{"id":57306,"date":"2025-05-30T16:58:32","date_gmt":"2025-05-30T15:58:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57306"},"modified":"2025-05-30T16:58:33","modified_gmt":"2025-05-30T15:58:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-soltanto-una-tazza-di-caffe-di-nicola-di-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57306","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Soltanto una tazza di caff\u00e8&#8221; di Nicola Di Marco"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ruben aveva deciso di cambiare vita, ma non lo sapeva ancora dove stava andando. Per quanto lo riguardava, era gi\u00e0 arrivato fin troppo lontano. Chiss\u00e0, forse un tradimento, forse un figlio mancato, forse la paura di sentirsi un fallito prima o poi, lo avevano spinto a darci un taglio con il passato e a buttarsi di nuovo a capofitto nel mondo. A volte, si domandava se era quella la vita che avrebbe voluto vivere. Ma era inutile starci a pensare sopra. Bisognava vivere. E basta.<br>La calamita, si sa, attrae il ferro se \u00e8 a breve distanza. Non c\u2019\u00e8 scampo. Quando l\u2019aveva conosciuta, non avrebbe mai pensato che la storia sarebbe potuta andare a finire proprio cos\u00ec, fino al punto di sposarsi. C\u2019\u00e8 sempre una donna, dietro ai cambiamenti. Entra prepotentemente nelle nostre vite e cambia le regole del gioco. A volte, pensava di essere stato davvero fortunato ad avere fra le mani un corpo come quello tutto per s\u00e9. Pensava anche, che fosse ingiusto, non condividere con il resto del genere umano tanta abbondanza. Ma subito, una subdola forma di gelosia, e non parlo di quel retaggio piccolo borghese del possesso e della propriet\u00e0, lo dissuadeva dal voler condividere con gli altri questo bene in eccesso, questo plusvalore della carne e del piacere a suo uso esclusivo.<br>Ruben lavorava in un ufficio amministrativo, metteva timbri al registro protocollo. E se avesse detto no a quel lavoro, si sarebbe trovato prigioniero di una moglie e di una situazione familiare ancora pi\u00f9 soffocante. Di fatto, quel lavoro senza speranza, rappresentava la sua unica forma di salvezza. La sua unica via d\u2019uscita, l\u2019unica possibile forma di libert\u00e0. Accettare il dominio del capitale con l&#8217;alienazione nel lavoro per sottrarsi a un dominio ancor peggiore, quello della dipendenza economica da una moglie autoritaria, stronza e femminista. Quello che era successo da quando si era sposato, era che aveva smesso di sognare. Il matrimonio lo aveva trasformato in un uomo vuoto. Lei, lo aveva trasformato in un uomo vuoto. I suoi sogni si erano frantumati, erano esplosi in una routine soffocante. Dove erano andati a finire la sua rabbia e la sua naturale avversione nei confronti di qualunque tipo di oppressione e autorit\u00e0, perfino del lavoro. Ruben si sentiva ormai solo un codardo. Eppure, un tempo, prima di sposarsi, aveva assaporato la libert\u00e0. Era questo il punto, lei gli aveva tolto la libert\u00e0. Quel genere di libert\u00e0 che consiste nel poter scegliere cosa fare della propria vita e che ci permette anche, se vogliamo, di buttarla via. Quello che non capiva e che tutto sommato lo consolava, era il fatto di non essere il solo ad essersi trovato in quelle circostanze, perch\u00e9 molti altri prima di lui avevano vissuto pi\u00f9 o meno le stesse cose. Nonostante questo, si sentiva comunque un perdente. Il matrimonio \u00e8 la forma pi\u00f9 amorale di ricatto sociale, un\u2019 estorsione legalizzata che ti costringe continuamente a pagare interessi economici e affettivi a lunga scadenza. Miscuglio di paura, dovere e amore. Dal matrimonio in poi, la sua vita era stata un susseguirsi di eventi senza logica o con una logica a lui ancora sconosciuta. Gli venne da ridere, ma avrebbe potuto anche piangere. E mentre rideva, cominci\u00f2 a levitare. Sembrava un Buddha. Si sollevava sempre pi\u00f9 in alto e i suoi pensieri svanivano come inconsistenti bolle di sapone. Stava volando, leggero come le note di un pianoforte. Non pensava proprio di saper volare. No. Non pensava proprio di saper volare.<br>La mattina dopo, si svegli\u00f2 presto, anche perch\u00e9 quella notte non era riuscito a dormire. Si fece il suo caff\u00e8 mentre tutti ancora dormivano e aspett\u00f2 che sua moglie arrivasse in cucina. Quando la vide entrare dalla porta, gli sembr\u00f2 una specie di fantasma. Si rese conto che quella donna era profondamente infelice e avrebbe voluto raccontargli che lui sapeva volare e che forse avrebbero potuto volare insieme o avrebbe potuto almeno portarla a fare un giretto lass\u00f9 se solo avesse voluto. Ma lo avrebbe preso per matto, e allora, non disse nulla. Tenne per s\u00e9 il suo segreto. Non capiva pi\u00f9, in quel momento, quale fosse la realt\u00e0. Saper volare, o essere convinti di saper volare. Sua moglie gli rivolse la parola con un languido, \u201camore\u201d. E tutto gli sembr\u00f2 semplice. La sua vita, il suo matrimonio, il suo lavoro, i suoi figli che spesso lo maltrattavano, erano diventati tutto quello che bastava. O forse, era soltanto cos\u00ec che le cose dovevano andare. La storia che si era fino ad allora raccontato e alla quale aveva sempre creduto, in quel preciso momento, perdeva il suo senso. Non aveva perso nessuna libert\u00e0, perch\u00e9 non l\u2019aveva mai avuta. Raccontatemi di qualcuno che sia stato o che sia veramente libero e vi faranno re e regine. Rincorriamo qualcosa che immaginiamo soltanto, venduti ad un idea astratta, barattando le nostre vite con delle menzogne a cui non possiamo far altro che credere, per continuare ad andare avanti. Avanti. E ancora avanti.<br>Fuori stava cominciando a piovere e sua moglie, si strinse a lui. \u201cHo un po\u2019 freddo Ruben\u201d. Di l\u00ec a poco, si sarebbero svegliati anche i bambini. Ruben fissava una nuvola fuori dalla finestra, gli sembrava diversa dal solito. Del resto, anche lui era diverso adesso. Erano un po\u2019 simili, lui e quella nuvola, ora. Poi, riscald\u00f2 ancora del caff\u00e8 che era rimasto e se lo vers\u00f2. Il fumo esal\u00f2 dalla tazza e Ruben rest\u00f2 a fissarlo mentre saliva verso l\u2019alto con il suo tipico movimento a spirale. Non era la prima volta che lo osservava e ogni volta restava incantato a guardarlo, era magico. Avvicin\u00f2 il naso per sentirne anche il profumo, attratto da quelle ombre che volteggiavano verso il cielo disegnando forme vagamente spettrali e lo annus\u00f2, mentre chiudeva gli occhi, avvertendo il suo calore sul viso. Gli sembr\u00f2 allora di esplodere nell\u2019universo per poi essere di nuovo risucchiato in quella tazza, mentre continuava a seguire solo con la mente quelle magiche ombre disegnate dal fumo. Il suo corpo era in uno stato di estasi e Ruben non era affatto nuovo a queste sensazioni, perch\u00e9 gi\u00e0 aveva volato e sapeva che, se avesse voluto, avrebbe potuto di nuovo spiccare il volo anche in quel momento stesso e unirsi a loro, le ombre. Il suo passato precipit\u00f2 con lui e i suoi ricordi esplosero in una sequenza temporale senza continuit\u00e0. E la paura, arriv\u00f2, prima che quei ricordi potessero parlargli, avvolgendolo in un fumo nero in cui tutto diventava indistinguibile, confondendo passato, presente e futuro. Il buio cal\u00f2 dentro di lui. Scuro e Impenetrabile. Per fortuna, rest\u00f2 con i piedi per terra, nella contemplazione di quella tazza di caff\u00e8 che lo teneva ancorato alla realt\u00e0, perfettamente conscio della similitudine fra la leggerezza di quelle ombre e la sua capacit\u00e0 di sollevarsi in aria. Preferendo in quel momento, dare voce a quella parte pi\u00f9 autentica e terrena di se stesso, che gli riportava alla memoria in una raffica di istantanee in bianco e nero i numerosi, infiniti caff\u00e8, bevuti nella sua vita. Questo semplice gesto, che non era mai stato se non in rarissimi momenti, quello di bere davvero un caff\u00e8, e cio\u00e8 di assaporarlo, gustarlo fino in fondo e diventarne parte, mescolandosi cos\u00ec in un\u2019unit\u00e0 indivisibile per l\u2019eternit\u00e0. Ma era sempre stata, soltanto un abitudine, agita con distacco e indifferenza, che lo aveva accompagnato da oramai tanto tempo, troppo tempo, senza averne mai conosciuto la sua pi\u00f9 intima e profonda natura. In quei momenti sovrumani appena trascorsi fra lui e quel caff\u00e8 volatile, si era dischiusa inaspettatamente davanti ai suoi occhi una nuova possibilit\u00e0, che lo aveva reso consapevole di cosa potesse significare abbandonarsi al flusso della vita e seguirla. Quelle ombre che erano ormai scomparse e quel profumo di caff\u00e8 che si stava a poco a poco estinguendo nell\u2019aria, non avevano solo risvegliato i suoi sensi, ma gli avevano indicato anche la strada verso la possibilit\u00e0 di un\u2019esistenza piena, lontana da quei gesti quotidiani che si annullano da s\u00e9 nella loro ripetizione, giorno dopo giorno, nello scorrere del nostro tempo limitato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57306\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57306\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ruben aveva deciso di cambiare vita, ma non lo sapeva ancora dove stava andando. 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