{"id":56999,"date":"2025-05-23T10:58:33","date_gmt":"2025-05-23T09:58:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56999"},"modified":"2025-05-23T10:58:34","modified_gmt":"2025-05-23T09:58:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-dieci-minuti-di-isabella-santarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56999","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Dieci minuti&#8221; di Isabella Santarelli"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono partito dall\u2019hub spedizioni stamattina presto. L\u2019indirizzo della prima consegna \u00e8 distante appena pochi isolati eppure, anche oggi, qualcosa non torna.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo l\u2019orologio, conto i chilometri. La lavanderia a gettoni con la tenda a righe \u00e8 l\u00ec, accanto alla scuola di musica. I riferimenti coincidono, eppure ho la sensazione che manchi ancora molta strada.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che ci sono stato, conoscevo gi\u00e0 quel palazzo: il suo grande portone rosso spicca tra i toni spenti dell\u2019isolato e attira lo sguardo. Inoltre, trovandosi vicino all\u2019hub da cui parto ogni giorno, ci ero passato davanti innumerevoli volte. Proprio per questo, quella mattina, l\u2019avevo scelto come prima tappa del giro: era comodo perch\u00e9 per arrivarci sarebbero bastati dieci minuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunto al portone, ho suonato.<\/p>\n\n\n\n<p>Una donna con i capelli rossi \u00e8 scesa in fretta per le scale con un\u2019agitazione del tutto fuori luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Non abbiamo ordinato nulla, questo pacco non \u00e8 per noi, se lo riprenda per favore! \u2014 ha detto arrabbiata. Non riuscivo a vederle il volto, tanto ispida e gonfia era la massa di capelli che la dominava.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo quando le sue mani lentigginose hanno scostato quei tentacoli dal viso, ho visto i suoi occhi: verdi, fermi, da rettile. Mi fissavano con malignit\u00e0. Anziana, sottile, ma tutt\u2019altro che fragile, la donna scrutava me e il pacco con aria diffidente, come se le stessi consegnando un oggetto pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Signora, per\u00f2 il nome e l\u2019indirizzo sono corretti. In questi casi mi serve una conferma esplicita del rifiuto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Scusi, cosa? Di cosa parla?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Del pacco, signora!<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Quale pacco?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ma come quale pacco? questo che ha davanti! Lo prende o devo<\/p>\n\n\n\n<p>La donna mi ha interrotto bruscamente chiudendomi la porta in faccia. Sono rimasto fermo, davanti al portone chiuso, con il pacco ancora tra le mani. Solo allora mi sono reso conto che, per tutto il tempo, non aveva mai battuto le palpebre.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 toccato tornare in quel palazzo un paio di giorni dopo, per un\u2019altra consegna. Stavolta, per lo stesso tragitto, ho impiegato oltre tre ore. Ho attribuito la stranezza alla mia distrazione, alle chiamate che mi rallentavano e al maltempo. Mi sembrava sempre di essere arrivato, ma ogni riferimento si allontanava. E intanto, da un po\u2019, aleggiava nell\u2019abitacolo del furgone un\u2019esalazione dolce, come di frutta sciroppata. Non c\u2019era vento ma l\u2019aria ne era satura.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sono arrivato al palazzo e ho suonato il campanello, la porta si \u00e8 aperta subito, perch\u00e9 una ragazza stava uscendo in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Oh, sei un corriere? \u2014 mi ha sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho annuito sollevando il pacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando le ho detto il nome del destinatario, e ha capito che era indirizzato a lei, si \u00e8 fermata. Ha corrugato la fronte, poi ha scosso il capo, smarrita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Deve esserci un errore, non ho ordinato nulla. Guarda.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha scrollato le notifiche sul telefonino con dita nervose.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho provato a porgerglielo. Non volevo restarmene con quella scatola in mano. Ma lei si \u00e8 irrigidita e ha fatto un passo indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 No&#8230; no, non lo voglio \u2014 ha detto piano, come se l\u2019oggetto potesse contagiarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine me ne sono andato con il pacco ancora sotto il braccio.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza consegna \u00e8 stata ancora pi\u00f9 strana. Stavolta ho impiegato quasi una giornata intera per raggiungere il palazzo, nonostante il bel tempo e l\u2019assenza di traffico.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono partito in mattinata sicuro di arrivare in fretta ma, dopo mezza giornata, ancora non ero a destinazione. L\u2019orologio segnava il passare delle ore e l\u2019indicatore del carburante scendeva. Ma non arrivavo mai. Intorno, l\u2019aria era nuovamente intrisa di quella nota dolciastra e fruttata. La sentivo ovunque ma non ne capivo la provenienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho accostato per controllare il navigatore. Funzionava. Diceva che il palazzo era vicinissimo, che dovevo solo seguire la direzione. Eppure, quando il sole ha cominciato a calare e il riflesso nello specchietto mi ha abbacinato la vista, ero ancora in giro.<\/p>\n\n\n\n<p>Era sera quando sono arrivato davanti al portone rosso. Il furgone era ancora pieno: non avevo consegnato nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Esausto, confuso e anche piuttosto seccato, ho suonato pi\u00f9 volte al citofono, senza risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo per lasciare l\u2019avviso, quando \u00e8 uscito un uomo alto, vestito di nero, col bavero della giacca alzato e un grande cappello a coprirgli il volto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Cerca qualcuno?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ho un pacco da consegnare all\u2019appartamento dell\u2019ultimo piano, ma non risponde nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 La signora che ci viveva \u00e8 morta il mese scorso, mi spiace.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 rimasto l\u00ec, immobile, in attesa che io capissi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Viveva da sola \u2014 &nbsp;ha aggiunto dopo un po\u2019, \u2014 non c\u2019\u00e8 nessuno a cui lei possa consegnarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho annuito e me ne sono andato con il pacco sotto il braccio.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina dopo, con un certo sollievo, ho notato che quell\u2019indirizzo non compariva nel giro di consegne previsto. Avevo gi\u00e0 abbastanza a cui pensare: oltre alle spedizioni della giornata, dovevo smaltire tutti i pacchi arretrati.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta partito, controllavo il navigatore di continuo ma nulla di strano accadeva. Sul volante restavano aloni umidi, mi sudavano le mani anche se fuori faceva freddo, ma le tappe si susseguivano nei tempi previsti e, in serata, avevo consegnato tutto e m\u2019ero rimesso in pari.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono trascorsi diversi giorni senza consegne per quel palazzo e, poco a poco, la tensione si \u00e8 sciolta. Stamattina, quando mi \u00e8 stato affidato il pacco con l\u2019incarto rosso, ho pensato che sarebbe stata una giornata come le altre.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ho letto l\u2019indirizzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Era diretto proprio l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Visti i tempi assurdi delle ultime consegne, ho deciso di lasciarlo all\u2019hub, fingendo una dimenticanza. Lo avrebbe preso in carico il primo collega che lo trovava.<\/p>\n\n\n\n<p>La telefonata del capo \u00e8 arrivata quasi subito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ma che diamine combini? Hai mollato qui un pacco importantissimo! \u00c8 una spedizione<em> Posta Remota<\/em>, mica \u00e8 roba qualsiasi. Adesso torni indietro, lo recuperi e lo consegni oggi stesso. Quella zona ce l\u2019hai tu. Non puoi fare cos\u00ec, porca miseria!\u2014<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho potuto discutere e sono tornato indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pacco \u00e8 sul sedile accanto a me.<\/p>\n\n\n\n<p>A vederlo, non ha nulla di speciale: una scatola rivestita con carta da imballo rossa, chiusa con lo spago. Non sembra danneggiata, \u00e8 solo un po\u2019 impolverata.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrebbe passare per una confezione appena fatta, ma l\u2019etichetta incollata di lato racconta un\u2019altra storia: <em>Servizio Posta Remota \u2013 Consegna con Protocollo Speciale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sotto, ci sono un timbro sbiadito, un codice seriale lunghissimo e la data di spedizione: il pacco viaggia dai tempi della Seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi avevano spiegato qualcosa al corso, il primo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cPosta Remota\u201d \u00e8 un servizio nato negli anni trenta che consentiva di spedire lettere e oggetti nel futuro, con consegna programmata anche a decenni di distanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un gesto simbolico, talvolta una follia romantica. Pochi sapevano della sua esistenza e ancora meno la utilizzavano. Col tempo il servizio \u00e8 stato dimenticato ma alcuni pacchi, evidentemente, sono ancora in viaggio. \u201cProtocollo Speciale\u201d significa che la spedizione non pu\u00f2 restare in giacenza e che indirizzo e destinatario sono stati accuratamente verificati prima della messa in consegna, ed esistono tuttora.<\/p>\n\n\n\n<p>Considerando la mia solita sfortuna con quel palazzo, so gi\u00e0 che la scatola finir\u00e0 inevitabilmente in giacenza, impedendomi di rispettare il Protocollo Speciale. Per questo, stamattina, l\u2019avevo lasciata all\u2019hub.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono immerso nel traffico. Il mio furgone \u00e8 un vascello trascinato dalla corrente di un fiume inesorabile, e io sono solo un passeggero avvinto, impotente. Avanzo ma non mi muovo, pietrificato da uno straniamento che non riesco a comprendere. Ed eccolo di nuovo. Vellutato, caramelloso, saturo di gelsomino e di frutta al sole. Mi invade le narici, questo odore, come un dolce esantema che pulsa nell\u2019aria inebriandomi.<\/p>\n\n\n\n<p>Viaggio da pi\u00f9 di un giorno. Conosco il tragitto a memoria e anche il navigatore conferma la rotta. Eppure la carreggiata si allunga, si sposta, si rigenera davanti a me.<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 mi ha inghiottito. Vengo spolpato, scarnificato, digerito lentamente. Forse la strada dritta sulla quale mi trovo altro non \u00e8 che l\u2019esofago viscido di un corpo di cemento e asfalto, e gli incroci sono spasmi, contrazioni peristaltiche che mi spingono sempre pi\u00f9 a fondo, dove la luce si fa fioca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a me, sul sedile del passeggero, il pacco della Posta Remota esercita una strana pressione. \u00c8 solo una scatola eppure sembra provenire da essa una forza oscura, una vampa che mi avvolge in un abbraccio ammaliante.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraversando periferie e campagne, ho iniziato a notare alcuni dettagli: le foglie sugli alberi non si muovono pi\u00f9, forse perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 vento. Nessun uccello in volo. Nessun aereo. Le nuvole sono ferme in un cielo lattiginoso. Le ombre, inchiodate al suolo. Il sole, immobile.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto intorno a me \u00e8 quieto, saturo di quel profumo dolciastro che ormai non distinguo pi\u00f9 dall\u2019aria stessa. Seguo la mia rotta per deriva, incapace di fermarmi o di cambiare direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Scivolo lungo una fenditura del tempo. Vivo, esisto, ma tutto intorno a me \u00e8 disallineato, come se il mondo si fosse spostato di pochi gradi, abbastanza da lasciarmi passare accanto a s\u00e9, ma non attraverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono conficcato le dita nella carne. Ho sentito dolore e ho capito di essere ancora dentro la realt\u00e0. Allora mi sono fermato a prendere un caff\u00e8. Le persone intorno a me hanno parlato, riso, pagato il conto e sono uscite. Questo mi ha rinfrancato: esiste ancora il tempo. Il barista mi ha detto con assoluta certezza che il palazzo col portone rosso \u00e8 vicino, &#8220;sta proprio qua dietro, ci metti dieci minuti&#8221;. Eppure, tornato in auto, tutto \u00e8 ricominciato come prima. Sono perso in una periferia che si moltiplica in infinite variazioni di se stessa, cercando invano un palazzo che forse non esiste pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 buio e non so pi\u00f9 da quanti giorni sono in viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre il parabrezza rigato da una pioggia lieve, tra i tergicristalli che vanno e tornano, qualcosa finalmente appare. All\u2019angolo dell\u2019isolato, il palazzo comincia a emergere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intonaco \u00e8 pi\u00f9 rovinato di come lo ricordavo e scuri rampicanti si aggrappano ai muri.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimango fermo col motore acceso ad aspettare che spiova e, nel frattempo, osservo i quattro piani dell\u2019edificio. Ognuno di essi \u00e8 saturo di storie, di presenze che si insinuano nei muri, si annidano nelle fessure e restano immobili dietro le orbite cieche delle finestre.<\/p>\n\n\n\n<p>Il portone rosso \u00e8 l\u00ec. Un segnale muto. Uno squarcio di colore che resiste al logorio del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Scendo con il pacco sotto braccio, cerco sul citofono il cognome del destinatario e suono.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno apre. Non ero mai entrato, fino ad ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella penombra densa dell\u2019ingresso, mi accorgo che l\u2019androne si estende ben oltre quanto immaginassi da fuori. Dinanzi a me si aprono labirinti di scale che culminano in ballatoi sospesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Resto fermo col pacco rosso in mano, sentendomi un intruso. Dagli angoli del cortile, immobili sotto la luce velata di una lampadina, grossi scarafaggi nereggiano nell\u2019ombra, addormentati.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra che il destinatario mi stia aspettando: da sopra, al terzo piano, si apre una porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 ascensore. Comincio a salire. Tra la muffa pelosa dei gradini e il muschio color ferro, affretto il passo. Volo pi\u00f9 che camminare e in pochi balzi sono gi\u00e0 su. Intorno a me, l\u2019odore amaro e stagnante che mi ha assalito all\u2019ingresso, cambia lentamente. A ogni rampa diventa pi\u00f9 dolce, fruttato, come zucchero caramellato che si brucia. Lo riconosco subito, ma stavolta \u00e8 pi\u00f9 forte. Mi si attacca alla gola, mi impregna i vestiti, i capelli, la pelle. Sale dalle pareti, si spande dal corrimano, esala dalle fughe delle piastrelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 mi avvicino alla porta, pi\u00f9 si fa intenso. Penetrante. Asfissiante.<\/p>\n\n\n\n<p>La porta \u00e8 socchiusa. L\u2019odore viene da l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa la casa. \u00c8 qui che il pacco vuole arrivare.<\/p>\n\n\n\n<p>Busso. Spingo la porta ed entro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non ho pi\u00f9 nulla in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono mai stato un corriere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56999\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56999\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono partito dall\u2019hub spedizioni stamattina presto. L\u2019indirizzo della prima consegna \u00e8 distante appena pochi isolati eppure, anche oggi, qualcosa non torna. Guardo l\u2019orologio, conto i chilometri. La lavanderia a gettoni con la tenda a righe \u00e8 l\u00ec, accanto alla scuola di musica. I riferimenti coincidono, eppure ho la sensazione che manchi ancora molta strada. La [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_56999\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56999\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":36287,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[],"class_list":["post-56999","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56999"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36287"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56999"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56999\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57002,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56999\/revisions\/57002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}