa respira a scatti, faticosamente. L\u2019uomo si avvicina, tutti i sensi allertati per frugare dentro la nebbia e percepire anche il minimo segnale della presenza<br>di qualche macchina in avvicinamento. Una gamba della donna, ora vede che \u00e8 una donna, anzi una ragazza, una ragazzina, \u00e8 innaturalmente piegata in fuori all\u2019altezza del ginocchio. Qualche parte del telaio della bici deve essersi spezzata, perch\u00e9 dal fianco della ragazza esce una specie di tubo tutto storto, che sbatte sull\u2019asfalto ad ogni respiro. La ragazza \u00e8 stesa sulla strada, attorcigliata a ci\u00f2 che resta della bici, e sotto la sua testa si sta allargando una chiazza scura di sangue. Non aveva il casco, pensa<br>l\u2019uomo che intanto \u00e8 a un passo dalla ragazza. Quando si piega sulle gambe per osservarla da vicino, la ragazza gira la testa verso di lui, e lo guarda con due occhi velati e spenti. Sull\u2019asfalto resta un po\u2019 di<br>poltiglia grigiastra. Emette un debole lamento, poi con un grugnito che le sale dallo stomaco butta fuori dalla bocca un grumo di sangue e saliva. L\u2019uomo si tira indietro bruscamente, per istinto si guarda le<br>Church\u2019s. Il tubo ora sbatte con rapidit\u00e0, mentre come un drenaggio fa colare un liquido giallo e rosso, che puzza. La puzza colpisce l\u2019uomo con la forza di un pugno, lo fa barcollare inorridito. I conati della ragazza si fanno pi\u00f9 forti e irregolari, le sbattono i denti ed \u00e8 scossa da violenti tremiti.<br>L\u2019uomo guarda il Rolex. Guarda l\u2019Audi, le luci gialle che lampeggiano nella nebbia. Guarda la ragazzina, potrebbe essere sua figlia, questo \u00e8 un pensiero che gli si genera automaticamente ogni volta che osserva un adolescente. Ma lui e sua moglie non hanno figli, sono sposati da quindici anni e non hanno figli. All\u2019improvviso non vuole niente altro che sentire il metallo freddo della maniglia dell\u2019Audi nella<br>sua mano, vuole sentirsi avvolto dal calore del sedile in pelle, vuole sentire l\u2019accelerazione schiacciarlo indietro, vuole passare accanto ai rottami della bici e della ragazza, sta passando, \u00e8 gi\u00e0 passato, veloce, pi\u00f9 veloce ancora, \u00e8 gi\u00e0 lontano nella nebbia. Dopo un po\u2019 non sente nemmeno pi\u00f9 quell\u2019odore osceno,  non sente pi\u00f9 i rantoli. \u00c8 tutto passato, ora deve di nuovo concentrarsi sul suo futuro.<br>L\u2019uomo con la camicia azzurra parcheggia l\u2019auto davanti alla Stazione, con uno squittio e il doppio lampeggio delle luci di posizione l\u2019Audi TT gli conferma lo scatto della chiusura centralizzata e l\u2019attivazione dell\u2019allarme. L\u2019uomo si avvia verso la Stazione Centrale dei treni, assieme alla folla schiuma come la risacca oceanica attraverso le grandi arcate dell\u2019ingresso monumentale, spintona per fare il<br>biglietto, trova l\u2019indicazione per il binario da cui parte il suo treno, \u00e8 in ritardo, correndo urta altre persone.<br>L\u2019esplosione della Stazione Centrale si sente a chilometri di distanza.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57348\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57348\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 un giorno da Rolex, dice fra s\u00e9 e s\u00e9 l\u2019uomo infilandosi la camicia azzurra. 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