{"id":57117,"date":"2025-05-26T18:01:40","date_gmt":"2025-05-26T17:01:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57117"},"modified":"2025-05-26T18:01:41","modified_gmt":"2025-05-26T17:01:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-la-prima-rata-di-paradiso-di-olga-foti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57117","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;La prima rata di paradiso&#8221; di Olga Foti"},"content":{"rendered":"\n<p>Adesso per fare questo mestiere ci vuole il concorso, e c\u2019\u00e8 anche gente laureata, ma una volta, se un figlio non andava bene a scuola, non studiava, gli dicevano: Finirai per fare lo spazzino.<\/p>\n\n\n\n<p>Io lavoravo in un quartiere di periferia, tanti alberi, e all\u2019inizio della primavera foglie piccole, non ancora verdi. D\u2019oro sembravano quando ci batteva sopra il sole, e io restavo fermo a guardarle, in mezzo alla strada.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh, imbranato, gridava il mio collega, ti arriva addosso una macchina!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E rideva. Anche quelli del bar ridevano. \u00c8 tonto, dicevano di me, ma cos\u00ec, senza cattiveria. Brava gente, lavoratori, come tutti nel quartiere.<\/p>\n\n\n\n<p>La signora della casa rossa, quella di fronte al bar ma con il portone nella stradetta Del Ges\u00f9, aveva un gelsomino alla finestra, un gelsomino bianco, e mi salutava con la mano se mi vedeva col naso in su a guardare la sua pianta. Certe volte mi chiamava per darmi un pezzo di focaccia ancora calda, fatta da lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Brava gente, davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni son morti, due o tre li ho ritrovati al bar, parlano ancora di politica, dicono che quelli del governo non ci pensano ai lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Di queste cose io non ci capisco niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora \u00e8 stato proprio al bar che ho visto Giulia per la prima volta. Non so se era bella, nemmeno di donne ne capisco io, ma subito ho sentito dentro un gran calore anche se c\u2019era freddo e fuori gelavano le pozzanghere, e le manigni mattina l\u2019aspettavo. Vedevo il cappotto rosso da lontano e mi infilavo nella stradetta Del Ges\u00f9 per non farmi vedere da lei e dal mio collega. Sapevo che lui avrebbe riso. Stavo fermo con la scopa e la paletta, Giulia svoltava l\u2019angolo, arrivava nella piazza, e per un istante il mio cuore si fermava.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni mattina.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte entrava nel bar oppure si fermava davanti alla vetrina del negozio dove vendono vestiti e altre cose che usano le donne, poi andava via e io riprendevo il mio lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDimmi, parlami di lei\u201d diceva a casa il mio amico. Un amico che mi ero inventato io ma mi faceva lo stesso tanta compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8?\u201d chiedeva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi, Giulia\u2026? Ha un viso fino fino, come fosse fatto d\u2019aria, e le ciglia lunghe come quelle delle bambole. \u00c8\u2026 non so spiegare, fa venire in mente un fiammifero, i fiammiferi che chiamano <em>Svedesi<\/em>, quelli lunghi con la capocchia chiara. Non so se \u00e8 bella.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa s\u00ec che \u00e8 bella, bellissima, sei fortunato, tu!\u201d&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E non si accontentava, voleva sapere come Giulia muoveva le mani, e come camminava, con la borsetta e le scarpe col tacco, e del cappotto color dell\u2019anguria quando \u00e8 matura e scricchia se la spacchi col coltello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai, stamattina aveva una sciarpetta, rossa anche quella, e i guanti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8 pettinata?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E io gli spiegavo: \u201cHa i capelli che le arrivano un po\u2019 sotto le orecchie, e certe volte mette un fermaglio, uno solo, dalla parte del cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSosta sempre davanti alla vetrina a guardare le calze e le sottane?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sempre, certe volte sembra aver fretta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrideva il mio amico o domandava senza il punto interrogativo nella voce: Sei innamorato, vero, sei felice. Poi volgeva lo sguardo alla finestra e mi chiedeva del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8 oggi? Ha nevicato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, una nevicata dolce, all\u2019antica, Giulia non prender\u00e0 troppo freddo uscendo dal lavoro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLavora? Che lavoro?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa in fabbrica, la fabbrica dei jeans; al bar dicono che fa anche <em>le marchette<\/em>&nbsp; ma non so che significa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui sorrideva, diceva buonanotte e spegneva la luce. Io chiudevo gli occhi ma non dormivo, parlavo con Giulia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Stela<\/em>, dicevo, <em>stelina,<\/em> che dici se una volta andiamo in centro, piazza Duomo, la Scala, noi due, e ci restiamo fino a sera quando si accendono i lampioni e le luci delle insegne? E poi, in primavera, possiamo andare in <em>camporela<\/em>, conosco un posto non lontano, c\u2019\u00e8 il fiume e gli alberi, quelli con i rami che vengono gi\u00f9 fino all\u2019acqua. Si chiamano\u2026 non so, un nome come <em>sale, sale che piange<\/em>. Ma non piangono mica, anzi sembrano contenti, anche loro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8 l\u2019acqua del fiume?\u201d chiedeva lei con un tono che non ammetteva delusioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh, \u00e8 limpida come l\u2019anima dei santi, ha il colore dell\u2019erba e corre per <em>arrivare<\/em> fino al mare. L\u2019hai mai visto il mare tu? Io lo immagino come un cielo d\u2019acqua con dentro le cose che uno ha sognato e non ha avuto mai.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Certo non sono mai stato felice come allora. Come in paradiso. La prima rata di paradiso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;____________<\/p>\n\n\n\n<p>Il maresciallo era fuori di s\u00e9, gridava, batteva il pugno sul tavolo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVoglio andare in prigione, signor maresciallo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn prigione ci andrai, stai sicuro, ma prima dovrai dirmi perch\u00e9 hai ucciso, all\u2019improvviso, con il randello e il bastone della scopa. Tutti dicono che eri un tipo tranquillo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi mandi in prigione, signor maresciallo, mi faccia dare la pena di morte, si pu\u00f2?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altra parte del tavolo il maresciallo ebbe uno scatto, bastabasta!, si mise le mani sulla fronte come a stringersi le tempie o coprirsi gli occhi, poi rivolto al brigadiere: \u201cVieni qua, prendi il mio posto, altrimenti faccio uno sproposito, mi rovino la carriera per questo fesso. \u00c8 tutta la mattinata che va avanti cos\u00ec!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2, raggiunse la porta e la fece sbattere con forza alle sue spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Il brigadiere prese il suo posto. Era giovane, parlava come Pepin\u00e9 al bar,<em>E va bbuo\u2019<\/em> <em>va<\/em> <em>bbuo<\/em>\u2019, <em>aggio capito, mo\u2019 parlammocce i\u2019 e tte<\/em>. Cominciamo daccapo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma io non ho detto niente, e sono stato zitto anche con l\u2019avvocato e il giudice, e anche adesso che sono uscito di prigione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono contento che tu sia di nuovo qui\u201d mi ha detto l\u2019altra mattina il padrone del bar. Ha ancora tutti i capelli, bianchi per\u00f2, e parla sempre di politica, ma senza scaldarsi come una volta. Non so, \u00e8 come rassegnato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guardava e mi batteva la mano sulla spalla: \u201cBene, bene, sei uscito\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, mi hanno dato la seminfermit\u00e0 e la buona condotta\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Alla finestra della casa rossa non c\u2019era pi\u00f9 il gelsomino e nemmeno la signora che mi dava la focaccia, ma nella piazza gli stessi alberi, e per terra tante foglie, come allora.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome ti trattavano in prigione?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh, bene, davano la minestra calda tutti i giorni e c\u2019era brava gente, come qui. Anche loro dicevano che ero tonto, ma cos\u00ec, senza cattiveria.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nella stradetta del Ges\u00f9 due spazzini giovani, coi guanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEntra, ti offro il caff\u00e8. Siamo rimasti in pochi ormai\u2026 L\u2019hai saputo? Il Tonino \u00e8 morto, anche il signor Rana.&nbsp; Il Lungo non l\u2019ho pi\u00f9 visto, e nemmeno Pipin\u00e9, il napoletano. Te lo ricordi? Spariva per giorni e poi diceva: <em>aggio tenuto \u2018nu poco che\u2019 ffa<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Parlava corrugando la fronte come volesse strizzarla per farne uscire le persone che non c\u2019erano pi\u00f9, poi tacque quasi avesse perso tutte le parole. Preparava la macchinetta del caff\u00e8, lavava le tazzine e continuava a fissarmi. Anch\u2019io lo guardavo, aveva gli spunzoni della barba tutti bianchi, la pelle del collo che pendeva un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTe lo faccio corretto il caff\u00e8?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, all\u2019improvviso, chinandosi un poco e con un tono di voce che non gli conoscevo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201dSenti, a me lo puoi dire\u2026 me lo devi dire, perch\u00e9 allora hai ucciso?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Come potevo spiegargli. Quella mattina Giulia era comparsa all\u2019improvviso con il cappotto rosso e le scarpe col tacco, non era mai arrivata cos\u00ec presto, e io sono rimasto l\u00ec, senza potermi muovere, in mezzo alla strada.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cImbranato, oh imbranato!\u201d diceva il mio collega, ma che ti prende?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Io non rispondevo, non potevo rispondere, restavo fermo con la scopa e il rastrello, guardavo Giulia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh, tu\u2026 ma che ti prende!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E poi battendosi la mano sulla fronte: \u201cHo capito\u2026! Ho capito finalmente. \u00c8 per quella, quella..!<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;E ha cominciato a ridere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risolino che ha sempre fra le labbra e la barbetta era diventato un riso che lo faceva piegare sulla scopa: Ah\u2026! Oah\u2026! e faceva segno con la mano: Ah, \u00e8 per quella\u2026 la zoccola!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Rideva, e quel suo riso inondava la strada, la piazzetta, mentre Giulia si stringeva la sciarpa intorno al collo come a volersi riparare. Con le mani piccole, coi guanti. E lui non si fermava, la bocca spalancata, i denti come quelli dei piragna. Rideva di Giulia e Giulia era la mia ragazza, anche se lei non lo sapeva.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57117\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57117\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adesso per fare questo mestiere ci vuole il concorso, e c\u2019\u00e8 anche gente laureata, ma una volta, se un figlio non andava bene a scuola, non studiava, gli dicevano: Finirai per fare lo spazzino. 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