{"id":57028,"date":"2025-05-24T17:31:44","date_gmt":"2025-05-24T16:31:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57028"},"modified":"2025-05-24T17:31:46","modified_gmt":"2025-05-24T16:31:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-langelo-di-francesca-costantini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=57028","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;L&#8217;angelo&#8221; di Francesca Costantini"},"content":{"rendered":"\n<p>Eccolo l\u00ec! Anche oggi ce n\u2019\u00e8 uno, come sempre del resto, o quasi, in questa sala d\u2019attesa: il vecchio che irrompe nella solitudine dei pensieri di ognuno, declamando a gran voce i propri malesseri e parlando a squarciagola di qualunque cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte penso che questa sia la vera terapia per loro, assai pi\u00f9 dei rimedi che gli prescriver\u00e0 il medico poi: raccontarsi. E questo \u00e8 il posto ideale perch\u00e9 qui le persone non hanno via di fuga. Come questa poveretta che, ignara di ci\u00f2 a cui stava andando incontro, si \u00e8 seduta proprio l\u00ec accanto, e ora se ne resta immobile, impotente, rassegnata al suo destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Noialtri, tutt\u2019intorno, stiamo a testa bassa, a sfogliar riviste, a trafficare con il cellulare, guardandocene bene dall\u2019alzare gli occhi, nel timore che se lo facessimo lui potrebbe risucchiarci nel suo vortice di parole.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che fanno loro, i vecchi intendo, o almeno certi vecchi: cercano un appiglio qualunque per coinvolgerti nei loro discorsi. E una volta che t\u2019hanno agganciato, non \u00e8 per niente facile scendere da quella giostra infernale.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ci ho provato a concentrarmi nella lettura, ma senza alcun risultato. La cosa mi scoccia, e parecchio anche. Di solito non mi disturba sentire il loro sermone, che a&nbsp;dire il vero, trovo spesso pi\u00f9 interessante di quelle riviste da quattro soldi che affollano il tavolino, ma oggi mi sono portata dietro qualcosa che vorrei rileggermi in santa pace: il mio diario, per la precisione un vecchio diario risalente agli anni della scuola, in cui avevo appuntato i miei pensieri di allora. L\u2019altro giorno, per caso, l\u2019ho ritrovato in soffitta, l\u2019ho spolverato e appoggiato sul mio comodino, per\u00f2 non ho trovato il tempo per aprirlo; cos\u00ec me lo sono portato dietro qui. Inutile, non ci riesco proprio a leggere: l\u2019eco di questa voce rimbalza rumorosamente da una parete all\u2019altra, come una palla da squash.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lanciatore \u00e8 seduto nella parte opposta della stanza, appoggiato con la mano al suo bastone, tenuto fieramente dritto davanti a s\u00e9; ha delle orecchie enormi e mi sembra un controsenso che, nonostante quelle dimensioni, non senta pressoch\u00e9 nulla delle poche parole che, di tanto in tanto, la donna seduta accanto gli rivolge, forse per gentilezza,&nbsp; per mostrare un qualche interesse a tutti quei discorsi che lui le scarica addosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Finora l\u2019ho sentito parlare ininterrottamente: della nebbia a cui lo costringono le sue cataratte che si aggiunge a quella che c\u2019\u00e8 fuori e che gli penetra nelle ossa rendendogli ancora pi\u00f9 difficile sorreggersi su quelle gambe che non sono pi\u00f9 quelle di una volta come non lo sono i politici per non parlare dei giovani d\u2019oggi e delle donne che non sanno pi\u00f9 cos\u2019\u00e8 la famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa mitragliata di parole, nella stanza cala un inaspettato silenzio che incuriosisce non solo me, visto che tutti, alla chetichella, solleviamo la testa. Lui ha lo sguardo rivolto verso l\u2019alto e l\u2019espressione assorta di chi sta ripescando un vecchio ricordo nei meandri della mente; poi riprende a parlare con calma e un tono pi\u00f9 dolce:&nbsp; <em>\u00abLei ci crede agli angeli signora?\u00bb<\/em> e senza aspettare una risposta che, forse, non gli interesserebbe nemmeno se la potesse sentire, prosegue: <em>\u00abIo s\u00ec. E non \u00e8 che ci credo, io SO che esistono. E gliel\u2019ho sempre detto a mia moglie di non avere paura di morire, che anche lei aveva un angelo silenzioso sempre accanto, e in quel momento gli avrebbe fatto sentire la sua voce divina\u00bb.<\/em> E dopo un sospiro aggiunge: <em>\u00abGi\u00e0, perch\u00e9 io l\u2019ho sentita quella&nbsp; voce, molti anni fa, e non me la sono pi\u00f9 tolta dalla testa, nemmeno questo schifo di vecchiaia che mi fa dimenticare tante cose, \u00e8 riuscita a rubarmi il ricordo di quella voce celestiale. \u00c8 successo un pomeriggio d\u2019estate: stavo attraversando il ponte del fiume Foglia in sella alla mia bicicletta, quando all&#8217;improvviso, una macchina ha sbandato e mi ha buttato a terra\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questo racconto ha qualcosa di familiare; immediatamente drizzo le orecchie come un cane da guardia che ha sentito qualcosa che l\u2019ha messo in allerta.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abSubito dopo era tutto buio, sentivo i rumori delle auto, ma erano cos\u00ec lontani. Tutto era lontano, confuso, ed \u00e8 stato l\u00ec che ho sentito una voce dolcissima che mi parlava calma all\u2019orecchio: \u201cNon \u00e8 niente, fra poco arriva l\u2019ambulanza, andr\u00e0 tutto bene\u201d,&nbsp; mi ripeteva rassicurante\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sgrano gli occhi: <em>\u201cOh Signore! E\u2019 lui?\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lui prosegue:&nbsp; <em>\u00abDicono che gli angeli non hanno sesso, ma non \u00e8 mica vero! Il mio era una femmina, ne sono certo, ed era giovanissima anche; eppure la sua presenza mi faceva sentire al sicuro, come quando da bambino mi abbandonavo fra le braccia di mia madre prima di addormentarmi davanti al camino acceso\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io salto sulla sedia come se sotto fosse scoppiato un petardo e il diario cade a terra; fortunatamente nessuno sembra farci caso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Frastornata inizio ad osservarlo pi\u00f9 attentamente: in effetti assomiglia all\u2019anziano signore incontrato anni fa in quella situazione infelice. La ricordo fin troppo bene. Aveva la testa immersa nel sangue che fuoriusciva dalla tempia; era un sangue denso e vederlo mi faceva tanta impressione. Cercavo di non pensarci, volevo, dovevo, farmi forza e restargli vicino, perch\u00e9 alcuni anni prima anche a me era capitata una cosa simile e la presenza amorevole della signora del bar all\u2019angolo mi fu di enorme conforto; perci\u00f2 sapevo quanto fosse importante non sentirsi soli in certi momenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Rammento che per distrarmi portavo lo sguardo sulle sue gambe; la vista dei pantaloni stracciati all\u2019altezza delle ginocchia e macchiati di sangue era pi\u00f9 tollerabile. Una scarpa era finita al centro della carreggiata e le macchine ci passavano sopra come nulla fosse. Per fortuna lui era caduto sul piccolo marciapiede che costeggiava la strada, altrimenti sarebbero passati anche sopra di lui con la stessa disinvoltura; questo pensavo mentre gli stavo accanto in ginocchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevamo visto la Renault 5 beige che sbandando l\u2019aveva urtato e fatto cadere, mentre a bordo della 127 del fidanzato di mia sorella stavamo attraversando lo stesso ponte in direzione opposta. Fummo gli unici a fermarci. Io balzai subito fuori e, mentre il mio futuro cognato mi diceva che correva a cercare un telefono per chiamare l\u2019ambulanza, mi precipitai da quell\u2019uomo. Non che potessi fare gran ch\u00e9: sapevo gi\u00e0 che non bisogna muovere le vittime di incidenti. L\u2019unica cosa che potevo fare era parlargli per tentare di rassicurarlo, e questo, ricorrendo a tutte le mie forze, feci. Tentavo di non lasciar trapelare la mia preoccupazione dal tono della voce, perch\u00e9 ricordavo perfettamente lo spavento che mi prese quando il giorno del mio incidente, \u00e8 arrivato un vicino di casa che, guardandomi la testa, esclam\u00f2: <em>\u00abMadonna santa che buco!\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lui era ancora immobile, completamente immobile, riverso su un fianco, gli occhi spalancati, persi nel vuoto, e quella pozza di sangue intorno alla testa andava lentamente allargandosi. Dubitavo che potesse sentire le mie parole, ma continuavo a ripetere che l\u2019ambulanza sarebbe arrivata presto e tutto sarebbe finito bene. A un certo punto, vidi una grossa bolla in mezzo a quel sangue; mi fece senso e mi sentii arrivare un moto di vomito che trattenni a stento. Non riuscivo pi\u00f9 a parlare, cos\u00ec per continuare comunque a dargli conforto, iniziai ad accarezzargli una mano.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00ab\u2026e poi, mi ha accarezzato una mano, con una delicatezza che non si pu\u00f2 descrivere. Il tocco di un angelo non ha nulla di terreno\u00bb<\/em>, sentenzia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cDio santo! Mi ha scambiata per un angelo!\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La cosa mi lusinga, e non poco, per\u00f2, allo stesso tempo, mi sembra d\u2019averlo truffato. Io sono solo una donna, allora ero una ragazzina, ma un angelo no, decisamente non lo sono mai stata. Sono tentata di alzarmi per andargli a dire la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma lui prosegue<em>: \u00abSono stato fortunato quel giorno io Signora sa? Molto fortunato, ad avere quella prova dell\u2019esistenza degli angeli. Perch\u00e9 io ero come San Tommaso: non ci avevo mai creduto. Invece da quel pomeriggio la mia vita \u00e8 cambiata. Io sono cambiato. Ho iniziato ad affrontare ogni difficolt\u00e0 con la sicurezza di avere vicino il mio angelo custode. E&nbsp; anche quando mia moglie \u00e8 stata molto male, sono riuscito a starle accanto sempre con serenit\u00e0, perch\u00e9 sapevo che n\u00e9 io n\u00e9 lei, saremmo mai stati soli nei nostri momenti di sofferenza. Glielo ripetevo di continuo ad Emma di stare tranquilla, sa? E gliel\u2019ho detto anche quella sera di otto anni fa quando se ne stava andando: \u201cNon avere paura amore mio. Non sei sola. La senti la sua voce ora?\u201d Lei non mi ha risposto, per\u00f2 io so che la sentiva; anche perch\u00e9 prima di esalare l\u2019ultimo respiro, le sue labbra, serrate dal dolore, si sono improvvisamente distese in un sorriso quasi impercettibile\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lacrime di commozione mi allagano gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per non farmi notare mi abbasso e con un fazzolettino mi asciugo; ne approfitto per raccogliere il mio diario, scritto negli anni successivi al mio incidente ma precedenti al suo, e mi accorgo che cadendo si \u00e8 aperto su una pagina in cui leggo: <em>\u201cGli angeli sono in carne ed ossa. Tutti possiamo esserlo, e tutti, ne sono certa, prima o poi nella vita, lo siamo stati per qualcuno, o lo saremo. Con un sorriso, una parola di conforto, una carezza\u2026 Tutti possiamo aiutare qualcuno quando \u00e8 a terra. E ogni volta che lo facciamo siamo angeli, anche se non abbiamo le ali\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La profondit\u00e0 di queste parole mi stupisce. Stento a credere di averle scritte io stessa: non me le ricordavo proprio. E sono incredula anche per la sincronicit\u00e0 con cui mi si sono ripresentate.<\/p>\n\n\n\n<p>Immersa in questi pensieri, mi risollevo col diario in mano e mi accorgo che lui mi sta fissando.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<em>\u201cChe m\u2019abbia riconosciuta?\u201d<\/em> penso <em>\u201cMa no: \u00e8 impossibile, non mi ha mica vista quel giorno\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lui per\u00f2 continua a scrutarmi con insistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio finta di niente e abbasso lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abScusi Signorina\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abDico a Lei, signorina\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cOh cavolo! Sta chiamando proprio me!\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alzo gli occhi e appena incontro i suoi, lui mi dice: <em>\u00abAbbia pazienza. E\u2019 un po\u2019 che la guardo, ma, per quanto ci pensi, sinceramente non ricordo: lei\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Trattengo il respiro per un attimo che mi pare infinito, prima che lui lentamente aggiunge: <em>\u00ab\u2026\u00e8 prima di me?\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sollevata riprendo a respirare, e istintivamente apro le labbra per rispondergli, ma mi fermo giusto in tempo per tramutare le parole, che avrebbero potuto farmi riconoscere, in un sorriso, e con la testa gli faccio cenno di no.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abAh! Allora adesso tocca a me\u00bb<\/em>&nbsp; e da come lo dice trapela che gli dispiace di non aver pi\u00f9 tempo per parlare del suo angelo. Aggrappandosi al suo bastone si alza e, mentre mi passa lentamente davanti dirigendosi verso la porta del medico, lo sento sussurrare fra s\u00e9 e s\u00e9: <em>\u00abS\u00ec: sono stato proprio fortunato il giorno del mio incidente a sentire la voce del mio angelo\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltandolo, non ho cuore di toglierli questa sua convinzione che gli ha fatto, e gli fa tuttora, tanto bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto, riflettendoci, averlo rincontrato qui e aver ascoltato il suo commovente racconto nello stesso momento in cui il mio vecchio diario si \u00e8 aperto proprio su questa pagina, \u00e8 la prova inconfutabile che esistono anche gli angeli con le ali.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_57028\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"57028\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccolo l\u00ec! 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