{"id":57072,"date":"2025-05-26T12:11:14","date_gmt":"2025-05-26T11:11:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57072"},"modified":"2025-05-26T12:11:16","modified_gmt":"2025-05-26T11:11:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-dont-you-forget-about-me-di-dimitri-favre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57072","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Don&#8217;t you (forget about me)&#8221; di Dimitri Favre"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abPerch\u00e9 non mi rispondi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo all\u2019altra parte del tavolo di cucina si limitava a guardarla, con un accenno di sorriso e uno sguardo triste. Era cos\u00ec da quando lei era rientrata in casa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSei incazzato con me? \u00c8 per questo che non parli? No, guarda, sono io che dovrei essere incazzata con te.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La donna aveva il viso arrossato, i capelli in disordine. Guardava l\u2019uomo attraverso un paio di ampi occhiali fum\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi ho cercato tutta la mattina. Avevi il cellulare spento. Si pu\u00f2 sapere dove cazzo eri?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci poteva credere. Non voleva farlo. Quando la sua amica l\u2019aveva chiamata, lei le aveva risposto: \u00abImpossibile!\u00bb e aveva riattaccato. Impossibile, gi\u00e0. Ma poi era tornata di corsa a casa, perch\u00e9 niente lo era davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Impossibile per lui. Non avrebbe mai potuto fare una cosa del genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora che gli era davanti, voleva sentirselo dire in faccia. Sentirsi dire che la sua amica si era sbagliata.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui continuava a tacere, seduto sulla sua sedia. Quella dove indugiava, alla fine del pasto, per fare due parole insieme a lei. Lui, che aveva sempre una parola per tutto, si era chiuso nel suo silenzio, lo sguardo rivolto al pavimento, le palpebre quasi chiuse.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei lo guardava, in quella postura che non gli aveva mai visto, con le spalle basse, la testa china in avanti. La postura del senso di colpa. L\u2019avrebbe pagata, o s\u00ec, questa volta non l\u2019avrebbe passata liscia. Non si fa cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma lui era lui. Era il suo faro nella notte e l\u2019ombra che la proteggeva dalla luce troppo intensa. Ma questa volta aveva superato il limite.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui continuava a non rispondere. Prima di allora, lei non gli aveva mai urlato in faccia in quel modo. Magari aveva fatto di peggio, con i suoi silenzi. La stava ripagando con la stessa moneta?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusami, amore, non volevo alzare la voce. Ma devi capirmi. Quando ho ricevuto quella telefonata, ho perso la testa. Sono in una bolla, non capisco pi\u00f9 niente. Di questo ho bisogno. Di capire.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo sollev\u00f2 lo sguardo. Gli occhi lucidi, ancora quel sorriso dolce, ma pieno di amarezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli occhi della donna si riempirono di lacrime, incontrollabili. Le lasci\u00f2 scivolare sulle guance, per arrivare a bagnarle la camicia di seta, quella che a lui piaceva da impazzire.<\/p>\n\n\n\n<p>Si asciug\u00f2 con il dorso della mano, cercando un sorriso. Non capiva se essere felice o triste. Lui era l\u00ec, ma forse non era poi cos\u00ec impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 stata una giornata di merda, lo capisci? Da quando sei uscito, stamattina, non ho pi\u00f9 saputo niente. Poi quella stronza, che mi chiama\u2026 Che crepi, sta stronza. Ma cosa ne sa, di te? Come cazzo si permette di fare il tuo nome? Sai cos\u2019\u00e8, te lo dico io, \u00e8 solo invidia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La donna si avvicin\u00f2 al frigo e lo apr\u00ec, cercando qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove cazzo l\u2019ho messo il burro?\u00bb Si immobilizz\u00f2. Non sapeva nemmeno perch\u00e9 lo stava cercando.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui continuava a guardarla. Quel suo sguardo divertito, quasi di scherno, ma che lei aveva sempre saputo essere amore puro.<\/p>\n\n\n\n<p>Scoppi\u00f2 a ridere. Una risata nervosa, liberatoria. Incongrua. Le lacrime per\u00f2 continuavano a scendere. Anche lui rise, composto. Come sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Le nuvole avevano coperto il sole e la stanza era caduta in penombra. Lei si era cambiata e aveva indossato la tuta che lui, scherzosamente, definiva &#8220;anti-trombo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello sguardo dell\u2019uomo ora c\u2019era una punta di malizia. Sotto quella nuova luce, anche una dimessa tuta da ginnastica riusciva a essere sensuale. Sent\u00ec la vibrazione di quello sguardo, una scarica che le attravers\u00f2 il corpo, rapida, tanto intensa da farla arrossire. <em>Che assurdit\u00e0 pensare al sesso, ora<\/em>. Lui non meritava le sue attenzioni. Non quelle. Non in quel momento. Prima, si dovevano spiegare. Poi, dovevano litigare. E dopo, forse, avrebbero fatto la pace. E, sempre forse, fatto l\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSai, c\u2019\u00e8 una cosa che non capisco. Se quella stronza ha detto la verit\u00e0, cosa ci fai ancora qui? Pensavi che non lo scoprissi? Lo sai che io so sempre tutto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Continuava a muoversi per la cucina, evitando in ogni modo il suo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome quando hai rotto la bomboniera di mia sorella e hai cercato di nascondere tutto. Ma ti ho scoperto. E sai cosa? Non te l\u2019ho mai detto perch\u00e9 era una cazzata. Chissenefrega.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo sorrise imbarazzato. La donna ricominci\u00f2 a ridere talmente forte da rimanere quasi senza ossigeno. Inizi\u00f2 a tossire. L\u2019uomo la guard\u00f2 accigliato, ma non si mosse dalla sua sedia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOddio, mi affogo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si chin\u00f2 in avanti, poggiando le mani sulle ginocchia, rifiatando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAbbiamo riso tanto insieme, tu e io. Sono ancora incazzata, ma Dio, quanto mi piace ridere con te.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrideva, il pi\u00f9 bel sorriso che avesse mai avuto l\u2019onore di atterrare sul suo viso. E continuava a guardarlo, come il primo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il brano irruppe nella stanza a tutto volume. Una luce illumin\u00f2 il tavolo. <em>Never can say goodbye<\/em>, di Gloria Gaynor. La suoneria del suo telefono. No, non era il suo telefono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE questo? Hai cambiato anche telefono?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo sollev\u00f2 la mano, per zittirla. Rispose e rimase in ascolto. \u00abVa bene, grazie\u2026 s\u00ec, senz\u2019altro. Lo faccio subito. A dopo.\u00bb Chiuse la chiamata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora parli! Chi era? Era lei? Allora \u00e8 tutto vero\u2026\u00bb. La donna stava per rimettersi a piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui port\u00f2 l\u2019indice verso le labbra e lei tacque. Aveva questo effetto. Sapeva come comunicare con lei anche senza usare le parole. E lei capiva, al volo. Era sempre stato cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDobbiamo parlare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 da quando sono rientrata a casa che ti chiedo di parlare, e tu niente. E adesso, quella ti chiama e tu ti decidi a parlare?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon \u00e8 come pensi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe cazzo ne sai di cosa penso?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSiediti, ti prego, non \u00e8 semplice.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La donna si sedette di fronte all\u2019uomo, tamburellando con le mani sul tavolo. La voglia di ridere aveva lasciato il posto alla rabbia, forse alla rassegnazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 stata una cosa improvvisa, non c\u2019era niente di pianificato. Sai che non l\u2019avrei mai fatto. Ma quando ho incrociato il suo sguardo e ho visto che guardava proprio me. Come mi guardava\u2026 Non so se riesco a spiegartelo davvero. Non volevo, no, ma non ho saputo dire di no.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon hai saputo dire di no? Ma cosa mi tocca sentire\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi prego, so che \u00e8 una cosa difficile. Ma devi ascoltarmi. Dammi il beneficio del dubbio. Mi conosci. Sai che non ti mentirei mai su una cosa come questa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le dita della donna non tamburellavano pi\u00f9. Tremavano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDov\u2019\u00e8 il tuo telefono?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 caduto, si \u00e8 rotto. \u00c8 per questo che non ti rispondevo. Questo me l\u2019ha dato lei, non metterei mai quella suoneria. Non so neanche come si faccia a cambiare la suoneria.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La donna rimase in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTra l\u2019altro \u00e8 un po\u2019 ironico, no. La suoneria dico.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa cazzo c\u2019\u00e8 di ironico? Mi stai dicendo che non hai saputo resistere a un\u2019altra e non so se voglio sapere il resto. Che cazzo stai dicendo, mi prendi per scema?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAscoltami, ti prego.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon voglio ascoltarti.\u00bb Prese il bicchiere che aveva lasciato sul tavolo e lo svuot\u00f2 in un&#8217;unica lunga sorsata. Il bicchiere dell\u2019uomo era ancora pieno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuando sono uscito, l\u2019ultima cosa a cui avrei pensato \u00e8 a quello che sarebbe successo. \u00c8 andata semplicemente cos\u00ec. E ora sono qui per raccontartelo, per dirti tutto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon voglio sapere tutto. Non puoi costringermi ad ascoltare i tuoi sordidi dettagli.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo inizi\u00f2 a raccontare. Si prese il tempo che serviva. Era sceso il buio. La donna non era pi\u00f9 riuscita a pronunciare una singola parola. Le mani ora giacevano immobili sul ripiano in vetro del tavolo della cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019uomo termin\u00f2, la donna avrebbe voluto piangere, ma nel suo corpo non erano rimaste neanche le lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi venne un silenzio, che sembrava non voler finire.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu l\u2019uomo a interromperlo: \u00abDevo andare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon andare, ti prego. Si pu\u00f2 sistemare tutto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo sai anche tu che non si pu\u00f2. Non doveva andare cos\u00ec, ma non ho saputo evitarlo. Lo sai anche tu che devo andare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 un addio?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo non rispose. Si alz\u00f2 in piedi e si incammin\u00f2 verso la porta di casa. Gloria Gaynor ricominci\u00f2 a cantare. \u00abArrivo.\u00bb Poi si rivolse alla donna: \u00abNon lo \u00e8.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCos\u2019\u00e8, allora?\u00bb Aveva pronunciato quelle parole con le ultime energie che aveva in corpo. Si distese sul divano e chiuse gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui non rispose. Le spost\u00f2 un ciuffo di capelli dalla fronte. Poi le diede un bacio. Uno solo. Lungo. Leggero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il telefono dell\u2019uomo riprese a squillare. I Simple Minds.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo si volt\u00f2 un\u2019ultima volta. \u00abDon\u2019t you forget about me.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori, nel buio, lei lo aspettava. Si avviarono insieme. Poi, le loro ombre si spensero per sempre nella notte.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57072\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57072\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPerch\u00e9 non mi rispondi?\u00bb L\u2019uomo all\u2019altra parte del tavolo di cucina si limitava a guardarla, con un accenno di sorriso e uno sguardo triste. 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