{"id":56898,"date":"2025-05-21T19:10:25","date_gmt":"2025-05-21T18:10:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56898"},"modified":"2025-05-21T19:10:27","modified_gmt":"2025-05-21T18:10:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2025-incontinenza-lacrimale-di-valentina-serralunga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=56898","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2025 &#8220;Incontinenza lacrimale&#8221; di Valentina Serralunga"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando ero piccola, diventavo una specie di putto abbronzato, tra le spiagge liguri. Bionda, lucida. Ma scura come una noce, dalla pelle tirata. Mi sdraiavo al sole e aspettavo che il mare mi evaporasse di dosso. Rimaneva il sale. E io lo leccavo via. Il gusto del sole sulla pelle. Il gusto dell\u2019infanzia. Di pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Una luce violastra. Cos\u00ec, all\u2019improvviso, che taglia la finestra come una lama. E poi&#8230; boom. Il cielo si strappa. E io l\u00ec, che penso a mia nonna. Diceva sempre che erano gli angeli che giocano a bocce. Che non c\u2019era da avere paura. Figurati. Mio padre non avrebbe mai giocato a bocce. No, lui avrebbe fatto a pezzi il cielo con l\u2019assolo di <em>Hot for teacher<\/em>. L\u00ec, in mezzo ai fulmini. Ho pensato che quello fosse un buon giorno per un temporale violento, un anno esatto dopo la dipartita di pap\u00e0. In quell\u2019ultimo anno mi sono concessa solo una lacrima al giorno, non perch\u00e9 non volessi piangere, ma perch\u00e9 i miei dotti lacrimali non rispondevano ai comandi. Cos\u00ec ho pensato che era giusto che il cielo piangesse al posto mio. Mi sono voltata sul lato sinistro con un tonfo, sbuffante. Una carezza, un solletico. Che cos\u2019\u00e8? Una lacrima. Neanche me ne sono accorta, mi \u00e8 arrivata fino alla bocca, secca. Salata. Come il mare che accarezza quelle spiagge liguri.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sola lacrima. Sempre e solo una, piccola, imbarazzata, lacrima. Il minimo sindacale per ricordarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che cazzo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi tocco il viso sorpresa, le guance sono tagliate da un sentiero salato che fa capolino all\u2019orecchio sinistro. Altre lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quando era concesso?<\/p>\n\n\n\n<p>E adesso piango. Sto piangendo. Cazzo. Gli occhi si alternano, le ciglia sono zuppe e il viso \u00e8 un campo di battaglia. Mi allungo per cercare il mio ultimo acquisto greenwashed. Eccolo. Kleenex eco-sostenibili. Consapevoli. Riciclati. Dalla carta dei culi felici degli indigeni equosolidali. Fantastico.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre rido amaramente non mi bastano pi\u00f9 le mani per asciugarmi e strappo pezzettini di carta fradicia dalla faccia, mi accorgo che il cuscino \u00e8 zuppo e il materasso inizia a gorgogliare sotto di me. Questo affluente salmastro dei miei occhi si riversa sul parquet, il legno geme, si gonfia, si solleva e si spacca. Il fiume dilaga in corridoio. In cucina i tappeti dell\u2019Ikea galleggiano, lo spazzolino in bagno gira su s\u00e9 stesso come in un acquario rotto. L\u2019acqua si fa spazio tra le mura del condominio, il vicino di casa fa surf sulle scale con un tagliere di legno. Il panettiere sotto casa cerca di remare con un mestolo da cucina. Un\u2019anziana \u00e8 al comando di un divano che naviga. Le strade si allagano, i tombini tossiscono, poi soffocano. Piango e il livello si alza. Piango e si alza ancora. La citt\u00e0 sembra l\u2019Atlantide delle mie lacrime. I motorini annegano come cavalli marini in disarmo, un piccione plana e si schianta in una pozzanghera troppo profonda. Le mie lacrime si uniscono al Tevere e straborda, il Colosseo pare una ciambella di marmo che galleggia. Il sindaco dichiara lo stato d\u2019emergenza, il notiziario blocca le programmazioni e recita \u2013 <em>Una ragazza ha pianto troppo. Le lacrime hanno superato i livelli storici del Po, del Nilo, del Mekong. <\/em>&#8211; Un prete benedice i marciapiedi, la perpetua urla disperata che \u00e8 arrivata la fine del mondo. Una signora mi guarda indiavolata:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChiudi quei rubinetti, ragazzina!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ma io non so come chiuderli questi rubinetti. Non so neanche come li abbia aperti. E\u2019 tutto fuori dal mio controllo. Piacevolmente fuori dal mio controllo. Allora mi lascio andare alle ondate di questo mio fiume, galleggio, pancia all\u2019aria, lascio affogare le orecchie, i suoni del mondo diventano ovattati, proprio come quando ero un putto abbronzato. Chiudo gli occhi arrossati ed esausti dal duro lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Resto l\u00ec a galleggiare, l\u2019acqua ha portato via tutto, tranne me. La marea si abbassa piano, le pareti si asciugano, il legno si stende, le cose tornano a dove stavano, e forse anche io insieme a loro. Forse \u00e8 vero che non si smette di soffrire. E\u2019 che a un certo punto, si smette di trattenere.<\/p>\n\n\n\n<p>E da l\u00ec in poi, si comincia a vivere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_56898\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"56898\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ero piccola, diventavo una specie di putto abbronzato, tra le spiagge liguri. 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