{"id":57322,"date":"2025-05-29T19:07:32","date_gmt":"2025-05-29T18:07:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57322"},"modified":"2025-05-29T19:07:33","modified_gmt":"2025-05-29T18:07:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-la-leggenda-del-senicione-di-francesco-filippi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57322","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;La leggenda del Senicione&#8221; di Francesco Filippi"},"content":{"rendered":"\n<p>Per Andrea era stata una notte di nuovo piena di sogni agitati e immagini disturbanti che addirittura lo facevano tremare. Questa volta aveva visto il mondo coinvolto in una guerra ipertecnologica dopo essere stato soffocato da elettronica e rifiuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Incubi e paure si stavano affacciando pi\u00f9 volte, dopo aver discusso di nuovo con i suoi genitori, che non erano d\u2019accordo con la sua nuova vita, mesi dopo il suo trasferimento tra le montagne. Poi, si era trovato a litigare con gli amici, durante una notte balorda alla festa estiva del suo nuovo paese. Non capivano come si sentisse. Ubriaco com\u2019era aveva trattato male anche Stefano, il suo migliore amico. Non se lo perdonava. Aveva preparato per la prima volta l\u2019orto per l\u2019estate, aveva messo a punto le arnie, aveva rimesso a posto i castagni del terreno. La vita stava cambiando come voleva. Una vita pi\u00f9 semplice, a contatto con la natura, e in collaborazione con i nuovi giovani arrivati negli anni al villaggio come lui alla ricerca di un\u2019altra dimensione. Ma adesso si era isolato pure da quelli che considerava compari di vita e avventura.<\/p>\n\n\n\n<p>Usc\u00ec molto presto per respirare aria fresca: l\u2019abitazione era affacciata sulla valle, davanti all\u2019alba che saliva dai monti in un cielo acquarellato. Cammin\u00f2 ancora fino al retro della casa su per un sentiero che portava a una radura da cui era possibile ammirare pi\u00f9 in basso il paese rannicchiato come un piccolo presepe su un colle che dominava la valle. Cerc\u00f2 di nuovo una connessione con le cime, tra quei contrafforti di marmo che si innalzavano a corona attorno a lui. Era un legame che sentiva sin da bambino: per questo aveva deciso di dedicare la sua vita a quelle montagne, insieme ai giovani trasferiti come lui in paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Rientrando a casa, scorse alcuni scatoloni ancora rimasti da parte nel ripostiglio, tutte le carte, i libri e gli oggetti che Mario, il precedente proprietario della casa e vecchio lavoratore del marmo, gli aveva affidato dopo la sua morte. Non poteva che considerarsi suo discendente: a stabilire il loro legame, gli aveva gi\u00e0 lasciato delle foto che Andrea custodiva tra le sue. Dopo una breve colazione, decise di mettersi a fare una selezione tra un sacco di documenti burocratici inutili. Poi si accorse che ne esistevano pi\u00f9 antichi, molti dei quali risalenti a commerci di cave e fabbriche di polvere da sparo della zona. Tra di essi trov\u00f2 una mappa, con i tratti abbozzati di monti, riconosceva abbastanza bene alcuni gruppi di case, altri erano invece scomparsi: era centrata sulla valle ancora oggi chiamata Calcaferro, dove nell\u2019Ottocento si era organizzata la prima industria della zona. Erano indicati anche alcuni nomi delle fabbriche, lungo il percorso del torrente alla cui sorgente si trovava un lago, che sulla carta sembrava molto grande.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo specchio d\u2019acqua nel disegno pareva emanare schiuma e sopra di essa era indicato \u201cSenicione\u201d. Subito accanto un\u2019altra scritta, \u201cGrotta\u201d e dei disegni stilizzati di persone. Ancora sotto, c\u2019era una strana frase in corsivo, \u201cIl linchetto risponde\u201d. Si incurios\u00ec subito perch\u00e9 sembrava indicare un luogo che non aveva mai visto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tardo pomeriggio Andrea, deciso di recarsi a Calcaferro, trov\u00f2 Stefano al bar del paese, in pausa dal suo lavoro in ostello. Si salutarono con imbarazzo e si sedettero allo stesso tavolo. Si aspettava che l\u2019amico ce l\u2019avesse con lui perch\u00e9 non si era fatto sentire per due settimane ma invece Stefano sembrava sollevato di vederlo. L\u2019altro vide la carta che teneva in mano e gli chiese cos\u2019era. Andrea gliela mostr\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi pare un documento interessante\u201d, disse Stefano, un po\u2019 sorpreso e titubante mentre la scorreva con lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai qualcosa di questa mappa? Mario lo conoscevi, te l\u2019ha mai fatta vedere?\u201d, chiese Andrea.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, non l\u2019ho mai vista. Ci sono i nomi dei mulini dell\u2019Ottocento!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, ma guarda qui? Cosa vuol dire \u201cSenicione\u201d?\u201d, esclam\u00f2 Andrea.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ricordo cos\u00ec bene\u201d, rispose Stefano un po\u2019 incerto, \u201cso che c\u2019\u00e8 una leggenda su un lago di quella zona, che c\u2019era un mostro che stava nell\u2019acqua chiamato Senicione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProprio in un laghetto in fondo alla valle?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sapevo fosse nella valle di Calcaferro, ma per la persona che ha disegnato la mappa s\u00ec a quanto sembra, si diceva che avevano messo delle catene con delle esche nel fondo, e che quando le riportarono a galla erano state rotte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon la conoscevo questa storia\u201d, Andrea era ancora pi\u00f9 incuriosito e impaziente. \u201cPotresti accompagnarmi fino all\u2019imbocco? Poi continuer\u00f2 da solo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano acconsent\u00ec, stupito di vedere l\u2019amico di nuovo aperto e pieno di energia.<\/p>\n\n\n\n<p>Scesero in auto nella valle principale, poi svoltarono a un bivio a sinistra, inoltrandosi in un\u2019umida strettoia laterale. Infine, si arrestarono di fronte a un ristorante. Camminarono per alcuni minuti in mezzo a delle case fino a una fonte, dove dell\u2019acqua freschissima che scendeva dalle montagne finiva in una vasca molto ampia. Pi\u00f9 avanti, la gola era chiusa da un dirupo imponente e una mulattiera bianca entrava in una piccola galleria buia.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano si ferm\u00f2 mentre Andrea prosegu\u00ec e, dopo aver attraversato il tunnel, si ritrov\u00f2 in un mondo diverso: adesso c\u2019era un sentiero erboso che scorreva accanto al torrente ricolmo d\u2019acqua, in mezzo a sassi coperti di muschio, felci, e dappertutto esalava un profumo di castagni. Svariati rivoli si gettavano da ogni parte nel corso principale in modo tumultuoso con il loro fruscio incessante, creando un\u2019atmosfera rilassante e sospesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo dopo pochi metri iniziava una serie di ruderi, tra cui metati, mulini per la farina, miccifici e polverifici, in fila uno dopo l\u2019altro lungo l\u2019acqua, con macchinari distorti e arrugginiti al loro interno ancora in evidenza, a ricordo di un\u2019intensa attivit\u00e0 industriale nascosta, che l\u00ec aveva trovato il luogo ideale poich\u00e9 l\u2019umidit\u00e0 consentiva di realizzare la polvere da sparo e le micce per la cave e le miniere con il minor rischio possibile di esplosione. Superando in successione gli edifici ricoperti di edera, Andrea riusciva per magia a immaginare come sempre la vita di un tempo, non poi cos\u00ec lontano, in cui donne e uomini condividevano il lavoro in quella gola stretta ma accogliente, oltre che nelle miniere sulle pareti dove adulti e bambini erano esposti a ogni tipo di rischio. Le donne erano in particolare richieste per lavorare con le micce perch\u00e9 avendo dita piccole riuscivano a maneggiarle in modo pi\u00f9 accurato. Gli uomini si occupavano dei macchinari e trasportavano materiali e materie prime lungo lo stretto sentiero. Andrea conosceva quella storia, ma non aveva mai percorso tutta la valle per giungere all\u2019origine del corso d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraversato un ponticello, continu\u00f2 in salita, raggiungendo limite del sottobosco. Ogni tanto si apriva una radura. Pi\u00f9 oltre gli alberi si infittirono, mentre calava la sera. Andrea fin\u00ec per trovarsi ad un tratto davanti a un laghetto scuro che specchiava abeti e larici, incassato tra burroni. Respir\u00f2 profondamente: non c\u2019era schiuma come diceva la mappa, ma il fondo era fangoso e impenetrabile. Sopra di esso, incombeva l\u2019apertura orizzontale di una grotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena giunto davanti alla grotta sulla riva opposta, sent\u00ec una stanchezza improvvisa e il cuore inizi\u00f2 a battergli senza freno, come se fosse in pericolo, e si nascose affannato a sedere dietro un grande macigno, fissando la superficie del bacino. Dopo pochi attimi, la sua stessa voce risuon\u00f2 come proveniente dall\u2019esterno: \u201cVoglio vedere!\u201d. Ad un tratto, dall\u2019altra parte del lago giunsero risate e strilli di bambini che ad uno a uno si infilarono in acqua mezzi nudi, le chiome lucenti. Dopo poco, ecco che apparve della schiuma, che s\u2019ingross\u00f2 in modo graduale fino a creare onde impazzite: i bambini, impreparati, iniziarono a gridare. Lentamente, uno dopo l\u2019altro, affogarono e sparirono tra i flutti. Andrea dietro la roccia invece non si poteva muovere, era impietrito, col fiato mozzo, mentre tutto il paesaggio si incupiva. Dalla grotta usc\u00ec una creatura informe, col muso allungato, le gambe rachitiche. L\u2019essere avanz\u00f2 nell\u2019acqua e s\u2019immerse per poi uscire raccogliendo i bambini uno a uno: Andrea si rese conto che erano il suo pasto. Era una scena del passato. I bambini erano destinati a morire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mostro raccolse i corpi e li port\u00f2 nella grotta. Dopo l\u2019ultimo ragazzino, non usc\u00ec pi\u00f9. Andrea inizi\u00f2 di nuovo a respirare e perse i sensi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si risvegli\u00f2 davanti alla fonte all\u2019imbocco della valle, intontito. Respirava a fatica ma era intatto. Poco dopo sent\u00ec la voce preoccupata di Stefano avvicinarsi mentre lo richiamava a gran voce. Andrea, ancora a terra, nel sentirlo avvicinarsi scoppi\u00f2 in un pianto silenzioso. Iniziava a comprendere: il mostro era tutte le sue paure ma adesso erano scomparse.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57322\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57322\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Andrea era stata una notte di nuovo piena di sogni agitati e immagini disturbanti che addirittura lo facevano tremare. 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