{"id":57210,"date":"2025-05-27T18:13:42","date_gmt":"2025-05-27T17:13:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57210"},"modified":"2025-05-27T18:13:43","modified_gmt":"2025-05-27T17:13:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-il-bene-piu-prezioso-di-matteo-colibazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57210","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Il bene pi\u00f9 prezioso&#8221; di Matteo Colibazzi"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abQual \u00e8 il bene pi\u00f9 prezioso del mondo?\u00bb<br><\/p>\n\n\n\n<p>Con questa domanda il Professor Princton inizi\u00f2 la lezione del 13 aprile ai suoi ventitr\u00e9 alunni, ancor prima di rivolgere il consueto e formale saluto di ingresso in aula. Ed era strano, perch\u00e9 il Professor P, cos\u00ec lo chiamavano gli studenti e pure gli altri insegnanti, era uno che il saluto formale non lo faceva mai mancare. Ed era pure affezionato ai riti, alle tradizioni, ad una certa quotidianit\u00e0 che non lo abbandonava mai. Ma non nel senso che la subiva, quanto pi\u00f9 che la dominava.<\/p>\n\n\n\n<p>Che fosse una giornata diversa dalle altre lo si era capito subito. E lo era per cinque motivi. Tanto per cominciare, pioveva. E nella piccola citt\u00e0 del Professor Princton non pioveva quasi mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli alunni del Professor Princton si resero subito conto che stava piovendo, non perch\u00e9 guardarono fuori dalla finestra, che era abbassata almeno per i tre quarti, ma perch\u00e9 si accorsero che la punta delle scarpe del Professor Princton era bagnata, cos\u00ec come notarono altre gocce d\u2019acqua sui pantaloni, pi\u00f9 o meno all\u2019altezza delle ginocchia. Il che poteva significare due cose: il Professor Princton non aveva portato l\u2019ombrello, ipotesi remota perch\u00e9 in quel caso sarebbe stato tutto bagnato; il Professor Princton aveva con s\u00e9 uno di quegli ombrelli in miniatura, che a malapena riescono a coprire il viso. Quasi tutti gli studenti scelsero questa seconda opzione, bench\u00e9 nessuno avesse visto entrare il Professor Princton con l\u2019ombrello.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di sedersi, il Professor Princton fu oggetto di una nuova, accurata osservazione da parte dei suoi alunni, che non poterono fare a meno di notare che aveva abbandonato il completo blu petrolio che lo vestiva nelle sue giornate. In tutte le sue giornate. Tanto che le malelingue si chiedevano se indossasse sempre lo stesso o ne avesse pi\u00f9 paia uguali, cos\u00ec da mantenere lo stile senza perdere la dignit\u00e0 personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ancora di pi\u00f9, andava per la maggiore chiedersi se il Professor Princton si facesse queste stesse domande, se si rendesse conto che vestiva sempre allo stesso modo o peggio, se gliene importasse.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno il Professor Princton era vestito di nero. Aveva un completo nero, il soprabito nero, la cintura nera e le scarpe, pure quelle, nere. E questo costituiva il secondo motivo per cui quella era una giornata diversa dalle altre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl diamante\u00bb esclam\u00f2 sicuro Paul Saurgeine, primo banco fila a destra dalla prospettiva del Professor Princton, sicuro della risposta che aveva letto qua e l\u00e0 alcune decine di volte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo\u00bb rispose altrettanto fermo il Professor Princton.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome no?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo. Non \u00e8 questa la risposta che sto cercando. Non \u00e8 questa la risposta che stiamo cercando.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il Professor Princton scosse la testa come gesto di disappunto, in un modo quasi impercettibile, come se lui stesso volesse tirarsi indietro all\u2019ultimo momento. Ma avendo gi\u00e0 inviato l\u2019input al cervello, non riusc\u00ec a nascondersi. Il risultato fu che se ne accorsero tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Professor Princton voleva bene ai suoi studenti, ma aveva l\u2019idea che facessero a gara a chi dava la risposta per primo, invece di quella giusta. E infatti, dopo l\u2019immediata reazione di Saurgeine, l\u2019aula cal\u00f2 nel silenzio per i secondi successivi. Il Professor Princton non aggiunse altro anche lui. Principalmente per due motivi: intanto voleva far vincere quell\u2019imbarazzo iniziale dove nessuno ha il coraggio di rispondere. O forse, anche a coraggio acquisito, l\u2019iniziativa viene accantonata per paura di fare brutta figura, di essere deriso dagli altri compagni. Saurgeine del primo banco faceva eccezione, era sempre uno dei primi ad aprire bocca e a preferir dire invece che ragionare.<\/p>\n\n\n\n<p>E in secondo luogo, il Professor Princton temporeggiava. D\u2019un attesa dove non sapeva se dire subito lui la risposta che voleva, o aspettare all\u2019infinito che qualcuno lo soddisfacesse. C\u2019era sempre, in lui, una sorta di ostentazione del sapere, tanto che spesso finiva col rispondere prima dei suoi studenti con un certo orgoglio, come a dire che la risposta poteva conoscerla solo lui, quasi dispiacendosi se qualcuno l\u2019avesse trovata prima. Ma al contempo la faceva risultare come se fosse la risposta pi\u00f9 facile da trovare al mondo.<br><br>\u00abNon era evidente?\u00bb diceva sempre.<br><br>Come in uno di quei prestigiatori da strada che chiedono di indovinare la carta giusta. Sembra che vogliano rispondersi da soli e gridare: \u201cVe l\u2019ho fatta!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, il Professor Princton il pi\u00f9 delle volte finiva col rispondersi da solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma un insegnante non dovrebbe godere del trasmettere il proprio sapere ai suoi studenti? Non dovrebbe vivere soddisfazione pi\u00f9 grande se non quella di percepire che gli alunni hanno appreso da lui?<\/p>\n\n\n\n<p>Il Professor Princton se lo chiedeva di continuo, ma non trovava mai risposta. Era un orgoglio a tempo, il suo. Che talvolta nutriva per se stesso, altre volte per quello che faceva con i suoi alunni. Non sapeva scegliere quale preferiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche gli studenti volevano bene al Professor P. Perch\u00e9 spiegava bene la materia, dicevano, perch\u00e9 aveva una grande propriet\u00e0 di linguaggio, continuavano e perch\u00e9 era indulgente. Scrupoloso, ma indulgente. Non c\u2019\u00e8 niente di meglio, per uno studente, che poi alla fine il Professore si risponda da solo! Appariva come tutto d\u2019un pezzo, senza dubbi, circondato da un alone di superiorit\u00e0 che lo proteggeva, che manteneva le distanze. Sembrava quasi un superuomo, come qualcuno che non necessita dei bisogni primari. Tra gli studenti andava di moda chiedersi: \u00abManger\u00e0? Dormir\u00e0? Andr\u00e0 in bagno? Morir\u00e0 anche lui?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, gli volevano bene. Fatto salvo per l\u2019abbigliamento sempre uguale, anche se a onor del vero nessuno si era mai lamentato di un presunto cattivo odore. E gli volevano bene anche per altre due o tre abitudini che destavano curiosit\u00e0, quantomeno. In realt\u00e0 il Professor Princton di abitudini ne aveva pi\u00f9 di due o tre, ma i suoi studenti non ne erano a conoscenza. Tra quelle che sapevano, c\u2019era il volersi lavare spesso le mani, almeno una volta all\u2019ora, il che suscitava una certa ilarit\u00e0, per una persona che vestiva sempre allo stesso modo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c\u2019era altro: il Professor Princton non tossiva mai. Mai. Tutti potevano giurare di non avergli mai sentito fare un colpo di tosse, n\u00e9 per cibo o acqua, n\u00e9 per una frase andata di traverso, n\u00e9 per malattia. Un pieno controllo dei propri mezzi e un salute di ferro, forse.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi ancora, il chiudere la porta dell\u2019aula sempre allo stesso modo, con un movimento veloce che sembrava presagire un Bam! da far rimbombare le pareti pi\u00f9 lontane, ma che invece rallentava proprio quando mancavano un soffio di centimetri alla chiusura, cos\u00ec da evitare il rimbombo e diventare d\u2019improvviso, dolce. Faceva sempre cos\u00ec, senza guardare. E non sbagliava mai. Lo rendeva cos\u00ec naturale da sembrare che non lo calcolasse. E forse era cos\u00ec per davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina il Professor Princton la porta l\u2019aveva lasciata aperta. Il che costituiva, senza alcun dubbio, il terzo motivo per cui quella era una giornata diversa dalle altre. Ma ancor pi\u00f9 incredibile fu che, dei ventitr\u00e9 studenti, nessuno lo not\u00f2. O almeno, non sul momento. Forse perch\u00e9 tutti furono stupiti prima dal suo completo nero. O forse perch\u00e9 erano distratti dai suoi vestiti bagnati. Sta di fatto che la porta rimase aperta tra l\u2019indifferenza generale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abProfessor P, ci scusi, ma la domanda non \u00e8 chiara\u00bb disse Margaret Sulley, secondo banco fila centrale, dalla prospettiva del Professor Princton. Margaret era quella che tutti chiamavano codalunga, per via dei suoi capelli, in effetti lunghissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome non \u00e8 chiara?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBeh, ci parla di bene prezioso, tutti sappiamo che \u00e8 il diamante. Non \u00e8 cos\u00ec?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo. Forse. Come bene materiale, forse. Chi ha detto che cerchiamo un bene materiale?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBeh, ma lei ha detto il bene pi\u00f9 prezios\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSo bene cosa ho detto\u00bb in tono fermo e solenne il Professor Princton.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci furono alcuni secondi di silenzio generale, probabilmente perch\u00e9 il tono del Professor Princton era stato pi\u00f9 deciso del solito. Nessuno ebbe il coraggio di rispondere, ma ancora pi\u00f9 probabile, nessuno aveva idea della risposta corretta. Qualcuno inizi\u00f2 a pensare che fosse una domanda per gioco, una sorta di trabocchetto. Il silenzio fu rotto da Anita Seyfried, la pi\u00f9 piccola della classe, per et\u00e0 e per statura, quarto banco fila destra, dalla prospettiva del Professor Princton:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDio?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ci fu stupore pi\u00f9 che silenzio. Da parte di tutti, persino sul volto del Professor Princton, che riusc\u00ec a non mostrare segnali evidenti. Qualcuno inizi\u00f2 a pensare che la risposta fosse corretta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon diciamo eresie\u00bb tuon\u00f2 in modo ancora pi\u00f9 fermo il Professor Princton e continu\u00f2 subito dopo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe il bene non \u00e8 materiale, non deve essere spirituale. Conoscete solo questi due mondi? Perch\u00e9 non guardate oltre? Perch\u00e9 non pensate alla conoscenza?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa conoscenza di Dio?\u00bb riprese subito la Seyfried.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn che senso? Spiegati.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCio\u00e8\u2026 se Dio esiste o no\u00bb disse con un certo orgoglio. E per un brevissimo momento credette di aver dato la risposta corretta, o almeno di aver centrato l\u2019argomento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, non \u00e8 se Dio esiste o no, non \u00e8 questo. Ma il tuo spunto \u00e8 interessante.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Per la Seyfried, che raramente aveva dato risposte corrette nella sua carriera scolastica, andava bene cos\u00ec. Poteva ritenersi soddisfatta, tanto che pens\u00f2 di eclissarsi, con la mente e non con il corpo, per il resto della lezione, mantenendo un mezzo sorriso di vittoria a bocca serrata.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento il Professor Princton rivolse il suo sguardo verso la porta dell\u2019aula. Era aperta. Si stup\u00ec e si alz\u00f2 quasi di scatto per raggiungerla. Prima di chiudere, allung\u00f2 il collo fuori dalla porta e diede un\u2019occhiata al corridoio, prima a sinistra e poi a destra, come se cercasse qualcuno. Il Professor Princton per\u00f2 non aspettava nessuno, o almeno cos\u00ec doveva essere. Rientrato con il collo e con le spalle, accompagn\u00f2 la porta a suo modo, con gran velocit\u00e0, prima di rallentare e accarezzarla per l\u2019ultimo passaggio. Poi rivolse lo sguardo all\u2019aula, seduta composta e numerosa. Fu uno sguardo fugace e distratto che torn\u00f2 subito indietro, distogliendosi dagli occhi fissi degli studenti. L\u00ec, successe una cosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare, o sentire, o vedere. Il Professor Princton toss\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Toss\u00ec una sola volta, di una tosse secca e di un rumore sordo. Fu uno di quei colpi di tosse dove si ha il tempo di avvicinare la mano alla bocca, per educazione. Il Professor Princton ebbe quindi il tempo di comprendere che stava tossendo. Ragionevolmente, i suoi studenti credettero che l\u2019avesse scelto, che avesse deciso di tossire. E bench\u00e9 potesse sembrare strano, la preoccupazione degli alunni non era tanto che il Professor P avesse tossito, quanto se lui si fosse reso conto di non aver mai tossito in loro presenza e, forse, nella vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il colpo di tosse del Professor Princton era certo il quarto motivo per cui quella era una giornata diversa dalle altre. Poco dopo si ricompatt\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl fatto che Anita si sia avvicinata alla risposta corretta, non vuol dire che la lezione sia finita. Nessun altro? Parliamo di conoscenza, di filosofia se volete. Non fatemi sentire il nome di altri metalli.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Poi decise di aiutarli:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPensate: se il Giappone, la Cina, l\u2019India o qualunque altro dannato paese avesse la formula magica per rendere immortali, gli Stati Uniti pagherebbero per averla?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Rispose immediatamente Saurgeine:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto, chi non vorrebbe averla?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEsatto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora la risposta \u00e8 l\u2019immortalit\u00e0, sarebbe questo il bene pi\u00f9 prezioso del mondo?\u00bb continu\u00f2 Saurgeine, che prese in prestito il sorriso a bocca serrata della compagna Seyfried.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, non \u00e8 l\u2019immortalit\u00e0. Certo, sarebbe un vantaggio. Per avere pi\u00f9 tempo. E qualcuno troverebbe il modo di usarlo per i propri scopi. Ma l\u2019essere umano si stancherebbe anche di vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era ancora mai intervenuto, ma dall\u2019ultimo banco, fila centrale dalla prospettiva del Professor Princton, intervenne Arthur Penn, per tutti solo Penn. Era l\u2019unico dell\u2019aula a non avere nessuno come vicino di banco. Ufficialmente perch\u00e9\u2026 stava bene da solo. Ma in verit\u00e0 era talmente grasso, che in due non si poteva stare. La voce non smentiva il fisico ed era imponente:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusi Professor P, ma cosa pu\u00f2 esserci pi\u00f9 dell\u2019immortalit\u00e0? Poter vivere all\u2019infinito senza mai doversi preoccupare di morire. Non riesco a pensare a nulla di pi\u00f9 grande di questo!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSolo perch\u00e9 credi che morire sia brutto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lo \u00e8?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo chiedo a te. Perch\u00e9 credi che morire sia brutto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBeh, perch\u00e9 con la morte\u2026 finisce tutto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNe sei sicuro?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto. Beh, se hai fede, se sei religioso, se credi nel Paradiso o roba del genere, forse no, \u00e8 meno brutto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il tono di Penn si fece pi\u00f9 cupo. E continu\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa io, Professor P, non vengo da una famiglia religiosa. Non mi hanno trasmesso la fede. La scorsa settimana ho avuto un lutto, Professor P. Un lutto di una parente stretta che aveva quarantasei anni. E non credo che se fosse campata, dieci, venti, trent\u2019anni in pi\u00f9 le sarebbe dispiaciuto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon parlo di religione, nel mio discorso la fede e la religione non trovano spazio. Credi che la tua parente ora sia triste perch\u00e9 voi siete tristi? Prova a pensarci: perch\u00e9 credi che morire sia brutto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Penn rest\u00f2 ammutolito, non rispose. E per un breve ma interminabile momento non rispose nessun altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, con poco coraggio ma con una gran voglia di prendere la parola, dall\u2019ultimo banco fila sinistra dalla prospettiva del Professor Princton, si lev\u00f2 flebile la voce di Eleonor St. James, che tutti chiamavano solo per nome, Eleonor, nonostante ad essere altisonante fosse il suo cognome: era figlia dei St. James proprietari della famosa catena di tessuti di alta qualit\u00e0, con negozi sparsi per tutta la citt\u00e0. Mai una volta si era rifugiata dietro al suo cognome:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 non conosciamo la verit\u00e0.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il Professor Princton non riusc\u00ec a mascherare una sorta di velato entusiasmo e disse subito: \u00abCosa intendi Eleonor?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Eleonor sospir\u00f2. Forse non trovava le parole giuste per dirlo, ma voleva dirlo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe non sappiamo cosa c\u2019\u00e8 dall\u2019altra parte.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il Professor Princton non rispose, ma tutti, nessuno escluso, capirono che era appagato, che era quella la risposta che stava cercando. E stavolta era sincero, era orgoglioso della risposta data da Eleonor. Un sorriso a met\u00e0 bocca, ben diverso da quello che aveva attraversato il volto di Amanda Seyfried e Paul Saurgeine, le domin\u00f2 il viso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEsatto. Noi abbiamo paura di morire perch\u00e9 non sappiamo cosa c\u2019\u00e8 dall\u2019altra parte. Non sappiamo cosa succede nel momento in cui finisce questa vita. \u00c8 forse l\u2019unica cosa che non conosciamo e ne abbiamo paura. Niente di pi\u00f9 umano.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Intervenne immediatamente Saurgeine, preoccupato solo di arrivare alla soluzione del quesito, forse per tentare di strappare un ingiustificato merito:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusi Professor P, quindi la risposta alla sua domanda iniziale \u00e8 che non sappiamo cosa c\u2019\u00e8 dall\u2019altra parte? Questo \u00e8 il bene pi\u00f9 prezioso?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl bene pi\u00f9 prezioso sarebbe saperlo. Sapere cosa avviene dopo la morte. Non credete che ogni individuo, ogni essere vivente, chiunque vorrebbe saperlo? Anche chi \u00e8 dotato della pi\u00f9 grande fede dell\u2019universo non avr\u00e0 mai la certezza di quello che c\u2019\u00e8 dall\u2019altra parte. Non credete che questo sarebbe un bene pi\u00f9 prezioso di un diamante? Non credete che sarebbe un potere ancora pi\u00f9 grande dell\u2019immortalit\u00e0? E se si potesse andare dall\u2019altra parte e poi tornare indietro? Se si tornasse e si raccontasse cosa si \u00e8 visto? Quanto vale tutto questo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno rispose, ma arrivati a questo punto, nessuno l\u2019avrebbe fatto. Perch\u00e9 nessuno aveva il coraggio di contraddire il Professor Princton, ora.<\/p>\n\n\n\n<p>La quasi sacralit\u00e0 della discussione, che era ormai diventata un monologo, fu interrotta bruscamente da un rumore stonato e ripetuto. Bussarono alla porta. Il Professor Princton and\u00f2 ad aprire. Era l\u2019inserviente scolastico che lo preg\u00f2 di raggiungerlo, facendo un movimento ondulatorio con la testa come a dire di avvicinarsi il pi\u00f9 possibile all\u2019uscio, quasi a sottolineare che la conversazione che sarebbe seguita era di tipo riservato. Il Professor Princton si avvicin\u00f2. L\u2019attenzione della classe era stata catturata dalla scena. Tutti gli studenti guardarono in direzione della porta, tentando di carpire le informazioni che l\u2019inserviente stava pronunciando cos\u00ec sottovoce.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Professor Princton ascoltava impassibile, senza rispondere. Tutto ad un tratto, senza voltarsi verso l\u2019aula, usc\u00ec dalla porta. Non era mai andato via senza salutare. Cos\u00ec come non era mai entrato in aula senza i suoi riti. Uscendo, qualcuno lo aveva visto aprire un ombrello. Un piccolo ombrello.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inserviente scolastico entr\u00f2 in aula come a dover confessare qualcosa. E spieg\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Spieg\u00f2 che il Professor Princton aveva subito un lutto e che quella mattina era arrivato a scuola da un funerale. Si scusava, ma era dovuto andar via di corsa perch\u00e9 era richiesta la sua presenza per alcuni certificati di sepoltura.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019un tratto, tutta la classe realizz\u00f2. L\u2019abito nero, simbolo di lutto e di rispetto per il defunto; la porta aperta, insolita dimenticanza testimone di un mente che sta vivendo altrove; il colpo di tosse, strozzato e soffocato da chiss\u00e0 quante lacrime precedenti; e la pioggia, incontrollabile e fatale casualit\u00e0, portavoce e cornice di un dipinto irripetibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu chiaro, quindi: la morte del padre del Professor Princton era il quinto ed ultimo motivo per cui quella era una giornata diversa dalle altre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57210\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57210\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQual \u00e8 il bene pi\u00f9 prezioso del mondo?\u00bb Con questa domanda il Professor Princton inizi\u00f2 la lezione del 13 aprile ai suoi ventitr\u00e9 alunni, ancor prima di rivolgere il consueto e formale saluto di ingresso in aula. Ed era strano, perch\u00e9 il Professor P, cos\u00ec lo chiamavano gli studenti e pure gli altri insegnanti, era [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_57210\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57210\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":36431,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-57210","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57210"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36431"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=57210"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57224,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57210\/revisions\/57224"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=57210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=57210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=57210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}